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sabato, 11 luglio 2009

GFFIII8 - Machine Girl (review by RabidRats)

machinegirl01Per non creare troppo disordine con le REC pubblico una rapida analisi di Machine girl prima che Demon faccia una REC più completa. Un giovane capo yakuza provoca la morte del fratello di una ragazza; ella non avrà pace finchè si sarà vendicata e trova aiuti inaspettati in altri familiari delle  vittime del medesimo assassino. La battaglia ha inizio...

Film decisamente deludente, le battaglie e i personaggi sono ridicoli, qualche effetto speciale è fatto bene ma nel complesso troppo esagerati; la trama si dilunga e la costruzione a flashback fa l'errore di mettere la scena più bella all'inizio cosicchè dopo sembra tutto meno bello, inoltre in questo modo si sa già fin da subito che la sua vendetta riesce.

Demonaz
Non ho molto da aggiungere alla review del Babio.
Anche perchè è passato qualche giorno e quel poco che Machine Girl mi aveva dato.. è svanito. Anche perchè a visione terminata ho iniziato subito un processo di smaltimento dei ricordi di immagini di questo livello, che ledono alla qualità della mia creatività visiva.
Non so se vi può interessare ma in questo momento sta entrando dalla finestra una puzza di.. concime (merda) potentissima!
Machine Girl: immagino che il motivo che ha attirato tutti a mettere la propria X e anche il buon HH a proporre il film in listazza sia stata la presunta presenza di una ragazza con un arto macchinoso sparatutto. Ebbene la ragazza c'è stata e anche il suo braccio a mitragliatrice, allora cosa volevate di più? Un film?
Durante la scena dell'amputazione, ShockTrauma, casualmente rientrata prima del previsto, si è tagliata un dito affettando i pomodori... inquietante.
Troppa azione in Machine Girl, poca trama e tante urla, mitragliate senza misura, lotte impari, dialoghi di promesse di difendersi a vicenda nella lotta contro chissà chi.. assolutamente senza senso. Bruttissimi davvero alcuni effetti digitali, mi viene in mente la faccia scomposta in pezzi dai colpi del mitragliatore. A parte il fatto che un colpo di quel calibro farebbe esplodere tutta la testa, non un piccolo frammento. Il modo in cui i pezzi di faccia scompaiono è assolutamente digitale. La faccia si smaterializza gradualmente, ci sono queste formine disegnate forse con Paint che scompaiono una alla volta. Una scena così avrebbe rovinato anche un ottimo film, ci sono altre scene di questo livello e non c'era nemmeno un discreto film da rovinare.
Quest'anno mi state facendo passare la passione per i film asiatici, me sono piaciuti solo 3 di tutti quelli visti: S-Korei, Skoroi

postato da: lelemente alle ore 00:17 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: machine girl, --gffiii8, >iguchi
martedì, 30 giugno 2009

Classifica Ghisoni Film Festival III 8a edizione

1° 5,12 - L'australiano (Skolimowski)

[Guadagna la qualificazione per i Masters of Ghisoni]

2° 4,91 - Antichrist (Von Trier)
3° 4,78 - La vestale di Satana (Kumel)
4° 4,62 - Danza macabra (Margheriti)
5° 3,75 - My Bloody Valentine 3D (Lussier)
6° 3,40 - The glow (Baxley)
7° 3,30 - Oscar insanguinato (Hickox)
8° 3,25 - I vampiri di Praga (Browning)
9° 2,37 - Machine girl (Iguchi)

Fc- New York stories (Coppola, Allen, Scorsese)

postato da: lelemente alle ore 01:15 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: - classifica, --gffiii8
martedì, 30 giugno 2009

GFFIII8 - L'australiano (review by RabidRats)

australiano14Tratto da un racconto di Robert Graves giunge sugli schermi del GFFIII8 l'australiano, The shout, film inglese del 1978 diretto dal regista polacco Jerzy Skolimowski tra i bucolici paesaggi della campagna inglese; il primo personaggio che ci viene presentato è proprio Robert Graves (interpretato da Tim Curry) che viene chiamato da un dottore suo amico nel manicomio da lui gestito per partecipare come segnapunti ad una partita di cricket; a differenza del racconto in cui è Graves a raccontare ad uno il racconto sentito a sua volta dall'australiano, nel film la storia ci viene raccontata dall'australiano stesso il quale però trovandosi nel manicomio come paziente non pare essere del tutto attendibile.


australiano13australiano10














Il vero nome dell'australiano è Charles Crossley; egli racconta come ha reso pazzo un certo Anthony Fielding, anch'egli ricoverato nella clinica ed intento a giuocare a cricket; tramite un sogno Fielding e Crossley entrano in contatto, Anthony, di professione fonico, avverte un pericolo, sua moglie Rachel perde la fibbia, strane pietre circondano il luogo...

australiano9australiano8














Crossley riesce, fingendosi un poveraccio, a farsi invitare a casa Fielding, una coppia sposata ma senza figli e inizia a raccontare un pò di sè, ma le sue gesta compiute nei 18 anni trascorsi in Australia scuotono i padroni di casa , in particolare i racconti sui suoi figli uccisi nelle prime dieci settimane di vita come consentito dalla legge tribale degli aborigeni...non solo parla anche dell'osso che puntato verso una persona ne causa la morte, del modo di far innamorare di sè una donna sottraendole un oggetto e praticando una magia su di esso (la fibbia!), le pietre che se tagliate possono causare la morte e poi il suo pezzo forte: l'urlo! Un capo-stregone aborigeno gli ha insegnato l'urlo che uccide, talmente potente da non risparmiare nessuno....

australiano6...una notte verso l'alba Anthony e Crossley vanno sull'orlo della scogliera e l'australiano gli fa sentire l'urlo raccomandandogli però di tapparsi bene le orecchie...un bel respiro e....

australiano5...l'urlo incredibile uccide un pastore che passava nelle vicinanze e le sue pecore ma lascia confuso lo stesso Anthony le cui protezioni alle orecchie non sono bastate: egli è debole e ha delle crisi di identità: inizia a credere di essere un calzolaio e , non si sa bene come, ha imparato il mestiere...l'australiano intanto ha compiuto il suo rito sulla fibbia e conquistato Rachel che, come un'ossessa, si denuda e si prostra ai piedi di Crossley...il marito trova come unica soluzione per sconfiggere questo misterioso uomo quella di utilizzare i suoi stessi riti magici: prende la pietra che contiene la vita dell'australiano e inizia a picchiare duro...intanto la polizia giunge per arrestare l'uomo dell'uccisione dei suoi figli.

australiano2australiano1














Eccoci quindi tornati al punto di partenza...Graves, Crossley, la partita di cricket, lo scoppio del temporale previsto dall'australiano e il finimondo con Crossley che minaccia di uccidere tutti con il suo urlo.

L'australiano è stato un film di una potenza devastante riassunto nella mitica scena centrale dell'urlo. Seppure si aprano diversi interrogativi sulla vicenda l'effetto è magico e lo spettatore è catturato dall'atmosfera malata della pellicola...il finale ( che è poi anche l'inizio) con Rachel che corre a cercare il cadavere di Crossley lascerebbe intendere che tutto è successo sul serio e che ella fosse davvero innamorata persa dell'australiano in seguito al rito magico e che quindi egli godesse davvero di quelle capacità magiche di cui si vantava...ma l'ambientazione nel manicomio riapre tutto il discorso...da questo punto di vista mi è sembrato di scorgere un'allusione a Il gabinetto del Dottor Caligari, capostipite del genere horror del 1920 e ancora oggi dibattutissimo sui suoi numerosi significati...come credere a una storia raccontata da un paziente di un manicomio? Quanta verità c'è? Anche nel film di Wiene il protagonista chiuso nel manicomio raccontava la storia che lo aveva condotto lì ma poi la realtà dei fatti non gli dava pienamente ragione... sta di fatto che quando l'australiano minaccia di uccidere tutti con il suo urlo non si sa se ridere o essere tremendamente spaventati e sperare che non lo faccia! Ma questo è ciò che rende il film davvero inquietante.

Il film si avvale di un cast pregevole ottimamente calato nei ruoli, di una regia visionaria e una ambientazione ottima....il tutto è avvolto in un'atmosfera buia, con immagini sempre grigio/blu, molto tetre. Susannah York nonostante l'età ci mostra le sue grazie abbondantemente.

Film ancora da capire e assorbire, ma di grande spessore!
postato da: lelemente alle ore 01:05 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: --gffiii8, australiano, >skolimowski
martedì, 23 giugno 2009

GFFIII8 - Oscar Insanguinato (by Batzubaster)

Douglas Hickox, di nazionalità britannica, presenta il film "Oscar Insanguinato", con la straordinaria intepretazione di Vincent Price.
oscar 1
Price è Lionheart, un attore di teatro che interpreta soprattutto ruoli di protagonista nelle tragedie di
William Shakespeare. Egli non vince un importante premio a causa del parere contrario di una serie di critici. Va da loro, tutti riuniti in un palazzo, e esprime la sua delusione: essi lo prendono in giro. Davanti alla figlia, egli si butta in mare dal balcone interpretando il monologo di Amleto. Il suo corpo, tuttavia, non viene mai trovato, sebbene la figlia sostenga che egli si trova in una tomba che lei ha costruito. Ma iniziano strani omicidi: uno dei critici viene chiamato dalla polizia per sgomberare un gruppo di poveri che si son rifugiati in una costruzione disabitata (probabilmente di sua proprietà). Egli ci va accompagnato da due poliziotti, i quali però non fanno nulla per evitare che coloro che dovevano esser cacciati lo uccidano; uno dei poliziotti anzi si leva la maschera: è Lionheart, che pronuncia una battuta teatrale e lo lascia al suo destino, recitando alla fine davanti ai carnefici il discorso di Marco oscar 2Antonio nel Giulio Cesare. La polizia indaga, Lionheart torna a uccidere, sempre aiutato dai senzatetto (che lo salvarono dalla morte); ucciderà tutti i critici basandosi sulle tragedie shakespeariane: uno lo trafigge colla lancia per mimare Achille che uccide Ettore in Troilo e Cressida, a un altro taglia un pezzo di carne vicina al cuore per mimare Shilok nel Mercante di Venezia. Ma Lionheart usa anche altri espedienti oltre all'omicidio in prima persona: per rappresentare Otello, a  un critico fa credere che sua moglie lo tradisca (con lui) e quindi lo spinge a strangolarla e poi lo uccide simulando suicidio. L'unico critico che non uccide è Devlin, col quale si scontra a duello in una palestra dove si pratica la scherma (Romeo e Giulietta) ma, pur essendo vincitore, lo risparmia, forse per il suo coraggio (è l'unico che non mente dicendogli che lui voleva che vincesse) o forse per spaventarlo ancor più, dato che gli dice che lo ucciderà ma non quando, per dargli terrore. Comunuque sia, Devlin dice tutto alla polizia, che nonostante il parere contrario della giovane Lionheart cerca l'attore. Devlin alla fine rimarrà il solo critico ancora in vita: viene catturato e minacciato di accecamento (Re Lear) se non cambierà idea sulle doti recitative del suo rapitore. Ma non ha alcuna intenzione di farlo...
oscar 3
Il film è stato forse il meno seguito della storia, ma ciò non mi ha impedito di ammirarlo e comprendere
le molte genialità che esso contiene. La trama è sviluppata in modo molto positivo: io nel riassunto di essa ho seguito la fabula e non l'intreccio, ma quest'ultimo fa in modo che si generi una grande suspance, stupendo all'inizio per ciò che si osserva (nel primo omicidio), poi gradualmente facendo venire alla luce chi sia l'assassino,  poi spiegando tutto con un flashbak, poi facendo attendere con timore le prossime mosse del protagonista. Bellissime le scene di omicidio: alcune un po' macabre e nauseanti, ma tutte all'interno di una recitazione tratta dalle fantastiche opere di Shakespeare. Vincent Price stupendo, spesso terrificante, spesso grottesco, nel senso che mostra una pazzia grottesca e spaventosa. Grandi messaggi non ne ho trovati: Rabid ha suggerito una critica al mondo del teatro (e anche del cinema) che spesso distrugge registi e lavori di qualità per invidie e gelosie? Finale tragico e  spettacolare, accompagnato ancora una volta da una citazione dal Bardo.
oscar 5
postato da: batzubaster alle ore 11:35 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: oscar insanguinato, --gffiii8, >hickox
mercoledì, 17 giugno 2009

GFFIII8 - Danza Macabra (review by Batzu)

Danza Macàbra, noto nome di un tipo di arte medievale, che rappresenta balli di vivi con scheletri, è il titolo di un film di Antonio Margheriti, nei titoli di testa nascosto dallo pseudonimo Anthony M. Dawson, del lontano 1964.
danza 1danza 2danza 3
Il protagonista del film è il biondo damerino nomato Alan (in alto al centro). Egli è un giornalista povero che si trova in una taverna con niente popo di meno che... Edgar Allan Poe (a sinistra), non un omonimo ma proprio lo scrittore, il quale gli dice di non aver mai inventato le sue storie, ma di aver sempre raccontato cose vere. Come si capirà, l'ambientazione è ottocentesca. Insieme ai due vi è un  nobile della famiglia dei Blackwood (a destra), il quale ode le loro conversazioni sull'orrore e la morte  e decide di proporre all'ingenuo Alan una scommessa: egli dovrà, per l'alta cifra di 10 sterline, passare una notte nel suo antico maniero. Alan accetta: va in carrozza coi due amici al castello e qui inizia la sua nottata. Dimenticavo di dire che non è una notte qualunque: è la notte... dei mostri! Alan cammina qua e là per le antiche stanze e sente varie presenza. A un tratto ecco che lo tocca una donna: Elizabeth. Ella gli dice di essere la sorella del nobile Blackwood e che quest'ultimo non gli ha detto nulla perchè la considera morta da quando ha deciso di vivere isolata lì. I due si innamorano subito, però vi è uno stacolo: Giulia, bionda innamorata di Elizabeth che interviene e fa arrabbiare costei. Evidentemente il castello è abitato da molta gente, altro che esser deserto... Tuttavia qualcosa comincia a danza 4non funzionare: Elizabeth e Alan, reincontratisi, amoreggiano, e lui si accorge... che non le batte il cuore! Arriva un uomo e la accoltella, scacciato poi da un pugno di Alan. Questo corre qua e là e non trova più l'amata,  quand'ecco che arriva un altro uomo: il professor Karmus, uno scienziato che gli parla di strane teorie sulla vita e la morte: secondo lui gli esseri viventi hanno 3 tipi di vita, quella del corpo, quella dello spirito e quella dei sensi. Questa dura molto dopo la morte se la persona è stata uccisa in un momento particolare della sua esistenza. E' questo che accadde a Elizabeth, che in realtà è morta. Alan non gli crede; lui lo porta a vedere la Danza Macabra degli abitanti del castello, tutti i morti dei Blackwood, in origine Blackblood, morti per omicidio. La stessa Elizabeth uccise la bionda che aveva ucciso uno che aveva ucciso il suo amante. Tutti quelli che ha incontrato Alan sono morti (se ancora non lo avevate capito)! Lo stesso Karmus è morto. Ora i morti sono risorti per l'ultima notte, la notte dei mostri. Cosa vorranno da Alan?

Il film è molto bello e mi è piaciuto alquanto. L'unico difetto della lentezza in alcune scene non rovina una spaventosa storia resa spettacolare da molti elementi: la presenza di Edgar Allan Poe, la scommessa intrigante,  le donne fredde e senza battito cardiaco, i ritratti degli antenati, i gatti neri... Tutti questi elementi generano una riuscita suspance che appassiona e prende. Il lungometraggio presenta anche riflessioni interessanti su vita e morte: i discorsi di Poe, quelli di Karmus... Belle le scene di danza dei morti e le parti in cui Alan assiste ad avvenimenti passati. Bello e appassionante, dunque, profondo, godibile e ben fatto. Finale tragico nella sua grandezza. Un Margheriti geniale.
danza 5

postato da: batzubaster alle ore 17:29 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: danza macabra, --gffiii8, >margheriti
martedì, 16 giugno 2009

GFFIII8 - Antichrist (review by RabidRats)

antichrist_von_trier_web--200x150Come nell'Anticristo di Nietzsche, opera che il regista ha affermato di tenere sempre sul comodino, anche nell'anticristo di Lars Von Trier non c'è un vero e proprio anticristo...l'anticristo è in entrambi i casi l'autore: nel testo Nietzsche si scaglia contro il cristianesimo che secondo la sua tesi è l'unico vero male mai prodotto dall'umanità, nel film l'anticristo è Von Trier ma il Cristo contro cui si scaglia è qualcos' altro: conoscendo la sua innata arroganza potrebbe essere ancora una volta il sistema cinematografico standardizzato contro cui sempre ha fatto cinema, ma in questo caso oserei dire che il Cristo da sconfiggere è ancora Von Trier stesso: è il male che ha dentro di sè, la malattia, se preferite...una tesi che lo stesso film pare supportare: la protagonista ha paura. Ma di che cosa? Il bosco, la Natura, Satana...alla fine alla cima della piramide c'è lei stessa. L'ansia, il dolore e la pena generano paura, ma l'ansia e il dolore sono provocati dalla stessa protagonista del film quindi la paura (che è anche causa del male) nasce dentro di sè.
Si può parlare quindi di un film terapeutico in cui viene analizzata la paura e la malattia(nella prima stupenda parte del film) ma anche di un film fortemente simbolico basato su teorie di psicoanalisi e leggende catare sulla malvagità del femminino. Non posso dire di aver compreso il film, soprattutto in questa suo secondo aspetto, anche se mi sto documentando, ma se siete interessati potete trovare in rete tante spiegazioni (molte delle quali forzate) che collegano il film a psicologia o catarismo...non è indispensabile conoscerle però per apprezzare il film.

MV5BMTQxMzYwODkzMF5BMl5BanBnXkFtZTcwOTc0MjA2Mg@@._V1._SX600_SY256_Protagonisti unici del film sono Charlotte Gainsbourg e William Dafoe: la donna e l'uomo, non hanno nome...tutti gli altri esseri umani non contano nulla, il loro volto è oscurato...nel prologo del film mentre la coppia fa all'amore sotto la doccia, il loro figlio attirato dalla neve sale in piedi sulla sedia dopo essere uscito dal box e si sporge troppo dalla finestra cadendo nel vuoto, poi il film è strutturato in quattro capitoli: l'ansia , il dolore, la pena, i tre mendicanti...nella prima parte vediamo il tentativo di lui di aiutarla a guarire, analizzare il suo stato d'animo, la sua paura anche con processi di semi-ipnosi per cercare di capire che cos è la sua paura! Nella seconda, intuito che il bosco (Eden) dove si recano in villeggiatura possa significare qualcosa, l'uomo porta la donna nel bosco e continua la sua terapia andando però a scontrarsi con degli aspetti malvagi della natura fino alle parole di una volpe che pongono in discussione tutte le credenze e le parole dette in precedenza dall'uomo “Hai avuto un'esperienza che non apparteneva alla realtà (il pianto del bambino) e da lì è nata la tua paura”. Nella terza parte si sprigiona la violenza mista a sessualità e si scopre il “perchè” (o almeno uno dei perchè visto che già da prima la donna sembrava accanirsi sul bimbo) la donna prova così tanto dolore e si autoincolpa....è davvero colpa sua! Per non smettere di provare piacere durante il rapporto col marito,non intervenne per salvare il bambino nonostante lo avesse visto salire sulla sedia...per penitenza si taglia via il/la clitoride (curioso che sia un nome sia maschile sia femminile). Quarta parte: gli animali che rappresentano Ansia, Dolore e pena intervengono per salvare l'uomo, che liberatosi, uccide la donna e la brucia come le streghe che la moglie studiava per la sua tesi: è la parte più simbolica del film in cui però mi preme far notare come per lei Ansia, dolore e pena conducono alla morte, mentre lui è salvato da queste tre cose (simbolizzate nei tre animali delle tre costellazioni)anche se guardando il cielo mi sembra dica “Non esistono queste stelle!”....insomma: se il personaggio femminile si riesce a capire, se le sue azioni hanno un motivo...i suoi studi le hanno messe strane idee in testa che poi la hanno portata ad infliggere del dolore al figlio con le scarpine messe al contrario inconsciamente e poi a causa del dramma ha effettivamente perso qualche rotella...non si riesce proprio ad inquadrare il personaggio maschile che dovrebbe essere la razionalità, la scienza ma è quello che ha le esperienze più irrazionali (IL CAOS REGNA!) e mistiche (si veda anche l'epilogo)...a tutto questo poi va aggiunto il discorso sulla Natura che allarga ancora di più le possibili letture che possiamo, se vogliamo, trovare al film...io non mi spingo oltre...mi sono accontentato di segnalare alcune scene e fare alcune domande per indurre a pensare.

MV5BMTI2ODc1ODE2MV5BMl5BanBnXkFtZTcwMDg0MjA2Mg@@._V1._SX600_SY361_Antichrist è un film che fa pensare, e non poco, e non solo per raggiungere un significato; è un film che rende partecipe di un dramma . A me è piaciuta tantissimo la prima parte, tutta dialoghi e ipnosi, nel tentativo di capire “Che cos è questa paura che non mi permette di andare avanti?”,poi dopo c'è anche una componente horror notevolissima: l'accanimento sui genitali è pesantissimo e se il bembo eiaculante sangue non è una novità (anche se qui l'effetto è più realistico del pezzo di pongo utilizzato in Nekromantik) il taglio del clitoride è super disturbante anche perchè motivato (a differenza della pietrata sul pisellone); la mola nella gamba è un po' esagerata ma anche qui...dovrebbe trattarsi di un'antica tortura fatta alle streghe.

MV5BMTYzNzEwMDQ4NF5BMl5BanBnXkFtZTcwNDg0MjA2Mg@@._V1._SX600_SY261_A livello registico siamo forse di fronte al film più “normale” di Von Trier e debbo dire che alcune cose non mi sono piaciute: il prologo sarà patinato, manierista, quello che volete, ma è puro spettacolo con l'utilizzo di questa super slow-motion che ti lascia vedere ogni singola goccia d'acqua rimbalzare sui corpi avvinghiati tra loro; poi Trier alterna momenti di camera a mano spesso anche stramossa, zoomatone improvvise e montaggio antinarrativo come aveva già fatto in altri suoi film ai momenti di ipnosi o più simbolici del film in cui si torna ad immagini ottimamente confezionate e ancora all'utilizzo della super slow motion...ma non sono queste le cose che non mi sono piaciute anche se il cambio di stile qui non è così ragionato come in altri film....non mi son piaciute molto le corse tra le fronde degli alberi con i flash del volto della donna urlante, e il momento in cui sembra esserci una doppia personalità della donna....inoltre non ho capito perchè l'epilogo che torna in bianco e nero come il prologo non sia a super rallentatore anch' esso...spettacolare la canzone Lascia ch'io pianga che fa da colonna sonora dei momenti iniziali e finali del film; bravissimi i due attori, ...detto questo reputo Antichrist un film sicuramente positivo anche se non tra i migliori del mio regista preferito, e ci tengo a precisare anche che i suoi film non sono tutti così criptici anzi, prima ancora che gran regista Von Trier è un grande scrittore di cinema

MV5BMjA3MDMxMjY4N15BMl5BanBnXkFtZTcwMTg0MjA2Mg@@._V1._SX600_SY254_Dio inventa l'uomo – l'uomo è divertente...Ma ecco che anche l'uomo si annoia. La compassione di Dio per l'unica pena che tutti i paradisi hanno in sé non conosce limiti: creò subito anche altri animali. Primo errore di Dio: l'uomo non trovò divertenti gli animali – li “dominava”, non voleva neppure essere “animale” - Perciò Dio creò la donna. E in realtà a questo punto ebbe fine la noia – ma ebbero fine anche altre cose! La donna fu il secondo errore di Dio. - “La donna è per sua natura, Serpente, Eva” - “Dalla donna viene nel mondo ogni male!” “Di conseguenza da essa viene anche la scienza!”. Soltanto attraverso la donna l'uomo imparò a gustare l'albero della conoscenza. - Che cosa era accaduto? Il vecchio Dio fu colto da una paura maledetta. L'uomo stesso era divenuto il suo più grande errore, si era creato un rivale, la scienza rende simili a Dio – Morale: la scienza è il proibito in sé, solo essa è proibita. La scienza è il primo peccato, il germe di tutti i peccati, il peccato originale. La morale è nient altro che questo: “Tu non devi conoscere!”

Friederich Nietzsche


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lunedì, 15 giugno 2009

GFFIII8 - I vampiri di Praga (review by Rabid)

vamppraga03Partendo già di suo penalizzato dalla visione in lingua originale il film non ha poi contribuito molto a ravvivare l'interesse nei suoi confronti se non dal punto di vista delle immagini, sempre affascinanti, in un ottimo bianco e nero, che diventavano meravigliose nelle scene delle apparizioni del conte Mora (Bela Lugosi) e della sua compagna (Carol Borland), vampiri a tutti gli effetti salvo poi nel finale rivelarsi degli attori professionisti che collaboravano alle indagini dell'ispettore Neumann, incaricato di capire se la morte di un uomo era dovuta al morso di un vampiro o al folle gesto di un assassino che per sviare le indagini aveva simulato i segni del morso sfruttando anche le superstizioni locali; il colpo di scena finale oltre che antipatico stride con ciò che è avvenuto prima in particolar modo con una cosa assai evidente: lei volava!

vamppraga12vamppraga10Il resto della storia è classico per quel poco che ho capito ma sarebbe stato emglio se anche il finale fosse restato tale senza intraprendere una strada sicuramente originale per gli anni 30 ma molto stonata nel film in questione; è vero che Browning aveva già diretto un Dracula (quello giudicato "un titolo banalotto") quindi non aveva senso fare un altro film uguale al precedente ma il finale classico non si doveva toccare...queste atmosfere scherzose negli horror non mi sono mai piaciute. Ho poco altro da dire se non fare i complimenti ai due attori vampiri capaci di dire tutto solo con lo sguardo e alla cornice fotografica di Browning e assistenti. Oscar scena leggendaria al volo della vampira che abbiam dovuto rivedere una seconda volta ma che non si riusciva a trovare...perchè ERA PRIMA!
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giovedì, 04 giugno 2009

GFFIII8 - The Glow (Review by BatzuBaster)

The Glow, Usa, anno 2002, regia di Craig R. Baxley.
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Matt e Jackie sono una coppietta. Lui ama correre ma proprio mentre corre al parco viene aggredito e derubato. Lo assistono dei simpatici vecchietti, che lo portano a casa loro, in un palazzo poco lontano. Da lì Matt chiama la moglie, che arriva: le dice che alcuni dei vecchietti hanno lì un largo appartamento che cederebbero loro con un basso affitto. Jackie e Matt vanno dunque a vivere nel palazzo, dove conoscono una coppietta come loro e fanno amicizia. Dopo un po' i loro 2 amici spariscono: tutti dicono che sono fuggiti in quanto ladri. Jackie non ci crede molto, ma la vita va avanti; tutti badano solo alla salute e Matt è spesso coinvolto nei loro allenamenti in palestra o al parco. Mentre corre la mattina, peraltro, conosce una biondina... Jackie non capisce perchè il marito non vuole avere rapporti con lei. Un giorno la bionda che Matt ha conosciuto fa finta di cadere durante la corsa: l'uomo la porta a quella che lei dice esser la sua casa, Jackie trova il numero della ragazza nelle tasche del marito, chiama e lui risponde: è la bufera. I vecchietti consigliano ai due di andare da una terapeuta di coppia. Intanto una signora che si è detta esser la sorella dell'elemento maschile della coppia con cui avevano fatto amicizia e che aveva contattato Jackie per chiederle se sapeva che fine egli avesse fatto è morta: la polizia investiga. Jackie e Matt trovano una nuova serenità, tanto che riescono a concepire un figlio. La più cattiva delle vecchiette (le atmosfere e alcune situazioni già han fatto capire a questo punto che qualcosa non va nel palazzo) chiude Jackie nella sauna e lei perde il bimbo. Jackie ha forti sospetti; teme il palazzo e vorrebbe andar via. Un suo collega cui aveva chiesto di investigare le dice che tutti gli abitanti del palazzo erano famosi e che sono troppo vecchi per essere ancora vivi. Il collega muore. Jackie scopre che a ucciderlo è stato il furgone di uno degli abitanti del palazzo. Cosa farà? Cosa succederà a Matt? Che segreto si nasconderà dietro il salutismo esasperato dei vicini di casa e dietro alla morte e la sparizione di chiunque si sia avvicinato ai protagonisti?
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Un film che racconta una storia non originalissima ma che contiene molti elementi positivi: la suspance, anche troppa, nel senso che prima di arrivare al punto clou ce ne vuole, in primo luogo. Il mistero del palazzo emerge lentamente con atmosfere ben fatte e con battute e azioni che indicano gradualmente che la situazione non è normale. Ben fatti i personaggi, soprattutto i due protagonisti e i vecchietti principali. Paurosa la fine, che sembra lieta ma in realtà è tragica. Positivo, dunque, in generale, anche se non è niente di così spaciale.
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lunedì, 01 giugno 2009

GFFIII8 - My Bloody Valentine 3D (RabidRats)

Per festeggiare la laurea di RabidRats quale modo migliore se non un' improvvisata visione GFF al cinema...contro le ferree regole della bombola e delle raccomandazioni il film in questione viene addirittura inserito nell'ottava edizione anche se la settima non era ancora finita...un'eccezione ogni tanto fa bene tanto più che questo film aveva qualcosa di speciale: per la prima volta il popolo del Ghisoni si apprestava, indossati degli occhialoni spaziali, a vedere un film 3D cioè tridimensionale.

my-bloody-valentine-3-d-1-1280Nella città di Harmony tutto gira intorno ad una miniera: essa da lavoro a tutta la città; quando il proprietario di essa muore torna in città il figlio, fuggito 10 anni prima, quando un folle minatore risvegliatosi da un coma dopo un incidente sul lavoro fece fuori 22 persone prima di essere ucciso e sepolto dal vecchio sceriffo nel bosco. Il ragazzo, Tom, ora 30enne era stato uno dei superstiti della tragedia insieme alla sua ragazza, Sarah, e all'amico Axel. Al suo ritorno trova Sarah e Axel sposati e con un figlio inoltre è seriamente intenzionato a vendere la miniera con la quale, dopo lo shock subito 10 anni prima non vuole aver niente a che fare; tutta la città gli da contro preoccupata per il proprio futuro ma anche il presente non sorride molto ai cittadini: il minatore folle, o il suo spettro, sembra essere tornato, lasciando dietro di sè una lunga scia di cadaveri. Axel indaga, Tom tenta di ricominciare con Sarah un discorso interrotto bruscamente anni prima, sfruttando il fatto che Axel cornifica la moglie e i morti continuano: un camionista, una mignotta, il vecchio sceriffo, la baby sitter, l'amante di Axel fino alla resa dfei conti all'interno della miniera dove tutto era incominciato.

(200309183417)My_Bloody_Valentine_3-D_1La trama regge nonostante diverse soluzioni rapide o seconde piste gratuite, le caratterizzazioni dei personaggi sono molto stereotipate, da fiction tv, e le recitazioni non aiutano certo a dare spessore ai nostri abitanti di Harmony ma questo tipo di film da il meglio di sè nelle scene di sangue, morte e paura già di loro molto ben fatte ma rese ancora più potenti dalla terza dimensione: il film è stato diretto pensando interamente allo spettatore della sala: piccozze, rami, fucili, proiettili sono sempre sparati verso il publlico prima di giungere a destinazione, l'effetto dato dai particolari occhiali ci fa vedere la morte avvicinarsi sempre più fino a darci l'impressione di colpirci dritto al cuore.

valentine_resizeInsomma l'esperienza tridimesionale viene promossa a pieni voti lasciandoci solo un momentaneo fastidio agli occhi...il film ha sicuramente qualche sbavatura ma è anche fin troppo scritto bene rispetto a molti slasher in cui si ammazza tanto per ammazzare...la potenza del Surround fa il resto.
IL film non dimentica anche due fattori importanti: il negus, il principale sospettato da tutti, e la fiocca, qui inserita in una lunga scena in cui la vittima del killer tenta la fuga completamente biotta dopo aver bombato col camionista...peccato che le bocce non fossero in 3D. La soluzione dell'enigma è un pò tirata in lungo ma poi è ben presentata attraverso una visione che il killer ha di se stesso, egli per una strana schizofrenia uccideva ma non sapeva di farlo...quando vede il minatore avvisa gli altri del pericolo ma loro non lo vedono...è la sua furia omicidia che sta arrivando per prenderlo ancora una volta questa volta per sempre

pubMi è piaciuto molto nel film una specie di tributo ai film anni 80 che ho avvertito da molti elementi (negus, fiocca, ignoranza tipica dei bifolchi e degli sceriffi) nonostante il film sia ambientato all'incirca ai giorni nostri ...ho scoperto solo poi che si trattava di un remake di un film del 1981 di George Mihalka di cui vi lascio, prima di chiudere, il trailer

www.youtube.com/watch
postato da: RabidRats alle ore 18:23 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: my bloody valentine, --gffiii8, >lussier
martedì, 26 maggio 2009

GFFIII - 8a edizione

- My bloody Valentine 3D  ( Patrick Lussier, USA  2009 )


 Rabid Rats presenta:
- Antichrist  ( Lars Von Trier, DANIMARCA  2009 )


- I vampiri di Praga ( Tod Browning, USA 1935 )


- La vestale di Satana  ( Harry Kumel, BELGIO  1971 )


Demon Death presenta
:
- Machine girl ( Noboru Iguchi, GIAPPONE 2008 )


LordPain presenta:

- The glow
( Craig R. Baxley, USA  2002)


- Oscar insanguinato
( Douglas Hickox, INGHILTERRA  1973)


- Danza macabra
( Antonio Margheriti, ITALIA  1964 )


- L' australiano 
( Jerzy Skolimowski, INGHILTERRA  1978 )



Fuori concorso: New York stories  (Woody Allen, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, USA  1989)
postato da: lelemente alle ore 00:09 | link | commenti (224) | commenti (224)
categorie: --gffiii8