Per non creare troppo disordine con le REC pubblico una rapida analisi di Machine girl prima che Demon faccia una REC più completa. Un giovane capo yakuza provoca la morte del fratello di una ragazza; ella non avrà pace finchè si sarà vendicata e trova aiuti inaspettati in altri familiari delle vittime del medesimo assassino. La battaglia ha inizio...2° 4,91 - Antichrist (Von Trier)
3° 4,78 - La vestale di Satana (Kumel)
4° 4,62 - Danza macabra (Margheriti)
5° 3,75 - My Bloody Valentine 3D (Lussier)
6° 3,40 - The glow (Baxley)
7° 3,30 - Oscar insanguinato (Hickox)
8° 3,25 - I vampiri di Praga (Browning)
9° 2,37 - Machine girl (Iguchi)
Fc- New York stories (Coppola, Allen, Scorsese)
Tratto da un racconto di Robert Graves giunge sugli schermi del GFFIII8 l'australiano, The shout, film inglese del 1978 diretto dal regista polacco Jerzy Skolimowski tra i bucolici paesaggi della campagna inglese; il primo personaggio che ci viene presentato è proprio Robert Graves (interpretato da Tim Curry) che viene chiamato da un dottore suo amico nel manicomio da lui gestito per partecipare come segnapunti ad una partita di cricket; a differenza del racconto in cui è Graves a raccontare ad uno il racconto sentito a sua volta dall'australiano, nel film la storia ci viene raccontata dall'australiano stesso il quale però trovandosi nel manicomio come paziente non pare essere del tutto attendibile.



...una notte verso l'alba Anthony e Crossley vanno sull'orlo della scogliera e l'australiano gli fa sentire l'urlo raccomandandogli però di tapparsi bene le orecchie...un bel respiro e....
...l'urlo incredibile uccide un pastore che passava nelle vicinanze e le sue pecore ma lascia confuso lo stesso Anthony le cui protezioni alle orecchie non sono bastate: egli è debole e ha delle crisi di identità: inizia a credere di essere un calzolaio e , non si sa bene come, ha imparato il mestiere...l'australiano intanto ha compiuto il suo rito sulla fibbia e conquistato Rachel che, come un'ossessa, si denuda e si prostra ai piedi di Crossley...il marito trova come unica soluzione per sconfiggere questo misterioso uomo quella di utilizzare i suoi stessi riti magici: prende la pietra che contiene la vita dell'australiano e inizia a picchiare duro...intanto la polizia giunge per arrestare l'uomo dell'uccisione dei suoi figli.


Antonio nel Giulio Cesare. La polizia indaga, Lionheart torna a uccidere, sempre aiutato dai senzatetto (che lo salvarono dalla morte); ucciderà tutti i critici basandosi sulle tragedie shakespeariane: uno lo trafigge colla lancia per mimare Achille che uccide Ettore in Troilo e Cressida, a un altro taglia un pezzo di carne vicina al cuore per mimare Shilok nel Mercante di Venezia. Ma Lionheart usa anche altri espedienti oltre all'omicidio in prima persona: per rappresentare Otello, a un critico fa credere che sua moglie lo tradisca (con lui) e quindi lo spinge a strangolarla e poi lo uccide simulando suicidio. L'unico critico che non uccide è Devlin, col quale si scontra a duello in una palestra dove si pratica la scherma (Romeo e Giulietta) ma, pur essendo vincitore, lo risparmia, forse per il suo coraggio (è l'unico che non mente dicendogli che lui voleva che vincesse) o forse per spaventarlo ancor più, dato che gli dice che lo ucciderà ma non quando, per dargli terrore. Comunuque sia, Devlin dice tutto alla polizia, che nonostante il parere contrario della giovane Lionheart cerca l'attore. Devlin alla fine rimarrà il solo critico ancora in vita: viene catturato e minacciato di accecamento (Re Lear) se non cambierà idea sulle doti recitative del suo rapitore. Ma non ha alcuna intenzione di farlo...



non funzionare: Elizabeth e Alan, reincontratisi, amoreggiano, e lui si accorge... che non le batte il cuore! Arriva un uomo e la accoltella, scacciato poi da un pugno di Alan. Questo corre qua e là e non trova più l'amata, quand'ecco che arriva un altro uomo: il professor Karmus, uno scienziato che gli parla di strane teorie sulla vita e la morte: secondo lui gli esseri viventi hanno 3 tipi di vita, quella del corpo, quella dello spirito e quella dei sensi. Questa dura molto dopo la morte se la persona è stata uccisa in un momento particolare della sua esistenza. E' questo che accadde a Elizabeth, che in realtà è morta. Alan non gli crede; lui lo porta a vedere la Danza Macabra degli abitanti del castello, tutti i morti dei Blackwood, in origine Blackblood, morti per omicidio. La stessa Elizabeth uccise la bionda che aveva ucciso uno che aveva ucciso il suo amante. Tutti quelli che ha incontrato Alan sono morti (se ancora non lo avevate capito)! Lo stesso Karmus è morto. Ora i morti sono risorti per l'ultima notte, la notte dei mostri. Cosa vorranno da Alan?
Come nell'Anticristo di Nietzsche, opera che il regista ha affermato di tenere sempre sul comodino, anche nell'anticristo di Lars Von Trier non c'è un vero e proprio anticristo...l'anticristo è in entrambi i casi l'autore: nel testo Nietzsche si scaglia contro il cristianesimo che secondo la sua tesi è l'unico vero male mai prodotto dall'umanità, nel film l'anticristo è Von Trier ma il Cristo contro cui si scaglia è qualcos' altro: conoscendo la sua innata arroganza potrebbe essere ancora una volta il sistema cinematografico standardizzato contro cui sempre ha fatto cinema, ma in questo caso oserei dire che il Cristo da sconfiggere è ancora Von Trier stesso: è il male che ha dentro di sè, la malattia, se preferite...una tesi che lo stesso film pare supportare: la protagonista ha paura. Ma di che cosa? Il bosco, la Natura, Satana...alla fine alla cima della piramide c'è lei stessa. L'ansia, il dolore e la pena generano paura, ma l'ansia e il dolore sono provocati dalla stessa protagonista del film quindi la paura (che è anche causa del male) nasce dentro di sè.
Si può parlare quindi di un film terapeutico in cui viene analizzata la paura e la malattia(nella prima stupenda parte del film) ma anche di un film fortemente simbolico basato su teorie di psicoanalisi e leggende catare sulla malvagità del femminino. Non posso dire di aver compreso il film, soprattutto in questa suo secondo aspetto, anche se mi sto documentando, ma se siete interessati potete trovare in rete tante spiegazioni (molte delle quali forzate) che collegano il film a psicologia o catarismo...non è indispensabile conoscerle però per apprezzare il film.
Protagonisti unici del film sono Charlotte Gainsbourg e William Dafoe: la donna e l'uomo, non hanno nome...tutti gli altri esseri umani non contano nulla, il loro volto è oscurato...nel prologo del film mentre la coppia fa all'amore sotto la doccia, il loro figlio attirato dalla neve sale in piedi sulla sedia dopo essere uscito dal box e si sporge troppo dalla finestra cadendo nel vuoto, poi il film è strutturato in quattro capitoli: l'ansia , il dolore, la pena, i tre mendicanti...nella prima parte vediamo il tentativo di lui di aiutarla a guarire, analizzare il suo stato d'animo, la sua paura anche con processi di semi-ipnosi per cercare di capire che cos è la sua paura! Nella seconda, intuito che il bosco (Eden) dove si recano in villeggiatura possa significare qualcosa, l'uomo porta la donna nel bosco e continua la sua terapia andando però a scontrarsi con degli aspetti malvagi della natura fino alle parole di una volpe che pongono in discussione tutte le credenze e le parole dette in precedenza dall'uomo “Hai avuto un'esperienza che non apparteneva alla realtà (il pianto del bambino) e da lì è nata la tua paura”. Nella terza parte si sprigiona la violenza mista a sessualità e si scopre il “perchè” (o almeno uno dei perchè visto che già da prima la donna sembrava accanirsi sul bimbo) la donna prova così tanto dolore e si autoincolpa....è davvero colpa sua! Per non smettere di provare piacere durante il rapporto col marito,non intervenne per salvare il bambino nonostante lo avesse visto salire sulla sedia...per penitenza si taglia via il/la clitoride (curioso che sia un nome sia maschile sia femminile). Quarta parte: gli animali che rappresentano Ansia, Dolore e pena intervengono per salvare l'uomo, che liberatosi, uccide la donna e la brucia come le streghe che la moglie studiava per la sua tesi: è la parte più simbolica del film in cui però mi preme far notare come per lei Ansia, dolore e pena conducono alla morte, mentre lui è salvato da queste tre cose (simbolizzate nei tre animali delle tre costellazioni)anche se guardando il cielo mi sembra dica “Non esistono queste stelle!”....insomma: se il personaggio femminile si riesce a capire, se le sue azioni hanno un motivo...i suoi studi le hanno messe strane idee in testa che poi la hanno portata ad infliggere del dolore al figlio con le scarpine messe al contrario inconsciamente e poi a causa del dramma ha effettivamente perso qualche rotella...non si riesce proprio ad inquadrare il personaggio maschile che dovrebbe essere la razionalità, la scienza ma è quello che ha le esperienze più irrazionali (IL CAOS REGNA!) e mistiche (si veda anche l'epilogo)...a tutto questo poi va aggiunto il discorso sulla Natura che allarga ancora di più le possibili letture che possiamo, se vogliamo, trovare al film...io non mi spingo oltre...mi sono accontentato di segnalare alcune scene e fare alcune domande per indurre a pensare.
Antichrist è un film che fa pensare, e non poco, e non solo per raggiungere un significato; è un film che rende partecipe di un dramma . A me è piaciuta tantissimo la prima parte, tutta dialoghi e ipnosi, nel tentativo di capire “Che cos è questa paura che non mi permette di andare avanti?”,poi dopo c'è anche una componente horror notevolissima: l'accanimento sui genitali è pesantissimo e se il bembo eiaculante sangue non è una novità (anche se qui l'effetto è più realistico del pezzo di pongo utilizzato in Nekromantik) il taglio del clitoride è super disturbante anche perchè motivato (a differenza della pietrata sul pisellone); la mola nella gamba è un po' esagerata ma anche qui...dovrebbe trattarsi di un'antica tortura fatta alle streghe.
A livello registico siamo forse di fronte al film più “normale” di Von Trier e debbo dire che alcune cose non mi sono piaciute: il prologo sarà patinato, manierista, quello che volete, ma è puro spettacolo con l'utilizzo di questa super slow-motion che ti lascia vedere ogni singola goccia d'acqua rimbalzare sui corpi avvinghiati tra loro; poi Trier alterna momenti di camera a mano spesso anche stramossa, zoomatone improvvise e montaggio antinarrativo come aveva già fatto in altri suoi film ai momenti di ipnosi o più simbolici del film in cui si torna ad immagini ottimamente confezionate e ancora all'utilizzo della super slow motion...ma non sono queste le cose che non mi sono piaciute anche se il cambio di stile qui non è così ragionato come in altri film....non mi son piaciute molto le corse tra le fronde degli alberi con i flash del volto della donna urlante, e il momento in cui sembra esserci una doppia personalità della donna....inoltre non ho capito perchè l'epilogo che torna in bianco e nero come il prologo non sia a super rallentatore anch' esso...spettacolare la canzone Lascia ch'io pianga che fa da colonna sonora dei momenti iniziali e finali del film; bravissimi i due attori, ...detto questo reputo Antichrist un film sicuramente positivo anche se non tra i migliori del mio regista preferito, e ci tengo a precisare anche che i suoi film non sono tutti così criptici anzi, prima ancora che gran regista Von Trier è un grande scrittore di cinema
Dio inventa l'uomo – l'uomo è divertente...Ma ecco che anche l'uomo si annoia. La compassione di Dio per l'unica pena che tutti i paradisi hanno in sé non conosce limiti: creò subito anche altri animali. Primo errore di Dio: l'uomo non trovò divertenti gli animali – li “dominava”, non voleva neppure essere “animale” - Perciò Dio creò la donna. E in realtà a questo punto ebbe fine la noia – ma ebbero fine anche altre cose! La donna fu il secondo errore di Dio. - “La donna è per sua natura, Serpente, Eva” - “Dalla donna viene nel mondo ogni male!” “Di conseguenza da essa viene anche la scienza!”. Soltanto attraverso la donna l'uomo imparò a gustare l'albero della conoscenza. - Che cosa era accaduto? Il vecchio Dio fu colto da una paura maledetta. L'uomo stesso era divenuto il suo più grande errore, si era creato un rivale, la scienza rende simili a Dio – Morale: la scienza è il proibito in sé, solo essa è proibita. La scienza è il primo peccato, il germe di tutti i peccati, il peccato originale. La morale è nient altro che questo: “Tu non devi conoscere!”
Friederich Nietzsche
Partendo già di suo penalizzato dalla visione in lingua originale il film non ha poi contribuito molto a ravvivare l'interesse nei suoi confronti se non dal punto di vista delle immagini, sempre affascinanti, in un ottimo bianco e nero, che diventavano meravigliose nelle scene delle apparizioni del conte Mora (Bela Lugosi) e della sua compagna (Carol Borland), vampiri a tutti gli effetti salvo poi nel finale rivelarsi degli attori professionisti che collaboravano alle indagini dell'ispettore Neumann, incaricato di capire se la morte di un uomo era dovuta al morso di un vampiro o al folle gesto di un assassino che per sviare le indagini aveva simulato i segni del morso sfruttando anche le superstizioni locali; il colpo di scena finale oltre che antipatico stride con ciò che è avvenuto prima in particolar modo con una cosa assai evidente: lei volava!
Il resto della storia è classico per quel poco che ho capito ma sarebbe stato emglio se anche il finale fosse restato tale senza intraprendere una strada sicuramente originale per gli anni 30 ma molto stonata nel film in questione; è vero che Browning aveva già diretto un Dracula (quello giudicato "un titolo banalotto") quindi non aveva senso fare un altro film uguale al precedente ma il finale classico non si doveva toccare...queste atmosfere scherzose negli horror non mi sono mai piaciute. Ho poco altro da dire se non fare i complimenti ai due attori vampiri capaci di dire tutto solo con lo sguardo e alla cornice fotografica di Browning e assistenti. Oscar scena leggendaria al volo della vampira che abbiam dovuto rivedere una seconda volta ma che non si riusciva a trovare...perchè ERA PRIMA!




