Dopo il successo della serie tv omonima e dopo la realizzazione di un cortometraggio , nel 2006, girate ulteriori scene per dare continuità ai singoli episodi, esce il film "Fascisti su Marte" per la regia di Corrado Guzzanti e Igor Skofic. Guzzanti (anche sceneggiatore) interpreta la parte del gerarca Barbagli che negli anni del regime decide di partire con una nave spaziale alla conquista di Marte, il pianeta rosso, per offrirlo in dono al duce. La sua squadra è composta da:




Fascisti su Marte è un grande film: è realizzato come gli antichi cinegiornali del regime con il medesimo linguaggio opportunamente esagerato e storpiato per un risultato di assoluta comicità che si articola a più livelli: fa ridere per i suoi singoli sketch alla portata di tutti (che generano la risata immediata), fa ridere per quello che dice (per ridere bisogna conoscere bene la storia di quegli anni) e fa ridere soprattutto per come lo dice (e se si confronta il linguaggio a quello dei veri cinegiornali fascisti la risata è assicurata); insomma è un film davvero divertente perchè presuppone un ragionamento da parte del pubblico: non è che ti obbliga a ridere con un tappo di spumante che viene sparato e finisce in bocca a Massimo Boldi: ti offre l'intelligente battuta e se la cogli ridi altrimenti no. Guzzanti che come comico non mi ha mai entusiasmato riesce invece in questo film a creare personaggi, situazioni davvero esilaranti e cosa ancor più degna di lode a mandare diversi messaggi allo spettatore: non è solo un film satirico contro il fascismo ma la satira si allarga alla realtà moderna tanto che il fascismo in alcuni casi fa anche bella figura: esso era infatti una dittatura che opprimeva il popolo con la violenza, la nostra democrazia è invece un sistema che porta il popolo ad opprimersi da solo usando un'arma anche più dolorosa della violenza cioè l'ignoranza.
Gli effetti speciali sono chiaramente digitali e televisivi, molto alla buona, ma non sfigurano nell'insieme: c'è molto più cinema in questo prodotto che deriva da una serie tv che nel 95% del cinema italiano dell'ultimo decennio tra cui diverse citazioni letterarie e cinematografiche; ottima la scelta delle canzoni fasciste come colonna sonora: esse contribuiscono ancor più al divertimento collettivo. Assolutamente un film da vedere e rivedere!
Ecco un'altra simpatica foto di Pain e Luca Negri alla prima del film
2° 4,80 - M (Lang)
3° 4,30 - El dia de la bestia (De La Iglesia)
4° 4,20 - Three extremes (Mike/Park/Chan)
5° 4,00 - Il plenilunio delle vergini (Batzella)
6° 3,91 - La maschera della morte rossa (Corman)
7° 3,50 - Ils (Xavier Palud)
8° 3,16 - L'iguana dalla lingua di fuoco (Freda)
9° 2,62 - Maleficia (Pellissier)
Fc- Fascisti su Marte (Guzzanti)
Ils - Essi. Film francese ambientato in Romania, interamente costruito sul mistero dell'identità del babau e sul relativo colpo di scena finale. Le vittime: inizialmente madre e figlia in una tipica scena alla dead end con tipico incidente in macchina e tipica morte non spiegata. Poi i due veri protagonisti, cioè una coppia di innamoratini che vivono in una casa sperduta in mezzo alla campagna. Lei maestrina carina, piena fin qui di sicurezze prima e di paure poi. Lui scrittore-cazzeggiatore, passante le giornate a giuocare a flipper, amante della fica, pessimo cuoco. L'agguato è alla porta, ma chi sono i cattivi? Semplici malintenzionati? Extra-terrestri? Zombie?
Protagonista è un prete (Alex Angulo), insegnante di teologia che in seguito ai suoi lunghi studi sulle letture ha scoperto che la fine del mondo è prevista per la notte di Natale del 1995, dat in cui a Madrid verrà concepito il demonio; la sua missione è quello di riuscire a scoprire il luogo esatto in cui avverrà questo parto leggendario e impedirlo uccidendo la bestia che deve nascere sotto qualunque aspetto essa si riveli; per capire il luogo esatto in cui nascerà egli deve prima diventare amico di Satana, richiamarlo a sè attraverso gesti malvagi che gli facciano capire le sue intenzioni reali di compiere il male, riuscire ad evocarlo e diventare un suo suddito, pronto a donargli l' anima...prima di ciompiere la sua missione si confessa da un prete il quale purtroppo farà una brutta fine





Quello che nessuno si aspettava funzionasse, funziona: uno scarafaggio risponde all'evocazione ma non può entrare nel pentacolo, i ter voltano lo sguardo e vedono arrivare un capro. Il demonio però non è sciocco, capisce le reali intenzioni del prete e manda loro un messaggio scritto sullo zolfo: esto no es un juego! Una frase interessante è stata detta in precedenza: il diavolo ama burlarsi degli uomini imitando Iddio...nascerà quindi come lui, in povertà...Dopo una fuga inutile dal davanzale sopra la scritta della Schwepees, continua la caccia al tesoro con un partecipante in più , Cavan, che nel frattempo è tornato agli studi televisivi per mandare la sua troupe in cerca di informazioni su tutti i casi ufficiali di vendita al demonio della propria anima. Prete e Jose sempre più braccati dalle forze dell'ordine seguono ogni pista possibile: una conferenza su Nostradamus, un concerto dei Satannica, ma niente da fare..il prete sembra perdere le speranze quando Cavan trova la soluzione e li contatta attraverso il suo programma





Il difetto di El dia de la bestia è, come già successo appunto nel fantastico Tuno Negro, quello di esagerare...non tanto negli effetti speciali del capro, del cielo rosso e affini che neanche a me sono piaciuti molto è vero...ma non sono pecche così gravi anche perchè il caprone e la sua camminata sono superdivertenti...ma di esagerare in alcuni passaggi di trama con trovate che non servono allo svolgersi dei fatti nè alle caratterizzazioni dei personaggi: mi riferisco in particolare all'uscita dal davanzale sulle lettere illuminate della Schweepes, una scena esagerata e di cattivo gusto oltre che inutile: Jose sotto l'effetto di droghe si diverte a saltare giù... gli altri con una forza sovrumana lo tengono, poi addirittura creano una catena e stanno lì sospesi nel vuoto...da dimenticare! Lo stesso vale per il nonno e per lo spropositato uso di droghe in generale...inutili momenti che tentano di strappare sorrisi...non ce n'era bisogno perchè già di suo il film è molto divertente...ricorderei almeno la sfilata dei re magi con Jose che spara tra la folla e il primo a prendersi la pallottola è Baldassarre


Tree Extremes è una raccolta di mediometraggi girati da grandi nomi dell'horror asiatico: Mike Takashi rappresenta il Giappone, Fruit Chan la bandiera di Honk-Kong e infine Park Chan-Wook dalla temutissima Korea. Il primo episodio -The Box- è proprio del caro amico Mike che ci ha tenuto compagnia parecchie volte finora, stupendoci sempre, esaltando o deludendo ma sempre nel segno dell'eccesso.
Mi aspettavo anche in questo caso qualcosa di molto forte, in realtà The Box è un racconto molto curato e delicato di una malinconica storia. Kyoko è una ragazza che scrive romanzi a mano, con una stupenda calligrafia. L'editore per premiarla le regala una scatoletta contenente una carillon e una freccetta. Su dolci ma inquietanti note ci si rende conto che Kyoko convive con le apparizioni spettrali di una piccola sorella. Un flashback ci racconta tutto quello che è successo quando entrambe avevano circa 6 anni e lavoravano col padre in una specie di circo magico.
Neve, fiamme, bauletti, rose rosse e bianche, collanine... simboli? Semplicemente ricordi, incubi, stupende riprese intensamente fotografate. Pochi misteri rispetto al solito Mike, che tra passato e presente ci racconta tutto per filo e per segno. The Box rimane una semplice intrigante storia, ma anche un raffinato esercizio di stile, capace di incantarci e a tratti anche di spaventarci.
Miriam Yeung e Bai Ling sono le protagoniste di Dumplings, l'episodio girato dall'amico Fruit. Non so se la traduzione del titolo è Ravioli, fatto sta che Dumplings di ravioli parla, tortellini giapponesi particolari che grazie al loro ripieno rossastro gelatinoso hanno il potere di ringiovanire chi li mangia. Una donna sulla 40ina si reca dall'esperta della pasta fatta in casa, la scollata artista del bocconcino ripieno.
Non passa molto prima di capire che il magico ripieno non sono altro che feti sminuzzati, una cura costosissima ma efficacissima contro l'invecchiamento della pelle, metafora esasperata dei prodotti attualmente in commercio, mix a base di placente e rare parti di animali sacrificati per la bellezza di ricche donne insoddisfatte. La massima efficacia della cura del tortello viene raggiunta se la sua dispensatrice intona, durante il pasto, canti tradizionali giapponesi.
Nella famosa scena la musica parte melodiosa salvando l'episodio dalla sicura condanna che avrebbe ricevuto in caso di canto a cappella prolungato per più di un minuto. Incanto e orrore per i giurati presenti in Cantina, prima affascinati dalla bellezza della cuoca e poi nauseati dalla sua cattiveria, sulla scia di un progressivo inasprimento dello splatter. Il sangue e le scene esplicite aumentano e il Rabid su tutti barcolla temendo il peggio, il riinizio della stagione dello sbocco.
La cura procede imperterrita e inizia a presentare, oltre all'effetto desiderato, qualche controindicazione. Intanto qualcuno intuisce già che nel finale la protagonista si troverà di fronte a una durissima scelta che fa riflettere.
Il third episiodio è come previsto una delusione. Inizia bene con una particolare vampira ma sono solo poche scene di un film nel film. Da segnalare il fiotto di sangue esagerato che impensierisce ancora una volta il Babio. Dopo poco la storia sprofonda in lunghi dialoghi, in giochi di morte e dolore, amputazioni, elucubrazioni.. riflessioni che non capisco dove vogliono parare.. interpretazioni discutibili... Insomma, il Park che nei primi minuti fa sfoggio di tecnica, deliziando, in seguito si limita alle parole.
Dal fogliazzo: emerge durante la visione che tutti i giurati hanno vissuto spietate coincidenze durante la giornata. Il numero tree si è presentato nelle circorstanze più svariate e sempre incutendo timore reverenziale. Il secondo episodio è quello che ha ricevuto più segnalazioni per l'oscar: disturbante per le scene degli abborti, hot per la scena della bavata d'acqua e per la zia mei quando si abbassa per impastare e mostra una scollatura del tutto simile a quella di una collega di Pian. Nel terzo episodio viene citato John Waters che avevo chiamato una decina di minuti prima. "Nel frattempo il Babio ansima come un cavallo, ondeggia, sta covando la boccata... è la stagione... anche l'anno scorso, con mucha sangre... e il tiramisù..." Chiudo citando BB: "il primo e il terzo episodio sono estremi perchè sono agli estremi del film".

va, ma non per i barattoli, bensì per minacciare di sfratto una glaciale Rynn. Nonostante le proteste di questa, va in cantina, dove scopre qualcosa di orribile; tenta di uscire, ma cade dalle scale e muore. Rynn tenta di accendere la macchina della signora per riportarla a casa di questa, ma viene vista da Mario, un ragazzo un po' strano che fa il mago nelle feste dei fanciulli. La aiuta e i due diventano amici, anzi di più. Stanno in casa, amoreggiano spesso interrotti dallo zio poliziotto di Mario, il cui cognome è Potesda o qualcosa del genere, fino a che arriva il maniaco: vuole sapere che fine h fatto sua madre e picchia Mario, che però si rialza e lo caccia di casa con una lama nascosta nel bastone da mago. Rynn racconta a Mario tutti i suoi segreti: in cantina c'è il cadavere di suo padre, morto da poco, e ella ha ucciso sua madre, avvelenandola. Gli dice anche della signora caduta dalle scale, e la seppelliscono. Mario però si prende una polmonite. Sola in casa, Rynn riceve un'altra visita poco gradita...
L'origine del titolo è spiegata , senza troppa convinzione, da un poliziotto che durante il film suppone che il killer sia come un'iguana per la sua capacità di mimetizzarsi e convivere tra le sue vittime fino al momento in cui può colpire e ucciderle. Aiutandomi col fogliazzo di appunti proporrò l'elenco dei personaggi, degli indizi, dei morti.

era sua moglie (ma non credo sia proprio così), olandese di nascita .Essa viene ritrovata nel bagagliaio della macchina dell'ambasciatore svizzero in Irlanda, sposato in un matrimonio di facciata con questa donna; eccone due foto

-La governante: ella conosce la verità e viene uccisa per farla tacere
-La madre di Pistilli: sorda e ceca al tempo istesso, inutile personaggio semi comico
Da segnalare anche il finale: l'ambasciatorte sta per tornare in patria dove il suo crimine è stato reso noto da Pistilli alle autorità ma egli non lo sa e crede che il figlio sia stato accusato anche del primo omicidio; sale sul battello e inizia a fumare, il film non finisce, si guarda intorno ma il film non finisce, guarda Freda e gli fa un cenno: "E' finito o no?" - "Ancora un attimo!" - COntinua a fumare fino all'uscita della scritta "fine".
il bob esce di pista
...il bob si schianta contro l'albero
Di seguito la filmografia di Riccardo Freda, da vedere per dimenticare questo passo falso:
Mi accingo a recensire "La maschera della morte rossa", bel film risalente all'anno 1964 e diretto da Roger Corman, con la inimitabile interpretazione di Vincent Price.
Il padre della giovine tenta di sfruttare la situazione per uccidere Prospero, ma viene fermato e eliminato, mentre Gino è condannato a tornare al suo villaggio preda della malattia. E qui compare un personaggio spettacolare: la Morte Rossa stessa, un uomo vestito di rosso e incappucciato, che farà comprendere a Prospero come siano vano le ambizioni e la gloria del mondo...

Lord Pain presenta:
- Maleficia ( Antoine Pellissier, FRANCIA 1998 )
- La maschera della morte rossa ( Roger Corman, INGHILTERRA 1964 )
Demon Death presenta:
- Three extrems ( Fruit Chan / Park Chan-Wook / Mike Takashi, HONK KONG / COREA DEL SUD / GIAPPONE 2004 )
Hand Hell presenta:
- M, il mostro di Dusseldorf ( Fritz Lang, GERMANIA 1931 )
- L' iguana dalla lingua di fuoco ( Riccardo Freda, ITALIA 1971)
- Ils ( David Moreau / Xavier Palud, FRANCIA 2006 )
- Quella strana ragazza che abita in fondo al viale ( Nicolas Gessner, USA 1976 )
Rabid Rats presenta:
- El dia de la bestia ( Alex De La Iglesia, SPAGNA 1995 )
- Il plenilunio delle vergini ( Luigi Batzella, ITALIA 1973 )
Fuori concorso: Fascisti su Marte, Corrado Guzzanti, ITALIA 2006