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sabato, 08 agosto 2009

FCIII5 - A snake of June (review by Rabid)

asnakeofjuneqr4Rinko è una giovane donna in carriera felicimente sposata con un uomo più anziano di lei che rispetta e ama ma con il quale non riesce ad essere soddisfatta fisicamente; un giorno inizia a ricevere fortografie che la ritraggono in posizioni che il modo migliore per descrivere è tramite un'onomatopea: FIC FIC FIC FIC FIC FIC FIC e da lì partono delle telefonate di ricatto estenuanti: Violent che ha vivisezionato con me il film mi insegna una nuova parola: STALKING, ovvero la persecuzione che induce la persona che la subisce a tenere comportamenti diversi dal solito a causa della paura...nel caso di Rinko il suo stalker la ricatta obligandola a fare dei giochini erotici minacciandola di consegnare altrimenti le foto incriminate al marito. Il marito però, ossessionato dalla pulizia della casa, ben presto inizia a capire qualcosa e segue la moglie finendo in situazioni assai pericolose: prima viene portato in una specie di confraternita in cui attraverso un inbuto posto davanti al volto è costretto a vedere delle scene di violenza e morte atroci (una bellissima scena che però non ho ben capito come si integra nel resto della trama) poi va a contatto con lo stalker che lo massacra di botte.

snake_of_june_xl_02--film-BQuello che i più non hanno capito sono le vere intenzioni dello stalker che non sono affatto cattive: il suo ingresso nelle vite dei due coniugi servirà a salvarli entrambi dalle loro manie e paure e a risvegliare l'attrazione fisica...e allora: PEM PEM PEM PEM PEM PEM PEM!

E' passato un pò di tempo da quando l'ho visto ma A Snake of June di Shinja Tsukamoto lo ricordo davvero come un ottimo film, forse il migliore tra quelli che ho visto del regista; se la prima parte scorre chiara e liscia con una vicenda appassionante di sexy-stalking, nel finale si avverte un certo ritorno al simbolismo e alla metafora ma che poi trova una spiegazione (non proprio tutto tutto) e sfocia in un happy ending davvero toccante; bella la fotografia e tutte le immagini in generale così come l'attrice protagonista; Tsukamoto recita anche la parte dello stalker oltre che firmare regia, sceneggiatura e fortografia...film da recuperare assolutamente per chi non lo ha visto....poteva anche andare in concorso vista la tematica e la potenza di certe scene.

800px-A_Snake_of_June_(2002)
postato da: RabidRats alle ore 12:17 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: >tsukamoto, --gffiii5, a snake of june
mercoledì, 18 marzo 2009

Classifica Ghisoni Film Festival III 5a edizione

1° 5,21 - Lat den ratte komma in (Alfredson)

[Guadagna la qualificazione per i Masters of Ghisoni]

2° 4,75 - The toxic avenger (Kaufman)
3° 4,58 - Il mulino delle donne di pietra (Ferroni)
4° 4,30 - Quattro mosche di velluto grigio (Argento)
5° 4,25 - Terrore dallo spazio profondo (Kaufman)
6° 4,20 - La casa del diavolo (Zombie)
7° 3,40 - The eye 2 (Pang Bros)
8° 3,10 - Il cervello dei morti viventi (Sasdy)
9° 2,16 - Il bosco 1 (Marfori)

Fc- A snake of June (Tsukamoto)

postato da: RabidRats alle ore 17:10 | link | commenti (11) | commenti (11)
categorie: - classifica, --gffiii5
martedì, 17 marzo 2009

GFFIII5 - La Casa del Diavolo (DemonDeath)

devils-4La Casa del Diavolo riparte praticamente da dove eravamo rimasti con La Casa dei 1000 Corpi: la famiglia Zombi viene rintracciata e sta per soccombere sotto l'assedio della polizia. Sono rimasti Rob (che Rabid dice non essere Rob Zombie ma un attore che gli somiglia), la fidanzata, la mamma e forse un altro che muore. La mamma viene arrestata e gli altri due riescono a fuggire.
Il titolo originale è the Devil Rejects e spinge sui tasti dolenti che hanno fatto il successo del predecessore: fotografia molto curata e d'effetto, ralenti, ottime musiche in contrasto con ottime scene spietate, il culo di Sheri Moon Zombie o la sua abitudine di portare pantaloni a vita bassa.

devils-1Le forze dell'ordine si inseriscono tra i ruoli protagonisti in questo episodio, con lo sceriffo che deve vendicare il fratello e desidera la morte dei cattivi più d'ogni altra cosa.
Anche il clown prende più spazio e libera la sua simpatia e il suo alito fetido in parecchi minuti di pellicola. Insomma il regista si discosta dai classici plot horror dove i candidi protagonisi finiscono tra le grinfie dei cattivi e mette in scena una specie di western-road movie dove cattivi-buoni, buoni-cattivi e cattivi-figlidiputtana si sfidano tra violenza, malvagità, tradimenti fatali.

devils-2Rob e Sheri si procurano una macchina, un paio di ostaggi, una stanza d'albergo e una dose massiccia di divertimento, violenza fisica e psicologica, nudità gratuite. Intanto i poliziotti interrogano e torturano (e poi uccidono) la mamma della famiglia. E' il momento in cui i ruoli si capovolgono, il buono va al di la della legge e si trasforma in un sadico senza pietà. Ospitati dal fratello negro del clown i nostri vengono traditi, incastrati e immobilizzati, in un finale molto intenso in cui lo spettatore non può fare a meno di schierarsi dalla parte dei cattivi.

devils-3Rob Zombie per quanto mi riguarda c'era riuscito anche nel primo episodio e forse è proprio questo che mi piace tanto dei suoi film. Esalta la bellezza del cattivo, il suo carisma, il suo fascino. Da lacrimoni il lunghissimo ralenti finale in cui i 3 fuggono verso li destino con nelle loro menti le immagini di sorrisi spensierati, come 3 figli dei fiori in un campo, in controluce, le risate...

I classici cattivi quindi spostati sotto la luce del sole, perdono il fascino malefico del face-painting, della messa satanica e del sotterraneo delle atrocità per consacrarsi in una grande metafora che punta a svelare il ribaltamento di ruoli tipico della società americana.

devils-5Dal fogliazzo: "io non vorrei fare già una critica ma questa che è una scena che andrebbe sbrigata un po' in fretta perchè ha il ralenti?" (Pian) in effetti la sparatoria iniziale è lentissima, col ralenti ci va giù pesante.. La sigla comunque è bellissima con i tipici fermi immagine più nome attori un po' da telefilm.. dopo 3 righe di fogliazzo c'è già la candidatura all'oscar fotografia.
Poi c'è Mauro Magni, un lancio di coltello di dritto, la diarrea esplosiva, il fascino dei teppistoni assassini, candidatura oscar musiche, il Superlerciume e "alla fine muoi-ono tutti".
postato da: DemonDeath alle ore 12:21 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: casa del diavolo, casa dei mille corpi, --gffiii5, >zombie
lunedì, 16 marzo 2009

Lat den ratte komma in (Review by Rabid)

Per chiudere la quinta edizione è stato vivisezionato un film di recentisima uscita nelle sale,in Italia è uscito ai primi di Gennaio col titolo "Lasciami entrare", traduzione non precisissima dello svedese "Lat den ratte komma in" che dovrebbe significare qualcosa tipo "lascia entrare ciò che ne ha il diritto", "lascia entrare quello giusto". Avrete capito che si tratta di un film proveniente dalla Svezia; saprete ora, se già non lo sapete, che il film è tratto da un romanzo di John Ajvide Lindqvist, che credo leggerò per trovare alcuni chiarimenti a dettagli che il film forse non aveva tempo di approfondire, in particolare questa caratteristica vampiresca, forse una variante nordica alla leggende più note sui vampiri, per cui il vampiro ha bisogno del tuo permesso per entrare nella tua casa o, approfondendo, per entrare in te, quindi morderti e renderti un vampiro a tua volta.

let15Protagonista del film è Oskar, un 12 enne come tanti ma non tantissimi: nella sua classe è lo zimbello dei bulli che lo tormentano in continuazione, a casa vive con la madre, il padre vive lontano, va daccordo con entrambi ma sente forse la mancanza di una famiglia vera e trova conforto nella lettura delle gesta dei serial killer di cui ritaglia tutti gli articoli di giornale; tiene con sè un coltello a serramanico che però non usa mai per difendersi ma col quale si sfoga fingendo di aggredire i bulli; eccolo qua:

let7e questo è il capo dei bulli:

let9Ultimamente i giornali riportano spesso notizie di cronaca nera perchè un assassino gira proprio nella città uccidendo e svuotando le vittime del sangue; scopriamo quasi subito che l'assassino è il nuovo vicino di casa di Oskar, un tale di nome Hakan che viene dalla Russia con quella che dice essere sua figlia: ecco qui il nostro uomo:

let4Dopo quello di Sporloos ecco un altro killer imbranato e soprattutto lentissimo; ma egli non è un cattivo, nè uno studioso calcolatore, egli uccide per qualcun altro: la giovane vampira Eli, un mostro nel corpo di una eterna dodicenne, ma che per restare in vita ha bisogno di nutrirsi;  egli si espone in prima persona per procurarle cibo

let5Ma la sua lentezza unita forse alla stanchezza di questa vita spesa ai servizi del vampiro lo portano alla cattura; in un ultimo atto d'amore dona il suo sangue a Eli prima di sfracellarsi al suolo.
Oskar ed Eli intanto si sono conosciuti e hanno fatto amicizia, anzi tra loro nasce qualcosa di più. E pensare che tutto era iniziato così:

let2Lui vuole essere gentile con lei ma lei è una ragazza diversa: non festeggia il compleanno che non sa neanche quando sia, non mangia caramelle, non ha mai ricevuto un dono; lei lo aiuta a trovare il coraggio per ribellarsi ai bulli cosa che però lo metterà nei guai.
Il loro rapporto non cambia neache quando lui capisce la sua vera natura; è un pò intimorito e al momento se ne va, ma ritorna subito da lei anche se però è curioso di vedere se dice il vero e quindi prova a farla entrare senza invitarla:

letnewdice il vero!

let1Restata sola si procaccia il cibo da sola ma senza volerlo viene vista da un tipo della zona che inizia a cercarla per la città come se non bastasse Eli morde anche sua moglie contagiandola. Eli e Oskar si aiuteranno a vicenda nella risoluzione dei loro problemi.

let16Dopo aver fatto una sparata clamorosa dicendo che i film sui vampiri non mi piacevano molto mi sono imbattuto in una serie di film che mi hanno fatto ricredere: Lat den ratte komma in è uno di questi. Ambientato nei primi anni 80 in una Svezia gelida ricostruisce egregiamente il contesto storico con una attenta cura alle scenografie e alle notizie radiofoniche e televisive, inoltre presenta bene la figura dello straniero russo, guardato sottecchi; è quindi una vicenda di vampiri urbana, ambientata nella realtà, non in un contesto fantastico; ottima regia del non esordiente ma quasi Thomas Alfredson, ottima fotografia, ottimo uso della macchina da presa con sfondo spessissimo fuori fuoco, ottima colonna sonora che quando c'è (non spessissimo) è a volte solo sussurrata così come la recitazione degli attori che si perde nel silenzio delle immense pianure innevate; ottime le interpretazioni tranne forse un pò i bulletti, non riuscitissimi; bravissimi i due bambini alla loro prima esperienza su un set cinematografico.

let17let18







Questa contrapposizione tra due immagini di Eli, in cui vediamo le sue due nature combattere: quella vampiresca che potrebbe azzannare Oskar e quella dell'adolescente che, innamorata, vuole proteggerlo mi spinge a parlare anche dell'ottimo lavoro di trucco ed effetti speciali che riescono a rendere la ragazza quasi un'altra persona in  certe scene, per non citare poi la sfigurazione di Harkan, la sua caduta, l'arrampicata sulle pareti dell'ospedale.
Non voglio essere accusato di prostituzione intellettuale quindi dirò le cose come stanno anche se ciò mi porta ad ammettere un mio errore: gli effetti speciali non sono digitali ma frutto un attento lavoro artigianale come questo video dimostra:

www.youtube.com/v/hCSUBeHO6Ek&hl=it&fs=1

(rimangono dei dubbi sull'arrampicata - che comunque è riuscitissima - e l'attacco dei gatti - secondo me la scena peggiore del film).
Tutta questa analisi su vampiri e tecnica cinematografica non metta in secondo piano la storia dell'amore innocente che nasce tra i due giovani protagonisti che rappresenta la grande forza e novità del film provocando un'infinità di emozioni a dispetto del ritmo lento, dei pochi dialoghi e della limitata azione.

let6let21







Gesti banali assumono per Oskar un'importanza estrema (un piccolo dono, un messaggio tramite alfabeto morse... qualcuno lo ha chiamato alfabeto a morsi)  mentre Eli accetta e vive questo amore come un'esperienza mai provata pur nella sua secolare esistenza. Il loro bisogno di uno per l'altro è reciproco. Eppure il finale rivela la triste tragedia che accompagna un'esistenza vampiresca: il vecchio Harkan forse 50 anni prima era come Oskar, un ragazzo che aveva trovato la sua ragione di vita in un mostro e che ha speso poi tutta la sua vita per nutrirlo e tenerlo al sicuro in nome di un amore grandissimo e impossibile...tutto questo per finire poi rimpiazzato da un altro che non aveva niente da perdere ma tutto da guadagnare da quest' amicizia; Oskar dice a Eli che le vorrebbe bene anche se non fosse una ragazza e così è...il futuro vedrà Oskar invecchiare ed Eli rimanere bambina fino alla loro inevitabile separazione causa morte di uno dei due a meno che Oskar si facesse mordere... ma in questo caso chi si prenderebbe cura dei loro corpi ancora troppo bambini nelle ore giornaliere quando la luce del sole sarebbe loro fatale?

let19Il film si chiude così: sia lieto sia triste, aperto a qualsiasi interpretazione gli si voglia dare: una dolce parabola sulla tolleranza di ciò che è diverso da noi e di ciò che si è, una triste storia d'amore che conduce alla morte, una cupa storia di vampiri e assassini.

let20
postato da: RabidRats alle ore 01:36 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: --gffiii5, lat den ratte, >alfredson
sabato, 07 marzo 2009

GFFIII5 - Terrore dallo Spazio Profondo (Batzu)

Ecco la recensione del visionato film di Philip Kaufman interpretato da Sutherland, TERRORE DALLO SPAZIO PROFONDO, mitico remake del già mitico L'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI.
TERRORE 3
Donald Sutherland è Mattew (o Matiu), un ispettore della sanità che fa la sua prima apparizione trovando sterco di topo nella zuppa preparata in un noto ristorante. Egli è amico di Elizabeth,  affascinante donzella fidanzata con Geoffrey. Egli perde un po' di tempo tra strani poeti e mangiate all'aperto disturbato però dai racconti paranoici di Elizabeth, la quale continua a dirgli che il moroso  non è più lui, che ha qualcosa che non va proprio. Matiu tenta di tranquillizzarla facendole provare a fare strani movimenti con gli occhi e affermando che, dato che ci riesce, non è pazza, ma alla fine deve ammettere che quelche problema c'è. Anche altri gli dicono che hanno lo stesso problema: in particolare un cinese che ha qualche dubbio su sua moglie. Alla fine, nel centro benessere di un'altra amica, Matiu scopre un cadavere coperto di strani filamenti. Sa che in fondo è lui che è chiamato a risolvere il caso. Intanto uno psicologo pazzo tenta di dare spiegazioni stupide all'intera faccenda ma francamente è tutt'altro che convincente. Tra corpi baccellati e strani suoni si arriva così a capire cosa accade: dei vegetali alieni formano tramite baccelli delle "copie" delle persone che si addormentano e le sostituiscono lasciando però nel clone i sentimenti dell'originale. Quando Matiu comprende, è già tardi: gli unici rimasti normali sono lui e Elizabeth (poi si scoprirà anche l'amica del centro benessere). I due lottano per la sopravvivenza ma lei si addormenta e...
TERRORE 1

Il film ripropone la trama dell'Invasione degli Ultracorpi, film di Don Siegel risalente al 1956 che già fu visionato. Per questo motivo, chi già amò quel film è probabile che provi lo stesso sentimento per questo, chi lo disprezzò, farà lo stesso per TERRORE. La storia si riempie tuttavia di personaggi nuovi: il film è il remake del vecchio lungometraggio ma i protagonisti sono differenti e anche alcune situazioni e i baccelli, resi con effetti speciali ovviamente più avanzati e dotati di suoni e urli allorchè si forma il clone. Sutherland interpreta splendidamente il ruolo che gli spetta, avendo l'aspetto di uno un po' tonto ma che capisce e agisce. L'atmosfera è ben resa. Ci sono parti comiche, come quando Matiu dice: "Andiamo a mangiare fuori?" e tutti pensano che intenda al ristorante ma in realtà vuole uscire in giardino, che sdrammatizzano un po' la situazione. le musiche sono belle e messe nei punti giusti,e  spesso non ci sono proprio in alcune scene. Mi è piaciuto il fatto che in questo remake si spieghino cose che nell'originale erano lasciate all'interpretazione personale: era nata infatti una viva discussione su un punto, cioè se i baccelli sostituissero in toto la persona facendola sparire (e quindi uccidendola, perchè non è la stessa cosa sostituire una persona e prendere possesso della sua mente) o se la svuotassero dei sentimenti ma  essa rimanesse in vita. Alle molte risposte non soddisfacenti che si erano trovate, il film mette fine spiegando che avviene la sostituzione ma il cervello è uguale. Mha... Bello il finale con effetto sorpresa, effetto reso più forte in chi ricorda il finale  di L'INVASIONE e si aspetta che sia così anche per TERRORE. Credo che il film avrà ciò che merita nella classifica finale (e ognuno interpreti come vuole).
TERRORE 2
postato da: batzubaster alle ore 16:47 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: --gffiii5, terrore dallo, >kaufman p
domenica, 22 febbraio 2009

GFFIII5 - Zombie: il Cervello dei Morti Viventi (Batzu)

RECensisco con gioia il film dal titolo "Zombie: il Cervello dei Morti Viventi", o "Nothing But The Night", che dir si voglia, diretto dal grande Peter Sasdy nel favoloso anno 1972.

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Strani casi di omicidi che parrebbero suicidi mobilitano poliziotti e medici. L'ultimo di questi, il "suicidio" di un autista che si brucia il volto mentre guida un pullman di ragazzini causando un incidente, lascia viva solo una ragazzina, che pare essere impazzita e ricordare un altro incendio nel quale aveva trovato la morte il suo "amore". La madre della ragazzina, Anna Harb, è un' ex prostituta e assassina che, preoccupata per la figlia, la quale le era stata tolta, la rivuole indietro. Nessuno però vuole dargliela, e del resto la bimba stessa non vuole tornare da lei, che le suscita terrore. Ella cerca dunque in tutti i modi di riprendersi ciò che cosidera suo. La morte del medico che seguiva la bimba, ucciso da una spilla a forma di stella, fa ricadere i sospetti su Anna, che fugge nelle vicinanze dell'orfanotrofio, dove nel frattempo è stata riportata la figlia, allo scopo di cogliere in fallo i sorveglianti. La polizia la bracca. Tutti si interrogano su chi e perchè continui a uccidere, anche perchè viene ritrovato un bimbo ucciso con incisa sulla fronte una stella. Si arriva così rapidamente alla fine, nella quale si spiega tutto ricollegando un minimo la trama al titolo italiano.nuttinbutdanight

Il film suscitò in me, ma credo a tutti, l'aspettativa che ci sarebbe stato qualche pazzo nel film che scambiava cervelli a morti viventi o a zombie riportati da lui in vita, motivo esemplare dell'horror. Ci si aspettava insomma di vedere immagini tipo questa:
zombie 3
Niente di più sbagliato. Il film sembra un giallo per tre quarti, per poi svelare di colpo e senza un'adeguata preparazione un finale horror-scientifico. La trama risulta così alquanto strana e di difficile coerenza... Tuttavia forse il regista si accorge verso la fine di dover immettere un colpo di scena che faccia rivalutare il film, abbastanza noioso fino ad allora, e così introduce un finale a sorpresa che in effetti raggiunge questo obiettivo. Per il resto, attori famosi e belle recitazioni danno una alta qualità al lungometraggio. Carine le musiche, eccetto le odiose canzoncine fanciullesche. Finale bello e molto shockante, anche per la scena finale con per protagonisti bimbi.  
postato da: batzubaster alle ore 10:36 | link | commenti (7) | commenti (7)
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sabato, 21 febbraio 2009

GFFIII5 - Il mulino delle donne di pietra (Rabid)

Demon Death era disperso per la penisola ma due simpatiche presenze lo hanno rimpiazzato nel migliore dei modi, anche se l'originale è insostituibile; El Awrence ed il nostro Fuhrer, quest'ultimo in particolare si è sbizzarrito nella compilazione del fogliazzo da cui prenderò spunto per la RECensione de:

vlcsnap-3476521Che inizio:-Scusi dove abita il professor Wahl? Il professor Wahl? So che abita qui vicino in mulino..
                   -AHH! Venite! (Parte una nota acuta tenebrosa spettacolare che diventa poi un tuono assordante).

Cittadina olandese di Veeze: il giovane Hans giunge ad un mulino gestito dal professore d'arte Gregorius:

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Si celebra in questi giorni il centenario del mulino che ha la particolarità di ospitare un simpatico carillon azionato da carrucole ed ingranaggi sul quale ruotano delle statue raffiguranti delle donne della storia tutte morte di morte violenta o assassine.

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Hans deve fare studi su sta roba, inizia a studiare invece la filgia di Gregorius: Elfie che lo seduce col suo fascino, ma egli ha una fidanzata: Liselotte che egli vuole tenersi stretto dopo la scappatella

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Il dottore del mulino che ha il compito di curare Elfie da una malattia grave impone ad Hans, insieme a Gregorius, di non vedere più la figlia...egli vorrebbe farlo ma lei è decisamente innamorata quindi il dottore gli somministra una droga che gli fa avere terribili visioni: egli decide di andarsene ma qualcosa gli sfugge e ne parla con l'amico Ralf che, improvvisandosi Sherlock Holmes con tanto di pipa e cappello, convince l'amico ritornare al mulino anche perchè Liselotte non si trova più

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Se consideriamo la storia dell'horror in Italia abbiamo
 L'inferno di Giuseppe Berardi
L'inferno
di Giuseppe De Liguoro
Satana - Il dramma dell'umanità
(1912) di Luigi Maggi
Rapsodia satanica
(1915) di Nino Oxilia
Kalida'a, la storia di una mummia
(1917) di Augusto Genina
Il mostro di Frankenstein
(1920) di Eugenio Testa
Satanica
(1923) di Gemma Bellincioni Stagno
Maciste all'inferno
(1925) di Guido Brignone

risalenti all'epoca del muto; poi si salta a fine anni 50 con i due film di Riccardo Freda : I vampiri (1957) e Caltiki: il mostro immortale (1959) fino ad arrivare al 1960 e a Il mulino delle donne di pietra, uscito qualche mese prima de "La maschera del demonio" di Mario Bava...visto sotto questo aspetto il film acquista grande valore; escludendo la storicizzazione siamo di fronte ad un racconto gotico di pregevole fattura, forse un pò prevedibile e lento in certi momenti, ma costruito in maniera ottima con una cura per i dettagli davvero encomiabile: il film è candidato agli oscar nelle categorie: migliori costumi, miglior arredamento, miglior mulino, migliori cappelli, miglior ragionamento logico oltre che miglior attore non protagonista a Marco Guglielmi, Ralf che ha regalato a metà film un memorabile momento di spasso per le sue elucubrazioni e sottili ragionamenti:

vlcsnap-3478843Altri momenti mitici del film: la balera iniziale con una tipica ballata olandese, la scena d'amore. Hans che capisce di amare Liselotte subito dopo averla tradita,i corpetti delle ragazze, la strana scena dell'avvelenamento da droga, resa da un cambio di luce che rende pallidissimo il protagonista, Gregorius che grida "La morte!" con uno sbalzo di volume accompagnato da un tuono fragoroso; così così le uccisioni, tematica del laboratorio/immortalità è già vista e sfruttata ma ricordiamoci sempre che questo è uno dei primissimi horror italiani.

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Dal fogliazzo: Canzoni antisemite di Pain, Bazzu agita le gambe, Elfie non lo conosce neanche da un minuto e già lo deve vedere, minuto 39: tutti se ne vanno stufi del film, Elena dorme!, Piccolo levriero italiano, Hans:"Mi avete fatto giurare di mai più parlare di elfi!",Bazzu guarda l'orologio, Tuono: Bazzu si sveglia poi torna a dormire.

Insomma una visione importante e divertente, pregevole e caratterizzata dalla giusta noia di ciò che è un pò vecchiotto, Ferroni ha fatto davvero un ottimo lavoro, la trama non è delle più elettrizzanti: Commento del Fuhrer: un film pietrificante per Bazzu, un film petificante per Pain, sostituitosi a El Awrence che doveva passare in serata  il Sinai

Citazione: -Io non ti amo!
                   - Fa nulla! Lasciati amare!
postato da: RabidRats alle ore 01:21 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: --gffiii5, mulino donne pietra, >ferroni
domenica, 08 febbraio 2009

GFFIII - 5a edizione

Demon Death presenta:

- La casa del diavolo  ( Rob Zombie, USA 2005 )

- Zombie: il cervello dei morti viventi  ( Peter Sasdy, INGHILTERRA 1972 )

- Il mulino delle donne di pietra  ( Giorgio Ferroni, ITALIA 1960 )

Lord Pain presenta:
-
The eye 2 ( Oxide Pan Chung, HONK KONG 2004 )

- The toxic avenger ( Michael Herz, Lloyd Kaufman, USA 1984)

- Il bosco 1 ( Andrea Marfori, ITALIA 1988 )

- Terrore dallo spazio profondo ( Philip Kaufman, USA 1978 )

- Quattro mosche di velluto grigio  ( Dario Argento, ITALIA 1971 )

 Rabid Rats presenta:
- Lat den Ratte komma in  ( Tomas Alfredson, SVEZIA  2008 )


Fuori concorso: A snake of June, Shinja Tsukamoto, GIAPPONE 2002

 

postato da: RabidRats alle ore 23:27 | link | commenti (213) | commenti (213)
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