Rinko è una giovane donna in carriera felicimente sposata con un uomo più anziano di lei che rispetta e ama ma con il quale non riesce ad essere soddisfatta fisicamente; un giorno inizia a ricevere fortografie che la ritraggono in posizioni che il modo migliore per descrivere è tramite un'onomatopea: FIC FIC FIC FIC FIC FIC FIC e da lì partono delle telefonate di ricatto estenuanti: Violent che ha vivisezionato con me il film mi insegna una nuova parola: STALKING, ovvero la persecuzione che induce la persona che la subisce a tenere comportamenti diversi dal solito a causa della paura...nel caso di Rinko il suo stalker la ricatta obligandola a fare dei giochini erotici minacciandola di consegnare altrimenti le foto incriminate al marito. Il marito però, ossessionato dalla pulizia della casa, ben presto inizia a capire qualcosa e segue la moglie finendo in situazioni assai pericolose: prima viene portato in una specie di confraternita in cui attraverso un inbuto posto davanti al volto è costretto a vedere delle scene di violenza e morte atroci (una bellissima scena che però non ho ben capito come si integra nel resto della trama) poi va a contatto con lo stalker che lo massacra di botte.
Quello che i più non hanno capito sono le vere intenzioni dello stalker che non sono affatto cattive: il suo ingresso nelle vite dei due coniugi servirà a salvarli entrambi dalle loro manie e paure e a risvegliare l'attrazione fisica...e allora: PEM PEM PEM PEM PEM PEM PEM!
2° 4,75 - The toxic avenger (Kaufman)
3° 4,58 - Il mulino delle donne di pietra (Ferroni)
4° 4,30 - Quattro mosche di velluto grigio (Argento)
5° 4,25 - Terrore dallo spazio profondo (Kaufman)
6° 4,20 - La casa del diavolo (Zombie)
7° 3,40 - The eye 2 (Pang Bros)
8° 3,10 - Il cervello dei morti viventi (Sasdy)
9° 2,16 - Il bosco 1 (Marfori)
Fc- A snake of June (Tsukamoto)
La Casa del Diavolo riparte praticamente da dove eravamo rimasti con La Casa dei 1000 Corpi: la famiglia Zombi viene rintracciata e sta per soccombere sotto l'assedio della polizia. Sono rimasti Rob (che Rabid dice non essere Rob Zombie ma un attore che gli somiglia), la fidanzata, la mamma e forse un altro che muore. La mamma viene arrestata e gli altri due riescono a fuggire.
Le forze dell'ordine si inseriscono tra i ruoli protagonisti in questo episodio, con lo sceriffo che deve vendicare il fratello e desidera la morte dei cattivi più d'ogni altra cosa.
Rob e Sheri si procurano una macchina, un paio di ostaggi, una stanza d'albergo e una dose massiccia di divertimento, violenza fisica e psicologica, nudità gratuite. Intanto i poliziotti interrogano e torturano (e poi uccidono) la mamma della famiglia. E' il momento in cui i ruoli si capovolgono, il buono va al di la della legge e si trasforma in un sadico senza pietà. Ospitati dal fratello negro del clown i nostri vengono traditi, incastrati e immobilizzati, in un finale molto intenso in cui lo spettatore non può fare a meno di schierarsi dalla parte dei cattivi.
Rob Zombie per quanto mi riguarda c'era riuscito anche nel primo episodio e forse è proprio questo che mi piace tanto dei suoi film. Esalta la bellezza del cattivo, il suo carisma, il suo fascino. Da lacrimoni il lunghissimo ralenti finale in cui i 3 fuggono verso li destino con nelle loro menti le immagini di sorrisi spensierati, come 3 figli dei fiori in un campo, in controluce, le risate...
Dal fogliazzo: "io non vorrei fare già una critica ma questa che è una scena che andrebbe sbrigata un po' in fretta perchè ha il ralenti?" (Pian) in effetti la sparatoria iniziale è lentissima, col ralenti ci va giù pesante.. La sigla comunque è bellissima con i tipici fermi immagine più nome attori un po' da telefilm.. dopo 3 righe di fogliazzo c'è già la candidatura all'oscar fotografia.
Protagonista del film è Oskar, un 12 enne come tanti ma non tantissimi: nella sua classe è lo zimbello dei bulli che lo tormentano in continuazione, a casa vive con la madre, il padre vive lontano, va daccordo con entrambi ma sente forse la mancanza di una famiglia vera e trova conforto nella lettura delle gesta dei serial killer di cui ritaglia tutti gli articoli di giornale; tiene con sè un coltello a serramanico che però non usa mai per difendersi ma col quale si sfoga fingendo di aggredire i bulli; eccolo qua:
e questo è il capo dei bulli:
Ultimamente i giornali riportano spesso notizie di cronaca nera perchè un assassino gira proprio nella città uccidendo e svuotando le vittime del sangue; scopriamo quasi subito che l'assassino è il nuovo vicino di casa di Oskar, un tale di nome Hakan che viene dalla Russia con quella che dice essere sua figlia: ecco qui il nostro uomo:
Dopo quello di Sporloos ecco un altro killer imbranato e soprattutto lentissimo; ma egli non è un cattivo, nè uno studioso calcolatore, egli uccide per qualcun altro: la giovane vampira Eli, un mostro nel corpo di una eterna dodicenne, ma che per restare in vita ha bisogno di nutrirsi; egli si espone in prima persona per procurarle cibo
Ma la sua lentezza unita forse alla stanchezza di questa vita spesa ai servizi del vampiro lo portano alla cattura; in un ultimo atto d'amore dona il suo sangue a Eli prima di sfracellarsi al suolo.
Lui vuole essere gentile con lei ma lei è una ragazza diversa: non festeggia il compleanno che non sa neanche quando sia, non mangia caramelle, non ha mai ricevuto un dono; lei lo aiuta a trovare il coraggio per ribellarsi ai bulli cosa che però lo metterà nei guai.
dice il vero!
Restata sola si procaccia il cibo da sola ma senza volerlo viene vista da un tipo della zona che inizia a cercarla per la città come se non bastasse Eli morde anche sua moglie contagiandola. Eli e Oskar si aiuteranno a vicenda nella risoluzione dei loro problemi.
Dopo aver fatto una sparata clamorosa dicendo che i film sui vampiri non mi piacevano molto mi sono imbattuto in una serie di film che mi hanno fatto ricredere: Lat den ratte komma in è uno di questi. Ambientato nei primi anni 80 in una Svezia gelida ricostruisce egregiamente il contesto storico con una attenta cura alle scenografie e alle notizie radiofoniche e televisive, inoltre presenta bene la figura dello straniero russo, guardato sottecchi; è quindi una vicenda di vampiri urbana, ambientata nella realtà, non in un contesto fantastico; ottima regia del non esordiente ma quasi Thomas Alfredson, ottima fotografia, ottimo uso della macchina da presa con sfondo spessissimo fuori fuoco, ottima colonna sonora che quando c'è (non spessissimo) è a volte solo sussurrata così come la recitazione degli attori che si perde nel silenzio delle immense pianure innevate; ottime le interpretazioni tranne forse un pò i bulletti, non riuscitissimi; bravissimi i due bambini alla loro prima esperienza su un set cinematografico.



Il film si chiude così: sia lieto sia triste, aperto a qualsiasi interpretazione gli si voglia dare: una dolce parabola sulla tolleranza di ciò che è diverso da noi e di ciò che si è, una triste storia d'amore che conduce alla morte, una cupa storia di vampiri e assassini.





Che inizio:-Scusi dove abita il professor Wahl? Il professor Wahl? So che abita qui vicino in mulino..







Altri momenti mitici del film: la balera iniziale con una tipica ballata olandese, la scena d'amore. Hans che capisce di amare Liselotte subito dopo averla tradita,i corpetti delle ragazze, la strana scena dell'avvelenamento da droga, resa da un cambio di luce che rende pallidissimo il protagonista, Gregorius che grida "La morte!" con uno sbalzo di volume accompagnato da un tuono fragoroso; così così le uccisioni, tematica del laboratorio/immortalità è già vista e sfruttata ma ricordiamoci sempre che questo è uno dei primissimi horror italiani.


Demon Death presenta:
- La casa del diavolo ( Rob Zombie, USA 2005 )
- Zombie: il cervello dei morti viventi ( Peter Sasdy, INGHILTERRA 1972 )
- Il mulino delle donne di pietra ( Giorgio Ferroni, ITALIA 1960 )
Lord Pain presenta:
- The eye 2 ( Oxide Pan Chung, HONK KONG 2004 )
- The toxic avenger ( Michael Herz, Lloyd Kaufman, USA 1984)
- Il bosco 1 ( Andrea Marfori, ITALIA 1988 )
- Terrore dallo spazio profondo ( Philip Kaufman, USA 1978 )
- Quattro mosche di velluto grigio ( Dario Argento, ITALIA 1971 )
Rabid Rats presenta:
- Lat den Ratte komma in ( Tomas Alfredson, SVEZIA 2008 )
Fuori concorso: A snake of June, Shinja Tsukamoto, GIAPPONE 2002