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martedì, 17 febbraio 2009

FCIII4 - La fontana della vergine (Rabid)

vlcsnap-14415176Che lingua spettacolare lo svedese che in un'unica parola dice quello che in italiano dobbiamo dire con quattro; Jungfrukallan è il titolo originale di questo film del 1960 di Ingmar Bergman, regista di gran prestigio scomparso il 30 Luglio 2007 dopo che il GFF un paio di mesi prima gli aveva reso l'ultimo grande omaggio con la visione del Settimo Sigillo, primo ed unico film con media voto 6/6. In quell'occasione fu proprio DemonDeath a proporre una visione celebrativa in memoria dell'uomo e consigliò la fontana della vergine.
E' passato un pò da quando l'ho veduto e quindi spero che la mia recensione non sia incompleta.Fissiamo le coordinate storiche: ci troviamo nella Svezia medievale
Direi, se siete d'accordo di conoscere i protagonisti, di questo film:

vlcsnap-14419235Tore,il grande Max von Sydow, nobile di sangue e d'animo, che vive in aperta campagna vivendo dell'attività della sua fattoria con la sua famiglia composta da:

vlcsnap-14415871Mareta, la bella moglie, fedele a Dio ma timorosa del demonio, di cui a differenza del marito parla in continuazione per proteggere la figlia dai pericoli del mondo.

vlcsnap-14417281La figlia appunto, Karin, giovane e bella, corteggiata dai pastori di tutta la vicina comunità; spensierata e speranzosa in un futuro radioso quando cioè potrà essere sposata e avere un figlio.

vlcsnap-14415717Ma è con lei che la storia ha inizio: Ingeri, la bastarda, la figlia di nessuno, accolta in casa dal buon Tore che ripaga la sua gentilezza con i lavori domestici aiutando anche una vecchia signora che la rimprovera di continuo; ella è rimasta incinta in seguito ad una violenza ed è ora in procinto di partorire.
La vediamo però pregare divinità pagane e compiere uno scherzo di cattivo gusto, invidiosa della verginità fanciullesca di Karin; ella mette un rospo nel pane che la ragazza deve portare al prete che predica nella chiesa di legno alidlà del bosco. Karin che ha passato la notte a ballare ad una festa con chiunque le chiedesse quest'onore ritarda per la preghiera del mattutino e parte quindi per la funzione pomeridiana tanto, come è già successo in precedenza, il prete nel caso faccia buio presto la ospita volentieri per la notte; Karin parte e porta con sè Ingeri, la quale spaventata dal bosco e avvertendo un pericolo propone alla biondina di tornare indietro; la bionda va avanti, la bruna,appesantita dal figlio che porta in grembo, si ferma nella baracca di un vecchio. Questi è un praticante di riti esoterici al dio Odino, lo stesso dio invocato la mattina da Ingeri; le dice che lui tutto sente, tutto sa, tutto vede e vuole insegnare queste pratiche anche a Ingeri che tra l'altro sente qualcosa: il cavalcare di tre spettri; il vecchio vorrebbe mettere dentro anche a lei questa forza ma ella rifiuta e scappa.

vlcsnap-14417433Karin intanto ha incontrato tre pastori, orfani dei genitori, uno è ancora infante, l'altro è muto per aver avuto la lingua tagliata, il terzo è la voce dei tre e convince la fanciulla a condividere con loro il pane che ha nella cesta. Mangia, parla, scherza, il muto inizia a farle complimenti che il fratello traduce come riesce; l'escalation di apprezzamenti degenera in violenza; il corpo della sognatrice viene violato sotto gli occhi di Ingeri che non riesce ad intervenire in sua difesa; come se non bastasse essi la uccidono e la derubano; inizia a nevicare e il freddo li porta a cercare rifugio proprio nella casa di Tore che li accoglierà alla sua tavola e offrirà loro un posto caldo dove dormire; il bambino però ancora scioccato dal rospo uscito dal pane e dalla violenza che ha visto compiere rifiuta il cibo e di parlare con i suoi ospiti.

vlcsnap-14417651Mi ero scordato di questo simpatico personaggio: un gendarme fuggito dall'esercito e ritiratosi in campagna dove lavora per il padrone di casa Tore; egli inoltre esercita la professione di filosofo e conosce il mondo più di ogni altro; gli basta uno sguardo al bambino per comprendere che cosa egli abbia visto; con una storia spaventosa tenta di fargli confessare facendogli capire che Dio è compassionevole e perdona...invano.Sembra avere anche delle tendenze pedofile.
Il ritorno a casa di Ingeri conferma i cattivi pensieri della madre; ella racconta tutto quel che è successo; Tore prepara a sangue freddo la sua vendetta:

vlcsnap-14418040Abbatte un albero a mani nude, un germoglio della Terra, distrutto come la vita di sua figlia

vlcsnap-14418146Si fa un bagno purificatore e si profuma con i rami odorosi dell'albero abbattuto

vlcsnap-14418452pestandoseli addosso come si stesse flagellando, poi esercita la sua vendetta senza risparmiare alcuno.

Grande film, ineccepibile sotto ogni aspetto; apre meno interrogativi rispetto al settimo sigillo ma affronta parimenti temi religiosi, storici, umani; non avendo difetti da segnalare mi fermo qui, i pregi li potrete vedere e salteranno agli occhi anche a voi. Un bellissimo finale con Tore che si inginocchia e parla con Dio, meriterebbe un file video e non una semplice foto:

vlcsnap-14418744ne riporterò allora la citazione:" Ma tu vedi? Dio, tu vedi? Vedi la morte di un'innocente? Vedi la mia vendetta? E non l'hai impedito? IO non ti capisco...io non ti capisco...eppure adesso chiedo il tuo perdono! Non conosco altro mezzo per conciliarmi con queste mie mani, non conosco altro modo per vivere. Ti faccio voto, o Signore, qui sul corpo di questa mia unica figlia, ti faccio voto in penitenza del mio peccato di edificare qui una chiesa. Qui la costruirò, di calce e di pietra; e con queste mie mani"

Cinguettio di uccelli, acqua che scorre. Altro capolavoro di Bergman!
postato da: RabidRats alle ore 21:51 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: >bergman, --gffiii4, fontana della vergine
domenica, 08 febbraio 2009

Classifica Ghisoni Film Festival III 4a edizione

1° 4,30 - Chi l'ha vista morire? (Lado)

[Guadagna la qualificazione per i Masters of Ghisoni]

2° 4,25 - Macabro (Bava)
3° 4,08 - Creep il chirurgo (Smith)
4° 3,83 - Ilsa la belva delle SS (Edmonds)
5° 3,80 - Killer pussy sexual parasite (Nakano)
6° 3,70 - Cello (Lee)
7° 3,50 - Hardware. I robot non muoiono mai (Stanley)
8° 3,30 - Paganini Horror (Cozzi)
9° 3,25 - Subconscious Cruelty (Hussain)

Fc - La fontana della vergine

postato da: RabidRats alle ore 23:15 | link | commenti (11) | commenti (11)
categorie: - classifica, --gffiii4
domenica, 08 febbraio 2009

Chi l'ha vista morire? (review by RabidRats)

L'edizione GFFIII4 si è conclusa con la visione di...


vlcsnap-9958417del regista italiano

vlcsnap-9958998interessante nome anagrammabile che spero risentiremo in futuro con altri suoi film ad esempio: Malastrana (La corta notte delle bambole di vetro) e L'ultimo treno della notte.
Per ora ci accontentiamo di questo thriller del 1972 ambientato a Venezia salvo l'incipit che si svolge in una Francia innevata dove assistiamo all'omicidio di una bambina dai capelli rossi, una certa Marchesini.
Di botto partono dei titoli di testa bellissimi che ci presentano il dossier della polizia su questo caso di infanticidio sfogliato dall'ultima alla prima pagina, arrivati alla copertina del fascicolo leggiamo che il caso è stato archiviato. L'assassino è ancora in giro e attraverso una sua soggettiva velata dal velo del suo travestimento scopriamo che ha puntato una nuova ragazzina dai capelli rossi che si trova a Venezia: Roberta serpieri (Nicoletta Elmi), una dolce bambina con le lentiggini e gli occhi verdi, eccola qui:

vlcsnap-9961184Il padre "l'ha lasciata a giocare con i bambini ed è andato a fottere" (cit.) è così il principale responsabile della sua scomparsa e, come si scoprirà dopo della sua morte; il suo corpicino violentato sarà ritrovato in un canale durante il mercato, in un'ottima scena che vogliamo ricordare così:


vlcsnap-9961540
Un'altra ottima scena, subito successiva, è il rapporto amoroso tra i genitori in lacrime con un Anita Strindberg glaciale mentre la macchina da presa passa sa uno sguardo all'altro; a parole l'idea non è resa bene come con una bella immagine

vlcsnap-9962096Il padre inizia così una caccia all'assassino che lo portano a trascurare il suo lavoro di artista presso il mecenate Serafian. Cerca e ricerca coglie la somiglianza del suo caso con quello precedentemente archiviato e scopre che i Marchesini sono una famiglia di Murano che fa i famosi vetri; essi non vogliono rivangare la vecchia tragedia, quindi Franco si rivolge all'avvocato che si occupò del caso: il Bonaiuti; una certa Ginevra, dai capelli, rossi che qui sotto potete vedere mentre si appresta a fare all'amore con il fidanzato Filippo

vlcsnap-9963312ha qualcosa che vuole dire a Franco, ma viene uccisa proprio mentre sta per rivelare l'arcano.
Le vicende si attorcigliano sempre di più e tutti i personaggi divengono sospettabili finchè il figlio di Ginevra (?) confida a Carlo una sua scoperta che vede i principali protagonisti della storia coinvolti in festini a base di sesso e droga; Ginevra, Filippo, Serafian e lo stesso avvocato, più un altro, probabilmente l'assassino, che però nel video si vede solo di spalle seduto su una poltrona mentre si buca.

La soluzione finale sarà alquanto gratuita, logica ma del tipo "qualunque altra cosa ci dicevi andava bene lo stesso".

Un film che è un mix di A Venezia...un dicembre rosso shocking (anche se precedente di un anno) e Mio Caro assassino, o meglio: un mix del peggio di A Venezia e Mio Carlo assassino; la vicenda poliziesca è esagerata, l'idea che tutti possano essere sospettabili porta a conseguenze al limite del possibile...ovunque ci sia qualcosa di sospetto in quel luogo ci sono tutti i sospettabili (cosa ci faceva Serafian in quella specie di palazzo in costruzione che qualcuno nel film chiama "mulino";inoltre con abili stratagemmi anche il buon amico viene fatto passatre per un sospettato.Mancano poi delle coordinate: l'unica tappa del peregrinare di Franco che abbia una logica nella sua ricerca è l'oratorio dove sa di incontrare un bambino con cui stava giocando Roberta prima di sparire, poi non ci viene detto perchè va in un posto piuttosto che in un altro ma casualmente arriva sempre al momento e al posto giusto. Le scene di sangue non sono troppo mostrate, le scazzottate o le zuffe non si riescono a prendere sul serio.

Da segnalare però una buona regia e una qualità delle immagini notevole, delle musiche veramente angoscianti di Ennio Morricone e una presenza gradevole di belle donne.
I primi 30 minuti sono ottimi con la bambina che spadroneggia tra i membri del cast, poi il tutto cala, la poesia fanciullesca si perde, l'interesse si concentra sul tentare di stare dietro a tutti i nomi di città e persone che vengono tirate in ballo (Caracas, Beirut, Francois, Elizabeth), ogni briciolo di emozione svanisce come una faccia del cubo di Rubik quando provi a farne un'altra.

vlcsnap-9963279Dopo questo breve intermezzo tiro le conclusioni: Chi l'ha vista morire è un buon film, la preview dell'anno scorso non ci aveva ingannati, ma quando diventa una vera e propria caccia all'assassino non funziona più: il pubblico non ha elementi nè la possibilità di partecipare e cercare di capire l'identità se non per tentativi: "E' l'avvocato!,No, muore, è Filippo! No! Dice che non è lui ma quell'altro! E' quell'altro! Si, ma chi?"
Se non offri al tuo pubblico la possibilità di indovinare non avrai mai la possibilità di coinvolgerlo tanto meno la possibilità di sorprenderlo con un colpo di scena; i thrilling migliori, quelli di Dario Argento per intenderci, sono tali proprio per questo.

Da segnalare l'allegra compagnia di bambini con cui la piccola Roberta gioca a girotondo: abbiamo il giovane DemonDeath con l'inseparabile cappello:

vlcsnap-9961159 Il giovane Bazzu:

vlcsnap-9961053Ciccio:

vlcsnap-9961136Destination Darkness:

vlcsnap-9960946Manfred:

vlcsnap-9961077e perfino la Tulli:

vlcsnap-9961016Venezia si conferma sempre più "città dell'orrore": ecco alcuni film horror ambientati a Venezia:
-Il mostro di Venezia (1968) di Dino Tavella
-Un sussurro nel buio (1976) di Marcello Aliprandi
-Solamente nero (1978) di Antonio Bido
-Nero Veneziano (1978) di Ugo Liberatore
-Giallo a Venezia (1979) di Mario Landi
-Nosferatu a Venezia (1988) di Augusto Caminito
-Un delitto poco comune (1988) di Ruggero Deodato
-Paganini Horror (1989) di Luigi Cozzi
-Terminator II (1990) di Bruno Mattei
-Rossa Venezia (2003) di Andreas Bethamm
-Squalo a Venezia (2008) di Danny Lerner
postato da: RabidRats alle ore 23:03 | link | commenti (3) | commenti (3)
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sabato, 07 febbraio 2009

GFFIII4 - Ilsa la belva delle SS (DemonDeath)

ilsa2ILSA! Titolazzo atteso dal 2007, la Belva.. ha incantato per mesi, promesse di violenza estrema, certezze di nudo e oscenità, annunci di film culto, presagi di vittoria, curiosità e devozione al nostro battesimo del genere NAZIPLOITATION. Troppo tempo abbiamo passato impazienti di aprirne file e tutti siamo andati immagino qua e la a sbignare cosa nascondesse quel nome austero ed enigmatico.. recensioni da pelle d'oca, voti medio-alti, storie di una femmina che domina, voci di una certa evirazione... tutto questo si è tradotto in delusione. La colpa pare però sia della versione in nostro possesso che è, anche a giudicare dalla durata, una versione super-stra-non integrale. E' stato impossibile apprezzare un film la cui forza doveva essere più che altro nella sua spregiudicatezza, data la grande presenza di TAGLI, in alcuni casi anche evidenti e fastidiosi.
E allora che si fa in questi casi? Si vota 7 e mezzo? Si rimanda la visione? Io ho votato per quello che ho visto.
ilsa4Ilsa è una bellissima donna ariana comandante di una sezione di un campo di concentramento che si occupa di esperimenti "medici". Le donne vengono sottoposte a torture per studiare quanto può resistere un essere umano al dolore. Tutte incombono tranne una, che ha una soglia altissima. Gli uomini invece devono lavorare duro ma alcuni hanno "l'alto onore di fare l'amore con una donna tedesca" (Ilsa) ma fanno poi una brutta fine. Tutti tranne uno, l'Americano, uomo tutto d'un pezzo che attraverso tecniche tantriche non svelate riesce a resistere ore e ore facendo impazzire la bellissima caporala. Sarà proprio lui a farla abdicare guidando poi nel finale una rivoluzione da antologia.

ilsa3Tralasciando il discorso tagli, il film è dotato comunque di ingredienti infallibili: mammelle e gattoni a profusione, negus, sequenze disturbanti, splatter e deformazioni facciali discrete. Quello che è poco credibile è la dolcezza di Ilsa, che più che una belva sembra a tratti una mielosa gattona. E il finale con l'arrivo degli americani è deludente da un certo punto di vista, ma ridanciano nella sua spettacolarità da film western. Indimenticabili le esplosioni a caso, le scazzottate alla Bud Spencer e Terence Hill, i ralenti(!) e soprattutto il soldato che, colpito da una rivoltellata, salta sul posto come una molla.

Citazione: "E' molto semplice, ho scoperto che mi posso trattenere quanto tempo voglio. Posso anche.. tutta la notte se necessario. Credo che mi puoi chiamare uno scherzo della natura, una specie di macchina umana."

ilsa1Dal fogliazzo:  E' la prima visione ufficiale a casa Baxter, tra le montagne di libri storici che affollano la taverna riusciamo a trovare un giaciglio. Dopo pochi minuti scende Rockfeller dalla scala ostentando una sigaretta accesa tra le labbra. Standing ovation.
"Qualcuno vuole un ovo?"
Temendo una pessima accoglienza L-Awrence si porta nella schiscetta 2 ova sode che offre impavido per poi mangiarle e lamentarsi successivamente della puzza di ovo, accusando il sistema fognario di casa Baxter.
I pareri della platea si dividono durante la prima parte: il film è tagliato? Quando non ci viene mostrata, dopo evidente intenzione, la pisciata di Ilsa sul generale scoppia il subbuglio nella taverna.
"Non puoi nemmeno immaginare quanti Andrea Viola ci sono su facebook, sono alla quarta pagina."
Da segnalare un perfetto travestimento da ufficiale SS per LordPain e una misera svastika disegnata pure al contrario su un foglietto incollato al braccio di VV.
Risate a crepapelle negli ultimi minuti per le scene di rivolta, le già citate esplosioni e i rocamboleschi ralenti.
postato da: DemonDeath alle ore 12:29 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: ilsa, --gffiii4
sabato, 31 gennaio 2009

GFFIII4 - Hardware-i Robot non Muoiono Mai (Batzu)

Dagli Usa un nuovo film fantascientifico-horror:
hardware 4 I ROBOT NON MUOIONO MAI

In un mondo probabilmente post guerra atomica dominato da un sole rosso tipo questo hardware 1 l'umanità del futuro vive in un'epoca davvero strana: la guerra è narrata dai radiogiornali con grande gioia, si annunciano programmi contro le nascite e sembra davvero che l'umanità sia stufa di vivere. Un ricercatore si aggira nel deserto e trova una testa di un robot, che vende per poco a un giovine che a sua volta la regala alla fidanzata. Ella lavora con i meccanismi tecnologici, non sapendo di essere intanto spiata da un vicino maniac. Di notte dorme tranquilla nella sua casa ipertecnologica, quand'ecco che la testa del robot si anima e ne esce un robot grande e potente, che attenta alla sua vita. Esso è del tipo Mark 13, inventato per scopi militari. Le luci si spengono, le porte non si possono più aprire, l'assassino tecnologico è da qualche parte nella stanza. Ma c'è qualcun altro che è riuscito a entrare: il vicino! Egli inizia a canticchiare motivi osceni senza dar retta alla donna che gli dice che il fidanzato dorme nella stanza accanto. Oltre che una presenza ingombrante, egli è però anche l'unica via d'uscita della ragazza: sa infatti manovrare le porte perchè le ha installate lui.  Ma ecco che il robot esce e lo uccide in modo orribile. Arrivano anche il fidanzato e i suoi amici: alcuni muoiono schiacciati dalle porte impazzite o a causa di proiettili sparati a caso dagli altri, ma alla fine...
hardware 2
Che dire... Brutto non è come film... Ha caratteristiche positive (le musiche, le atmosfere, anche se dopo un po' la luce rossa stufa, la simpatia di alcune battute) e negative ( la lentezza, la scarsa caratterizzazione dei personaggi, il contesto non spiegato). La trama è abbastanza vuota, non è che sia molto elaborata, così come i personaggi, che si distinguono a fatica (eccetto l'unica donna). Si possono ritrovare alcuni messaggi, come la critica alla tendenza umana dell'autodistruzione, del lasciare sempre più campo alla tecnologia e sempre meno ai sentimenti. Più che horror, il suo genere è il fantascientifico. Non brutto, ma mediocre direi di sì, da guardare senza troppe pretese così da non esserne delusi.
hardware 3
postato da: batzubaster alle ore 17:30 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: hardware, --gffiii4, >stanley
martedì, 20 gennaio 2009

GFFIII4 - Macabro (review by RabidRats)

vlcsnap-10341706Il titolo di Macabro appare di fretta, piccolo sullo sfondo si avvicina rapidamente ingrandendosi ma viene tagliato quando è ancora lontano dal primo piano restando per un totale di secondi insufficiente...è segno dell'ansia di partire, di incominciare a dirigere il primo film e dimostrare di poter essere all'altezza del padre Mario: Lamberto Bava inizia bene a 36 anni (non proprio giovane) la sua carriera da regista dopo anni di gavetta da tuttofare nei film del padre e dei suoi colleghi illustri; dopo Macabro realizzerà 17 film negli anni 80 realizzando nel 1985 il suo capolavoro: Demoni; dopo un decennio (gli anni 90) che lo hanno visto raggiungere il successo in tv con la serie di Fantaghirò è tornato solo recentemente all'horror con The torturer (uscito solo in DVD) e Ghost son che fa ben sperare per un suo rientro alla grande.
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Difficile che sia così: Lamberto è uno che poteva andare forte solo negli anni 80; gli anni in cui film come questo erano apprezzati e che potremmo ora riassumere in una serie di aggettivi: grezzi, ignoranti, stupidi, meravigliosi. La grezzità dei mezzi e delle tecniche accompagnate da una teoria del risparmio per cui si facevano tre/quattro film al prezzo di uno; l'ignoranza di fondo per la quale si andava avanti senza mai riflettere se si stesse facendo la cosa giusta oppure no, l'importante era andare avanti per poi fare un finale che doveva essere il trionfo dell'ignoranza su pellicola; stupidi perchè se lo spettatore è attento o conosce un pò il genere capisce tutto fin dai primi minuti; meravigliosi per l'insieme  di queste tre negatività che si sommano dando al tutto un fascino unico e irripetibile come irripetibili sono stati gli anni 80.

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Basandosi su un fatto di cronaca nera avvenuto a New Orleans, Antonio e Pupi Avati scrivono la storia di una madre di famiglia infedele che mentre è fuori per un appuntamento con l'amante lascia soli a casa la figlia Lucy,quasi donna, e il figlio minore col giardiniere di colore a supervisionare il tutto; la tragedia è inevitabile e come se non bastasse tornando a casa l'amante muore in un incidente stradale; la donna con disturbi psichici si rintana a vivere nella casa di Robert, un giovane liutaio cieco, dove lei si incontrava con l'amico lasciando la figlia Lucy col padre menefreghista.
Qui continua la sua vita come se nulla fosse accaduto anche perchè la notte non si sente sola...non è sola!

vlcsnap-10342475Qualcuno infatti divide con lei il letto; Robert che può soltanto sentire non riesce a capire l'identità del fantomatico amante anzi crede che sia tutto un trucco della donna per farlo cuocere lentamente fino a farlo scoppiare di passione; ma la cosa si rivelerà più macabra del previsto con un finale veramente stupendo.
 Il problema di Macabro è secondo me che il meglio si concentra all'inizio e alla fine, nei primi e negli ultimi dieci minuti in cui i toni macabri della vicenda esplodono; nel mezzo c'è solo atmosfera...atmosfera che è creata molto molto bene con un lentissimo progredire degli eventi (non succede quasi nulla di essenziale per la storia) e con una lenta presentazione dei personaggi seppure essi siano tutti riusciti.

vlcsnap-10343401Se poi consideriamo che non è stato affatto difficile prevedere quel poco che stava per succedere la parte centrale risulta alquanto scarsina; ma il roboante e inatteso finale a causa di questa lentezza e prevedibilità viene ulteriormente potenziato ottenendo un effetto di rara forza.
E' il cinema horror italiano anni 80: capace di raggiungere vette altissime e sprofondare nel trash più totale, amato ed odiato per questo suo essere grezzo, ignorante, stupido, magnifico, irripetibile, unico,macabro. Da segnalare le muische e l'arredamento.

Citazione: - Sidney, mi raccomando, dia un'occhiata ai bambini!
-Stia tranquilla!

postato da: RabidRats alle ore 22:17 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: macabro, >bava l, --gffiii4
giovedì, 15 gennaio 2009

GFFIII4 - Cello (review by RabidRats)

B000FS9FIA.01._SCLZZZZZZZ_V64115035_ Chello hongmijoo ilga salinsagan è un film horror/drammatico della corea del Sud del 2005; il regista se non è un Kim e se non è un Park è per esclusione un Lee, questo Lee nello specifico è un esordiente alla regia...per essere il primo film diretto dovremmo solo fare i complimenti a Lee per la cura registica e per le belle immagini che il film ci ha proposto, ad esclusione di un paio di terribili effetti digitali, ma così come in Corea i nomi, i cognomi sono tutti uguali e omologati anche i film seguono lo stesso destino...potrei riproporre in toto la valutazione tecnica fatta ad Acacia ma cercherò per quel poco che mi ricordo di trarre delle considerazioni originali.

65801Hong-mi-su è un'insegnante di violoncello al conservatorio del suo paese; ella è sempre stata la migliore quando era studente ed ora esige molto dalle sue studenti; una di queste, bocciata all'esame giura vendetta nei confronti dell'insegnante; a casa la donna vive con la propria famiglia: il classico uomo coreano pronto a farsi mettere i piedi in testa da chiunque, la figlioletta malata, la figlia sana, e la giovane sorella del marito follemenete innamorata di un uomo sempre via per lavoro; il marito assume una governante che non può parlare, muta dopo il tentato suicidio a causa dell'incidente in cui la sua famiglia aveva perso la vita. Tutte queste vicende vanno avanti senza capire quale sia la chiave principale per leggere la vicenda finchè tramite la solita ricostruzione a flashback ci viene svelato che cosa è successo veramente, che cosa è stato sognato, che cosa è stato immaginato; il tutto girando attorno ad un elemento, il violoncello che sa diventare all'occasione un'ottima bara.

66617.1I soliti schemi, i soliti drammi familiari, le solite invenzioni di una donna per celare dietro una fumosa apparenza le proprie colpe...ma Cello ha anche tanta qualità tecnica, buone musiche, bravi interpreti, trucco e fotografia, inoltre anche se le vicende secondarie si perdono nel nulla (la governante, la studentessa vendicativa, la sorella che si impicca, la bambina malata che trova un solo amico nel violoncello) il fattaccio della protagonista ci viene spiegato chiaramente e in maniera emozionante. Secondo me non è stato male; gli schemi sfuttatissimi e il ritmo lento possono essere d'ostacolo alla buona riuscita della visione, gli effettacci sono una caduta di stile anche perchè non servono a spaventare come invece riesce a fare la scena della macchina che sta per investire la protagonista...ma Cello dimostra una certa cura al dettaglio e all'insieme per la quale non si può parlare di un brutto film.


postato da: RabidRats alle ore 20:28 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: cello, --gffiii4, >lee
sabato, 10 gennaio 2009

GFFIII4 - Creep il Chirurgo (Review by Batzu)

La quarta edizione si apre con un film risalente al 2004, per la regia di Cristopher Smith.
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Kate è una ragazza bionda che se ne va da una festicciola cogli amici per incontrare un famoso attore che sa essere in città. Ella però da brava babba si addormenta in attesa della metro e quando si sveglia è tutto chiuso. Non si sa perchè, un treno però passa ed ella sale. Poco dopo, sul vagone ecco apparire un ragazzo che c'era alla festa e che ella aveva chernito colle amiche facendogli credere a distanza di voler... con lui.  Egli, arrabbiato perchè lei non è più disponibile, tenta di violentarla, ma viene trascinato giù dal vagone da qualcuno che lo evira. Kate cerca di raggiungere il conducente, ma il problema è che... è morto, ucciso da qualcuno. Scesa dal treno, raggiunge una stazione. Nel muro c'è uno sportello: vi entra è c'è uno stanzino sotterraneo dove abitano due barboni, ragazzo e ragazza. L'uomo, creep 1convinto da un bel mucchio di soldi messo a disposizione da Kate, la aiuta a trovare l'uscita, quand'ecco che i due incontrano l'amico della donna, ancora vivo. Kate cerca di contattare il sorvegliante del luogo, che in teoria li guarda dalle telecamere, ma viene ucciso dai ragni. Anche l'amico muore dissanguato, Intanto che accade ciò, anche la fidanzata del ragazzo che la sta aiutando viene uccisa: lui corre da lei vedendo il sangue sul pavimento e lasciando sola Kate. Quand'ecco che ella lo ritrova, drogato, poco dopo. I due riprendono il cammino, ma sopraggiunge un altro treno e il giovine, pensando sia guidato dall'assassino dell'amata, vi sale e lo sfida, rimanendone ucciso. Kate viene presa e rinchiusa in una gabbia da un misterioso rapitore. La gabbia si trova nei sotterranei e è immersa nell'acqua; accanto a lei, un'altra gabbia con dentro un uomo che si era visto all'inizio. Sott'acqua c'è un buco, e lei riesce a uscire. Appena in tempo, perchè il misterioso rapitore arriva: ella lo colpisce tramortendolo con una sbarra, libera l'altro e i due fuggono. Dopo una lunga e perigliosa fuga...

Notare che non ho scritto nè chi è il rapitore-assassino nè perchè fa ciò che fa: mantengo il mistero assoluto su di lui, perchè è l'unica cosa che dà un po' di peso al film: il mistero attorno alle sparizioni e agli omicidi, oltre che al loro esecutore. I motivi dei suoi gesti restano peraltro sapientemente poco chiari anche agli spettatori, così come l'identità precisa del protagonista. La suspance decade un po' da quando si mostra per la prima volta: dopo si vede così spesso  e così chiaramente da eliminare completamente il clima misterioso che accompagna 3/4 di film. Ciò non rovina comunque quest'ultimo, ben fatto e ben realizzato. Belle le musiche, soprattutto quella finale, ballata fino allo spossamento. Merita di sicuro di essere ricordato, anche se non è tra i migliori lungometraggi mai visti.creep 2
postato da: batzubaster alle ore 00:21 | link | commenti (13) | commenti (13)
categorie: --gffiii4, >smith, creep chirurgo
mercoledì, 24 dicembre 2008

GFFIII - 4a edizione

- Creep il chirurgo  ( Christopher Smith, INGHILTERRA / GERMANIA 2004 )

Demon Death presenta:
- Chello  ( Whoo-cheol Lee, COREA DEL SUD, 2005 )

- Ilsa la belva delle SS  ( Don Edmonds , GERMANIA EST 1975 )

- Macabro  ( Lamberto Bava, ITALIA 1980 )

 Hand Hell presenta:
- Subconscious cruelty  ( Karim Hussain, CANADA 1999)

- Hardware - I robot non muoiono mai ( Richard Stanley, USA 1990 )

- Paganini Horror ( Luigi Cozzi, ITALIA 1989 )

 Lord Pain presenta:
- Killer pussy sexual parasite  ( Takao Nakano, GIAPPONE 2004 )

 Rabid Rats presenta:
- Chi l'ha vista morire?  ( Aldo Lado, ITALIA 1972 )


Fuori concorso: La fontana della vergine, Ingmar Bergman, SVEZIA 1960 )

 

L'esaltazione della serata bombola è ora diventata preoccupazione...l'edizione propone infatti titoli ad altissimo rischio sia per qualità sia per contenuti: Il chirurgo della metropolitana londinese, violoncelli coreani  assassini, la belva delle SS, Bava,il giovane combinaguai, un film di dubbia provenienza probabilmente iraqueno e con intenti terroristici contro il GFF, robot immortali, ancora violini con il film di Lewis Coates, fighe assassine...solo Aldo Lado sembra offrire una garanzia grazie alla preview avvenuta lo scorso anno che ci fa sperare bene; insomma un'edizione da vivere al 100% (anche il fuori concorso va assolutamente visto insieme) che partirà con l'anno nuovo

postato da: RabidRats alle ore 13:34 | link | commenti (235) | commenti (235)
categorie: --gffiii4