Che lingua spettacolare lo svedese che in un'unica parola dice quello che in italiano dobbiamo dire con quattro; Jungfrukallan è il titolo originale di questo film del 1960 di Ingmar Bergman, regista di gran prestigio scomparso il 30 Luglio 2007 dopo che il GFF un paio di mesi prima gli aveva reso l'ultimo grande omaggio con la visione del Settimo Sigillo, primo ed unico film con media voto 6/6. In quell'occasione fu proprio DemonDeath a proporre una visione celebrativa in memoria dell'uomo e consigliò la fontana della vergine.
Tore,il grande Max von Sydow, nobile di sangue e d'animo, che vive in aperta campagna vivendo dell'attività della sua fattoria con la sua famiglia composta da:
Mareta, la bella moglie, fedele a Dio ma timorosa del demonio, di cui a differenza del marito parla in continuazione per proteggere la figlia dai pericoli del mondo.
La figlia appunto, Karin, giovane e bella, corteggiata dai pastori di tutta la vicina comunità; spensierata e speranzosa in un futuro radioso quando cioè potrà essere sposata e avere un figlio.
Ma è con lei che la storia ha inizio: Ingeri, la bastarda, la figlia di nessuno, accolta in casa dal buon Tore che ripaga la sua gentilezza con i lavori domestici aiutando anche una vecchia signora che la rimprovera di continuo; ella è rimasta incinta in seguito ad una violenza ed è ora in procinto di partorire.
Karin intanto ha incontrato tre pastori, orfani dei genitori, uno è ancora infante, l'altro è muto per aver avuto la lingua tagliata, il terzo è la voce dei tre e convince la fanciulla a condividere con loro il pane che ha nella cesta. Mangia, parla, scherza, il muto inizia a farle complimenti che il fratello traduce come riesce; l'escalation di apprezzamenti degenera in violenza; il corpo della sognatrice viene violato sotto gli occhi di Ingeri che non riesce ad intervenire in sua difesa; come se non bastasse essi la uccidono e la derubano; inizia a nevicare e il freddo li porta a cercare rifugio proprio nella casa di Tore che li accoglierà alla sua tavola e offrirà loro un posto caldo dove dormire; il bambino però ancora scioccato dal rospo uscito dal pane e dalla violenza che ha visto compiere rifiuta il cibo e di parlare con i suoi ospiti.
Mi ero scordato di questo simpatico personaggio: un gendarme fuggito dall'esercito e ritiratosi in campagna dove lavora per il padrone di casa Tore; egli inoltre esercita la professione di filosofo e conosce il mondo più di ogni altro; gli basta uno sguardo al bambino per comprendere che cosa egli abbia visto; con una storia spaventosa tenta di fargli confessare facendogli capire che Dio è compassionevole e perdona...invano.Sembra avere anche delle tendenze pedofile.
Abbatte un albero a mani nude, un germoglio della Terra, distrutto come la vita di sua figlia
Si fa un bagno purificatore e si profuma con i rami odorosi dell'albero abbattuto
pestandoseli addosso come si stesse flagellando, poi esercita la sua vendetta senza risparmiare alcuno.
ne riporterò allora la citazione:" Ma tu vedi? Dio, tu vedi? Vedi la morte di un'innocente? Vedi la mia vendetta? E non l'hai impedito? IO non ti capisco...io non ti capisco...eppure adesso chiedo il tuo perdono! Non conosco altro mezzo per conciliarmi con queste mie mani, non conosco altro modo per vivere. Ti faccio voto, o Signore, qui sul corpo di questa mia unica figlia, ti faccio voto in penitenza del mio peccato di edificare qui una chiesa. Qui la costruirò, di calce e di pietra; e con queste mie mani"2° 4,25 - Macabro (Bava)
3° 4,08 - Creep il chirurgo (Smith)
4° 3,83 - Ilsa la belva delle SS (Edmonds)
5° 3,80 - Killer pussy sexual parasite (Nakano)
6° 3,70 - Cello (Lee)
7° 3,50 - Hardware. I robot non muoiono mai (Stanley)
8° 3,30 - Paganini Horror (Cozzi)
9° 3,25 - Subconscious Cruelty (Hussain)
Fc - La fontana della vergine
del regista italiano
interessante nome anagrammabile che spero risentiremo in futuro con altri suoi film ad esempio: Malastrana (La corta notte delle bambole di vetro) e L'ultimo treno della notte.
Il padre "l'ha lasciata a giocare con i bambini ed è andato a fottere" (cit.) è così il principale responsabile della sua scomparsa e, come si scoprirà dopo della sua morte; il suo corpicino violentato sarà ritrovato in un canale durante il mercato, in un'ottima scena che vogliamo ricordare così:
Il padre inizia così una caccia all'assassino che lo portano a trascurare il suo lavoro di artista presso il mecenate Serafian. Cerca e ricerca coglie la somiglianza del suo caso con quello precedentemente archiviato e scopre che i Marchesini sono una famiglia di Murano che fa i famosi vetri; essi non vogliono rivangare la vecchia tragedia, quindi Franco si rivolge all'avvocato che si occupò del caso: il Bonaiuti; una certa Ginevra, dai capelli, rossi che qui sotto potete vedere mentre si appresta a fare all'amore con il fidanzato Filippo
ha qualcosa che vuole dire a Franco, ma viene uccisa proprio mentre sta per rivelare l'arcano.
Dopo questo breve intermezzo tiro le conclusioni: Chi l'ha vista morire è un buon film, la preview dell'anno scorso non ci aveva ingannati, ma quando diventa una vera e propria caccia all'assassino non funziona più: il pubblico non ha elementi nè la possibilità di partecipare e cercare di capire l'identità se non per tentativi: "E' l'avvocato!,No, muore, è Filippo! No! Dice che non è lui ma quell'altro! E' quell'altro! Si, ma chi?"
Il giovane Bazzu:
Ciccio:
Destination Darkness:
Manfred:
e perfino la Tulli:
Venezia si conferma sempre più "città dell'orrore": ecco alcuni film horror ambientati a Venezia:
ILSA! Titolazzo atteso dal 2007, la Belva.. ha incantato per mesi, promesse di violenza estrema, certezze di nudo e oscenità, annunci di film culto, presagi di vittoria, curiosità e devozione al nostro battesimo del genere NAZIPLOITATION. Troppo tempo abbiamo passato impazienti di aprirne file e tutti siamo andati immagino qua e la a sbignare cosa nascondesse quel nome austero ed enigmatico.. recensioni da pelle d'oca, voti medio-alti, storie di una femmina che domina, voci di una certa evirazione... tutto questo si è tradotto in delusione. La colpa pare però sia della versione in nostro possesso che è, anche a giudicare dalla durata, una versione super-stra-non integrale. E' stato impossibile apprezzare un film la cui forza doveva essere più che altro nella sua spregiudicatezza, data la grande presenza di TAGLI, in alcuni casi anche evidenti e fastidiosi.
Ilsa è una bellissima donna ariana comandante di una sezione di un campo di concentramento che si occupa di esperimenti "medici". Le donne vengono sottoposte a torture per studiare quanto può resistere un essere umano al dolore. Tutte incombono tranne una, che ha una soglia altissima. Gli uomini invece devono lavorare duro ma alcuni hanno "l'alto onore di fare l'amore con una donna tedesca" (Ilsa) ma fanno poi una brutta fine. Tutti tranne uno, l'Americano, uomo tutto d'un pezzo che attraverso tecniche tantriche non svelate riesce a resistere ore e ore facendo impazzire la bellissima caporala. Sarà proprio lui a farla abdicare guidando poi nel finale una rivoluzione da antologia.
Tralasciando il discorso tagli, il film è dotato comunque di ingredienti infallibili: mammelle e gattoni a profusione, negus, sequenze disturbanti, splatter e deformazioni facciali discrete. Quello che è poco credibile è la dolcezza di Ilsa, che più che una belva sembra a tratti una mielosa gattona. E il finale con l'arrivo degli americani è deludente da un certo punto di vista, ma ridanciano nella sua spettacolarità da film western. Indimenticabili le esplosioni a caso, le scazzottate alla Bud Spencer e Terence Hill, i ralenti(!) e soprattutto il soldato che, colpito da una rivoltellata, salta sul posto come una molla.
Dal fogliazzo: E' la prima visione ufficiale a casa Baxter, tra le montagne di libri storici che affollano la taverna riusciamo a trovare un giaciglio. Dopo pochi minuti scende Rockfeller dalla scala ostentando una sigaretta accesa tra le labbra. Standing ovation.
I ROBOT NON MUOIONO MAI
l'umanità del futuro vive in un'epoca davvero strana: la guerra è narrata dai radiogiornali con grande gioia, si annunciano programmi contro le nascite e sembra davvero che l'umanità sia stufa di vivere. Un ricercatore si aggira nel deserto e trova una testa di un robot, che vende per poco a un giovine che a sua volta la regala alla fidanzata. Ella lavora con i meccanismi tecnologici, non sapendo di essere intanto spiata da un vicino maniac. Di notte dorme tranquilla nella sua casa ipertecnologica, quand'ecco che la testa del robot si anima e ne esce un robot grande e potente, che attenta alla sua vita. Esso è del tipo Mark 13, inventato per scopi militari. Le luci si spengono, le porte non si possono più aprire, l'assassino tecnologico è da qualche parte nella stanza. Ma c'è qualcun altro che è riuscito a entrare: il vicino! Egli inizia a canticchiare motivi osceni senza dar retta alla donna che gli dice che il fidanzato dorme nella stanza accanto. Oltre che una presenza ingombrante, egli è però anche l'unica via d'uscita della ragazza: sa infatti manovrare le porte perchè le ha installate lui. Ma ecco che il robot esce e lo uccide in modo orribile. Arrivano anche il fidanzato e i suoi amici: alcuni muoiono schiacciati dalle porte impazzite o a causa di proiettili sparati a caso dagli altri, ma alla fine...
Il titolo di Macabro appare di fretta, piccolo sullo sfondo si avvicina rapidamente ingrandendosi ma viene tagliato quando è ancora lontano dal primo piano restando per un totale di secondi insufficiente...è segno dell'ansia di partire, di incominciare a dirigere il primo film e dimostrare di poter essere all'altezza del padre Mario: Lamberto Bava inizia bene a 36 anni (non proprio giovane) la sua carriera da regista dopo anni di gavetta da tuttofare nei film del padre e dei suoi colleghi illustri; dopo Macabro realizzerà 17 film negli anni 80 realizzando nel 1985 il suo capolavoro: Demoni; dopo un decennio (gli anni 90) che lo hanno visto raggiungere il successo in tv con la serie di Fantaghirò è tornato solo recentemente all'horror con The torturer (uscito solo in DVD) e Ghost son che fa ben sperare per un suo rientro alla grande.

Qualcuno infatti divide con lei il letto; Robert che può soltanto sentire non riesce a capire l'identità del fantomatico amante anzi crede che sia tutto un trucco della donna per farlo cuocere lentamente fino a farlo scoppiare di passione; ma la cosa si rivelerà più macabra del previsto con un finale veramente stupendo.
Se poi consideriamo che non è stato affatto difficile prevedere quel poco che stava per succedere la parte centrale risulta alquanto scarsina; ma il roboante e inatteso finale a causa di questa lentezza e prevedibilità viene ulteriormente potenziato ottenendo un effetto di rara forza.
Chello hongmijoo ilga salinsagan è un film horror/drammatico della corea del Sud del 2005; il regista se non è un Kim e se non è un Park è per esclusione un Lee, questo Lee nello specifico è un esordiente alla regia...per essere il primo film diretto dovremmo solo fare i complimenti a Lee per la cura registica e per le belle immagini che il film ci ha proposto, ad esclusione di un paio di terribili effetti digitali, ma così come in Corea i nomi, i cognomi sono tutti uguali e omologati anche i film seguono lo stesso destino...potrei riproporre in toto la valutazione tecnica fatta ad Acacia ma cercherò per quel poco che mi ricordo di trarre delle considerazioni originali.
Hong-mi-su è un'insegnante di violoncello al conservatorio del suo paese; ella è sempre stata la migliore quando era studente ed ora esige molto dalle sue studenti; una di queste, bocciata all'esame giura vendetta nei confronti dell'insegnante; a casa la donna vive con la propria famiglia: il classico uomo coreano pronto a farsi mettere i piedi in testa da chiunque, la figlioletta malata, la figlia sana, e la giovane sorella del marito follemenete innamorata di un uomo sempre via per lavoro; il marito assume una governante che non può parlare, muta dopo il tentato suicidio a causa dell'incidente in cui la sua famiglia aveva perso la vita. Tutte queste vicende vanno avanti senza capire quale sia la chiave principale per leggere la vicenda finchè tramite la solita ricostruzione a flashback ci viene svelato che cosa è successo veramente, che cosa è stato sognato, che cosa è stato immaginato; il tutto girando attorno ad un elemento, il violoncello che sa diventare all'occasione un'ottima bara.
I soliti schemi, i soliti drammi familiari, le solite invenzioni di una donna per celare dietro una fumosa apparenza le proprie colpe...ma Cello ha anche tanta qualità tecnica, buone musiche, bravi interpreti, trucco e fotografia, inoltre anche se le vicende secondarie si perdono nel nulla (la governante, la studentessa vendicativa, la sorella che si impicca, la bambina malata che trova un solo amico nel violoncello) il fattaccio della protagonista ci viene spiegato chiaramente e in maniera emozionante. Secondo me non è stato male; gli schemi sfuttatissimi e il ritmo lento possono essere d'ostacolo alla buona riuscita della visione, gli effettacci sono una caduta di stile anche perchè non servono a spaventare come invece riesce a fare la scena della macchina che sta per investire la protagonista...ma Cello dimostra una certa cura al dettaglio e all'insieme per la quale non si può parlare di un brutto film.

convinto da un bel mucchio di soldi messo a disposizione da Kate, la aiuta a trovare l'uscita, quand'ecco che i due incontrano l'amico della donna, ancora vivo. Kate cerca di contattare il sorvegliante del luogo, che in teoria li guarda dalle telecamere, ma viene ucciso dai ragni. Anche l'amico muore dissanguato, Intanto che accade ciò, anche la fidanzata del ragazzo che la sta aiutando viene uccisa: lui corre da lei vedendo il sangue sul pavimento e lasciando sola Kate. Quand'ecco che ella lo ritrova, drogato, poco dopo. I due riprendono il cammino, ma sopraggiunge un altro treno e il giovine, pensando sia guidato dall'assassino dell'amata, vi sale e lo sfida, rimanendone ucciso. Kate viene presa e rinchiusa in una gabbia da un misterioso rapitore. La gabbia si trova nei sotterranei e è immersa nell'acqua; accanto a lei, un'altra gabbia con dentro un uomo che si era visto all'inizio. Sott'acqua c'è un buco, e lei riesce a uscire. Appena in tempo, perchè il misterioso rapitore arriva: ella lo colpisce tramortendolo con una sbarra, libera l'altro e i due fuggono. Dopo una lunga e perigliosa fuga...

- Creep il chirurgo ( Christopher Smith, INGHILTERRA / GERMANIA 2004 )
Demon Death presenta:
- Chello ( Whoo-cheol Lee, COREA DEL SUD, 2005 )
- Ilsa la belva delle SS ( Don Edmonds , GERMANIA EST 1975 )
- Macabro ( Lamberto Bava, ITALIA 1980 )
Hand Hell presenta:
- Subconscious cruelty ( Karim Hussain, CANADA 1999)
- Hardware - I robot non muoiono mai ( Richard Stanley, USA 1990 )
- Paganini Horror ( Luigi Cozzi, ITALIA 1989 )
Lord Pain presenta:
- Killer pussy sexual parasite ( Takao Nakano, GIAPPONE 2004 )
Rabid Rats presenta:
- Chi l'ha vista morire? ( Aldo Lado, ITALIA 1972 )
Fuori concorso: La fontana della vergine, Ingmar Bergman, SVEZIA 1960 )
L'esaltazione della serata bombola è ora diventata preoccupazione...l'edizione propone infatti titoli ad altissimo rischio sia per qualità sia per contenuti: Il chirurgo della metropolitana londinese, violoncelli coreani assassini, la belva delle SS, Bava,il giovane combinaguai, un film di dubbia provenienza probabilmente iraqueno e con intenti terroristici contro il GFF, robot immortali, ancora violini con il film di Lewis Coates, fighe assassine...solo Aldo Lado sembra offrire una garanzia grazie alla preview avvenuta lo scorso anno che ci fa sperare bene; insomma un'edizione da vivere al 100% (anche il fuori concorso va assolutamente visto insieme) che partirà con l'anno nuovo