- Cosa avete fatto a Solange? ( Massimo Dallamano, ITALIA 1972 )
DemonDeath presenta:
- The uninvited ( Charles/Thomas Guard, USA 2009)
IL film inizia 28 settimane dopo la fine di 28 giorni dopo (bel film di Danny Boyle del 2002); gli infetti che avevano infestato l'Inghilterra sono tutti morti per la fame e l'esercito americano si occupa di ripopolare il paese assicurandosi che nessuna traccia della malattia sia ancora presente; ma una donna è riuscita a sopravvivere, risultando il classico caso su un milione di persona immune al virus, immune ma portatrice sana...dunque il virus non è debellato del tutto e il marito della donna, salvatosi miracolosamente dagli zombie 28 settimane prima essendo uno degli addetti all'organizzazione del ripopolamento entra ed esce come vuole dai laboratori serratissimi dell'esercito deciso a baciare e scambiare fluidi (che come sappiamo sono la causa del contagio) con la moglie....diventa il primo di una nuova serie di infetti da cui la gente ben presto dovrà difendersi...e questa volta la possibilità di salvarsi sarà ancora minore perchè oltre agli zombie ci sono in giro un sacco di militari armati pronti a far fuoco e sterminare anche chi non è contagiato; conosceremo due o tre di questi militari (tra cui una....ahahahah...donna!) e i due figli della coppia zombie, la sorella maggiore, molto carina a parte il naso, e il bambinetto che dalla madre ha ereditato l'immunità al virus.
28 settimane dopo ha un'idea iniziale ottima e perfetta per un sequel di un buon film come 28 giorni dopo: mostrarci il ripopolamento dopo l'epidemia di zombi; trovata originale che poteva da sola reggere per tutto il film andando ad analizzare organizzazione, stati d'animo, politica, insomma sarebbe stato bello anche solo vedere un film sulla riorganizzazione di una società....ma i film horror hanno delle regole e quelle dei film sugli zombie sono molto rigide: il contagio deve ricominciare, fare più vittime possibile, finire solo apparentemente, ritornare per il successivo sequel...infatti non dico che non sia andato bene far ripartire l'epidemia ma la questione del ripopolamento poteva essere analizzata meglio andando a creare qualche suggestione in più oltre a quella della singola idea iniziale.
Il film seppur piacevole, ritmato e divertente cade nella trappola dell'esagerazione figlia del digitale per cui si, puoi realizzare una Londra in fiamme quasi perfetta, distrutta, completamente vuota e realizzare scene spettacolari d'azione ma rischi di creare scene davvero esagerate tanto che l'effetto diventa meno credibile degli zombie stessi (le fiammate son fatte male, il gas tossico...mah!...l'aeroplano assassino,ok mitico ma...); 28 settimane dopo diventa così una truzzata figlia dei tempi moderni in cui 4 accordi di chitarra esaltano e ti fanno salire l'adrenalina, la telecamera mossa aumenta la frenesia, una bella ragazza photoshoppata (tranne il naso) cambia a vista il colore degli occhi così può piacere a tutti i maschietti, tutto salta in aria e va in fiamme, sparatorie, salti mortali, spaventini prevedibili come pochi, riprese a infrarossi, soggettive complicate (addirittura vediamo la morte della ragazza-soldato come se fossimo il pugno di uno zombie)...insomma se ricordiamo in 28 giorni dopo il massimo del truzzo è quando in galleria il tipo scavalca le macchine ferme passandoci sopra con la propria, forando, al termine dell'avventura..
Comunque a me il film è piaciuto e non escludo che possa piacere moltissimo ai ragazzi d'oggi, perchè offre loro i ritmi e le scene che vogliono...solo tra 28 anni potremo dire se questo genere di pellicole sarà davvero rimasto nella storia dell'horror o saranno solo meteore per accontentare il pubblico
Una troupe televisiva che si occupa di misteri viene mandata in Galles dove una ragazza dice di esser stata rapita da degli alieni e messa incinta; i personaggi ci vengono presentati abbastanza bene: il cameraman, il microfonista,la presentatrice l'attore gay, la troia (ragazza del produttore) più un appassionato di misteri che viene reclutato a causa della sua mania, u nerd che ben presto si rivela essere protagonista ed eroe involontario delle vicende; la situazione evolve poi come in ogni horror che si rispetti con la però ormai abusata formula parodica aromatizzata in questo caso con quintali di digitale, qualche volta, bisogna ammetterlo, riuscito. A me fa arrabbiare vedere scene belle, ben colorate in postproduzione e riprese piacevoli con effetti speciali validi affiancate ad altre di bassissimo livello, sciatte, improvvisate e con pessimi effetti digitali o trucchi evidentissimi; questo film propone questo fastidioso contrasto parecchie volte che si va a sommare a diverse basse interpretazioni degli attori...le situazione parodiche e grottesche stancano alla lunga, in ogni film, qui non è da meno, ma sono dosate e gestite abbastanza con criterio risultando in alcuni casi quasi gradevoli.
Un qualcuno è scomparso tra le catacombe di una chiesa di Mosca, qualcuno sta cercando questo qualcuno e quel qualcosa che stava a sua volta cercando; una bambina ogni tanto appare e scompare; i ricercatori si perdono a loro volta poi un'inquadratura di Mosca a giustificare il titolo...peccato che il regolamento dei voti non permetta di giustificare anche a noi l'altra metà del titolo del film.
Se cercate informazioni o curiosità sul web associate al film “il giuoko”,troverete quasi sempre associato al nome del regista bava il sostantivo “noia”..in qualsiasi lingua cerchiate commenti troverete quindi la raduzione di codesta parola o della sua versione aggettivata..boredom, langweilich, aburrido..tutto a sottolineare la caratteristica più evidente di questo film. Noia e delusione per un film di ben altre aspettative..un bava ai minimi termini,per nulla supportato da un cast e una produzione veramente poco professionali. La sagra della noia si apre con l'elemento massimo della noia cinematografica horror: i bambini. Nel caso siamo di fronte ai più infami dei bambini, i figli di papà,orribilmente vestiti e doppiati come se ogni parola che esce dalla loro bocca sia uno stridulo gracchiare di cornacchie. Non che la protagonista,la maestrina raccomandata, sia molto meglio..ma almeno ha un abbozzo di pere che si guarda bene dal farci visionare,pur sfoggiando qualche indumento interessante. Arrivata in questo collegio elementare perbenista la maestrina si inimica subito gli studenti e i superiori,facendo indagini che non la riguardano su presunti giuoki dei bambini di cui, francamente,non le dovrebbe importare nulla(e nemmeno a noi).La morale è chiara:se cent'anni vuoi campare i fatti tuoi ti devi fare,specie se sei una maestra visionario con un torbido passato di violenza alle spalle..
Ma la maestrina ha dalla sua parte un baldo investigatore voglioso di fica,che asseconderà le sue follie a tal punto da scoprire che esse sono vere..i bambini fanno un giuoko di ruolo trasformando la fantasia in realtà,e se giuokano a fare gli assassini uccidono davvero perché..senza un perchè.