2° 4,50 - Candyman (Rose)
3° 4,30 - Cradle of fear (Chandon)
4° 3,91 - Kairo (Kurosawa)
5° 3,41 - La morte ha sorriso all'assassino (D'amato)
6° 3,16 - Mimesis (Fratter)
7° 3,10 - Il mistero della casa sulla collina (Malone)
8° 2,70 - Washingtonians (Medak)
9° 2,40 - Adam & Evil (Van Slee))
Fc- Macumba sexual (Franco)
Direi che "la morte va a braccetto con le vergini" ha dominato l'edizione, un film visto e votato da sette persone che ottiene una media così alta non si era mai visto...una estrazione particolare che ha voluto far uscire prima i voti più bassi (comunque mai inferiori al 4) e poi quelli più alti (ben tre 5,5) ha comunque reso appassionante lo spoglio con un film, Candyman, che ha un pò a sorpresa insidiato la prima posizione del film di Sasdy. Cradle of fear guadagna meritatamente il podio, poi purtroppo le medie finiscono sotto la sufficienza...Kairo non è riuscito a brillare nonostante fosse stata scelta come sede della serata "la stanzetta degli orrori", ospite in genere di film predestinati alla vittoria; Joe D'amato non è stato capito se non da me e Handhell che lo abbiamo risollevato da una media voto che sarebbe stata immeritevole. Mimesis è stata un'esperienza positiva ma era prevedibile che non avesse molta fortuna (se poi anche Pepino non apprezza delle scene simili...). Pessimo il terzetto finale. Se l'edizione non ha offerto tantissimo in quanto a film, decisamente migliore è stata dal punto di vista delle presenze: Bazzu e Handhell votavano tutti e 9 i flm, Costanza la sanguinaria, Pepino e Rockfeller tornavano dopo lungo tempo, inoltre alcuni cambi di sede hanno permesso di cambiare un pò d'aria dalla solita cantina che , pur priva di un pc fisso (da oggi tornato per gli estimatori di ubuntu) ha proseguito imperterrita nel suo ruolo di accoglienza
[recensione ufficiale di un film fittizio]
Una compagnia di 7 amici (che metaforicamente sono i sette peccati capitali) decide di trascorrere un weekend americano (da mercoledì sera a lunedì pomeriggio) in un campeggio (un bosco a caso) ben gestito (da un villico mentecatto); dopo un improvvisato party in mezzo alla strada, i sette si accampano poco distante senza accorgersi di essere seguiti da due ragazzi della loro età decisi a farli morire di paura perchè la bella Evelyn ha piantato uno dei due. Il pomeriggio, durante una sosta all'autogrill, uno dei sette, l'unico senza compagna, viene agganciato da una bella stangona che si scopre essere la moglie di un energumeno dall'aspetto di un fuorilegge ma che in verità è lo sceriffo del paese; la stessa moglie quella notte raggiunge il ragazzo (non si sa come) all'accampamento e nell'intimità della tenda i due sperimentano la lussuria; il fortunato ragazzo muore poco dopo. L'indomani gli altri 6 vanno a fare il bagno scordandosi dell'amico mancante, nella notte che segue si scatena l'inferno e nessuno riesce a capire che cosa stia accadendo; l'ipotesi più probabile è che qualcosa stia punendo Adam (l'unico protagonista in grado di farsi mettere in secondo piano da tutti gli altri personaggi) per un episodio di mesi prima in cui, per uno stupido scherzo con un fuoco di artificio, delle persone avevano perso la vita...sul luogo del delitto infatti compare sempre uno di questi razzi.
La mia ipotesi sui peccati capitali, assolutamente inventata, non è del tutto fuori luogo...c'è la donna lussuriosa, il ragazzo irato per essere stato mollato, la ragazza che ha gola di uccelli, quella che invece è avara e non da nulla ai ragazzi, la superbia dello sceriffo, l'accidia di Adam nel non reagire e non intervenire nell'incendio da lui causato e l'invidia di quella che si scopre poi essere l'artefice dei delitti che invidiava le famiglie felici, non avendone avuta mai una (per forza, le sterminava tutte). Una lettura assolutamente forzata ma che secondo me era intenzionale del regista altrimenti perchè una motivazione così insulsa degli omicidi...se davvero ci fosse sotto un tentativo simile il film perderebbe anche quel mezzo punto che gli ho dato e che ha ottenuto esclusivamente per la qualità delle ragazze e della scena nella tenda (nonostante i seni fossero fasulli e non della ragazza addetta ai lavori); simpatica anche l'immagine finale : una ragazza in camicia di forza e mutandina sexy. Il film è davvero brutto ma almeno non antipatico, usa un titolo sicuramente divertente, qualche dialogo spassoso... insomma ha quelle piccole cose che lo potrebbero portare a vincere il premio di peggior film dell'anno...un modo un pò inglorioso di chiudere un'annata bellissima ma tutto sommato ci stava anche questo
Cradle of Meard.. sì bello, mi aspettavo una cazzata e così è stata, cmq molto apprezzata da tutti. Sarà lo splatter o le pere o quel tocco tamarro che contraddistingue il vocalist Dani Filth ad attirare le simpatie dei giurati Ghisoniani.
Una avvenente ragazza si accoppia con Dani Filth...passano pochi istanti e la sua pancia è già gonfia...il figlio avuto dal dio Metallo verrà partorito poco più tardi. Intanto un barbone rinchiuso in carcere riceve messaggi,cibo e una chiave per uscire dal suo buco, uscire e uccidere seguendo gli ordini di Dani; assistiamo poi ad una serie di vicende in cui il male alla fine sembra sempre prevalere grazie all'intervento più o meno diretto di Dani e del suo socio: due ladre entrano per rapinare una vecchia, la uccidono, si accoppiano in casa sua ma poi essa ritorna; una coppia amoreggia nel letto, ma lui monco di una gamba non riesce a farlo...va a farsi trapiantare una gamba nuova ma questa gode di vita propria e desidera farla finita. Un impiegato trova un sito in cui si può vedere gente torturata ed uccisa...ma il caricamento è lento e ci vuole una password speciale che non riesce a trovare...la sua ricerca lo porta troppo dentro al gioco. Intanto Dani tenta di far evadere definitivamente il suo amico barbuto e dare inizio allo sterminio di tutti i generi musicali diversi dal metal.
Un film particolare ad episodi che alterna momenti grandiosi con effetti splatter davvero ben fatti ad altri un po grossolani...anche se i primi sono maggiori in numero.
La bellissima Greta (Ewa Aulin) vittima di amnesia viene trovata e accolta in casa di una ricca coppia nobile (il film è ambientato a fine 19° secolo); il padrone di casa se ne innamora ma anche la sua signora; il gioco a tre continua per poco; la moglie è troppo gelosa dei rapporti che Greta intrattiene con suo marito (si intende: vuole lei tutta per sè, del marito non gli interessa nulla) e decide di murarla viva nello scantinato per non doverla dividere con nessuno più; in precedenza chiunque si era avvicinato alla ragazza era morto: la serva della casa (uccisa con una doppietta) perchè sapeva qualcosa che non doveva sapere, il dottore (Klaus Kinski) perchè aveva riconosciuto il medaglione della ragazza, simbolo di una scienza occulta capace di riportare in vita i morti; mentre il poliziotto del paese cerca di ritrovare la ragazza scomparsa arriva al castello uno che dice di essere il padre di Greta ma non la dice giusta; Greta torna in occasione di una festa in maschera per vendicarsi di tutti ma scopriamo che non è la prima volta che ritorna dalla morte anzi forse è lei stessa...la morte!
Un film visionario come pochi altri ne ho visti, le immagini rimbalzano, si rincorrono, si fanno l'occhiolino con salti tra passato e presente, tra allucinazioni e realtà, accompagnate da un montaggio rapido ma ben scandito e da una dolcissima colonna sonora che fanno di questo film un perfetto mix di horror e harmony. La ninfetta svedese Ewa Aulin è tanto bella quanto fatale nel suo doppio ruolo (Greta/morte), questo film raddoppia la bellezza già mostrata in Ceremonia Sangrienta e la porta a diventare la mia favorita dell'intero anno ghisoniano...in attesa di vederla l'anno prossimo in "La morte ha fatto l'uovo). La gestione di Klaus Kinski invece non è stata delle migliori: il personaggio che interpreta resta troppo ai margini della vicenda e viene fatto fuori troppo presto, in questa occasione non ha potuto dare il meglio di sè. D'amato, che è qui chiamato a dirigere il suo primo horror e il primo film "importante" della sua carriera, mostra subito le sue doti in ambito fotografico e tecnico confenzionando delle bellissime immagini rese ancora più affascinanti dal bucolico panorama in cui il film è stato girato: i boschi, il castello e soprattutto il fienile raccontano da soli ciò che la sceneggiatura non prevede, gli sguardi, i sorrisi dei protagonisti e le loro grida parlano al posto dei dialoghi; la storia del film infatti non è fatta da azioni o da parole ma da immagini, suoni, colori. Gli effetti speciali e le scene di sangue sono positive, come sempre quando si tratta di Joe D'Amato che non ne abusa ma neanche le trascura. Certo il film non è proprio lineare lineare e alcune ispirazioni prese in prestito dal mondo della letteratura sono troppo evidenti ma secondo me il film ha il merito di essere originale nella sua realizzazione e comprensibile se si aspetta fino alla fine. Il tema della donna ritornante che uccide senza guardare in faccia nessuno è reso in maniera ineccepibile; ella non uccide per vendetta ma perchè ha la morte dentro di sè...è la morte...quello che in vita era un sorriso che faceva innamorare ora è un sorriso che uccide...da applauso la scena del gatto...notevole anche qualche analogia col film "riti,magie nere e segrete orge nel 300" che come questo film è del 1973 ma che non può certo reggere il confronto
Vorrei spendere anche qualche parola su Joe D'amato (Aristide Massaccesi) un uomo che ha vissuto per il cinema: 200 film diretti, 150 in cui è stato direttore della fotografia, produttore, scrittore, attore, toccando tutti i generi (purtroppo pochissimi horror) anche (e soprattutto) la pornografia; ma i suoi film porno finivano nelle sale cinematografiche non in qualche minuscolo sexy shop; il suo attore preferito e fidato collaboratore era George Eastman (Luigi Montefiori), a lui è dedicato un festival dell'orrore a cui abbiamo partecipato; certo la morte ha sorriso all'assasino è meno bello di Antropophagus o Buio Omega ma comunque...grazie Joe
La morte va a braccetto con le vergini fu inserito nell'edizione come terza scelta di un sorteggio casuale visto che i film precedentemente estratti mi avevano indotto a scartare l'ipotesi Paganini horror. Non volevo aggiungere un altro flop sicuro all'ultima edizione...era già stato estratto "il mistero della cacca sulla collina" (per non parlare di adam & evil anche se è ancora presto per parlare...). Il film era stato inserito in listazza dopo il parziale successo di Ceremonia Sangrienta per approfondire ulteriormente la storia della contessa Bathory a cui tutti ormai ci siamo affezzionati.
L' intero impero austro ungarico è scosso dalla morte del marchese Bathory, la figlia Ilona decide di tornare da Vienna per rendere i dovuti rispetti alla tomba del padre; la contessa invece non ne soffre anzi ora è più libera di frequentare Dobi, il rude castaldo del castello; l'eredità del marchese premia in modo particolare Imre, un ragazzo di umili origini, a cui sono state lasciate le scuderie; il resto se lo devono spartire la contessa e la figlia, il povero Dobi si prende solo due falconi...e non dico dove. La contessa ordina di far rapire la figlia sulla via per il castello e incarica di ciò Janco il mongolo muto per poter godere solo lei dei possedimenti del marito ma ben presto scopre che c'è un modo per tornar giovani e godere di qualcos altro che rispetto al possesso ha solo tre lettere iniziali in meno; prima una serva, poi la zingara giunta in città con il circo, poi la schiava rumena, ma quando la polizia fa allontanare dalla zona tutte le ragazze l'unica vergine ancora nei paraggi è proprio sua figlia. Di contorno il triangolo amoroso Bathory-Dobi-Imre, il maestro Fabio, precettore ficcanaso, e le varie intromissioni nelle cucine del castello (con maiali scuoiati), nella taverna (con prostitute in carne) e nella capanna del mongolo rendono ancora più vivace la strage operata dalla contessa che ha come unico desiderio quello di tornare giovane e bella.
Film in costume davvero ben realizzato; la casa di produzione hammer è inglese, e si vede, il regista Peter Sasdy anch'egli troppo spesso relegato al mondo della televisione ha trovato con la Hammer il momento più brillante della sua carriera; Countess Dracula è un film semplice come il pane fatto in casa, senza complicati discorsi, senza troppe complicazioni di trama, senza colpi di scena inutili...procede tranquillo per la sua strada senza rallentare e senza mai stonare con quanto avvenuto prima...riesce anche a far stare sull'attenti con alcune scene di paura decisamente ben realizzate (lo spillone nel collo della zingara) e con altre che assumono toni erotici ma giammai volgari. I personaggi del film sono tutti ottimi, dalla servetta alla contessa, dal capocuoco al castaldo, tutti ottimamente caratterizzati e ugualmente apprezzabili...non manca poi una buona ricostruzione storica della società che va oltre l'utilizzo di un certo tipo di costumi ma si estende a scene di vita paesana (il mercato, il circo) molto verosimili. Gli effetti speciali sono semplici,il regista non ci mostra mai troppo il sangue e nella maggior parte dei casi l'effetto è reso dal montaggio; il lavoro di trucco invece è molto curato, ad esempio la contessa giovane e quella vecchia sono in realtà la stessa attrice (Ingrid Pitt) opportunamente truccata.
Questo pregio, quest'altro ancora e la lista si allunga per cui mi sento di dire che La morte va a braccetto con le vergini batte Ceremonia Sangrienta e che se Dobi fosse stato capace di suonare il piano come Espartaco Santoni il film sarebbe stato quasi perfetto
Che cos è Washingtonians se non una lunga barzelletta visiva? Peter Medak, regista sconosciuto ma con una lunga carriera registica in tv, ha il merito di fare volontariamente quello che molti altri masters of horror hanno fatto involontariamente, cioè farci ridere. La gag nel finale, a ben pensarci prevedibile, è comunque efficace e riabilita un master altrimenti anonimo non tanto per la storia (comunque interessante, anzi quando leggemmo un anno e mezzo fa la trama ne fummo tutti esaltati) quanto per la sua realizzazione e i suoi personaggi.
Ok l'improbabilità del cannibalismo di Washington (tema centrale del master) e ok la setta dei washingtoniani che rivive e ripropone le atrocità del padre degli Stati Uniti ma come si possono sopportare la solita coppietta ottusa, la mocciosa, il vecchio e il suo odioso saluto, lo storico e le grottesche smorfie dei washingtoniani. Il vecchio offre un sacco di soldi al protagonista per il foglio che ha trovato nel dipinto di Washington ma lui non accetta e poi sta quasi per buttare il foglio fuori dal finestrino. Lo storico nelle varie apparizioni dice la verità scoperta dai suoi studi: il documento è vero - washington ha ucciso dei bambini - washington ne mangiava le carni... ma non dice tutto insieme, lo fa a puntate e puntualmente il protagonista ne rimane scioccato...qualcuno deve spiegare a Medak che non siamo tutti così stupidi.
Washingtonians è un master volutamente ridicolo: questa è la sua pecca ma a ben vedere anche la sua salvezza
Ci sono voluti piu di 2 anni di pazienza per vedere questo attesissimo film di William Malone (o di Stuart Gordon per alcuni). Alla fine l’ultima bombola ne ha propiziato la visione,avvenuta per l’occasione non nella casa sulla collina ma nella penultima casa a sinistra,per la prima volta aperta al ghisoni film festival. Soprattutto questo è stato l’evento per cui verrà ricordato questo film,omonimo remake di un film anni 50,che si è rivelato piuttosto scadente. Un eccentrico miliardario col vizio dell’ignoranza organizza un gioco in una casa che si dice stregata promettendo un milione di dollari a chi vi restera fino al giorno seguente. I personaggi che si presentano sono piuttosto squallidi.2 oche che rimangono vestisti,2 ignavi,un negus,che risulterà essere il migliore.
Elementi positivi qualche gag ironica e le scenografie particolari molto d’effetto:oltre ai già citati strumenti di tortura segnalo l’architettura della casa,simile a un castello monolite, che è una chiara citazione architettonica di Albert Speer, l’architetto del terzo reich .
Un film leggendario basato su una leggenda. Riprendendo un libro e un cortometraggio (The Forbidden di Clive Barker), diretto da Bernard Rose, il film ha avuto un successo notevole, invogliando altri registi quali Bill Condon e Turi Meyer a girare due seguiti. 1992 è l’anno.

Il film a me è piaciuto molto: horror, splatter, suspance e intrigo, uniti alla magia e alla leggenda spaventosa, fanno di questo lungometraggio uno spettacolare groviglio di elementi positivi. Il personaggio di Candyman è molto misterioso all’inizio, non si sa se esista o se sia solo una leggenda, e quando si scopre che il capo dei teppisti che picchiano Helen si chiama così, si pensa in effetti che sia lui a dare origine alla paura degli abitanti del quartiere, anche se questa soluzione non soddisfa sin da subito; ma successivamente, quando Candyman appare e parla alla giovine, svanisce la suspance e l’atmosfera di mistero, perché egli si vede chiaramente, a lungo e senza elementi fantastici che lo circondino: il suo mito decade. Tuttavia la sua leggenda sopravvive, nutrita dai murales più volte inquadrati e dai “riti” finali dei neri del quartiere. Per finire, film bello e ancora bello, da guardare di notte in una stanza buia.
Candyman, Candyman, Candyman, Candyman, Candyman….Aaarrrgggh
- Il mistero della casa sulla collina ( William Malone, USA, 1999 )
- Candyman ( Bernard Rose, USA 1992 )
Lord Pain presenta:
- Kairo ( Kitoshi Kurosawa, GIAPPONE 2001 )
- La morte ha sorriso all'assassino ( Joe D'amato, ITALIA 1973 )
Rabid Rats presenta:
- La morte va a braccetto con le vergini ( Peter Sasdy, INGHILTERRA 1971 )
- Cradle of fear ( Alex Chandon, INGHILTERRA 2001 )
Demon Death presenta:
- Mimesis ( Roger Fratter, ITALIA 2006)
- Washingtonians ( Masters of horror II, Peter Medak, USA 2007 )
- Adam & Evil ( Andrew Van Slee, USA 2004 )
Fuori concorso: Macumba sexual ( Jess Franco, SPAGNA 1981)
Ecco l'ultima edizione del GFFII: ancora una volta i poteri divinatori della bombola si sono fatti sentire estraendo pallini numerati corrispondenti a film che avevamo chiamato o che per qualche motivo non volevamo: un esempio su tutti: volevo togliere il mistero della casa sulla collina perchè non trovavo più il DVD...è stato estratto...volevo capitasse in fondo per darci il tempo di ritrovarlo...è stato estratto come primo film dell'edizione. Da lungo atteso anche Candyman, l'assassino colorato. Pain estrae dalla bombola proprio il film che voleva proporre: Kairo, o Pulse se preferite, del regista Kurosawa (da non confondere con Akiro Kurosawa dei sette samurai). Proprio in corrispondenza con la nuova edizione del Joedamatohorrorfestival entra in edizione un film del regista romano già autore di un paio di capolavori della prima edizione. La mia proposta, avvenuta in modo casuale ha un titolo simile a film di D'Amato ma il regista è Peter Sasdy, ungherese naturalizzato inglese. Cradle of fear è il titolo più curioso dell'edizione...staremo a vedere quanto avrò in comune con il gruppo Cradle of Filth. Curiosa la proposta di Demon Death che pesca un film di un regista bergamasco semi amatoriale...di Roger Fratter avevo già visto un paio di trailers...spero che gli ingredienti di Mimesis siano gli stessi di quei trailers. Finalmente il master storico ( e finalmente l'ltimo master): Washingtonians ,atteso da un anno e mezzo...riuscirà a far ritornare l'enigmista alla cantina degli orrori? Si chiude l'annata con il film Adam & Evil...ho paura solo a pensarci. L'edizione è interessante anche se mancano dei veri e propri titoli bomba. Finalmente vedremo "il mistero della casa sulla collina" che era il film che aspettava da più tempo, anche più di Tutti i colori del buio, film che a questo punto propongo come fuori concorso estivo, magari proprio il 26 Luglio. Macumba sexual il fuori concorso proposto da Lord Pain