Roger Fratter proviene da una segnalazione di Corcolombo di qualche mese fa. Mi parlò benissimo di lui come persona e soprattutto dei suoi film, bastarono un paio di allusioni per capire che il genere era l'ideale per la Cantina.
Iniziano i sogni e le visioni, i baci e le carezze. Lisa viene confusa per Roxi da un ragazzo e decide di stare al gioco, per scoprire qualcosa. Ma la verità è altrove! Solo un finale orgiastico da capogiro metterà luce sul passato e sul presente.
Sorpresa positiva quindi a parer mio, adesso non vedo l'ora di assaggiare qualche portata più orrorifica.
Il fuori concorso dell´edizione numero nove,ossia il film numero 100 e ultimo visionato nell´anno del GFFI,non ha deluso le aspettative,tanto che,se fosse stato in concorso avrebbe vinto l´edizione, con pieno merito. Ambientato ovviamente ad Amsterdam,questo horrorthriller ha la capacita´di unire brillantemente gli elementi di entrambi in genere,con una storia sempre piena di tensione e elementi splatter con scene capolavoro.Al tutto si sommano grande interpretazione dei personaggi di grande spessore,su ci spicca il Motta adulto(Huub Stapel), e una ambientazione sempre azzeccata.In breve la trama:Amsterdam e´sconvolta da omicidi inspiegabili che avvengono nei canali;la pista principale porterebbe a un sommozzatore,che risulta imprendibile e anche le inagini risultano complicate dall´alto numero di sospettati.Alla fine il colpevole sara´uno sonosciuto sommozzatore sfigurato da un incidente di lavoro 3 anni prima, e che ha deciso di vendicarsi in questo modo della propria malasorte.Alla fine,ormai catturato,si suicidera´brillantemente con una fiocina,dopo inseguimenti mozzafiato sopra e sottacqua.Davvero difficile annoiarsi in questo film:la perla e´l´inseguimento spettacolare sui motoscafi..penso che sia stata la miglior scena di inseguimento che abbia mai visto..e come non citare le macabre uccisioni dell´ignoto sommozzatore che terrorizza la citta?la mignotta che si dissangua sulla barca dei boyscout e il taglio della figa nel canale..in entrambi i sensi!!grande la storia d´amore con un Huub Stapel che pare un casanova coi capelli cotonati.Spettacolari soprattutti i parallelismi con assassinio al convegno bandistico,sia per i personaggi che per i dialoghi (incredibile quello tra il sindaco e il capo della polizia).Veramente un gran bel film,Dick "cazzo"Maas si e´assicurato la partecipazione nel GFFII
1° 4,75 - Riky-Oh (Nam Nai Choi)
[Guadagna la qualificazione per i Masters of Ghisoni]
2° 4,72 - La maschera del demonio (Mario Bava)
3° 4,71 - Rosemary's Baby (Polanski)
4° 4,30 - Tha addiction (Ferrara)
5° 4,16 - Creepshow (Romero)
5° 4,16 - Lost Highway (Lynch)
7° 4,14 - Society (Yuzna)
8° 3,80 - Alta tensione (Aja)
9° 3,40 - Non violentate Jenifer (Zarchi)
FC - Amsterdamned (Maas)
Dopo una breve pausa a causa della mia settimana di “vacanza” il GFF riprende per il gran finale (della prima fase)…il film che ci prepariamo a vedere è quello che tra gli 81 in gara è meglio posizionato nella classifica web di imdb: Rosemary’s Baby di Roman Polanski,anno 1968. Alla chiamata rispondono un nuovo adepto che fino ad oggi solo la distanza geografica aveva tenuto lontano, la ragazza già presente alla serata Lynch, Shock Trauma,quasi sempre presente al GFF9, e i tre padri, due dei quali giungono con un’ora di ritardo…ma non è tempo di dare spiegazioni…cala il silenzio e la sala del terrore illuminata con centinaia di candele ci accoglie per quello che ha tutta l’aria di essere un gran film.
Rosemary è una giovane donna di città dalla faccia pulita, bella e semplice, con poche fantasie per la testa e l’unico suo sogno è quello di una vita serena in compagnia dell’uomo che ama e magari di un figlio…proprio con questa prospettiva lei e suo marito Guy,un attore pubblicitario ed eterna seconda scelta quando fa provini per dei ruoli importanti a teatro, si trasferiscono in un appartamento più spazioso in centro città infischiandosene delle dicerie sui fatti malsani avvenuti tra quelle mura in passato: la loro casa dovrà dare vita, non ricordare morti di chissà quanto tempo prima.
Fanno subito conoscenza, anche se in una circostanza tragica, dei loro vicini, una coppia anziana e leggermente invadente, con la quale però soprattutto Guy inizia a legare moltissimo affascinato dal carisma e dall’esperienza, anche in ambito teatrale, di Roman. Dopo parecchi tentativi finalmente Rosemary rimane incinta ma in circostanze piuttosto strane e un sogno in cui viene posseduta da un demone non la rassicura molto; decide perciò di rivolgersi ad uno specialista e sono proprio gli anziani coniugi a consigliarle il celebre dottor Sapirstein il quale le vieta ogni medicinale prescrivendole una cura a base di un’erba maleodorante.
Eppure Rosemary continua a sentire un dolore ma non vuole parlarne a Guy, non ora che è arrivata per lui la grande occasione con una parte di protagonista in un’importante dramma. Ma che ne è stato della vista del primo attore?
Un amico di Rosemary vuole metterla in guardia verso qualcosa ma finisce in coma; in un libro però Rosemary trova una coincidenza poco rassicurante per lei e per il suo bambino.
Una storia costruita perfettamente dove ogni tassello, ogni personaggio, ogni dettaglio vanno a ricollegarsi nel miglior modo possibile in un insieme davvero solido.
Grande sceneggiatura quindi che si accompagna ad una grande regia e a buone musiche. Per quanto riguarda gli attori ho trovato fenomenale Mia Farrow ma anche il marito(John Cassavetes) regala grandi momenti.
La coppia di vecchi è una coppia insopportabile; tuttavia c’è chi ha dato un oscar a Ruth Gordon(Minnie,moglie di Roman) per questa parte… certo riuscire ad entrare nei panni di un personaggio odioso così bene deve essere una prova di gran talento ma per i poveretti che devono sentirla ciarlare per due ore ardua è l’impresa.
Memorabile tra gli attori terziari il ragazzo di colore che manovra l’ascensore.
Il film ha pochissimo sangue e ancor meno ci mostra il piccolo demonietto, inoltre non si è creata in me quella tensione che un horror con poco sangue e pochi effetti speciali dovrebbe creare…ma ciò non significa che il film non mi abbia interessato e appassionato anzi…diciamo che il film non mi ha coinvolto emotivamente forse perché non sono mai stato incinta.
Il finale inizialmente mi aveva deluso poi ripensandoci può andare bene così, ma l’ipotesi di una culla che cadeva dal tetto mi intrigava, prima che partissero i titoli di coda in corsivo rosa (spettacolari)
Inoltre mi chiedo perché Polanski non abbia inserito,magari nelle sequenze oniriche, quella bellissima immagine che è raffigurata nella locandina del film.
Dopo “per favore,non mordermi sul collo” che non mi era piaciuto molto Polanski realizza un grande film che però non batte quello che ritengo il suo miglior film tra quelli che ho visto: il pianista(2002)
La pioggia scesa in prima serata cessa, a far compagnia ai giurati presenti nella sala del terrore restano solo il vento e i lampi; oltre ai tre padri e shock trauma da segnalare una new entry femminile attirata dal fascino misterioso di David Lynch e del suo Lost Highway: un film coraggioso,sia da dirigere sia da proporre ad un festival dell’orrore.In questo film più che mai l’orrore non corrisponde al sangue (che scorre molto modestamente ),l’orrore di Lynch è l’inconscio, l’ignoto,quello che magari abbiamo rimosso ma che inesorabilmente ritorna(l’omicidio,il tradimento), è l’incapacità di creare uno scudo da ciò che ci opprime,l’incapacità di dimenticare.
Trama:C’è Fred Madison che suona il suo sassofono tenore, c’è sua moglie Renèe che ama la dolce vita, ci sono delle videocassette fuori dalla porta che riprendono la loro casa: prima dall’esterno,poi da dentro lungo i suoi bui corridoi ,fino alla loro stanza da letto, e nel letto un po’ si dorme, un po’ si fa all’amore, un po’ si fanno gli incubi.Poi l’incubo prende forma e si presenta a colui che lo ha sognato; e dopo aver incontrato il suo stesso incubo alla festa di Andy, un regista di film porno,Fred uccide la moglie.
Condannato a morte Fred riesce,all’interno della cella, a creare il proprio scudo: crea così la vita di Pete Dayton,un giovane abile meccanico: ma il trucco funziona per pochissimo: gli incubi reali tornano in forma inconscia anche in questo mondo privato che ha costruito; torna la sua donna,fisicamente e anagraficamente diversa, ma è sempre lei, torna Dick Laurant il gangster che l’aveva spinta a girare i filmini pornografici, torna Andy e tornano i suoi crimini (l’uccisione di Andy , di Dick Laurant e della moglie), tornano anche quelle note che suonava al club quando la sua testa era altrove, le vuole scacciare e ci riesce,quelle, ma poi tornano le false parole di sua moglie “mi ha offerto un lavoro”, “ci siamo conosciuti a quel tal locale”, parole di tradimento che terminano con un’ ammissione mai avuta da sua moglie ma sempre sentita nel proprio inconscio “non mi avrai mai!”.
Pete Dayton scompare così com’era apparso,resta solo Fred che tenta ancora di fuggire attraverso il mondo creato dai suoi ricordi ma è tardi,mentre immagina che la polizia lo sta inseguendo,il sedile della sua auto(nient’altro che la sedia elettrica) viene oltrepassato da una scarica elettrica e quello che prima era solo un mal di testa ora sono dei violenti scossoni che friggono il cervello del nostro protagonista.
Il mio riassunto è già un’interpretazione del film, semplicistica sicuramente, ma valida in alcuni suoi aspetti: quando il protagonista del film diventa Pete credo si sia tutti d’accordo sul fatto che in realtà quella sia solo una creazione della mente di Fred che tenta di evadere dalle proprie colpe ,più difficile capire che cosa ci sia di vero e reale quando il protagonista è Fred, chi sia in realtà l’uomo misterioso (un simbolo del lato cattivo di Fred, un personaggio davvero esistente che assiste al rapimento del gangster o ha un’altra identità); i tasselli a volte sembrano ricomporsi, a volte si allontanano.
Da notare e tenere come importante spunto di riflessione che il film finisce con la stessa battuta con cui inizia e il protagonista la pronuncia e contemporaneamente la ascolta: per questo motivo questo film (ma anche mulholland drive e altri lavori di Lynch) sono associati al nastro di Moebius,simbolo dell’infinito, l’unica figura che può essere percorsa per tutta la sua superficie senza avere un punto di partenza e uno di arrivo ma che comunque ti riconduce sempre lì dove hai cominciato a percorrerla: questo è il cinema di Lynch, un cinema che vuole raccontare una storia senza dare un inizio e senza dare una fine e probabilmente un film che puoi apprezzare anche se lo vedi in un ordine diverso da quello canonico (alla sua presentazione a Cannes fu apprezzato eppure il terzo rullo del film era stato proiettato prima del secondo).
Lynch inoltre spesso non fornisce neanche il tempo dove avviene ciò che racconta e passato e presente si mescolano (vedi lo scorrere del tempo nella loggia nera di twin peaks)invece il luogo ce lo da quasi sempre (Dune,Twin Peaks,Lost Highway(è il nome di un hotel, evitiamo la traduzione italiana),Mulholland Drive,INLAND EMPIRE(è il nome di un quartiere, assolutamente non tradurre con “l’impero della mente”))come ad indicare che non dobbiamo perderci nei luoghi del film(la strada,il deserto,la casa) ma nel film stesso.
Tornando al nostro film direi che è ottimamente girato e recitato, la colonna sonora originale di Badalamenti è sempre ottima e anche la sceneggiatura,nella sua difficile decifrabilità, è stupenda.
Alla terza visione del film posso dire che rivederlo non aiuta a capirci qualcosa di più anzi le possibili interpretazioni crollano rivedendolo(quella da me fatta qui era quella che avevo in precedenza e ora come ora la sento vacillare)tuttavia il film non perde il suo fascino e il suo humour,però si perde un po’ la tensione(la prima volta mi ero spaventato in un paio di scene e la tensione era stata molto più forte).
Termino qui però credo che tornerò presto con nuove riflessioni che sicuramente non porteranno a trovare un significato universalmente valido per il film, ma del resto nessun film ha un significato universale perché il vero film è quello che crea lo spettatore nella sua mente e nel suo cuore.
Da segnalare anche il delizioso spuntino e l’animato cineforum in cui si è discusso su Lynch in generale e in cui, ancora smarriti dal film appena visto, alcuni giurati pasticciano con i propri ricordi e confondono le proprie identità
Citazione:"Preferisco ricordare le cose a modo mio, non come sono avvenute realmente"
L'email di invito alla serata GFF9D avvertiva il pubblico che il film in programma fa parte della categoria MAXISPlatter, motivo per cui è stato scelto dal sottoscritto come rappresentante asiatico della mia edizione. Non sapevo inizialmente si trattasse di un altro film tratto da un fumetto, mi sono trovato involontariamente con due film fumettosi pur non essendone un amante. Comunque perchè splatter o perchè fumetto la gente non è venuta, Pain si è ritirato all'ultimo momento senza scuse o motivazioni, il Rabido e io ci siamo ritirati nell'intimità della Stanzetta del Terrore, luogo noto per aver influenzato positivamente diverse proiezioni. E così tra un sorso di birra e una pinzata di spaghetti cinesi abbiamo riso e ci siamo esaltati per tutta la serata pur essendo solo in 2, il divertimento sarebbe stato moltiplicato se fossimo stati di più! Peccato.
Riki non è un ragazzo come gli altri, lui è più forte. Fin da bambino lo zio lo mette in guardia di questo potere e più tardi negli anni lo allenerà con un corso da karate kid formato CEPU, in cui Riki impara ad incanalare l'energia e rompere lapidi di pietra al volo. Riki è un ragazzo buono, ama vestire di tinte pastello e giocare agli aereoplanini con la sua ragazzina, ma un giorno per colpa della droga perde tutto quello che gli sta a cuore, si becca 5 proiettili in corpo e finisce in carcere. Caso vuole che in un'ala della prigione venga coltivalo l'oppio, Riki si incazza come una bestia e decide di uccidere tutti, proprio perchè la droga è stata la causa del suicidio della sua amata. Il film quindi si erge, dal punto di vista della trama, su debolissime motivazioni e ridicoli comportamenti da eroe buono, ma non è questo che conta. Tutti vogliamo solo veder combattere Riki, vogliamo che lui vinca, che distrugga tutti nel modo più acrobatico e sanguinolento possibile!
Story of Ricky è un bel filmetto, scorre veloce senza annoiare, sfiora e supera l'assurdo in parecchie occasioni con l'accortezza di non prendersi mai sul serio. La regia è ottima e la sceneggiatura variegata. In film di questo genere si può correre il rischio di imbattersi in una serie infinita di interminabili combattimenti con nemici sempre più forti.. Riki invece è veloce a prenderle e a darle, non annoia mai e soprattutto vince sempre! Pare che il tutto sia stato girato in una scuola, adesso che ci penso certe dinamiche del carcere erano in effetti poco chiare.. per esempio quando parte un combattimento interessante i detenuti fuggono dalle celle per andare all'aperto a tifare.

Per dare un'idea di cosa vi siete persi.. in uno dei primi combattimenti Riki viene accecato con una polvere speciale e gli vengono recisi i tendini del braccio con una coltellata. A terra e quasi spacciato avverte la presenza di un tombino dell'acqua che rompe con una gomitata, generando un geyser che gli permette di sciacquarsi gli occhi. A questo punto può riannodarsi con dita e denti i tendini recisi, poi tira un coppino al suo avversario facendogli schizzare fuori un occhio. Egli riconosce la sua superiorità e fa Karakiri, ma è solo un trucco perchè prima di morire si estrae gli intestini dalla schiena e con questi cerca di strangolare Riki, il quale lo lancia in aria e lo prende al volo in fase discendente con un pugno che gli frantuma la testa!!

Concludendo, anche dal punto di vista estetico il film ha dato soddisfazioni. Alcune fotografie sono davvero intense e su tutte le sequenze di combattimento tra le fiamme. Gli effetti splatter sono artigianali ma ben fatti, solo in un paio di occasioni deludono: la testa di legno che si infilza sui chiodi e il fantoccione finale con i capelli che sembravano quelli della parrucca di Roddi Piper. La colonna sonora è gradevole, contiene un paio di temi sdolcinati davvero belli. Ah dimenticavo, per stare in tema di festival bandistico, Riki è un eccellente suonatore di piffero e sa anche fare 3 note con una foglia (il tema portante della colonna sonora).

Tensione ce n´e´certamente in questo film che ha una unica idea fissa:sangue a iosa e inseguimenti spaventosi.Partendo dall idea che un film debba essere una mera trasposizione delle teorie di fotografia inquietante,effetti speciali sanguinolenti,e momenti di tensione forte,allora siamo di fronte a un capolavoro.Ma non e´cosi,un film e prima di tutto una storia,una vicenda´o una idea clamorosa(o spaventosa se vogliamo essere piu specifici)che deve essere poi resa nella maniera migliore.e da questo punto di vista alta tensione e assai deludente.Chiariamo, il film e´godibile, inquitante,ma assolutamente insensato,le imprecisioni della sceneggiatura che alla fine riesce a contraddire se stessa bilanciano in negativo le belle scene di splatter. Ed ecco la trama:2 amiche vanno in campagna dalla famiglia di una delle 2 per studiare,una delle 2,lesbica con personalita multipla,non tollera l amore della famiglia per la figlia, di cui e innamorata(mentre non le fa alcun effetto il fatto che molti maschi se la bombino a scuola)e ammazza l intera famiglia,sequestrando la stessa amica.Nel film la doppia personalita e resa dalla figura di un vecchio camionista che sembra girare per la campagna ammazzando in maniera insolita senza motivo alcuno(memorabile la scena iniziale,con la testa decapitata dopo una interrogazione orale a una studentella,chiamamola cosi´-che col senno di poi si rivelera ancora piu insensata).La trovata della doppia personalita per me e stata parecchio forzata,sarebbe stato meglio evitarla,un killer casuale sarebbe sicuramente risultato piu consono alla situazione, ed e stata tra l altro parzialmente intuibile.Io ho intuito che c era la doppia personalita quando la lesbica e´ scesa dal retro di un camion chiuso con un lucchetto dall esterno(!),sommando questa scena al sogno iniziale di cui parlava la ragazza(qualcuno mi inseguiva...ero io),frase che mi pareva non messa a caso,sebbene proferita da una donna.Ho avuto quindi l illuminazione,che pero e stata negata subito dopo:la ragazza uccide il cassiere mentre il cassiere guarda la ragazza dalla parte opposta, e soprattutto la ragazza guida un camioncino inseguito dalla stessa ragazza che guida un auto sportiva...con la rivelazione della doppia personalita tutto cio appare senza senso..pero´aumenta il thriling della situazione,quindi viene accettato.Alla fine,sballottata tra le 2 personalita´la lesbica riesce farsi infilzare dall amica,ma non a morire,per regalare l ultimo "salto" finale nel manicomio.Se avete visto Identity,tra l altro dello stesso anno, capirete che il tema della personalita multipla non regge al confronto(e se non l avete visto non guardatelo,perche sara inserito nel GFFII).Il film sembra tipicamente americano con,tipici pregi e difetti,anche se in realta´e´francese.Tra le scene migliori,oltre alla citata decapitazione,un altra decapitazione con un armadio(anche se e´parsa un po grottesca) ha fatto il suo bell effetto..A salvare il film ha contribuito anche una spettacolare colonna sonora che ha mixato ricchi e poveri e Muse...scelta assolutamente azzeccata.
L'invito al film recitava "un horror per ragazzini", se questa presentazione ha scoraggiato alcuni dei giurati più maturi per questa seconda serata del GFF9 che ha registato una minor partecipazione della prima, ha avuto buon effetto su di me e Scary Duck, eterni adolescenti; ma credo che anche Demon e Lord si siano riconosciuti,come è capitato a me ,nel ragazzino che leggeva i fumetti dell'orrore e invocava i mostri in suo aiuto contro le difficoltà della giovine età; oltre a Shock trauma è da segnalare anche l'arrivo per la fine del film dell'enigmista,segno che tutti quanti amiamo,quando è possibile,ritornare ragazzi.
Ottimo film, un vero e proprio fumetto che prende vita.L'ottima regia di Romero da maggior grinta a storielle semplici e personaggi stereotipati come erano,credo, quelli del fumetto Creepshow (o zio Tibia).
Ci siamo! L'edizione numero 8 si è appena conclusa con un ottimo fuori concorso visto purtroppo in solitudine e subito martedì 5 Giugno si parte con il GFF9. Da giorni fervono i preparativi, alcune piccole novità come l'Invito Ufficiale con la scaletta della serata aiutano ad attirare nuovi entusiasti partecipanti. La Sala del Terrore è agghindata a Nozze. Le luci soffuse di 2 abat-jour svelano appena i dettagli tecnologici che permetteranno alle 6 persone fisicamente presenti di vivisezionare in stereo+sub e in compagnia di LordPain: il terminale collegato con Dresda siede tra i due divani come un attento giurato.
Il film: un dottore e il suo assistente viaggiano in carrozza verso Mosca. A causa di un piccolo incidente rimangono bloccati per un po' in mezzo a un bosco forse maledetto, così decidono di esplorare una cripta decadente, rompere una croce-sigillo posta sopra la tomba di una strega sepolta lì 2 secoli prima, far accidentalmente colare nella bara alcune gocce di preziosissimo sangue risveglia-morti. Nel frattempo al castello la dolce pronipote della strega cattiva sta attraversando un periodo inquieto, avverte la presenza di qualcosa di malvagio, la zia e il suo amante Javutich si stanno avvicinando. Non mancherà un risvolto amoroso dalle tinte tenui e l'entrata in scena di alcuni simpatici personaggi tra cui spicca un carismatico Pope.
Partiamo dai (pochi) difetti: La Maschera del Diavolo, pur essendo un'intensa novella gotica ricca di inquietanti atmosfere e minacciose paure, ha fatto sorridere in alcuni momenti di ironia non voluta. Questo aspetto è facilmente giustificabile con la sua data di nascita, 1960, ma ho avuto come l'impressione che si trattasse di un film di almeno un decennio precedente. Non voglio sbilanciarmi troppo su questo aspetto non essendo certo un esperto di film anni 50-60, ma ad esempio Il Settimo Sigillo, datato 1957, ha tenuto il ritmo dall'inizio alla fine senza perdere un colpo. Ok stiamo parlando di un film perfetto, non è giusto fare questi paragoni, ma mi è venuto spontaneo essendo stata proprio la visione prima di questa. Questa è una storiella gotica senza troppi fronzoli psicologici ed è evidente che gli sforzi del regista sono concentrati nella parte estetica, con ottimi risultati. Il film mi ha veramente affascinato per il modo in cui è girato e fotografato.
Ogni scena è come una parola scritta con caratteri pomposamente arabescati, ogni dialogo una poesia dolcemente spaventosa, squisitamente retró. Bava dà inoltre prova di incredibili effetti speciali, basti pensare alle metamorfosi da Katja a Asa, agli occhi che spuntano dalle orbite vuote, all'efficacia della scena iniziale quando la maschera chiodata viene impressa nel volto della strega con una mazzata terribile. E se penso alle prime sequenze.. paura...
Un capolavoro dell'Orrore Made in Italy, apprezzabile per i suoi innegabili pregi e così simpatico da farci innamorare dei suoi piccoli difetti, che fanno inevitabilmente parte del genere e dell'era a cui appartiene.
La serata è stata interrotta per una pausa tra il primo e il secondo tempo. La novità è secondo me buona, anche se spezzare la visione a metà ha le sue controindicazioni, non con tutti i film si può fare e in ogni caso bisogna scegliere con cura il momento adatto. Ne abbiamo approfittato per tagliare la Maschera di Crostata, deliziosa new entry gastronomica che spero sia servita ad ingraziarmi i giurati.
A fine film, dopo un brindisi di Nero d'Avola, SerenityInMurder e consorte purtroppo ci abbandonano perdendosi un'altra interessantissima novità: i Tarocchi. Seduti intorno a un tavolo DestinationDarkness legge le carte del nostro presente, con riferimenti al passato e suggerimenti per il futuro. Essenza, Spiritualità, Amore, Cash (o qualcosa del genere) e Creatività-Sesso, categoria per la quale RabidRats ottiene uno splendido Eremita :D
Le carte hanno funzionato su quasi tutto e hanno portato uno vento di riflessioni che sicuramente interesseranno positivamente anche il futuro del GFF. Chiederemo a Destination di portare i Tarocchi anche al Masters of Ghisoni!
Signori siamo giunti al GFF9, l'edizione che chiude la regular season del GFFI portandoci finalmente allo spoglio delle 3 Edizioni Paterne. Ricordo la sera in cui sorteggiammo l'ordine di visione con l'aiuto del Biliardino dell'Orrore, sognavo di pescare la biglia numero 9 per essere ultimo. Dentro di me, quasi inconsciamente, feci un voto al Ghisoni: se lasci a me il GFF9 preparerò una serie di serate davvero speciali, organizzerò un'edizione straordinaria, degna di chiudere in bellezza questa eccezionale stagione.
La qualità dei film di certo non manca, in più di un'occasione esperti dell'horror (HellHand, GiorgioTheGiant solo per citarne un paio) hanno elogiato la tanto sudata scaletta, selezionata con attenzione ai sottogeneri, ai decenni, alla nazionalità delle produzioni, alle tematiche proposte.
Il filo conduttore: Orrore Totale!
Per l'apertura ho puntato sul sicuro: il capolavoro in bianco e nero di Mario Bava non ha bisogno di presentazioni, un cult senza tempo fonte di ispirazione per innumerevoli film. Così famoso che nessuno dei 3 Padri l'ha ancora visto, ma è a questo che serve il GFF no? Ho cercato infatti di scegliere quasi tutti titoli non visti nonostante alcuni siano molto famosi. Credo che Rabid abbia visto Creepshow, ma forse non il primo, e Lost Highway, che ricordo di aver visto anch'io ma solo per metà e un sacco di anni fa. Il film di Romero è stato scelto proprio per dare la possibilità all'occhialuto regista di contribuire al GFF, visto che finora per un motivo o per l'altro non era ancora passato dalla Cantina. Haute Tension è un film che ho preso per curiosità, ne ho visti alcuni fotogrammi e ho deciso che sarebbe stato dei nostri, consapevole del rischio di portare una pellicola francese sotto le grinfie di due Padri insopportabilmente calciatori e patrioti. Per quel che ne so ha una fotografia affascinante e delle recensioni ambigue che non ricordo, è la mia scommessa.
Si prosegue con un Riki-Oh, film che porta i colori d'Oriente e un massiccio contributo all'indice splatter di tutta l'edizione. Un'altra promessa di sangue è Non Violentate Jennifer, capostipite di tutti i rape-revenge e rappresentante esclusivo degli anni '70 nel GFF9. Tra i due spezzerà il ritmo l'inquietante Lost Highway, forte di un cast stellare e della benedizione di Lynch in persona: se ricordate è da settembre 2006 che sogna di entrare a far parte dell'Olimpo Ghisoniano. Per il gran finale ho infilato 2 stupendi titoli d'autore. Rosemary's Baby, a cui dedicherò una serata molto particolare per farmi perdonare da Polanski di non averlo ancora visto, e The Addiction, titolo che allarga le tematiche del GFF9 proponendo vampirismo e sociale, con la speranza di riportare in pista MorbidCake. Ferrara è uno dei miei registi preferiti, so che non mi deluderà. Bryan Yuzna con Society The Horror è un'altra grande scommessa: mettere come ultimo film dell'ultima edizione un titolo rischioso di un regista rischiosissimo!
Da qualche parte nella scaletta verrà infilato Amsterdamned, chicca scoperta per caso su sky, ho visto una sola scena ed è stata decisiva per l'inserimento, a voi il compito di indovinare qual è.
GFF9 un'edizione sfavillante, ad abbassare la media voto globale ci penserà la mia idea di invitare un sacco di gente alle serate, l'email di presentazione della prima è stata inviata a 19 persone. Il mio obiettivo è diffondere il vangelo in cui crediamo, condividere la passione che ci unisce.
Adesso possiamo proprio iniziare: Buon GFF9 a tutti!
Demon Death
in veste ufficiale: Pater Lacrimarum
"Ghisoni Film Festival: Più di una Passione"