1° 5,25 - Freaks (Browning)
[Guadagna la qualificazione per i Masters of Ghisoni]
2° 4,75 - Holocaust 2000 ( De Martino)
2° 4,75 - Session 9 (Anderson)
4° 4,25 - The Brood (Cronenberg)
5° 4,25 - Splatters (Jackson)
6° 3,66 - La montagna del dio cannibale (Martino)
7° 3,57 - Paura nella città dei morti viventi (Fulci)
8° 2,75 - 976 Evil (Englund)
9° 1,80 - Riti,magie nere e segrete orge nel 300 (Polselli)
FC - 6,00 Il settimo sigillo (Bergman)
Su una costa anonima giacciono i corpi privi di vita di alcuni uomini; ancora vivi,ma non per molto troviamo Antonius Bloch (Max Von Sydow),un cavaliere di ritorno dalle crociate e il suo scudiero Jons: la peste non li ha ancora contagiati ma per loro l'ora è giunta.Con la faccia bianca e il mantello nero arriva la morte che già da tempo seguiva il cavaliere; sfuggire al proprio destino è impossibile,Antonius lo sa ma vuole provare a guadagnare tempo per trovare risposte ai suoi dubbi sulla fede, su Dio e sistemare una faccenda che gli sta a cuore, perciò sfida la morte a scacchi in una sfida all'ultimo pedone. Tra una mossa e l'altra la morte si allontana per continuare il proprio lavoro:Antonius ha tempo per ragionare sia sulla partita sia sui dubbi che lo tormentano. Prima dell'inevitabile sconfitta Antonius e Jons percorrono la via di casa e incontrano un pittore che celebra la morte e la sua danza, un farabutto che li aveva condotti alla crociata con inganno, un ladro che ruba ai cadaveri, una strega condannata al rogo per rapporti con satana, una compagnia di attori girovaghi, il fabbro del paesino, una ragazza che diventa loro cuoca e un gruppo di flagellanti.
Ingmar Bergman,realizza nel 1957 quello che oggi, a 87 anni considera il suo più grande capolavoro, e come dargli torto...dopo 50 anni lo si può vedere ancora e restarne folgorati
Si chiude l'ottava edizione GFF con il film noto piu´che altro per essere il film piu´sanguinolento della storia,(solo l´ultima scena utilizza 300 litri di sangue) .
Nuova Zelanda:una tribu´di beduini incivili viene uccellata da un secchione, accompagnato da negus zebedei,che riesce a trafugare un animale mezzo topo mezzo scimmia rarissimo e pericoloso in quanto un morso porta a divenire mortiviventi contagiosi.Il secchione infettato viene fatto secco dai suoi accompagnatori che mandano comunque l animale in America per porre fine al capitalismo che opprime i popoli e porta alla scomparsa delle popolazioni della zona.Fine.6/6.Ma purtroppo non finisce qui.
Approfittando della presenza di PPain settimana scorsa abbiamo bissato l'appuntamento con l'orrore, sperando di gustarci questa chicca d'autore in compagnia. Ma solo 3 anime si sono ritrovate davanti al monitor, la puntata Polselli probabilmente ha fatto passare la voglia a più d'un ghisoniano. Peccato perchè Holocaust 2000 è stato una buona visione, dai primi secondi ho avuto la rassicurante sensazione di trovarmi davanti ad un vero film.

La Caine Enterprise è un'azienda a conduzione famigliare che vuole costruire una specie di mega centrale nucleare nel deserto, che per alcuni risolverà i problemi della scarsità di energia sulla terra, per altri sarà la mossa decisiva per scaturire l'Apocalisse. Forse sarebbe bastato spostarsi di qualche chilometro nel deserto, perchè proprio sotto il suolo dedicato alla centrale c'è una grotta piena di misteriosi graffiti tra cui la scritta IESUS e il disegno di un mostro a 9 teste.
Il mondo è schierato in due fazioni e sembra che chi non appoggia il progetto del nucleare giunga inevitabilmente alla morte: prima la moglie di Caine, poi un generale che perde lo scalpo con un'elica d'elicottero incredibilmente bassa e così via.
Robert Caine, interpretato da un brillante Kirk Douglas, si trova nel mezzo. Inizialmente è il maggior sostenitore del progetto, poi trova si innamora della deliziosa addetta stampa Sara Godam, che porta in camporella dopo aver visto la delicata morte del primo ministro dal vivo.
A contatto con la natura e l'amore (fantastiche le scene animaliste con i due che nutrono bambi tra i fiori e sulle note di Morricone) Caine si addolcisce, diventa più buono con tutti (fa addirittura portare caffè e panini ai manifestanti) e si disinteressa quasi completamente al progetto. E' il momento di presentare Engel, il figliolo effemminato che prende a cuore la faccenda del termonucleare dapprima con l'aiuto di un professore e poi da solo accusando il padre di esaurimento. Kirk infatti, con l'aiuto di un prete e uno scienziato, elabora una teoria numerica che grazie a un calcolatore a stelle filanti blu dimostra senza ombra di dubbio che la centrale nucleare è l'Apocalisse. Da questo momento il film prende una piega davvero numerica, qualsiasi numero citato fino a quel momento è presente nella Bibbia, o è l'inverso di un numero biblico e
quindi è satanico. Senza scordare 5* radice quadrata di 531 che letto al contrario è iesus e il cui risultato è il numero di peli del culo di Engel, che quindi è l'Anticristo!
Io non sono stato così perspicace ma Rabid dopo circa 10 minuti di film ci aveva già annunciato la grande verità.. in effetti il film non brilla per i suoi colpi di scena.. ah c'è anche la teoria che fa credere che l'anticristo sarà il figlio che aspetta la Golam, che inizia casualmente a ritrarsi come un vampiro alla vista di croci e dottori, ma non dura molto. Le coincidenze numeriche sono un po' forzate, inoltre a un certo punto si scopre che Engel ha l'encefalogramma piatto e non ha alcuna frequenza cardiaca, non è umano! Dico ma in 30anni non aveva mai fatto esami...
A parte questi piccoli problemi Holocaust 2000 è davvero piacevole, credo sia il film sulla fine del mondo più bello tra tutti quelli che ho visto finora. Il regista conduce un carrozzone di qualità con solo un delicato retrogusto di trash, gli attori sono quasi impeccabili, a Sara si perdona volentieri la cantilena, è troppo carina.

De Martino lo sa e non ci fa mancare la scena tanto ambita, desiderata dal primo minuto del film.
Bella anche la sequenza di Douglas al manicomio che si difende con le maniere forti da un'orgia di pazzi.
Il finale ci sta e ancora una volta un applauso a Morricone per la colonna sonora.
Citazione: "Adesso che intende fare?" "Non lo so"
"Il confine tra il noto e l'ignoto è sottilissimo Dr.Richard; ho buttato tutta la vita per capirlo; nessuno può giurare che quello che noi vediamo è reale; o è il nostro desiderio di viverlo, quell'attimo, che ce lo fa vedere reale". Con queste parole uno dei personaggi del film cerca di darci una spiegazione per ciò a cui stiamo assistendo: riti,magie nere e segrete orge nel trecento, o se preferite "the reincarnation of Isabel" di Renato Polselli è un film che sta proprio su questo confine: anche noi potremmo perdere la vita a cercare di trovare un significato alle numerose scene slegate tra di loro, ai salti temporali poco chiari(capita che il giorno e la notte siano contemporanei), a personaggi che sono contemporaneamente in un luogo e in un altro ma non ci riusciremmo. Le basi per fare una storia dell'orrore c'erano: un castello, una strega uccisa 600 anni prima, degli adoratori di Satana che vogliono farla reincarnare con il sangue e gli occhi di alcune vergini, ma col passare dei minuti gli elementi del film iniziano a contorcersi su loro stessi e iniziano ad aprirsi parentesi alla vicenda principale che non vengono poi chiuse(personaggi nuovi,vicende secondarie,intermezzi comici ci vengono buttati davanti agli occhi senza preavviso,senza motivo e senza scopo)
Se il castello offre una scenografia accettabile, i sotterranei sono ridicoli (simili a quelli di"nuda per Satana")e coloro che compiono i riti e le magie nere sembrano dei puffi vestiti di rosso. La scena splatter(l'unica) è mal fatta e la strega resta in vita per un quarto d'ora (che Polselli ci mostra interamente in una scena interminabile) con un palo conficcato nel cuore. Passati in rassegna alcuni dei molti elementi negativi dobbiamo rendere merito a Polselli per ciò che il film ci ha presentato di buono: il montaggio rapido e ritmato dai colpi di tamburo l'ho trovato ottimo anche se portava a cambi di scena totalmente non funzionali al racconto, poi c'è un accenno di colonna sonora carino, la scena del triangolo amoroso molto divertente e delle attrici molto belle; all'improvviso poi un'inquietante voce fuori campo invoca lo scatenarsi del sabba sulle sette vergini presenti al castello con un risultato sonoro/visivo in grado di scuotere lo spettatore...ma alla fine Isabella si è reincarnata o no? e che cosa c'entra il conte Dracula?
Ieri sera Cantina semideserta, purtroppo solo io, RabidRats e LordPPain da Dresda abbiamo assistito al miracolo di un film che allo scoccare del suo 75esimo compleanno lascia ancora a bocca aperta. Il segreto? Gli ingredienti genuini della sua ricetta: mostri e paure veri come un pugno in un occhio.
Una lunga introduzione scorrevole ci illustra l'argomento del film che andiamo a vedere: i Freaks (per chi eventualmente avesse sbagliato sala del cinema). Con umiltà e comprensione per le ingiustizie subite da questa gente incolpevole vi presentiamo la storia più sconvolgente che sia mai stata raccontata sugli abnormi e i reietti". Un signore del circo, accompagnando i visitatori al giro panoramico di varie meraviglie e scherzi della natura, si ferma a raccontare la storia di una ex-trapezista che ha scherzato col fuoco, prendendosi gioco dei freaks e in particolare di Hans, un nano miliardario innamorato di lei.
Hans ha già chiesto in moglie una donna della sua stazza, Frida, ma alla vista di Cleo, gran giumenta dal fascino nordico, inizia a corteggiarla. Quando Cleo viene a sapere che Hans è un ricco ereditiero, decide di sposarlo per poi avvelenarlo. Il suo amante Maciste la supporta nell'impresa ma dall'altra parte il solido gruppo dei mostri, aiutati anche dal clown Fruso e la sua tipa, riusciranno a scoprire il pericoloso raggiro e punire l'insolenza dei due.
Facile tessere le lodi di questo film, che se all'uscita nelle sale fece scandalo e flop al botteghino, è stato poi consacrato a capolavoro dalla critica col passare degli anni. Sceneggiatura impeccabile, fotografia accurata e deliziosamente anni 30, riprese così pulite e tranquille che a un certo punto durante uno dei pochissimi movimenti di macchina sembra che la Cantina giri intorno a noi. Ma forza del film sono ovviamente i veri mostri, protagonisti del film che Browning riprende senza paura e senza pena, suscitando in tutti noi dubbi etici che durano da decenni. E' il film una storiella del cavolo incentrata solo sul voler riprendere ciò che che è scioccante e non-filmabile? Oppure una profonda riflessione sul tema del diverso? E chi cazzo sono i veri mostri, loro o i "normali"?
All'appello dei freaks rispondono le gemelle siamesi, la donna barbuta, la donna senza braccia, l'uomo senza gambe, l'uomo-donna, la coppia di nani-bambini, un nano standard, un uomo di colore con praticamente solo la testa e 3 o 4 esseri deformi non ben classificabili, decisamente quelli che mi hanno impressionato di più.
Non posso fare a meno di fare un facile collegamento con le opere di Witkins, artista che ha fotografato i veri freak di tutto il mondo, ritraendo le loro diversità senza dimenticare l'aurea malvagia che, come in questo film, li contraddistingue.
Citazione: "Offendetene uno e si sentiranno offesi tutti quanti".
Un gruppo di operai, capeggiati da Gordon, marito in crisi, riceve l'appalto per restaurare un ex manicomio con scorie di amianto.Il soggetto e semplice,la trama essenziale,ma lo svolgimento veramente valido,tanto che molti elementi della sceneggiatura sono sfuggiti a causa del clima di tensione provocato dalla sapiente regia,che alterna inquadrature alla blair witch project e riprese aeree che ricordano in tutto e per tutto il capolavoro The Kingdom(posso gia immaginare solo per questo una vautazione molto positiva di Rabid), creando una atmosfera angosciante all interno della casa,acuita dalla paura del buio del ragazzetto.In questa atmosfera pesantissima,cui contribuiscono anche delle musiche adeguatissime si mescolano le storie dei 5 personaggi,il marito/capocantiere non del tutto sano,il boicottatore,il curioso,il furbastro(quello che muore per primo) e il ragazzetto. Ognuno trova qualcosa all interno dell ex manicomio…monete preziose,la spinta definitive alla follia,nastri registrati che riportano le sessioni psichiatriche di una fanciulla schizofranica, la cui personalita assassina apparira nella sessione numero 9, e praticamente viene eriditata dal vecchio Gordon,cui mancva gia poco per diventare folle avendo cominciato a picchiare la moglie,che poi uccidera con la figlia proprio come la fanciulla che viveva nel manicomio aveva ammazzato tutta la famiglia svariati anni prima.Come detto questa trama,molto psicologica ma estremamente interessante,passa in secondo piano rispetto alle sensazioni che provoca questo film,che fa davvero paura..probabilmente una rivisione
Sergio Martino: un regista che qualche mese fa era poco più che uno sconosciuto, è diventato col tempo uno degli idoli del GFF, merito soprattutto della qualificazione al Masters of Ghisoni con L'Isola degli Uomini Pesce, primo classificato della 6a edizione.
Claudio Cassinelli: la punta di diamante di un cast stellare, che racchiude le doti fisiche di Ursula Andress, il carisma di Stacy Keach e l'irresistibile recitazione romagnola di Claudio appunto, che impersona Manolo. Come avrete capito tutti guardando il film, tranne Pain che non ha saputo risolvere l'indovinello in diretta, Claudio è -attenzione- l'attore che impersona anche "Claude", il protagonista de l'Isola.. Ho appena dato un'occhiata alla sua scheda su imdb scoprendo che è nato a Bologna (e su questo non avevamo dubbi) e che è purtroppo deceduto nell'85 per un incidente in elicottero. Tra i suoi fiori all'occhiello: Assassinio al Cimitero Etrusco, Mannaja, Morte Sospetta di una Minorenne, Flavia la Monaca Musulmana.
Ursula Andress: una donna che alla veneranda età di 42 anni si concede un film di questa levatura, sfoggiando un fisico invidiabile da attrici molto più giovani. Oltre a questo ha l'attaccatura dei capelli più alta che io abbia mai visto ed è quasi priva di sopracciglia.
La Montagna del dio Cannibale: un film dal titolo accattivante, ci ha caricato per mesi facendoci desiderare scene di animalismo, nudità, violenza estrema, antropofagia; aspettative largamente soddisfatte.
La trama: su una carrellata di immagini di animali guardinghi e aggressivi, tra i quali una testuggine che inspiegabilmente azzanna un caimano, scorrono i crediti iniziali rigorosamentre in colore giallo. Un aereo atterra, è Susan che arriva in Nuova Guinea per mettersi sulle tracce del marito scomparso nella foresta, può contare sull'aiuto del fratello Arthur, un decerebrato con un caratteraccio, e del professor Foster, avventuriero collega dell'uomo scomparso, con al seguito una folta schiera di aborigeni spocchiosi. Sulla via del cammino incontreranno mille difficoltà: la giungla, un ragno velenoso che cammina sulla sabbia, un prete, le tentazioni dell'adulterio, il cocktail afrodisiaco di erbe e sputi, le ballerine della missione riprese come in un peep-show . L'aiuto dell'avventuriero Manolo sarà determinante per l'ascesa alla montagna maledetta.
"bari bari !" "kima mari !" "manamàta brakàm !"
Un film idiota, inutile, senza ne capo ne coda e pessimamente interpretato, esattamente come me lo aspettavo. Sull'altra faccia della medaglia è divertente ed esaltante in un sacco di punti, senza essere irritante come Cannibal Ferox - secondo me il peggiore del genere - ma nemmeno importante come Cannibal Holocaust, di tutt'altra pasta. Riguardando certe scene quasi mi pento di non avergli dato 6.. il nano che punzecchia Manolo, le ragazze che impomatano la Andress, il fantoccio con la faccia di merda e quella macchinetta al posto del cuore, la castrazione, Manolo in tutte le sue movenze ed espressioni.. ogni dialogo è un'occasione per guardarsi in faccia sbalorditi e sghignazzare allegramente!
Citazione: <<E' già dura per un uomo, per una donna sarebbe impensabile>> <<Mio marito è disperso, sono disposta a fare qualsiasi cosa per ritrovarlo>>
Nonostante le notevoli problematiche tecniche che ne hanno procrastinato l inizio alla fine la voglia di Ghisoni l ha spuntata sulla macchina e la visione e cominciata.Una donna e' ricoverata in una clinica per malattie mentali con altri pazzoidi.tutti sono curati dal temibile dottore (oliver reed)che pratica particolari tecniche ipnotiche per curare i malati(psicoplasmia)..nel caso della donna cio provoca la trasformazione del suo odio in autogerminazione,e senza rendersene conto procrea piccoli bambini biondini e deformi cattivissimi che uccidono spinti dal suo odio contro chi la minacci(dalla madre al padre alla maestra porcellina).il marito e la bambina sono costretti a subire dapprima questa cura(il dottore,invaghitosi della donna(la prugna Samantha Eggar´,in una grande interpretazione,vieta le visite) poi gli effetti della stessa (uccisioni e rapimento della bimba).alla fine con la redenzione del medico(che morra)la donna verra uccisa e con essa la sua progenie.
Grande film.innanzitutto la prova degli attori e di Cronenberg,non ancora completamente perso nella complessita e nell analisi mentale che lo caratterizza(non che cio sia male),che qui fa soprattutto un horror,e un horror di qualita..veramente interessante lo svolgimento della storia di per se non troppo elaborata ma resa con una tensione sempre palpabile. La covata e anchessa ben riuscita,i bambinetti sbucano dovunque,all inizio fanno un po ridere,attaccando con martelli giocattolo e cosi via ma quando sono infidi e nascosti,oltre che numerosi e deformi..beh devi controllare bene nell armadio che non ne sia uscito uno dal video e si sia messo magari a covare nella tua stanza.Molto disturbante,non ce che dire,anche io che di solito non apprezzo troppo gli horror psicologici ho ammirato la rappresentazione dei malati di mente e della psicoplasmia,i bambini che sono assassini ma possono morire a loro volta,la vivacita del plot fino all incontro finale con la follia mostruosa che diviene realta(grande la sottana che si alza e mosra il feto esterno che fuoriesce dalla madre).Un film con classe.
Digitando le tre cifre 976 otterrai un oroscopo personale; questo è quello che credono Spike e il suo cugino e molti altri prima di loro, in verità il numero ti mette in contatto con il diavolo in persona che dispensa consigli utili ai giovanotti per realizzare facilmente i propri desideri; ma ogni volta che i consigli del diavolo vengono ascoltati, mente e corpo iniziano a sprofondare nell'abisso infernale e nella successiva metamorfosi in una creatura luciferina; Spike riesce a staccarsi dalla pericolosa chat line ma il cuginetto ne rimane vittima...
inizio buono, alla nightmare, finale prezioso, alla meno peggio e all'interno un'oretta di noia e casualità assortita. I miei dubbi sul film iniziano a nascere con una pioggia di pesci cioè con il Diavolo che imita un miracolo del buon Gesù e troveranno conferma nelle scene successive. La teppa di Englund mi sembra eccessivamente caratterizzata e poco credibile, la famiglia dei due cugini anche...l'idea di base, carina, della chat line a telefonica maledetta, viene abbandonata per mostrare la lunga(e noiosa) terrificante mutazione del cuginetto in una creatura del male, e viene ripresa solo nel finale. C'è poi una strana figura, forse un professore ,che dal miracolo dei pesci inizia a seguire Spike per cercare di capire la causa della pioggia, giungendo fino a rintracciare l'indirizzo del numero 976 scoprendo che la macchinetta che offriva il servizio orroroscopo è ferma da tempo; orribile il tentativo di Spike di far rinsavire il cugino, nudità ridottissime e la ragazza che muore troppo presto (tra l'altro uccisa da un rito satanico, neanche dai ragnetti che hanno tanto spaventato Demonaz)...un film che riesce a includere una varietà di elementi puramente horror notevole, ma che non riesce a fonderli in uno spettacolo godibile.