
Piccole e grandi aspettative dei prodi Ghisoniani per il nuovo film di Balaguerò, un regista spagnolo a me sconosciuto (ho proposto il film a caso pensando fosse americano) ma che pare abbia firmato altri interessanti movies tra i quali Fragile e Experience.
REC si presenta come un film completamente ripreso da una sola telecamera, quella dell'operatore di una tv locale che gira un programma notturno alla scoperta dei mestieri che alcuni svolgono mentre noi solitamente dormiamo. La troupe è composta da due persone, l'altra è una graziosa scoiattolina bionda della quale non ricordo il nome. Una sera che sembra una sera qualunque i due sono incaricati di seguire un gruppo di vigili del fuoco. La loro caserma, la cena di gruppo, la partitella a basket in attesa di una chiamata per scendere al piano sottostante scivolando uno ala volta aggrappati a un palo (quasi arrivano prima i protagonisti facendo le scale).

L'emergenza è apparentemente banale: una signora sta facendo un casino d'inferno sbraitando dal suo appartamento. Sul posto troviamo le famiglie dello stesso palazzo e i nostri salgano nell'appartamento indicato a controllare cosa succede. La vecchia ha una camicia da notte imbrattata di sangue e appena un paio di vigili con una guardia giurata le si avvicinano ella salta al collo di uno mordendolo e strappandogli un pezzo di collo e attaccandogli anche un morbo misterioso del quale ancora non sappiamo nulla. Il ritmo del film impenna, tra gli abitanti del condominio si diffonde grande agitazione e anche tra i giovani giurati in sala un po' di curiosa inquietudine. La guardia perde molto sangue e va portata in ospedale ma Attenzione non è più possibile uscire dal palazzo. Come mai? Ancora non si sa, arrivano solo un paramedico di new york e un uomo delle forze dell'ordine e in men che non si dica il palazzo viene sigillato e messo in quarantena, un altoparlante dall'esterno ordina a tutti di non uscire dall'edificio per alcuna ragione ma tranquilli va tutto bene e sopratutto sono solo cazzi vostri!

I nostri due continuano a girare, intervistano i condomini e veniamo a conoscenza delle loro storie e dei loro pettegolezzi. Una mamma frigna perchè la bambina ha bisogno delle medicine che il papino è andato a acquistare (beato lui), una famiglia di vietcong sono preoccupati per l'anziano nonno bloccato al terzo piano e gli altri non esitano a dare la colpa al vecchio o a un cane. La situazione degenera in maniera esponenziale, i nostri cercano una via di fuga, il morbo dilaga... Da ricordare la nostra scoiattolina che pur non denudandosi attizza gli spettatori ad ogni sua apparizione, sempre più accaldata e sporca di sangue.
Non rivelo altro della trama, si può già intuire che in breve tutti gli sfigati intrappolati nel condominio vengono morsicati e contagiati da questo morbo che si rivela una sorta di zombismo dei giorni nostri. Il cameraman e la bionda saliranno piano su piano il palazzo cercando disperatamente una soluzione, trovando solo la tragica spiegazione a tutto ciò.

REC si inserisce nella lista dei "real movies" da noi vivisezionati come il più realistico a mio parere. Non ci sono grandi errori di ripresa se non quando il cameraman riavvolge il nastro di un pezzo per rivedere la vecchia pazza, chissà poi perchè, sembra che la scena sia stata inserita apposta per essere l'unica non ripresa dalla telecamera ma dagli occhi dei protagonisti. La visione soggettiva trasmette con successo la tipica ansia di una visione reale o pseudotale. Nella seconda parte la tensione è palpabile e i ghisoniani se la fanno sotto, il tutto culmina in un saltone di gruppo da record nel finale. Balaguerò è bravo a girare con realismo anche tutta la prima parte, in cui sembra davvero di assistere ad uno di quegli squallidi programmi notturni.
Nel complesso non si può parlare di un esperimento particolarmente originale ma comunque ben realizzato. L'atmosfera claustrofobica de La notte dei morti viventi viene portata ai giorni nostri, reinterpretata e intensificata dalla visione soggettiva del mezzo di ripresa e dall'approcio così umano rivolto ai diversi personaggi.

Uno per edizione; anche NOROI ci aveva messo dietro all'obiettivo all'inizio della stagione. Ho preferito il titolo giapponese per la sua capacità di coinvolgere con un linguaggio fresco, arricchito anche dalle immagini della televisione giapponese e dalla simpatia del conduttore. REC ha dalla sua un ottimo finale e la bravura del regista nello sfruttare la torcia della telecamera come unica fonte di luce e il buio come eterna fonte di terrore.