
My name is Bruce è il secondo film diretto da Bruce Campbell dopo The man with the screaming brain oltre ad un paio di documentari tra cui l'interessante Fanalysis in cui indaga il comportamento dei fan dei personaggi di fantasia; partendo da questo spunto realizza My name is Bruce in cui gli abitanti diun paesino di campagna sconvolto dalle uccisioni ad opera di un antico demone cinese: Guan-Di decide di chiamare proprio Bruce Campbell affinchè li possa aiutare; essi, ascoltando le parole di un ragazzino suo grandissimo fan, credono che Bruce sia un vero eroe e non solo un eroe da cinema;
Bruce nella realtà è un attore di B-Movies in declino che oltre ad essere in ristrettezze economiche è anche preso in giro dal suo agente (Ted Raimi), dalla sua ex , dai colleghi e non è più nenahce troppo rispettato dai pochi fans che gli sono rimasti; quando il ragazzino lo porta nel paese egli crede sia tutto uno scherzo e quando si accorge che non è così reagirà come una persona normale non come l'eroe che viene dipinto...ma la morale del film è che anche un eroe di fantasia può trovare il coraggio di diventare un vero eroe o dare ad altri questo coraggio
Film low-budget con alcuni momenti divertenti e altri meno; Interessante la lettura metacinematografica dell'eroe per finta che deve diventare un eroe vero, giustamente però Bruce Campbell non si prende mai troppo sul serio; riuscite anche le scene di Guan-Di e le uccisioni in generale ma un pò troppo ripetitive, uccide sempre allo stesso modo; troppo grotteschi alcuni punti soprattutto quando arriva il personaggio del monaco cinese che non ho ben capito cosa deve fare con quei fagioli magici;
gli attori secondari sono poco più che comparse, apprezzabile però la MILF in verde, madre del ragazzino, e l'infermierina ninfomane; Bruce Campbell tiene in piedi il tutto con una buona interpretazione, a tratti esagerata, ma sicuramente riuscita...nel complesso un film piacevole realizzato da un grande personaggio che non chiede altro che poter essere se stesso e non un pupazzo in mano a produttori avidi o una sagoma di cartone in mano a registi di poco talento.
popolazione tribale, allo scopo di comperare maiali. Qui scoprono che la tribù è stata colpita da una strana malattia che uccide dopo atroci sofferenze. Nonostante ciò, i suini vengono comperati.
uccide entrambi. Fa poi degli hamburger con le loro carni e li dà ai clienti presentandoli come "panini africani". In questo modo si diffonde l'Ebola, dato che la donna è stata violata da Kai, l'uomo è venuto in contatto col sangue dello stesso, prima di morire. Trovati dei soldi nel ristorante, il protagonista torna a Hong Kong con un altro nome e si dà alla bella vita, diffondendo la malattia. La polizia è però sulle sue tracce, dato che si lascia dietro tutti quei morti...
Michael è un esperto d'arte e regista di documentari sul tema, sua moglie è morta poco tempo prima a causa di un incendio; da allora la figlia Emily (Nicoletta Elmi) appare disturbata e in preda ad incubi ricorrenti; su consiglio dei medici lasciano Londra e si recano a Spoleto da una contessa amica di Michael, con loro va la tata Jil, segretamente innamorata di Michael, ma a Spoleto lui si mette con Johanna, l'organizzatrice della produzione dei suoi documentari.
Mentre Emily è tormentata da visione di scene di inquisizione (anche da sveglia) , michael trova un quadro in casa della contessa che lo seduce fortemente, in esso si vede una donna bruciare e, ricordando la morte della moglie, vuole sapere tutto su quel dipinto; Emily intanto appare posseduta e si sfoga con la povera tata, insultandola e mordendola, fino a spingerla giù da una rupe; la contessa vede nei suoi tarocchi brutti presagi per Michael e, numero, lo fa richiamare con urgenza da Londra,ove era momentanemaente andato per il funerale della tata, per dirgli di andarsene da Spoleto. Si svela così il segreto del quadro: 200 anni prima una bambina morì e la notte stessa il quadro apparve dal nulla: la bambina si chiamava Emilia; tra quell'evento e la nostra Emilia il punto in contatto è il medaglione che il padre le ha regalato...si scoprirà che la bambina "soffoca tutto quello che vuole soffocarla" in pratica tutte le donne che girano attorno al padre (compresa sua madre) ma l'ipotesi della possessione demoniaca rimane sempre presente e mai del tutto smentita dal regista poichè si sa che il più grande trucco del diavolo è stato fare a credere a tutti di non essere mai esistito...parte dunque nel finale un monologo recitato dalla bambina che si chiede tanti Perchè? Perchè innocui: domande che una bambina si pone davanti a tanto male da lei provocato ma non voluto veramente, causato da qualcosa di malvagio dentro di lei...come se non bastasse il PERCHE?! è gridato da una scritta in azzurro maiuscolo che colpisce duro un pò come un paio di effetti di retroproiezione non particolarmente riusciti.
Perchè è uno di quei film che mi piacciono perchè hanno cuore, anche se secondo Demon io non guardo i film col cuore, film onesti che non nascondono il desiderio di provocare nel pubblico una qualsiasi emozione che sia paura, tristezza, commozione, indignazione, rabbia...anche con mezzi che alcuni definirebbero "impuri" o "antiestetici" come le musicozze di Stelvio Cipriani o i ralenti, o i flash con l'immagine del demonio, o i flashback ripetitivi o le sequenze oniriche della bambina, sbalzi di volume...ben vengano questi espedienti anzi la prima apparizione degli inquisitori è davvero da paura, un'ottima scena.
Perfetta anche l'ambientazione tra le mura e le scalinate e i boschi della città di Spoleto, un setting perfetto per il cinema (vedi anche l'etrusco uccide ancora); la parte visiva e registica del film è ottima, la sceneggiatura invece ha dei momenti morti e un intreccio già in precedenza sfruttato, Dallamano però non trascura nessuno degli elementi che un buon horror deve avere, dai nudi ai pipistrelli, dalle comparse ai manichini...brava Nicoletta Elmi e il protagonista, non del tutto convincenti le re donne soprattutto quando vestite...e una sola si sveste...curiosa intrusione anche nel mondo dell'arte e per un breve momento si ha a che fare con un argomento che mi ha sempre affascinato: la sindrome di Stendahl, ovvero, il fenomeno per cui quando uno guarda troppo a lungo un quadro ne rimane come ipnotizzato e ci finisce dentro.



Film anni 90 diretto da Maurizio Zaccaro, sceneggiato da Pupi Avati con le scenografie di un certo Carlo Simi: Demon e Shock Trauma esultano alla lettura di questo nome, chiedo delucidazioni, mi si risponde che non sono fatti miei; ingoio il rospo ma chiudo in un cassetto del cervelletto questo maltrattamento pronto a riaprirlo tra un paio d'anni. Belle colonne sonore sui titoli di coda.
14 anni dopo questi eventi il 23enne Irving torna per risolvere la vendita e contatta un avvocato la cui figlia Nora, molto graziosa, lo seduce; accade però che tutti hanno la loro da dire sul fattaccio che riguardò la famiglia di Irving: una vecchia amica di Glenda dice di averla veduta recentemente, una bibliotecaria cinese (Sibil) incaricata di ordinare i libri del padre sente suonare telefoni dal piano superiore, poi trovano un rossetto usato di recente anche se fabbricato solo 14 anni prima; inoltre se il padre non faceva entrare nessuno in casa allora chi ha dato l'allarme quando egli è morto....insieme a Benny (altro bibliotecario) i 4 esplorano la casa alla ricerca di tracce che consentano di affermare con certezza che la ragazza è ancora viva, vanno perfino a far visita alla madre della ragazza chiusa in un manicomio dai tempi bui.
Saltano fuori anche altre cose: c'è un'interessante dimostrazione del suono volta a dimostrare qualcosa, forse che il suono del telefono era prodotta dall'aria che filtrava da una porta specchio che viene quindi scoperta, non ricordo più tanto bene anche se è stata una bella scena....fino alla scoperta della verità che per Irving è in realtà una riscoperta, qualcosa che già sapeva ma che aveva preferito dimenticare...fu sua madre ad uccidere Glenda Mallory per gelosia, una coperta insanguinata ne è la prova, e il padre per salvarla dall'accusa di omicidio inventò più o meno consapevolmente tutti gli altri misteri...Irving riappropriatosi della verità si sente tornare bambino e apparecchia la tavola per i suoi genitori, ritornando con la mente a quando era un bambino che credeva ancora nella perfezione della sua famiglia.
Particolare giallo in cui molti elementi delle storie di Avati saltono all'occhio: mistero, dicerie di paese, atmosfera claustrofobica anche se non c'è una creazione di tensione forzata come negli horror...essa pare nascere quasi spontaneamente dall'unione delle diverse impressioni che ogni personaggio ha sulla medesima storia; buona la regia di Zaccaro, un pò imbarazzanti gli attori soprattutto Benny (sotto) ma nel complesso validi...la stranezza (forse peculiarità) delle storie di Avati è che poi la soluzione ti viene data così , all'improvviso, dopo una lunga serie di aspettative e strade che non portano necessariamente alla soluzione ma servono solo ad escluderne altre, ma a volte neanche a questo...insomma ci fa immedesimare e incuriosire per tutto il film ma poi nel finale bisogna distaccarsi accontentarsi di quello che ci viene offerto (è un pò il motivo per cui non avevo apprezzato molto La casa dalle finestre che ridono).
Non so che altro dire, pare che il nascondiglio di Avati sia molto simile a questo film...per questo è stato tolto dalla nostra lista...a parte gli scherzi il film lascia buone sensazioni ma poche ceretezze
Film di Roger Fratter del 2000: Anabolyzer è una vicenda thriller ambientata nel mondo delle palestre: non vi è un vero protagonista ma diversi personaggi che parimenti rivestono i ruoli necessari alla trama, quest'ultima però non riesce ad esprimere al meglio le sue potenzialità nascoste: una cattiva presentazione dei personaggi e interpretazioni sottotono degli attori sono accompagnati da un doppiaggio che lascia sgomenti e non permette mai alla vicenda di entrare nel vivo anche perchè ogni due per tre una sequenza erotica o di omicidio interrompono per un considerevole lasso di tempo lo scorrere dell'azione e distraggono lo spettatore dalla storia:
Il direttore di una palestra (Zandro Kaufmann) decide di sperimentare dei nuovi anabolizzanti su un paio di suoi abituali clienti: uno resta sotto e inizia ad uccidere donne infatti la stimolazione sessuale lo porta alla violenza esasperata...l'altro: Alfio, il capellone nella foto, viene sottoposto di nascosto alla cura, ed essendo già di suo un violento, l'eccesso della sostanza gli causa irrefrenabile voglia di uccidere; sua moglie (la mora nella foto) d'accordo col direttore mettono in piedi un piano: anabolizzare Alfio al massimo e poi lasciarlo in compagnia della moglie del direttore, nota ninfomane (nella foto sotto) affinchè la uccida e permetta ai due di potersi mettere insieme.
Inoltre Alfio si incontra/scontra col precedente dopato/assassino e lo farà fuori...iniziando così a provare un certo gusto nell'uccidere al di là degli anabolizzanti che comunque fanno il loro... come se non bastasse c'è un poliziotto con la sua ragazza, aspirante modella, che entrano a contatto con questa vicenda ma invece che fare qualcosa (-che ne so- il poliziotto indaga, lei,fuggita dal killer accusa il suo aggressore-) scompaiono subito dal film. Quest 'ultima è la più evidente di diversi passaggi di trama che non funzionano.
Interessante anche un'altra ragazza ninfomane, in un ruolo secondario, la quale non ci nasconde le sue grazie, come del resto le altre attrici. Fratter garantisce nei suoi film un alto numero di nudismo di pregevole qualità, elemento sempre importante in un film...ne fa le spese la trama...il senso di amatorialità del film non è un peso ma lo diventa quando ci si ostina su effetti speciali o inquadrature troppo ricercate rispetto ai mezzi a disposizione...non tutti sono Ittenbach. Film comunque divertente e bello da vedere in compagnia, citando Bazzu, troppo lungo per quel che ha da dire.
- La frusta e il corpo ( Mario Bava, ITALIA 1964 )
DemonDeath presenta:
- Evil Aliens ( Jake West, INGHILTERRA 2005 )
- Ebola sindrome ( Herman Yau, HONK KONG 1996 )
Lord Pain presenta:
- Moscow zero ( Maria Lidon, RUSSIA 2006 )
RabidRats presenta:
- My name is Bruce ( Bruce Campbell, USA 2007 )
- 28 settimane dopo ( Juan Carlos Fresnadillo, INGHILTERRA 2 007 )
- Il gioko ( Lamberto Bava, ITALIA 1989 )
- Pirana ( Joe Dante, USA 1978 )
2° 4,62 - L'abbraccio mortale di Lorelei (De Ossorio)
3° 4,50 - Anabolyzer (Fratter)
4° 4,20 - Dove comincia la notte (Zaccaro)
5° 4,12 - Dimensione terrore (Dekker)
6° 3,62 - White Noise (Sax)
7° 3,37 - Il cameraman e l'assassino (Belvaux, Bonzel)
8° 2,37 - Faster pussycat Kill Kill (Meyer)
9° 2,25 - Scannati vivi (Bartalos)
Fc- La sconosciuta (Giuseppe Tornatore)

è sulla sedia a rotelle a causa di un incidente con tale mezzo di trasporto) scappa a casa. Anche Varla di dà da fare: seduce l'altro figlio, che però non sa se sta facendo la cosa giusta. Le tre criminali svelano allo spettatore i propri scopi: il vecchio nasconde un tesoro da qualche parte e lo vogliono. Anche il vecchio però non è troppo incline a lasciar loro fare ciò che desiderano. Come finirà questo scontro?