In un periodo di guerra in Giappone ci si arrangia come si può: due donne, una giovane una vecchia uccidono i samurai feriti per derubarli buttando i loro corpi senza vita nel buco, una tomba naturale che si trova tra i canneti, ambientazione naturale di tutta la pellicola; un giorno arriva Hachi, un compagno di guerra del figlio della donna anziana e sposo dell'altra ragazza, ma porta brute notizie: il loro uomo è morto in guerra!
Hachi si sistema lì in zona per il periodo e non appena può corteggia molto apertamente la bellissima ragazza che presto finisce col cedere alle lusinghe della carne; la donna anziana non è contenta, non solo per la mancata fedeltà dei voti matrimoniali della ragazza ma perchè teme che Hachi possa portarle via la giovane senza la quale non riuscirebbe più ad uccidere i samurai; una notte arriva il demone, o meglio, un samurai che indossa una maschera da demone perchè sotto di essa ha un viso talmente bello che se lo vedi te ne innamori; la verità è che chi indossa quella maschera non può più togliersela: la vecchia però non lo sa e, ucciso il samurai facendolo rpecipitare nel buco, la indossa.
Onibaba è un film affascinante sotto ogni aspetto: bellezza dei paesaggi, della ragazza, delle inquadrature e della fotografia più qualche costume e la maschera del demone, stupendo poi l'acquazzone finale e i soliti effetti speciali di Kanneto Shindo che realizza delle scene di volo ( qui più che altro salti) spettacolari anche se meno acrobatiche che in Kuroneko...la trama nella sua semplicità presenta molte più idee di quelle che sembrano; la sceneggiatura infatti si lancia di tanto in tanto in interessanti speculazioni su paradiso, peccato, piacere il tutto inserito in un contesto benissimo realizzato...belle le scene di corsa folle di Hachi tra i canneti e l'inseguimento della donna nuda purtroppo censurata con un pesantissimo bollino nero fatto con Paint. Film da assorbire e tenere dentro di sè.



Codice L A per questo secondo film di De Ossorio al GFF, vivisezionato a casa Bazzu senza Demon in un tardo lunedì di fine estate:Lorelei è una figura leggendaria della Germania.Secondo la leggenda, Lorelei era una bellissima ondina del fiume Reno, che attirava a sé gli uomini col suo canto e con il suo aspetto, causando naufragi e sciagure. Un giorno, per vendicare il figlio morto, un nobile inviò i suoi soldati ad uccidere la fanciulla, soldati che seppero resistere al suo incanto e che l'avrebbero uccisa, se lei non avesse chiamato suo padre in aiuto: egli mandò un cavallo di schiuma che condusse la ninfa nelle profondità del fiume, da cui ella non fece più ritorno.Da allora, i marinai non dovettero più temere gli inganni di Lorelei.La roccia su cui secondo la tradizione appariva Lorelei viene chiamata ancora oggi col suo nome.Questa figura leggendaria si ritrova spesso nei componimenti dei poeti tedeschi dell'epoca romantica, come ad esempio in Das Lied der Loreley di Heinrich Heine o in Waldgespraech di Joseph Freiherr von Eichendorff... (fonte wikipedia)
con una base come questa siamo già in zona -capolavoro, ma De Ossorio ci aggiunge addirittura la spada di Sigfrido, il tesoro dei Nibelunghi, Wotan e il Walalla più una serie incomparabile di fighe paiura.
TRAMA: Dopo la morte di una giovane sposa un guardiacaccia viene assunto come tutore della tranquillità delle fanciulle di un collegio femminile; un cieco lo avverte raccontandogli la leggenda di Lorelei, la sirena del Reno,intanto un professore ha creato un'arma in grado di sconfiggerla: è una spada magnetica che inverte il processo di Lorelizzazione ovvero il trasformarsi della bella ragazza chiamata Lorelei ,che si aggira tra gli stagni ,nella creatura mostruosa...muoiono però una ragazza del collegio, il cieco, il baffo, futuro marito dela prima vittima e il professore stesso...il guardiacaccia intanto seduce sia Lorelei (umana) sia la direttrice del collegio dimenticando però il suo ruolo primario didifensore delle tipe ....DIVORARE CUORI UMANI PER TORNARE AL SUO RIPOSO DI SECOLI, questo è quello che Lorelei vuole e il suo servo Alderigo la aiuta prendendo a frustate chi la ostacola...il guardiacaccia risolverà tutto con una discesa subacquea fino a raggiungere il covo di Lorelei e tante belle sirene come lei...
Storia meravigliosa accompagnata da un protagonista simpaticissimo e tante belle attrici, dopo la terza morte c'è anche un simpatico stacchetto musicale per sdrammatizzare, arriva il piacione pronto a fare il bagno in piscina e la direttrice: " In questo collegio alle ragazze è vietato fare il bagno con un uomo!" - Risposta immediata di Elvis (il protagonista) "Ma a me non è proibito fare il bagno con le ragazze!"....un pò forzata la spiegazione scientifica della spada e l'inserimento in generale della scienza in questa storia che è completamente immersa nel fantastico supportata anche da antiche leggende di gran fascino...effetti speciali molto grezzi ma che i puristi potranno sicuramente apprezzare, un pò meno gli effetti-negativo del finale in cui la visione del Walalla ci viene proposta come un negativo di pellicola, cioè come se in paradiso noi diventassimo dei negus. Comunque direi che De Ossorio si conferma un regista mitico e bravo nel catturare lo spettatore.La tematica del mostro che si innamora di chi ha il compito di ucciderlo è già vista ma affrontata bene...inoltre credo sia il primo horror che tratti di una sirena...fantastico!
Citazione:"Andiamo a fare un giro in barca sul fiume così le farò vedere il mostro!"
Nella foto:la roccia di Lorelei


disturbato e difficile, tramite lo schermo televisivo. Jonathan comincia allora a parlare con Anna, ma vede che ella si trova in un posto non felice, attorniata da tre figure che tra l'altro lo offendono. Raymond, che dopo un po' scompare dalla scena, gli dice che ci sono molte anime cattive. Anna non gli dice nulla di comprensibile, finchè inizia ad avvertirlo che alcune persone sono in pericolo di vita in particolari luoghi. Egli li raggiunge sempre, ma non riesce a salvare nessuno di quelli che la moglie gli indica. Con la sempre più vicina presenza delle tre anime malvagie e sempre più spaventato e disperato, Jonathan avrà in modo inaspettato la risposta a tutti i suoi dubbi.
Irena è una ragazza che viene dall'Est: giunta in Italia cerca di essere assunta con ogni mezzo a lavorare per una famiglia di orafi : accetta lo sfruttamento del portiere della palazzina che le chiede una percentuale dei suoi guadagni per permetterle di lavorare lì e non esita neppure a far del male all'anziana bambinaia per prendere il suo posto nella casa in questione. Una volta ottenuto il lavoro si impegna al massimo delle sue forze per farsi accettare ed entrare in confidenza con la famiglia soprattutto con la bambina la quale soffre di un disturbo particolare che le impedisce di difendersi e rialzarsi in seguito ad una caduta; conosciamo tramite dei flash il tragico passato della donna: era una prostituta sfruttata da un violento pappone che era entrata in un giro di vendita di bambini: partoriva figli per famiglie che ne volevano comprare uno...ben presto ci accorgiamo che la sua presenza in quella casa è spinta dal desiderio di ritrovare almeno una delle sue figlie...ma il suo passato non ha ancora finito con lei.
La sconosciuta di Giuseppe Tornatore (Nuovo cinema paradiso, La leggenda del pianista sull'oceano, Malena) a differenza dei suoi tre film maggiori non mi è proprio piaciuto: a saltare all'occhio sono subito dei passaggi di trama da thriller di basso livello, in particolare il "cattivo" (Michele Placido) che torna dalla morte in maniera inspiegabile e solo per farsi fregare un'altra volta, come se fosse possibile che un'organizzazione criminale come quella descritta nel film (che riesce a trovare Irena in capo al mondo e non esita ad uccidere la madre della bambina per incastrare la ragazza) non avesse avuto delle contromisure efficaci contro l'eventualità che lei non volesse dire dove aveva messo i soldi rubati tempo prima...a questo poi si aggiunge la strana fiducia che Irena ripone nella levatrice (forse la peggiore delle criminali dell'associazione), come fa a credere davvero che le dica la verità sull'identità della coppia che ha comprato la sua ultima figlia?
A Livello morale siamo poi di fronte ad una serie di personaggi che non hanno niente da insegnare: dalla protagonista che uccide (o quasi) un'innocente (tra l'altro una delle poche persone che le era amica) per poter veder crescere la bambina che crede sua figlia, fino a tutti i personaggi secondari nessuno escluso. Tornatore non si trova evidentemente a suo agio con questa trama che sembra così diversa da quelle dei suoi film migliori, così lontana dalla sua personalità...La sconosciuta sembra più che altro uno di quei drammoni italiani di adesso che tentano di proporsi come alternativa ai cine-panettoni ma finiscono con il diventare un altro cancro per il cinema italiano invece che essere una medicina. Non fraintendete la mia durezza: la sconosciuta è un film apprezzabile per molti aspetti e nel 2006 ha vinto tutti i principali premi italiani ma è ben lontano dai tre capolavori che ho citato sopra...attendiamo ora l'uscita di Baaria nelle sale



La quarta stagione del GFF inizia con un film belga del 1992 il cui titolo originale è C'est arrivé près de chez vous che tradotto significa "E' accaduto vicino a te"; esso è opera di tre ragazzi che ne hanno firmato la regia e hanno ricoperto i ruoli principali:Remy Belvaux è il biondo, il reporter che porta avanti l'ambizioso progetto di un documentario che metta in mostra le gesta di un vero assassino, Andrè Bonzel è il cameraman, credo sia il primo (che non si vede mai) sia il secondo che arriva quando il primo muore in un incidente (il capellone che partecipa allo stupro (vedi foto sotto).
Quest'ultimo ha visto dopo questo film aprirsi le porte verso una carriera da attore che lo ha reso molto celebre in Francia e Belgio, gli altri due invece non hanno fatto praticamente null'altro nel cinema...triste la notizia che ho letto del suicidio di Remy (il biondo) avvenuto nel 2006...e pensare che pare che questo film doveva essere usato dai tre come sola tesi di laurea (non so esattamente come), invece con un budget ridottissimo (interamente autofinanziato) e un cast reclutato tra amici e parenti ignari della tematica della trama, il film è stato presentato a diversi festival europei ottendo diversi riconoscimenti
Il film è un documentario come detto che senza tanti ghirigori ci presenta un assassino: sia durante il suo lavoro sia durante la vita privata: freddo e spietato durante gli omicidi (realizzati principalmente a scopo di rapina) ma anche un gran simpaticone con la famiglia e al bar con gli amici: egli è un pò razzista ma lamenta anche un certo malessere riguardo a certe contraddizioni della società, tipo le case popolari antiestetiche...che però sono i posti in cui preferisce lavorare perchè "se muore un povero non se ne accorge nessuno!" Solo su richiesta dei suoi registi infatti si reca ai quartieri ricchi per uccidere e rubare ma con risultati deludenti.
Il nostro assassino uccide con freddezza impressionante: donne, vecchi, bambini e si libera dei cadaveri con precisione aritmetica...se a inizio film i coraggiosi registi temono un pò il loro oggetto di indagine (rifiutano un suo invito a cena) dopo un pò l'amicizia con lui si fa grande in particolare con Remy che vede morire i suoi due colleghi e grazie all'assassino riesce a punire i killers dei suoi amici...nel finale Remy e la nuova recluta iniziano a partecipare attivamente ai delitti (uccisione bambino, stupro)...mi sorge una domanda: ma a chi mai avrebbero fatto vedere quel documentario? Un documentario in cui loro non solo permettevano ad un uomo di uccidere altre persone ma addirittura contribuivano ai delitti?
Ma anche se non avessero partecipato attivamente come l'avrebbe presa l'assassino quando il suo volto sarebbe stato reso pubblico nelle sale? Insomma questo documentario non sarebbe mai potuto essere trasmesso, avrebbe significato la propria condanna.
Insomma: questi film che si spacciano per documentari o per filmati recuperati...insomma per reali...dovrebbero prima di tutto essere intaccabili dal punto di vista tecnico e teorico...il cameraman e l'assassino regge dal punto di vista tecnico (montaggio, tempi, regia, unica eccezione il ralenti finale) ma non da quello teorico (è un documentario che non avrebbe avuto nessun senso perchè non mostrabile se non come snuff movie per pochi), inoltre visto che Remy stesso parla al pubblico per ricordare i due amici scomparsi, avrebbe dovuto far lo stesso per dichiarare lo scopo del loro lavoro...tutto quello che han fatto risulta ingiustificato.
Chi era Armando Crispino?
Avendo noi veduto solo i due thriller del regista non possiamo dare un giudizio globale sulla sua filmografia ma va detto che i due thriller vivisezonati hanno avuto un successo strepitoso, anche ben oltre le aspettative: Macchie solari pur non vincendo l'edizione GFFII7 venne in seguito ripescato da due padri su tre e fu sconfitto all'eliminazione diretta da A Venezia... un dicembre rosso shocking (ma fu un 4 a 2 molto combattuto), l'etrusco uccide ancora ha vinto l'edizione GFFIII7, ha battuto Fudoh all'eliminazione diretta e si è posizionato al quinto posto nella stagione appena conclusa.
Ma torniamo al documentario: come tutti i documentari c'è il rischio che sopraggiunga un pò di noia, a me ha poco interessato l'inizio, poi
Un'altra domanda che mi sorge spontanea è: a chi potrebbe interessare questo documentario? Linee d'ombra è sicuramente un lavoro rivolto a una minoranza, il grande pubblico se ne frega di registi di film che ancora oggi vengono definiti di serie B, il lavoro di Francesco, completo ed esauriente, si rivolge principalmente ad un pubblico di appassionati ed esperti che già conoscono Armando Crispino e vogliono saperne di più sulla sua opera, difficilmente una persona che non ha mai visto un film di Crispino si interesserà al documentario: esso si propone quindi come un'importante approfondimento per coloro che già conoscono il regista, nel mio caso è stato anche uno stimolo per vedere gli altri suoi film.
In futuro sarà possibile partecipare a vacanze in luoghi che non esistono più o non sono mai esistiti: rivolgendosi alla ditta Delos si verrà portati in mondi perfettamente ricostruiti e popolati da robot programmati per dare la possibilità ai turisti di dare sfogo alle loro fantasie: uccidere spietati pistoleri, appartarsi con prosperose puttane del far west, diventare sceriffo di un villaggio, oppure re d'Inghilterra; due amici vanno a provare una di queste vacanze e tutto procede bene finchè i robot iniziano a guastarsi.