2° 3,90 - Solamente nero (Bido)
3° 3,80 - L' ultima onda (Weir)
4° 3,75 - Captivity (Joffè)
5° 3,75 - Dogora (Honda)
6° 3,60 - The phone (Ky-Ahn)
7° 3,50 - Stacy: attack of the schoolgirls zombies (Tomomatsu)
8° 2,37 - Zora la vampira (Manetti Bros)
9° 1,87 - Inseminoid (Warren)
Fc- Das Boot (Wolfgang Petersen)
Classico film del filone dei killer/torturatori seriali tanto in voga negli ultimi anni,Captivity si presentava molto bene..regista di talento,titolo possente,trailer intrigante che lasciava pensare a una poderosa storia di paura.Ebbene sappiano i giurati che l'hanno votato male che captivity ha ricevuto un premio ambito,quello del peggior cinema horror di tutto il 2007! Ho trovato delle critiche davvero interessanti e lapalissiane:" Il critico James Berardinelli gli ha dato un giudizio di zero stelle, dichiarando che "non c'è niente da salvare qui. Non c'è tensione né paura: è solo demenziale." Anche il critico inglese Mark Kermode ha detto: "È una produzione russo-americana. Se le cose stanno così voglio che ricominci subito la Guerra fredda."hahahah. E allora mi viene da chiedere,come mai un film di cosi comprovata bruttezza,banalità e antipatia sia finito così in alto nell'edizione?certo la concorrenza era anche peggio,ma qui stiamo parlando di ampie sufficienze!Ma veniamo alla (Sic!) trama:una famosa modella che in realtà dovrebbe fare solo la showgirl viene rapita,c'è un torturatore che la tormenta con le sue stesse paure,poi ella scopre c'è qualcun'altro prigioniero con lei.Nello stesso istante che si sente un'altra presenza nella casa-prigione,Pain,che poi,sarei io dichiara "è il complice"..è solo la prima di una serie di preveggenze che fanno capire la trama banale assai..i due si incontrano,lottano insieme,bombano(l'unico punto certamente valido)si organizzano..poi viene fuori la sorpresona che nessuno si aspettava,torturatore e torturato sono fratelli in combutta (gemnelli siamesi,oserei dire).poi tutto come al solito,ma con poca emozione.La donna ha il colpo di fortuna,ha la chance per scappare,non capisce la verità e si rivela l'ottusità femminile che però non basta a castigare la donna che con un altro colpo di fortuna riesce a salvarsi in maniera decisamente imbarazzante e decisamente banale.Punto fine,senza neanche troppi ragionamenti psichici (meno male). In un film piatto resta un solo vero mistero..cosa significa la scena iniziale dove un uomo viene torturato e seccato col travaso di sangue,quando i 2 fratelli hanno la raccolta di vittime solo donne? la spiegazione è che l'inizio sarebbe in realtà la fine,in cui la stessa modella(pardon showgirl)si trasforma in sadica per vendicarsi del suo rapitore e proseguire la sua opera...QUESTO E' TROPPO!anche il regista se ne rende conto ed evità per fortuna di mettere questo finale, ma la scena ormai era fatta,è quella che probabilmente è venuta meglio e allora che faccio, la taglio? mettiamola,anche se a livello temporale..ERA DOPO!
Santa sangre è un film messicano del 1989 diretto dall'artista poliedrico Alejandro Jodorowski, nativo del Cile. Esso è prodotto dall'italiano Claudio Argento, fratello di Dario, il quale ha fortemente creduto nel progetto di Jodorowski contribuendo a trasportarlo con alcune direttive semplici (mettici almeno tre morti) all'interno del genere horror, quindi sugli schermi del GFF.
Passati un pò di anni Felix è in un manicomio dove si comporta come un uccello vivendo appollaiato su un albero cavo e cibandosi di pesce fresco. Attirato dalla madre che torna a fargli visita egli esce dalla finestra e riesce a fuggire; Felix diventa così le braccia di sua madre in alcuni spettacoli teatrali ma la donna non si limita a questo: ella spinge Felix ad uccidere alcune donne, sempre appartenenti al giro di questi artisti da baraccone: fa fuori prima la donna tatuata, ora divenuta pappona e sfruttatrice di giovani ragazze, tra cui la mima muta di cui Felix era innamorato da bambino (che intanto riesce a fuggire), poi una donna lottatrice.... ma quando la madre gli impone di uccidere proprio la ragazza che un tempo egli aveva amato (la mima) egli decide di liberarsi una volta per tutte dal peso della madre.
Film che ha in sè tutto quello che si possa desiderare in un film: una buona trama, semplice e lineare nella sua comprensione, geniale e affascinante nella sua realizzazione; ottime ambientazioni, otiime interpretazioni, ottime musiche, scene di grande fascino profondamente legate al mondo circense e degli artisti di strada, cui il regista fa parte, con momenti di pura fantasia e originalità e qualche breve incursione nell'universo del sogno e dell'ipotetico (o metaforico), non sono mancate neanche le pere, il sangue ha fiottato...unico difettuccio...un ralenti troppo prolungato durante una scena di colluttazione...troppo poco però per privare questo fil del massimo dei voti, secondo me.
Santa Sangre è un film meraviglioso che pur trattando di mostri della mente e follia post-trauma riesce ad essere molto fisico e a contatto con la realtà, grazie soprattutto ad un'ambientazione verissima, non credo siano stati utilizzati molti set, nel degrado dei bassifondi messicani anni 80.
Jodorowski è attore, regista, scrittore, fumettista, cartomante e psicomago oltre che uno dei principali esponenti del surrealismo novecentesco; tante voci su di lui giravano prima del film (vedi la meteora del GFF Destination Darkness) , ora che ho potuto vedere qualcosa di concreto non posso che congratularmi con il personaggio del quale non tarderà la proiezione dei suoi altri film (ne ha diretti pochi pochi), i quali sono:


Molti si chiederanno perché ho proposto codesto film come ultima raccomandazione per la stagione numero III del Gff..tutto ha origine da Zora la Vampira..chi è costei?prima di essere rovinata da questo film l’immagine di Zora era questa..


Una pornodiva vampira,dalle pere più aguzze dei canini..ma ecco che la magia del fumetto viene completamente fuorviata dalla trama,che sfrutta il nome di Zora per vendere un prodotto fatiscente. Mi interessava poi la trama del vampiro in viaggio verso l’Italia e non la solita Inghilterra e mi era sembrato che ci fossero i presupposti per un film che assicurasse divertimento..ma le mie speranze si rivelarono vane:
Zora la vampira dei manetti bros. È un’accozzaglia di banalità e imbarazzo più totale,attori pessimi,situazioni ridicole,orripilante colonna sonora,il peggio del ghetto che può tirar fuori la società e il cinema italiano. Verdone è semplicemente drammatico. ma davvero crede di far ridere con questo film?non sapevo che partecipasse anch’egli(altrimenti non l’avrei proposto) credo che il suo personaggio sia al minimo storico della sua carriera.
In breve Dracula vede la carrà in televisione e decide di trasferirsi in italia,come ogni buon rumeno..e dove se non a Ostia,la località più idilliaca della nostra penisola?e poi subito comincia una insulsa musica di rappusi finto gangster tante parole poca sostanza e soprattutto poco cervello..ma davvero la gioventù romana è così?come potrò sopravviverci questa estate in vacanza?ma perché si vuole a tutti i costi promulgare una cultura dei bassifondi che non ci appartiene,soprattutto non appartiene a quei rappusi da film che girano per la strada facendo vedere a tutti i costi il loro anticonformismo vestendosi uguale a eminem ma girando con l’i-phone,che danno a tutti dello zio,ma allo zio ricco chiedono le mance per comprarsi i giubbotti underground..non voglio credere alla visione giovanile che danno i manetti bros, voglio sperare che anche nelle zone più disagiate ci sia quel valore di identità che non può essere dato dal copiare degli squallidi rapper afroamericani ma dall’essere italiani veraci nella semplicità vera piuttosto che nella falsità ostentata.
In breve il film dicevo..dracula comincia a ammazzare in giro per la provincia romana,si invaghisce di zora,viene attaccato da un centro sociale e un prete che fanno tanto rumore per nulla poi si lasciano convincere dal suo piagnisteo…ah,come sono cattivi gli italiani,ci hanno promesso le luci e le fighe in televisione(ma qualcuno crede che la tv rumena sia diversa?ditelo ai kosovari)e adesso mi maltrattano e mi vogliono cacciar solo perché sono entrato illegalmente e ho ammazzato 50 persone durante il viaggio e altrettante una volta a terra..ma che poverino..ma per favore..il film che poteva non dico salvarsi ma evitare gli insulti con una seconda parte un po piu vivace subisce un pietoso tracollo col monologo del dracula piu antipatico e sfigato della storia..questo film offende sia rumeni che italiani,un monologo del genere non può essere fatto se si vuole fare un film semicomico e poi fare la finta morale degna di uno schifoso servilismo mediatico.
Un finale che davvero mi ha fatto incazzare..se mi capiterà di ritrovare su qualche bancarella zora la vampira (quella vera) le sue sinuosità verranno offuscate dal pessimo ricordo di questo orribile film..quanto mai l’ho proposto. Vergognoso.

Dopo The Ring e The Eye il nuovo terrificante capitolo dell'horror orientale.

Io chiuderei già così la RECensione di questo film del 1978 di Antonio Bido ma se volete vado avanti

La scena qui sopra, candidata come best hot è anche stata molto divertente: i due si baciano davanti alla finestra aperta, poi si sdraiano e scompaiono dall'immagine, la cinepresa si sposta e li va a trovare nella loro intimità, poi ritorna sulla finestra...il colpo di genio sarebbe stato ritornare ancora una volta sulla coppia...Bido spreca un'occasione.











Un film tardivo, arrivato dopo che il filone giallo all'italiana aveva sfornato già tante pellicole e sfruttato al meglio le possibilità di intreccio del filone...ma forse proprio per questo le carte sono rimischiate in maniera fluida e, dopo un'attenta analisi dei predecessori, Bido non dimentica di inserire gli elementi intoccabili ( numero di morti elevato, scena di nudo, il manichino, il riassuntone) e direi anche al momento giusto con una buona colonna sonora e una regia sicura e precisa...per il resto le ispirazioni prese da altri film è quasi bello scoprirle e vedere chi ne trova di più (La casa dalle finestre che ride, Non si sevizia un Peperino sono le più evidenti oltre a tutti i film ambientati a Venezia)

Divertenti i due attori principali anche se pessimi attori (Stefano e Sandra); Lei mi è piaciuta molto con la sua belleza funerea, lui ha una faccia assurda e quando fa Sherlock HOlmes col cappellino fa troppo ridere (oltre alla già citata crisi finale)...buone anche alcune sequenze oniriche come la visione del cuore d'agnello nel tabernacolo e la comunione finale con tutte le vittime dell'assassino...che è il prete se ancora non lo avete capito! (Ora verrà la meteora fantasma a criticarmi perchè faccio spoiler!)
Insomma: film divertente; ha il merito di migliorare in corso invece che peggiorare come spesso accade tra i film del filone; peccato per l'audio rovinato,si sarà rotto nel trasporto.
Giappone 1964, torna Ishiro Honda, con un nuovo film di mostri.
Chi si aspettava un mostro di questo tipo quando fu nominato per la prima volta il nome di Godora sarà forse rimasto un pò deluso dalle sembianze simil-polipo del mostro in oggetto. Nella foto sopra vediamo GODZILLA, RODAN il mostro alato, GHIDRAH il mostro a tre teste e il larvone: MOTHRA, quattro creature delle leggende giapponesi a cui Honda ha dato fama grazie alla sua fortunata serie di film sui mostri.
Dinanzi ad un mostro simile e ad un pericolo di così grandi dimensioni le inutili corse dell'uomo per inseguire la ricchezza, in questo caso i diamanti, sono senza senso, visto che chiunque potrebbe morire da un momento all'altro; è ancora una volta una metafora della minaccia atomica, la protagonista minacciosa dei film di Honda, che ,ricordo, ha veduto coi suoi occhi le conseguenze di Hiroshima.
Per non creare troppo disordine con le REC pubblico una rapida analisi di Machine girl prima che Demon faccia una REC più completa. Un giovane capo yakuza provoca la morte del fratello di una ragazza; ella non avrà pace finchè si sarà vendicata e trova aiuti inaspettati in altri familiari delle vittime del medesimo assassino. La battaglia ha inizio...
essere leggendario, legato a ciò che sta accadendo in Australia. In questo sfondo di paura e incertezze, e di rapporti difficili coi suoi clienti, David continua a lavorare per tentare di vincere il processo, puntando sul fatto che gli assassini abbiano seguito il proprio diritto, e non quello dei bianchi. Nei fenomeni naturali che continuano ad avvenire vengono coinvolti anche i famigliari dell'avvocato, che cerca di metterli in salvo. Alla fine, nonostante i suoi sforzi per capire e per compiere bene il suo compito, David perde la causa. Egli viene invitato nelle viscere della terra dagli aborigeni, i quali gli mostrano qualcosa di orribile che i loro padri, abitatori secolari del suolo di Sydney, avevano predetto che sarebbe accaduto
una storia horror e per certi versi fantascientifica, immersa in un clima magico. La magia aborigena ha fatto forse in modo che gli spettatori ghisoniani abbiano associato questo film al recentemente visto L'Australiano: a me non è parso che i due abbiano grandi contatti; inoltre, sebbene mi sia piaciuto, L'Ultima Onda non ha la stessa forza e la stessa genialità del lungometraggio ad esso paragonato. Positivo comunque, non lascia certo delusi.