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martedì, 28 aprile 2009

GFFIII6 - Maleficia! (Lord Pain)

maleficiaPrima di Maleficia, Pellissier era un semplice calciatore di serie A, attaccante di una piccola squadra in lotta per non retrocedere..poi nella bombola della 6 edizione il suo nome viene invocato da una raccomandazione paterna: sospinto da una forza malefica Pellissier fa 7 gol in 4 partire,batte da solo la juve e salva il chievo. Potenza del Gff,potenza del titolo più atteso dell’anno. Unico esemplare dell’amatoriale francese e opera prima e unica di Antoine Pellissier, Maleficia nella sua povertà di mezzi apre molte porte con largo anticipo su presuntemaleficia4 innovazioni di regia degli anni 2000 e sfida (perdendo) la solita boria francese per la quale il cinema francese è troppo elevato culturalmente per sviluppare un genere creato dai maestri italiani, o forse troppo invidioso.

 


maleficia3Maleficia è la storia di una famigliola variegata e fastidiosissima che si imbatte in un rito satanico dai colori sgargianti e dalle litanie orrende (che audio!). Dopo aver osservato sangue,urla,sacrifici e schifezze varie viene loro in mente che forse non ci si trova nel luogo più adatto per una scampagnata..ma è troppo tardi. d’incanto appaiono dal nulla Zombi, vampiri, demonietti, santoni cyberpunk. Il tutto è frullato insieme dal grande filone conduttore del gore più estremo,casereccio e casuale ma spesso di effetto,che risulta essere la vera ragione d’essere di questo film.

maleficia7Certo non lo è la trama,praticamente inesistente, e nemmeno i personaggi,forse si salvano il santone e qualche troia,nemmeno l’audio originale fa guadagnare punti(le urla in francese e in italiano sono pressoché simili uaaaaargh iiiihhhhh aaaaaahhh  uuuuuuhhhh.

 


maleficia6E’ interessante soprattutto la scena d’inizio,un’ambientazione bucolica del rito satanico con colori surreali che ,voluti o no,hanno un effetto onirico di grande impatto..peccato il finale che rasenta l’assurdo con il solito discorso meta cinematografico che si poteva evitare,ma forse serve a sottolineare quanto gli attori siano in realtà degli zotici (l’avevamo capito da soli) e quanto il regista sia un grande…un film da vedere,nella sua difficoltà narrativa e interpretativa,per avere un quadro più completo di un genere che sa stupirci soprattutto quando cade sempre più in basso.

 

maleficia2

postato da: LordPain alle ore 14:50 | link | commenti (12) | commenti (12)
categorie: maleficia, >pellissier
sabato, 25 aprile 2009

GFFIII - 7a edizione


- Kuroneko  ( Kaneto Shindo, GIAPPONE 1968 )


DemonDeath presenta:

- A l'intérieur  ( Alexandre Bustillo / Julien Maury, FRANCIA 2007 )


RabidRats presenta:

- The wicker man  ( Robin Hardy, INGHILTERRA 1973 )



- Korei  ( Kiyoshi Kurosawa, GIAPPONE 2000 )


- L' etrusco uccide ancora ( Armando Crispino, ITALIA 1972)


- Hard Candy ( David Slade, STATI UNITI 2005)


LordPain presenta:

- Infermiere maniache ( Leon Paul De Bruyn, BELGIO 1990 )


- Predator  ( John McTiernan, STATI UNITI 1987 )


- Violent shit ( Andreas Schnass, GERMANIA 1989 )


Fuori concorso: La regina degli uomini pesce, Sergio Martino, ITALIA 1995

postato da: RabidRats alle ore 23:04 | link | commenti (154) | commenti (154)
categorie: --gffiii7
sabato, 25 aprile 2009

Classifica Ghisoni Film Festival III 6a edizione

1° 5,00 - Quella strana ragazza che abita in fondo al viale (Gessner)

[Guadagna la qualificazione per i Masters of Ghisoni]

2° 4,80 - M (Lang)
3° 4,30 - El dia de la bestia (De La Iglesia)
4° 4,20 - Three extremes (Mike/Park/Chan)
5° 4,00 - Il plenilunio delle vergini (Batzella)
6° 3,91 - La maschera della morte rossa (Corman)
7° 3,50 - Ils (Xavier Palud)
8° 3,16 - L'iguana dalla lingua di fuoco (Freda)
9° 2,62 - Maleficia (Pellissier)

Fc- Fascisti su Marte (Guzzanti)

postato da: RabidRats alle ore 22:42 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: - classifica, --gffiii6
sabato, 25 aprile 2009

GFFIII6 - Ils (review by Demonaz)

ilsIls - Essi. Film francese ambientato in Romania, interamente costruito sul mistero dell'identità del babau e sul relativo colpo di scena finale. Le vittime: inizialmente madre e figlia in una tipica scena alla dead end con tipico incidente in macchina e tipica morte non spiegata. Poi i due veri protagonisti, cioè una coppia di innamoratini che vivono in una casa sperduta in mezzo alla campagna. Lei maestrina carina, piena fin qui di sicurezze prima e di paure poi. Lui scrittore-cazzeggiatore, passante le giornate a giuocare a flipper, amante della fica, pessimo cuoco. L'agguato è alla porta, ma chi sono i cattivi? Semplici malintenzionati? Extra-terrestri? Zombie?

Con qualche effettino ingannevole e una discreta dose di suspence il film riesce a mantenere il segreto fino alla fine. Chi si aspettava mostri rimarrà deluso, c'è spazio per la critica sociale. Un tema attuale alquanto preoccupante: la microciviltà di bambini rumeni che vive nelle fogne e che il governo finge di ignorare e vorrebbe nascondere, come nuovi mostri non fantascientifici ma terribilmente reali.
Fotografia non all'altezza di un normale film francese.
postato da: DemonDeath alle ore 21:36 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: ils , --gffiii6
sabato, 25 aprile 2009

GFFIII6 - El dia de la bestia (Review by Rabid)

Scartato in fase di listazza per le sue origini ho deciso egualmente di raccomandare questo film spagnolo del 1995 diretto da Alex De La Iglesia, secondo lungometraggio horror del regista dopo Accion mutante del 1993 e precedente ai thriller Perdita Durango (1997) e La comunidad (2000), 800 balas (western del 2002) Crimen Ferpecto (2004) (non è un errore grammaticale), The Oxford murders (2008) più La habitacion de el nino per le peliculas para no dormir, i masters of horror spagnoli; il titolo del film in questione è

eldia3Protagonista è un prete (Alex Angulo), insegnante di teologia che in seguito ai suoi lunghi studi sulle letture ha scoperto che la fine del mondo è prevista per la notte di Natale del 1995, dat in cui a Madrid verrà concepito il demonio; la sua missione è quello di riuscire a scoprire il luogo esatto in cui avverrà questo parto leggendario e impedirlo uccidendo la bestia che deve nascere sotto qualunque aspetto essa si riveli; per capire il luogo esatto in cui nascerà egli deve prima diventare amico di Satana, richiamarlo a sè attraverso gesti malvagi che gli facciano capire le sue intenzioni reali di compiere il male, riuscire ad evocarlo e diventare un suo suddito, pronto a donargli l' anima...prima di ciompiere la sua missione si confessa da un prete il quale purtroppo farà una brutta fine

eldia4eldia









Giunto a Madrid ha solo un giorno e mezzo per riuscire nella sua impresa; dopo vari furti, rapine, pestaggi e una negata unzione degli infermi arriva ad un negozio di musica metal in cuin spera di trovare la giusta musica per attirare a sè il demonio: Jose Maria, il gestore del negozio si interessa al prete e gli offre ospitalità presso la pensione di Rosaria sua madre oltre che il suo aiuto; il prete prova con ogni mezzo, anche doloroso, ad attirare il male su di sè

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Altri personaggi da ricordare sono dunque Rosaria, la madre, Mina la cameriera, il nonno che gira nudo per casa; la mossa del prete però è quella di sequestrare un certo Cavan, un predicatore che presenta un programma televisivo su esorcismi, malocchi, indemoniati, e che si arricchisce sfruttando la dabbenaggine del suo pubblico; il prete decide di comprare il libro, anzi lo ruba ma viene beccato e interrogato da una vecchia conoscenza, il poliziotto pazzo di Tuno Negro

eldia5eldia7









Dopo un lungo tentativo di convincere Cavan a collaborare, il prete e Jose Maria ricorrono alla violenza senza risparmiare neppure Susana, la compagna di Cavan...il quale pure ammettendo che le sue sono tutte fandonie decide di dare corda ai due sequestratori: pentacolo, calice, 4 ostie consacrate, LSD: manca solo sangue di vergine...Susana non è certo d'aiuto...inaspettatamente  Mina, la cavalla,  rientra nel progetto della diabolica evocazione; il prete le sottrae del sangue contro la sua volontà causando nel breve ritorno alla pensione anche la morte di Rosaria

eldia9Quello che nessuno si aspettava funzionasse, funziona: uno scarafaggio risponde all'evocazione ma non può entrare nel pentacolo, i ter voltano lo sguardo e vedono arrivare un capro. Il demonio però non è sciocco, capisce le reali intenzioni del prete e manda loro un messaggio scritto sullo zolfo: esto no es un juego! Una frase interessante è stata detta in precedenza: il diavolo ama burlarsi degli uomini imitando Iddio...nascerà quindi come lui, in povertà...Dopo una fuga inutile dal davanzale sopra la scritta della Schwepees, continua la caccia al tesoro con un partecipante in più , Cavan, che nel frattempo è tornato agli studi televisivi per mandare la sua troupe in cerca di informazioni su tutti i casi ufficiali di vendita al demonio della propria anima. Prete e Jose sempre più braccati dalle forze dell'ordine seguono ogni pista possibile: una conferenza su Nostradamus, un concerto dei Satannica, ma niente da fare..il prete sembra perdere le speranze quando Cavan trova la soluzione e li contatta attraverso il suo programma

eldia21eldia10









Plaza Major: attraverso una spiegazione fatta di simboli Cavan racconta come ha fatto a capire e traccia quello che per opposto del simbolo della croce, rappresenta il simbolo di Satana  // \\ , figura che ricorda due gambe di donna e quello che ci sta in mezzo ma anche i due palazzoni che stanno proprio alle spalle dei nostri tre eroi: lo scontro finale è spietato: Cavan viene quasi arso vivo dai ripulitori di Madrid che già prima avevamo visto dare fuoco ai barboni seguendo il loro motto: LIMPIA MADRID, il prete esita di fronte alla bestia, Jose ci lascia le penne

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La fine è volutamente ambigua e aperta: il prete trova tra i resti di una coppia di due barboni bruciati un neonato morto: che fosse lui il vero anticristo? Ucciso dalla malvagità degli uomini così come fu per Gesù detto il Cristo, nato in povertà per imitarlo ma con scopi ben diversi rispetto al falegname di Nazareth? Alle sue spalle l'ombra del caprone che prima sui tetti ha ucciso Jose appare ben disatinta, ma quando si gira e spara quello che uccide è un uomo, uno dei ripulitori di Madrid...così il film si chiude con i due sopravvissuti che cnon sono sicuri neanche loro di aver realmente salvato il mondo da Satana e con il mondo che va avanti come se nulla fosse successo.

eldia27eldia29









Una storia molto bella da seguire, una caccia al tesoro da vivere in prima persona insieme ai tre protagonisti che sono tre simpaticoni: il prete assolutamente un grande personaggio interpretato alla perfezione dall'attore Alex Angulo, il metallaro ci ha subito ricordato Igor il Corvo, e ci ha fatto molto divertire tra uneccesso di droga e l'altro, Cavan, una specie di Lucarelli spagnolo è meno simpatico ma è un personaggio ben caratterizzato e la sua conversione e ammissione di truffare le persone gli danno grande spessore. Bellissimo poi il suo pugno a Gianni Ippoliti che insieme a Maria Grazia Cucinotta passata di lì per caso rappresentano la componente recitativa debole (o assente)  del film

eldia13Il difetto di El dia de la bestia è, come già successo appunto nel fantastico Tuno Negro, quello di esagerare...non tanto negli effetti speciali del capro, del cielo rosso e affini che neanche a me sono piaciuti molto è vero...ma non sono pecche così gravi anche perchè il caprone e la sua camminata sono superdivertenti...ma di esagerare in alcuni passaggi di trama con trovate che non servono allo svolgersi dei fatti nè alle caratterizzazioni dei personaggi: mi riferisco in particolare all'uscita dal davanzale sulle lettere illuminate della Schweepes, una scena esagerata e di cattivo gusto oltre che inutile: Jose sotto l'effetto di droghe si diverte a saltare giù... gli altri con una forza sovrumana lo tengono, poi addirittura creano una catena e stanno lì sospesi nel vuoto...da dimenticare! Lo stesso vale per il nonno e per lo spropositato uso di droghe in generale...inutili momenti che tentano di strappare sorrisi...non ce n'era bisogno perchè già di suo il film è molto divertente...ricorderei almeno la sfilata dei re magi con Jose che spara tra la folla e il primo a prendersi la pallottola è Baldassarre
De la Iglesia, tranne alcuni effettacci dimostra una regia sicura, da recuperare anche gli altri suoi film anche se non fossero da concorso

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A livello tematico il film secondo me è molto ricco ma lascia anche molta libertà di interpretazione; la mia è che sulla Terra c'è già un male così grande che è anche più forte di Satana stesso tanto che questi viene ucciso subito...il capro che il prete vede è la personficazione del male che in quel momento agisce su uno dei ripulitori di Madrid e sfugge al colpo di pistola , non è lui il demonio appena nato: quello era il bimbo dei barboni, sempre ammettendo che tutti gli studi del prete fossero veri...il male è già tra noi.
Bella la rappresentazione della capitale spagnola tra droga, death metal, festoni, masse ignoranti, barboni, ripulitori...il film è stato accompagnato da parecchi insulti alla Spagna e agli spagnoli in particolare da parte di Demon che quindi non scherzava quando giustificò l'esclusione di questo e altri film dalla listazza dicendo "è spagnolo!"

eldia15
postato da: RabidRats alle ore 00:45 | link | commenti (11) | commenti (11)
categorie: el dia de la bestia, --gffiii6, >de la iglesia
venerdì, 24 aprile 2009

GFFIII6 - Il Plenilunio delle Vergini (Batzu)

Il Plenilunio delle Vergini, film apparso nel 1973 per la regia del già noto al Ghisoni Luigi Batzella.
il plenilunio
Franz Schiller è un giovine che si reca nella terra dei vampiri per ottenere un anello che ha strani poteri. Egli va in un tenebroso castello dove c'è una donna che odia il mondo e ama vivere da sola, o almeno insieme solamente a una governante e a uno strano uomo che appare sorridente ogni volta vestito in modo diverso. Franz viene ospitato da lei la quale non si accontenta di ciò, e vuole conoscerlo più "intimamente": vanno nella sua camera e qui... all'uomo succede qualcosa che non gli piacerà molto. Fatidiche le immagini di un uomo uguale al protagonista che cavalca con una spettacolare musica: egli si scopre essere  il gemello di Franz, Karl, che vuole raggiungerlo al castello. Arrivato, viene accolto dai suoi abitanti e dal fratello, che gli parla dell'anello. Non sa che quella è una notte particolare: le vergini che probabilmente furono uccise in quel castello risorgono e subiscono un sanguinoso rito celebrato dalle padrone di casa, che sono vampire, se non lo ho ancora detto. Dopo il rito, il povero Karl scopre con orrore che anche Franz è diventato tale, contagiato dalla vampira sua ospite. Saltano fuori mostri di qua e di là e, a volte, lo strano uomo sorridente. Che fine farà il povero Franz?

Non è bruttissimo: molte scene sono spettacolari così come le musiche e i personaggi, spesso divertenti e originali: per le scene ricordo la cavalcata già citata oppure il sacrificio delle vergini, per i personaggi invece quelli che mi han fatto più ridere sono l'uomo sorridente e il mostro vampiro (come è chiamato nei titoli di coda). La trama è un pochino priva di significato, e molte cose non vengono spiegate, i protagonisti potevano essere meglio caratterizzati, le scene splatter sono realizzate con metodi artigianali, quasi. Tuttavia non mi è dispiaciuto, anche se, non appassionandomi particolarmente, spesso mi sono distratto. Diciamo che ha molte pecche, scarsamente ricompensate dalle caratteristiche positive (che ci sono, come già dissi). Qualità mediocre, certo non pessima, ma neanche elevata.
postato da: batzubaster alle ore 15:00 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: >batzella, --gffiii6, plenilunio vergini
lunedì, 20 aprile 2009

GFFIII6 - Three Extremes (rw. DemonDeath)

vlcsnap-3082053Tree Extremes è una raccolta di mediometraggi girati da grandi nomi dell'horror asiatico: Mike Takashi rappresenta il Giappone, Fruit Chan la bandiera di Honk-Kong e infine Park Chan-Wook dalla temutissima Korea. Il primo episodio -The Box- è proprio del caro amico Mike che ci ha tenuto compagnia parecchie volte finora, stupendoci sempre, esaltando o deludendo ma sempre nel segno dell'eccesso.

vlcsnap-3461441Mi aspettavo anche in questo caso qualcosa di molto forte, in realtà The Box è un racconto molto curato e delicato di una malinconica storia. Kyoko è una ragazza che scrive romanzi a mano, con una stupenda calligrafia. L'editore per premiarla le regala una scatoletta contenente una carillon e una freccetta. Su dolci ma inquietanti note ci si rende conto che Kyoko convive con le apparizioni spettrali di una piccola sorella. Un flashback ci racconta tutto quello che è successo quando entrambe avevano circa 6 anni e lavoravano col padre in una specie di circo magico.

vlcsnap-3085692Neve, fiamme, bauletti, rose rosse e bianche, collanine... simboli? Semplicemente ricordi, incubi, stupende riprese intensamente fotografate. Pochi misteri rispetto al solito Mike, che tra passato e presente ci racconta tutto per filo e per segno. The Box rimane una semplice intrigante storia, ma anche un raffinato esercizio di stile, capace di incantarci e a tratti anche di spaventarci.

vlcsnap-3457431Miriam Yeung e Bai Ling sono le protagoniste di Dumplings, l'episodio girato dall'amico Fruit. Non so se la traduzione del titolo è Ravioli, fatto sta che Dumplings di ravioli parla, tortellini giapponesi particolari che grazie al loro ripieno rossastro gelatinoso hanno il potere di ringiovanire chi li mangia. Una donna sulla 40ina si reca dall'esperta della pasta fatta in casa, la scollata artista del bocconcino ripieno.

vlcsnap-3454375Non passa molto prima di capire che il magico ripieno non sono altro che feti sminuzzati, una cura costosissima ma efficacissima contro l'invecchiamento della pelle, metafora esasperata dei prodotti attualmente in commercio, mix a base di placente e rare parti di animali sacrificati per la bellezza di ricche donne insoddisfatte. La massima efficacia della cura del tortello viene raggiunta se la sua dispensatrice intona, durante il pasto, canti tradizionali giapponesi.

vlcsnap-3459460Nella famosa scena la musica parte melodiosa salvando l'episodio dalla sicura condanna che avrebbe ricevuto in caso di canto a cappella prolungato per più di un minuto. Incanto e orrore per i giurati presenti in Cantina, prima affascinati dalla bellezza della cuoca e poi nauseati dalla sua cattiveria, sulla scia di un progressivo inasprimento dello splatter. Il sangue e le scene esplicite aumentano e il Rabid su tutti barcolla temendo il peggio, il riinizio della stagione dello sbocco.

vlcsnap-3454459La cura procede imperterrita e inizia a presentare, oltre all'effetto desiderato, qualche controindicazione. Intanto qualcuno intuisce già che nel finale la protagonista si troverà di fronte a una durissima scelta che fa riflettere.
Da ricordare la scena del marito all'ospedale con la gamba bloccata, riesce ad assumere posizioni assurde. Una scena molto sensuale alla quale manca solo l'ambito nudo, l'ingessato si dovrà accontentare di un soffocotto. Citazione: "A cosa è dovuta questa croccantezza?" "Tutto ok, avevano già mani e piedi, lo sa."

vlcsnap-3453217Il third episiodio è come previsto una delusione. Inizia bene con una particolare vampira ma sono solo poche scene di un film nel film. Da segnalare il fiotto di sangue esagerato che impensierisce ancora una volta il Babio. Dopo poco la storia sprofonda in lunghi dialoghi, in giochi di morte e dolore, amputazioni, elucubrazioni.. riflessioni che non capisco dove vogliono parare.. interpretazioni discutibili...  Insomma, il Park che nei primi minuti fa sfoggio di tecnica, deliziando, in seguito si limita alle parole.

Nel complesso buona visione, peccato che i primi due episodi debbano far media con il voto del terzo, non bruttissimo ma comunque di tutt'altra intensità. Il cinema asiatico si conferma ancora una volta maestro di tecnica, suggeritore di ambigue passioni, dispensatore di sottili inquietudini.

vlcsnap-3439612Dal fogliazzo: emerge durante la visione che tutti i giurati hanno vissuto spietate coincidenze durante la giornata. Il numero tree si è presentato nelle circorstanze più svariate e sempre incutendo timore reverenziale. Il secondo episodio è quello che ha ricevuto più segnalazioni per l'oscar: disturbante per le scene degli abborti, hot per la scena della bavata d'acqua e per la zia mei quando si abbassa per impastare e mostra una scollatura del tutto simile a quella di una collega di Pian. Nel terzo episodio viene citato John Waters che avevo chiamato una decina di minuti prima. "Nel frattempo il Babio ansima come un cavallo, ondeggia, sta covando la boccata... è la stagione... anche l'anno scorso, con mucha sangre... e il tiramisù..." Chiudo citando BB: "il primo e il terzo episodio sono estremi perchè sono agli estremi del film".
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martedì, 14 aprile 2009

GFFIII6 - M (Review by RabidRats)

mA Dusseldorf si aggira un maniaco che uccide piccole bimbette attirandole a sè con promesse di regali, dolciumi, palloncini; dopo l'ultima vittima scatta in città la psicosi del mostro: tutti sospettati e tutti sospettosi, il solo rivolgere la parola a un bambino può farti ricevere un'accusa se sei fortunato, un linciaggio se ti va peggio. L'assassino dopo aver mandato una lettera alla polizia senza ricevere risposta decide di farsi conoscere alla stampa aumentantando ancor più il panico in città; su di lui pende ora una taglia molto alta.

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Dusseldorf è scossa non solo per la paura e il sospetto; la polizia organizza per stanare il mostro una serie massiccia di retate cercando di fare piazza pulita di tutti i possibili criminali: chi non è in regola va dritto in carcere; Tutto ciò causa anche una crisi nell'economia del mondo del crimine organizzato: le ragazze non possono più battere, il ladro medio non può più lavorare; esiste però un'organizzazione chiamata "Organizzazione Unite" che regola e disciplina il mondo della malavita; il grande capo dell'organizzazione vuole morto il mostro per continuare a fare ciò che si faceva prima e anche perchè l'infanticidio è un crimine orrendo che anche i peggiori criminali della città non possono tollerare.

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Contemporaneamente hanno luogo due vertici: tra i capi delle Organizzazioni Unite e tra i capi della polizia: l'obiettivo è comune ma i percorsi da seguire divergono; i criminali decidono di setacciare la città affidandosi a un gruppo che facilmente passa inosservato: quello dei mendicanti, la polizia attua una lunga serie di indagini andando a cercare tra gli ex malati di mente ma troverà una pista risalendo tramite la lettera scritta dal mostro al modello del tavolo su cui è stata scritta, a chi è stato venduto un tavolo simile...raggiunta l'abitazione trovano a conferma cenere di sigarette marca Ariston e tempera rossa del matitone usato dal mostro; un mendicante ceco riconosce invece un motivo fischiettato da un uomo che già aveva udito quando l'ultima delle vittime aveva comperato da lui un palloncino , accompagnata da un adulto.

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Spiccano nelle due foto il capo delle Organizzazioni Unite e Karl Lohmann, ispettore della polizia.
Qui sotto invece le scene con i dettagli che incriminano il mostro: palloncini, sigaretta, tempera rossa, tavolino.

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Il mostro è scoperto da due fronti. I più rapidi nella caccia all'uomo sono però i criminali che affidandosi alla staffettona dei mendicanti lo rintracciano e salvano una nuova bambina dalla morte; il mostro viene seguito e per ogni quartiere i mendicanti si danno il cambio per non destare sospetti; il più audace tra questi mendicanti decide di fare in modo che egli sia riconoscibile e proprio un attimo prima che Egli possa fare del male alla bambina lo marchia di nascosto con una M

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Avvertendo il pericolo il mostro si rifugia in un palazzo di uffici ma così facendo diventa facile preda dei criminali che, entrati di rapina nel palazzo, immobilizzando le guardie, lo catturano; accade però che uno dei cacciatori viene preso dalla polizia che non capendo le intenzioni dei criminali che entrano in un palazzo , forzano porte, legano guardie, bucano mura e non portano via nulla, affidano l'uomo all'interrogatorio di Lohmann, il quale abuilmente riesce a farsi dire la verita: Le Organizzazioni Unite hanno deciso di giudicare loro il mostro di Dusseldorf e decidere la sua condanna attraverso un processo clandestino ma rispettoso delle procedure affidando al mostro anche un avvocato difensore.

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E il mostro?
Egli non era un criminale , nè un mendicante, nè uno con i documenti non in regola, nè un ex psicopatico fuggito dal manicomio; era un uomo come tanti che a volte sentiva il bisogno di uccidere: un malato vittima dell'istinto del momento, incapace di trattenere l'impulso che ogni tanto lo colpiva combattuto nella sua mente da due voci: "NON VOGLIO!" "DEVO!" "NON VOGLIO!" "DEVO!"

m11Non è facile parlare di un film che non solo HA FATTO ma E' la storia del cinema: io ho trovato solo una cosa che non mi ha convinto: se lui non è in sè quando uccide, se non può controllare ciò che fa e non si ricorda i suoi crimini perchè poi scrive alla polizia e alla stampa in un momento di luicidità dicendo che non ha ancora finito di uccidere? Per il resto il film non è una semplice grande storia ma un'ottima rappresentazione di una società frustrata dalle vicende storiche e sulla via di intraprendere una strada particolare, immersa in un'aria di pessimismo che si riflette anche nel tipico bianco e nero dell'espressionismo tedesco; nel singolo caso la cittadina di Dusseldorf racchiude in sè i diversi strati sociali mettendoli tutti dinanzi ad una stessa riflessione morale: che cosa fare di questo mostro che uccide i bambini?

m12Nello stupendo processo finale e nelle due riunioni sentiamo le idee , i discorsi , le opinioni di poliziotti, ladri, mendicanti, madri, chiacchiere da bar, tesi di un avvocato: parole che ancora oggi sentiamo dire o sono oggetto di discussione quando ci troviamo dinanzi a casi di questo genere. Dove sta la ragione? Ucciderlo senza pensarci su? Processo regolare? E se poi tra 20 anni (anche prima in Italia )esce e uccide ancora? E cosa devono dire le madri delle bambine uccise? Problemi morali che ancora oggi non hanno una risposta e che infatti anche Fritz Lang non sa darci: non sappiamo che cosa deciderà il processo al mostro, il film chiude prima, lasciando aperte questioni insolvibili se non nella mente di Iddio.

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postato da: RabidRats alle ore 13:02 | link | commenti (3) | commenti (3)
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venerdì, 10 aprile 2009

GFFIII6 - Quella strana ragazza che abita in fondo al viale (Batzu)

Mi trovo con piacere a recensire un bel film visto da poco all'interno di una serata divertente per i discorsi e funestata solo da un po' d'aria malsana, QUELLA STRANA RAGAZZA CHE ABITA IN FONDO AL VIALE, film americano risalente al 1976, per la regia di Nicolas Gessner, con la inimitabile partecipazione di una giovane Jodie Foster.
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Rynn è una ragazzina tredicenne che vive ufficialmente col padre in una grande e isolata casa di una cittadina americana.Il film si apre con lei che festeggia da sola il suo compleanno; arriva un uomo, che poi si scoprirà essere maniaco, che le dice di essere amico di suo padre e che ci prova con lei, prima di andarsene di corsa temendo reazioni. Il giorno dopo arriva la madre del maniaco, che è membra di una associazione scolastica e cerca barattoli vuoti per non si sa che iniziativa. Ella è anche la padrona di casa, affittata per tre anni al padre di Rynn. Quest'ultima le vieta di andare in cantina, lei se la prende e minaccia vendetta. Qualche tempo dopo, Rynn va per la strada e incontra il figlio della signora, dicendogli di dire a sua madre di andare a ritirare i barattoli che voleva. Lei quella 1va, ma non per i barattoli, bensì per minacciare di sfratto una glaciale Rynn. Nonostante le proteste di questa, va in cantina, dove scopre qualcosa di orribile; tenta di uscire, ma cade dalle scale e muore. Rynn tenta di accendere la macchina della signora per riportarla a casa di questa, ma viene vista da Mario, un ragazzo un po' strano che fa il mago nelle feste dei fanciulli. La aiuta e i due diventano amici, anzi di più. Stanno in casa, amoreggiano spesso interrotti dallo zio poliziotto di Mario, il cui cognome è Potesda o qualcosa del genere, fino a che arriva  il maniaco: vuole sapere che fine h fatto sua madre e picchia Mario, che però si rialza e lo caccia di casa con una lama nascosta nel bastone da mago. Rynn racconta a Mario tutti i suoi segreti: in cantina c'è il cadavere di suo padre, morto da poco, e ella ha ucciso sua madre, avvelenandola. Gli dice anche della signora caduta dalle scale, e la seppelliscono. Mario però si prende una polmonite. Sola in casa, Rynn riceve un'altra visita poco gradita...quella 3

Bellissimo, strana e originale storia che non permette la distrazione. Io personalmente l’ ho guardato con attenzione dall’inizio alla fine, senza che nessuna parte mi annoiasse. E’ strano questo, perché il film non presenta un gran numero di scene che stupiscano… tuttavia si genera una suspance che fa in modo che ogni avvenimento sembri cruciale.  La trama è ben studiata, gli espedienti con cui viene resa anche… i personaggi sono ben caratterizzati e interpretati da attori spettacolari. Non c’è forse alcunché di negativo; magari qualche scena un po’ prolungata o qualche discorso non riuscito… ma si dimentica facilmente tutto ciò, e alla fine si è felici di averlo visto.
postato da: batzubaster alle ore 19:02 | link | commenti (10) | commenti (10)
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giovedì, 02 aprile 2009

GFFIII6 - L'iguana dalla lingua di fuoco (Rabid)

Si potrebbe in poche parole liquidare questo giallo di Riccardo Freda risalente al 1971, sicuramente non il suo miglior film, eppure per rispetto ad un regista che ha fatto molto per il nostro cinema di genere credo convenga farne un'analisi come si deve.

iguanaL'origine del titolo è spiegata , senza troppa convinzione, da un poliziotto che durante il film suppone che il killer sia come un'iguana per la sua capacità di mimetizzarsi e convivere tra le sue vittime fino al momento in cui può colpire e ucciderle. Aiutandomi col fogliazzo di appunti proporrò l'elenco dei personaggi, degli indizi, dei morti.

-Johnson (Luigi Pistilli) è un ex ispettore di polizia chiamato "Il boia" per i suoi metodi di persuasione molto violenti che causarono il suicidio di un uomo che stava interrogando, un'immagine che torna spesso a tormentarlo, anche perchè in quell'occasione aveva lasciato la sua pistola in giro e l'uomo avrebbe potuto uccidere lui se fosse stato più furbo invece che suicidarsi

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Pistilli (che mai nella sua carriera ha recitato nella serie del Tenente Colombo) si interessa al caso perchè probabilmente (non è stato molto chiaro) la prima vittima, quella della prima scena, questa insomma...

iguana1era sua moglie (ma non credo sia proprio così), olandese di nascita .Essa viene ritrovata nel bagagliaio della macchina dell'ambasciatore svizzero in Irlanda, sposato in un matrimonio di facciata con questa donna; eccone due foto

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Ma continuiamo con i personaggi:
-Hellen: la figlia dell'ambasciatorte (la potete vedere nuda nella foto sopra): Pistilli la seduce per entrare nella casa dell'ambasciatore e curiosare
-L'autista dell'ambasciatorte: guidava la macchina dove è stata trovato il cadavere; ha problemi di congiuntivite che lo obbligano ad indossare sempre occhiali da sole
-Il commissario che si occupa (saltuariamente) del caso e prova a dare una spiegazione al titolo
-Il vice del commissario: inutile ma ad un certo punto prende l'iniziativa seguendo un uomo che non sa essere Pistilli e si prende un sacco di botte
-il dottor Molla; probabilmente una guardia del corpo dell'ambasciatore; vive dietro una finta libreria ed esce ogni tanto dopo aver origliato i discorsi solo per guardare fisso in un punto; somiglia anche a Rooney

iguana14-La governante: ella conosce la verità e viene uccisa per farla tacere
-Mark, figlio dell'ambasciatorte; si vede in una scena a chiedere soldi al padre
-La pianista: amica di qualcuno della casa, forse amoreggia con qualcuno, muore troppo presto per permetterci di capire chi sia: la ricorderemo così:

iguana18-La madre di Pistilli: sorda e ceca al tempo istesso, inutile personaggio semi comico
-La figlia di Pistilli: sgradevole personaggio che nel finale regala un nudo minorenne
-Walter: fidanzat5o ufficiale della figlia dell'ambasciatore, Hellen, non pare dispiacersene troppo quando questa va con Pistilli
-Medico: aiuta Pistilli dopo una colluttazione ed entra di forza tra i possibili sospettati

Indizi: tanti, e tutti fuorvianti: occhiali da sole ovunque, accendini della moglie dell'ambasciatorte ritrovati qua e la, scarpe di vernice, passaggi segreti...la musica invadente e oppressiva e ingannevole sottolinea chiaramente quando c'è da sospettare qualcosa o di qualcuno e quando qualcosa va tenuto a mente come indizio chiave
Morti:
-Ragazza iniziale
-La pianista
-La governante(?) -non l'ho segnata tra gli appunti ma mi sembra che muoia
-Il dottor Molla
-Walter
-Gatto
-Madre di Pistilli

Da segnalare però anche:
-sabotaggio al bob su cui c'è l'ambasciatore
-tentativo di uccidere Hellen, la figlia di Pistilli
-Finto suicidio della moglie dell'ambasciatorte

Soluzione:
-L'ambasciatorte ha ucciso (o fatto uccidere) la ragazza olandese per evitare uno scandalo personale che ne distruggesse la carriera, il sangue e la violenza ha fatto perdere la testa definitivamente a Mark, suo figlio, già malato di mente, che ha iniziato a riprodurre la violenza e la morte che ha visto; nel fare ciò si travestiva con parrucca femminile, scarpe di vernice e occhiali da sole, seminando tra l'altro false piste.

iguana9Da segnalare anche il finale: l'ambasciatorte sta per tornare in patria dove il suo crimine è stato reso noto da Pistilli alle autorità ma egli non lo sa e crede che il figlio sia stato accusato anche del primo omicidio; sale sul battello e inizia a fumare, il film non finisce, si guarda intorno ma il film non finisce, guarda Freda e gli fa un cenno: "E' finito o no?" - "Ancora un attimo!" - COntinua a fumare fino all'uscita della scritta "fine".

Deludente, confuso,ridondante, illogico; personaggi mai chiariti e non riusciti spesso anche insopportabili (la moglie,la nonna,la figlia), lo stesso Pistilli è uno dei principali sospettati fino alla fine; soluzione finale casuale e non supportata da alcunchè che fosse accaduto prima; piste secondarie disorientanti e mal fatte; illogicità narrative: certi attori sono contemporaneamente in Svizzera e in Irlanda; male diretto, mal fotografato, mal montato..ecco alcuni fotogrammi dell'inutile scena dell' incidente del bob:

iguana20il bob esce di pista











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il bob oltrepassa l'albero


primo piano di Hellen spaventata e subito dopo...








iguana23...il bob si schianta contro l'albero


questa è la più evidente di tante assurdità realizzative che sommate alle assurdità di trama e personaggi e caratterizzazioni mi fanno parlare de "L'iguana dalla lingua di fuoco" come del peggior thrilling italiano mai visto.
Da salvare esclusivamente la scena del pianoforte, le tre occasioni di nudo e un certo senso di vertigine creato da Freda con le scene vicinop al precipizio che quasi mi han fatto cadere dal divano. Quelle scene sono tra l'altro segnalate sul fogliazzo per l'oscar al miglior setting

iguana11Di seguito la filmografia di Riccardo Freda, da vedere per dimenticare questo passo falso:



postato da: RabidRats alle ore 14:31 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: --gffiii6, iguana dalla lingua di fuoco, >freda