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sabato, 28 marzo 2009

GFFIII6 - La Maschera della Morte Rossa (Batzu)

maschera3Mi accingo a recensire "La maschera della morte rossa", bel film risalente all'anno 1964 e diretto da Roger Corman, con la inimitabile interpretazione di Vincent Price.

Il film, che trae l'ispirazione e il titolo da un racconto di Edgar Allan Poe, ha per protagonista il principe Prospero, dispotico e satanista, il quale mostra sin da subito il suo metodo di governo volendo giustiziare due popolani. Essi sono padre e fidanzato (che si chiama Gino) di Francesca, una ragazza dai capelli rossi. Prospero risponde alle suppliche di lei ordinandole di decidere chi dei due uomini dovrà morire. Mentre succede ciò, tutti vengono distratti da un urlo: precipitandosi alla capanna da cui proviene, trovano una donna morta, uccisa da una terribile malattia, la Morte Rossa, che causa una serie di emorragie esterne. Frattanto, dato che Francesca non decide,  Prospero la porta nel suo castello dove, alla faccia di sua moglie, anch'ella adoratrice del Demonio, la trasforma nella sua prima dama, mentre i due prigionieri se ne stanno in  galera. Il principe però vuole divertirsi: oltre a compiere riti satanici e organizzare balli per dimenticare l'epidemia che incombe, organizza un duello tra Gino e il padre di Francesca; al loro rifiuto di battersi, decide un nuovo gioco: ci sono 5 coltelli, uno è avvelenato, i due dovranno ferirsi a turno e chi troverà l'arma mortale...bhe.
maschera1Il padre della giovine tenta di sfruttare la situazione per uccidere Prospero, ma viene fermato e eliminato, mentre Gino è condannato a tornare al suo villaggio preda della malattia. E qui compare un personaggio spettacolare: la Morte Rossa stessa, un uomo vestito di rosso e incappucciato, che farà comprendere a Prospero come siano vano le ambizioni e la gloria del mondo...maschera2

Il film a me è piaciuto molto. L'ho trovato ricco di significati: a parte lo scontro tra bene e male, c'è il tema della vanità delle sicurezze umane, allorchè a Prospero non basta rifugiarsi nel suo castello per fuggire alla morte, c'è il tema dell'amore, c'è quello della fede; ce ne sono tanti, e chi più ne ha più ne metta. Concordo in parte con le impressioni a caldo espresse da  Rabid dopo la visione per quanto riguarda alcune scene fatte male; tuttavia rammento con piacere e emozione molte altre scene terribili e stupende, come ad esempio il "ballo della morte" finale,  durante il quale la corte di Prospero, formata ormai da cadaveri,si immette in una danza insanguinata con l'accompagnamento di una musica lenta e terrificante: bellissimo. Il lungometraggio merita insomma un'alta considerazione, e credo che si meriti un posto nel cuore di ogni suo spettatore.
postato da: batzubaster alle ore 08:29 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: maschera morte rossa, >corman, --gffiii6
mercoledì, 18 marzo 2009

GFFIII - 6a edizione



Lord Pain presenta:

- Maleficia  ( Antoine Pellissier, FRANCIA 1998 )


- La maschera della morte rossa  ( Roger Corman, INGHILTERRA 1964 )


Demon Death presenta:

- Three extrems  ( Fruit Chan / Park Chan-Wook / Mike Takashi, HONK KONG / COREA DEL SUD /  GIAPPONE 2004 )


Hand Hell presenta:

- M, il mostro di Dusseldorf  ( Fritz Lang, GERMANIA 1931 )


- L' iguana dalla lingua di fuoco ( Riccardo Freda, ITALIA 1971)


- Ils ( David Moreau / Xavier Palud, FRANCIA 2006 )


- Quella strana ragazza che abita in fondo al viale ( Nicolas Gessner, USA 1976 )

Rabid Rats presenta:

- El dia de la bestia  ( Alex De La Iglesia, SPAGNA 1995 )


- Il plenilunio delle vergini  ( Luigi Batzella, ITALIA 1973 )


Fuori concorso: Fascisti su Marte, Corrado Guzzanti, ITALIA 2006

 

postato da: RabidRats alle ore 18:07 | link | commenti (208) | commenti (208)
categorie: --gffiii6
mercoledì, 18 marzo 2009

Classifica Ghisoni Film Festival III 5a edizione

1° 5,21 - Lat den ratte komma in (Alfredson)

[Guadagna la qualificazione per i Masters of Ghisoni]

2° 4,75 - The toxic avenger (Kaufman)
3° 4,58 - Il mulino delle donne di pietra (Ferroni)
4° 4,30 - Quattro mosche di velluto grigio (Argento)
5° 4,25 - Terrore dallo spazio profondo (Kaufman)
6° 4,20 - La casa del diavolo (Zombie)
7° 3,40 - The eye 2 (Pang Bros)
8° 3,10 - Il cervello dei morti viventi (Sasdy)
9° 2,16 - Il bosco 1 (Marfori)

Fc- A snake of June (Tsukamoto)

postato da: RabidRats alle ore 17:10 | link | commenti (11) | commenti (11)
categorie: - classifica, --gffiii5
martedì, 17 marzo 2009

GFFIII5 - La Casa del Diavolo (DemonDeath)

devils-4La Casa del Diavolo riparte praticamente da dove eravamo rimasti con La Casa dei 1000 Corpi: la famiglia Zombi viene rintracciata e sta per soccombere sotto l'assedio della polizia. Sono rimasti Rob (che Rabid dice non essere Rob Zombie ma un attore che gli somiglia), la fidanzata, la mamma e forse un altro che muore. La mamma viene arrestata e gli altri due riescono a fuggire.
Il titolo originale è the Devil Rejects e spinge sui tasti dolenti che hanno fatto il successo del predecessore: fotografia molto curata e d'effetto, ralenti, ottime musiche in contrasto con ottime scene spietate, il culo di Sheri Moon Zombie o la sua abitudine di portare pantaloni a vita bassa.

devils-1Le forze dell'ordine si inseriscono tra i ruoli protagonisti in questo episodio, con lo sceriffo che deve vendicare il fratello e desidera la morte dei cattivi più d'ogni altra cosa.
Anche il clown prende più spazio e libera la sua simpatia e il suo alito fetido in parecchi minuti di pellicola. Insomma il regista si discosta dai classici plot horror dove i candidi protagonisi finiscono tra le grinfie dei cattivi e mette in scena una specie di western-road movie dove cattivi-buoni, buoni-cattivi e cattivi-figlidiputtana si sfidano tra violenza, malvagità, tradimenti fatali.

devils-2Rob e Sheri si procurano una macchina, un paio di ostaggi, una stanza d'albergo e una dose massiccia di divertimento, violenza fisica e psicologica, nudità gratuite. Intanto i poliziotti interrogano e torturano (e poi uccidono) la mamma della famiglia. E' il momento in cui i ruoli si capovolgono, il buono va al di la della legge e si trasforma in un sadico senza pietà. Ospitati dal fratello negro del clown i nostri vengono traditi, incastrati e immobilizzati, in un finale molto intenso in cui lo spettatore non può fare a meno di schierarsi dalla parte dei cattivi.

devils-3Rob Zombie per quanto mi riguarda c'era riuscito anche nel primo episodio e forse è proprio questo che mi piace tanto dei suoi film. Esalta la bellezza del cattivo, il suo carisma, il suo fascino. Da lacrimoni il lunghissimo ralenti finale in cui i 3 fuggono verso li destino con nelle loro menti le immagini di sorrisi spensierati, come 3 figli dei fiori in un campo, in controluce, le risate...

I classici cattivi quindi spostati sotto la luce del sole, perdono il fascino malefico del face-painting, della messa satanica e del sotterraneo delle atrocità per consacrarsi in una grande metafora che punta a svelare il ribaltamento di ruoli tipico della società americana.

devils-5Dal fogliazzo: "io non vorrei fare già una critica ma questa che è una scena che andrebbe sbrigata un po' in fretta perchè ha il ralenti?" (Pian) in effetti la sparatoria iniziale è lentissima, col ralenti ci va giù pesante.. La sigla comunque è bellissima con i tipici fermi immagine più nome attori un po' da telefilm.. dopo 3 righe di fogliazzo c'è già la candidatura all'oscar fotografia.
Poi c'è Mauro Magni, un lancio di coltello di dritto, la diarrea esplosiva, il fascino dei teppistoni assassini, candidatura oscar musiche, il Superlerciume e "alla fine muoi-ono tutti".
postato da: DemonDeath alle ore 12:21 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: casa del diavolo, casa dei mille corpi, --gffiii5, >zombie
lunedì, 16 marzo 2009

Lat den ratte komma in (Review by Rabid)

Per chiudere la quinta edizione è stato vivisezionato un film di recentisima uscita nelle sale,in Italia è uscito ai primi di Gennaio col titolo "Lasciami entrare", traduzione non precisissima dello svedese "Lat den ratte komma in" che dovrebbe significare qualcosa tipo "lascia entrare ciò che ne ha il diritto", "lascia entrare quello giusto". Avrete capito che si tratta di un film proveniente dalla Svezia; saprete ora, se già non lo sapete, che il film è tratto da un romanzo di John Ajvide Lindqvist, che credo leggerò per trovare alcuni chiarimenti a dettagli che il film forse non aveva tempo di approfondire, in particolare questa caratteristica vampiresca, forse una variante nordica alla leggende più note sui vampiri, per cui il vampiro ha bisogno del tuo permesso per entrare nella tua casa o, approfondendo, per entrare in te, quindi morderti e renderti un vampiro a tua volta.

let15Protagonista del film è Oskar, un 12 enne come tanti ma non tantissimi: nella sua classe è lo zimbello dei bulli che lo tormentano in continuazione, a casa vive con la madre, il padre vive lontano, va daccordo con entrambi ma sente forse la mancanza di una famiglia vera e trova conforto nella lettura delle gesta dei serial killer di cui ritaglia tutti gli articoli di giornale; tiene con sè un coltello a serramanico che però non usa mai per difendersi ma col quale si sfoga fingendo di aggredire i bulli; eccolo qua:

let7e questo è il capo dei bulli:

let9Ultimamente i giornali riportano spesso notizie di cronaca nera perchè un assassino gira proprio nella città uccidendo e svuotando le vittime del sangue; scopriamo quasi subito che l'assassino è il nuovo vicino di casa di Oskar, un tale di nome Hakan che viene dalla Russia con quella che dice essere sua figlia: ecco qui il nostro uomo:

let4Dopo quello di Sporloos ecco un altro killer imbranato e soprattutto lentissimo; ma egli non è un cattivo, nè uno studioso calcolatore, egli uccide per qualcun altro: la giovane vampira Eli, un mostro nel corpo di una eterna dodicenne, ma che per restare in vita ha bisogno di nutrirsi;  egli si espone in prima persona per procurarle cibo

let5Ma la sua lentezza unita forse alla stanchezza di questa vita spesa ai servizi del vampiro lo portano alla cattura; in un ultimo atto d'amore dona il suo sangue a Eli prima di sfracellarsi al suolo.
Oskar ed Eli intanto si sono conosciuti e hanno fatto amicizia, anzi tra loro nasce qualcosa di più. E pensare che tutto era iniziato così:

let2Lui vuole essere gentile con lei ma lei è una ragazza diversa: non festeggia il compleanno che non sa neanche quando sia, non mangia caramelle, non ha mai ricevuto un dono; lei lo aiuta a trovare il coraggio per ribellarsi ai bulli cosa che però lo metterà nei guai.
Il loro rapporto non cambia neache quando lui capisce la sua vera natura; è un pò intimorito e al momento se ne va, ma ritorna subito da lei anche se però è curioso di vedere se dice il vero e quindi prova a farla entrare senza invitarla:

letnewdice il vero!

let1Restata sola si procaccia il cibo da sola ma senza volerlo viene vista da un tipo della zona che inizia a cercarla per la città come se non bastasse Eli morde anche sua moglie contagiandola. Eli e Oskar si aiuteranno a vicenda nella risoluzione dei loro problemi.

let16Dopo aver fatto una sparata clamorosa dicendo che i film sui vampiri non mi piacevano molto mi sono imbattuto in una serie di film che mi hanno fatto ricredere: Lat den ratte komma in è uno di questi. Ambientato nei primi anni 80 in una Svezia gelida ricostruisce egregiamente il contesto storico con una attenta cura alle scenografie e alle notizie radiofoniche e televisive, inoltre presenta bene la figura dello straniero russo, guardato sottecchi; è quindi una vicenda di vampiri urbana, ambientata nella realtà, non in un contesto fantastico; ottima regia del non esordiente ma quasi Thomas Alfredson, ottima fotografia, ottimo uso della macchina da presa con sfondo spessissimo fuori fuoco, ottima colonna sonora che quando c'è (non spessissimo) è a volte solo sussurrata così come la recitazione degli attori che si perde nel silenzio delle immense pianure innevate; ottime le interpretazioni tranne forse un pò i bulletti, non riuscitissimi; bravissimi i due bambini alla loro prima esperienza su un set cinematografico.

let17let18







Questa contrapposizione tra due immagini di Eli, in cui vediamo le sue due nature combattere: quella vampiresca che potrebbe azzannare Oskar e quella dell'adolescente che, innamorata, vuole proteggerlo mi spinge a parlare anche dell'ottimo lavoro di trucco ed effetti speciali che riescono a rendere la ragazza quasi un'altra persona in  certe scene, per non citare poi la sfigurazione di Harkan, la sua caduta, l'arrampicata sulle pareti dell'ospedale.
Non voglio essere accusato di prostituzione intellettuale quindi dirò le cose come stanno anche se ciò mi porta ad ammettere un mio errore: gli effetti speciali non sono digitali ma frutto un attento lavoro artigianale come questo video dimostra:

www.youtube.com/v/hCSUBeHO6Ek&hl=it&fs=1

(rimangono dei dubbi sull'arrampicata - che comunque è riuscitissima - e l'attacco dei gatti - secondo me la scena peggiore del film).
Tutta questa analisi su vampiri e tecnica cinematografica non metta in secondo piano la storia dell'amore innocente che nasce tra i due giovani protagonisti che rappresenta la grande forza e novità del film provocando un'infinità di emozioni a dispetto del ritmo lento, dei pochi dialoghi e della limitata azione.

let6let21







Gesti banali assumono per Oskar un'importanza estrema (un piccolo dono, un messaggio tramite alfabeto morse... qualcuno lo ha chiamato alfabeto a morsi)  mentre Eli accetta e vive questo amore come un'esperienza mai provata pur nella sua secolare esistenza. Il loro bisogno di uno per l'altro è reciproco. Eppure il finale rivela la triste tragedia che accompagna un'esistenza vampiresca: il vecchio Harkan forse 50 anni prima era come Oskar, un ragazzo che aveva trovato la sua ragione di vita in un mostro e che ha speso poi tutta la sua vita per nutrirlo e tenerlo al sicuro in nome di un amore grandissimo e impossibile...tutto questo per finire poi rimpiazzato da un altro che non aveva niente da perdere ma tutto da guadagnare da quest' amicizia; Oskar dice a Eli che le vorrebbe bene anche se non fosse una ragazza e così è...il futuro vedrà Oskar invecchiare ed Eli rimanere bambina fino alla loro inevitabile separazione causa morte di uno dei due a meno che Oskar si facesse mordere... ma in questo caso chi si prenderebbe cura dei loro corpi ancora troppo bambini nelle ore giornaliere quando la luce del sole sarebbe loro fatale?

let19Il film si chiude così: sia lieto sia triste, aperto a qualsiasi interpretazione gli si voglia dare: una dolce parabola sulla tolleranza di ciò che è diverso da noi e di ciò che si è, una triste storia d'amore che conduce alla morte, una cupa storia di vampiri e assassini.

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postato da: RabidRats alle ore 01:36 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: --gffiii5, lat den ratte, >alfredson
mercoledì, 11 marzo 2009

GffIII/5 - 4 mosche di velluto grigio (lord P. Pain)

Terzo e ultimo giallo della famosa trilogia degli animali di Dario Argento, 4 mosche di velluto grigio riprende le tematiche dei suoi predecessori(uccello e gatto) e apre le porte a quella sfumatura onirica e soprannaturale che diverrà il tratto fondamentale della produzione argentea.

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La trama: Protagonista è Roberto Tobias, anzi Tobaias un fricchettone abbastanza figo sposato  con mimsy farmer ma solo per i soldi. Si trova invischiato in una sorta di complotto credendo di aver ucciso un uomo ed essere stato fotografato da una marionetta che comincia a perseguitarlo senza però ricattarlo(primo grosso indizio). Le continue persecuzioni spingono Tobaias prima a rivolgersi a Dio(mede), un irsuto clochard magistralmente interpretato da Carlo Pedersoli, poi ad assumere un investigatore privato dell’interesse per la puzzazza. Egli è difatti un frocio.

4mosche3
Nel frattempo si ripete un incubo (noiosetto) di una decapitazione tipicamente araba. Tobaias,smarrito e spaventato,decide che il modo migliore per risolvere la situazione è bombarsi la cugina della moglie, la fighissima dalia, suscitando ammirazione da parte del pubblico.
Nel frattempo muoiono la governante impicciona, l’uomo assassinato che in realtà non era morto e l’ingaystigatore Arrosio, che ha risolto per la prima volta nella sua vita un caso( o almeno così dice prima di morire in un cesso). Dopo averci mostrato un collezione di gonnelline muore tristemente anche Dalia,anche se non sembra aver scoperto nulla (indizio). Finalmente entra in scena la polizia che si inventa la trovata della fotografia alla retina per svelare il volto dell’aggressore (sottolineo che questa teoria è assolutamente non realizzabile dalla scienza odierna). L’immagine è di quattro mosche e viene messa sul velluto grigio. Una volta spiegato il titolo tutto appare più chiaro(beh quasi).L’immagine della mosca è la riproduzione di un ciondolo dell’assassino che è…ormai l’avrete capito tutti quindi non faccio spoiler. Lo scontro finale con l’assassino si materializza in un ottima sequenza in cui alla fine Tobaias viene salvato da Dio(mede) e l’assassino viene decapitato scontrandosi con un camion(??)
Un film macchinoso,non certo il migliore a livello di sceneggiatura e ritmo,ma che ha un suo perché,oserei definirlo particolare. Ci sono scene assolutamente inutili(la visita alle pompe funebri?),manca la componente di sangue tipica di Argento ma c’è comunque una bella rappresentazione del periodo storico che stava per iniziare:i favolosi anni 70.

k
Se molto blande appaiono le motivazioni (l’assassino uccide perché Tobaias assomiglia a suo padre, la scena di decapitazione è un presagio della morte dell’assassino),molto buona è invece la realizzazione,con un Argento in grande spolvero. Il ralenty finale girato con una tecnica particolare e innovativa per l’epoca (Argento utilizzò un prototipo tedesco per realizzarla) è veramente molto bello e innalza la qualità del film, la cui macchinosità aveva intorpidito gli astanti.
Bravi anche gli attori, su tutti il già citato Pedersoli e dalia,che ricorderemo per le sue coscette e perché all’epoca era la moglie del baffo più famoso e inguardabile dell’horror, Donald Sutherland
Ah, l’assassino è la moglie di Tobaias.

postato da: LordPain alle ore 14:47 | link | commenti (9) | commenti (9)
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lunedì, 09 marzo 2009

Il bosco 1 (Review by RabidRats)

Credevamo fosse solo un mito: un film che fosse uscito con il numero uno dopo il titolo, presagio di una lunga serie di film sullo stesso tema, ma che non avesse mai avuto un 2 o un 3...e invece esiste davvero:
deriso e invocato fin dalla prima notte del GFF è giunto a noi finalmente...

bosco5Traduzioni e numerazioni di titoli hanno spesso offerto risultati esilaranti (basta pensare a "La casa": c'è la casa, la casa 2, ci sono due "la casa 3", la casa 4, la casa 5 e la casa 7 saltando la casa 6) ma questo è un caso davvero unico, anzi UNO

bosco6Non del tutto casuale questo accenno a "La casa" di cui il bosco è un chiaro tentativo di omaggio o plagio, sia per la trama essenziale: quattro/5 persone nelle grinfie di un potere malvagio che si risveglia nel bosco (o nella casa) sia per una attenzione rivolta principalmente allo splatter e all'effetto speciale puramente artigianale sia per alcune tecniche di ripresa e movimenti di macchina, il più evidente: la soggettiva del male che avanza velocemente verso i protagonisti...il paragone non è neppure lontanamente immaginabile anche se entrambi i film riescono a divertire: la casa per la sua reale simpatia e la bellezza degli effetti speciali (premio oscar GFF a La casa 2) e bravura dei protagonisti, il bosco per il contrario di tutto questo.
Tremenda la coppia di attori: Coralina Cataldi Tassoni

bosco12è una giovine inglese o americana che ci stordisce con un insopportabile finto accento inglese che tra l'altro molto spesso dimentica di fare: lui, Diego Ribon

bosco4è il fidanzato della ragazza; dopo una vacanza a Venezia (basta!) raccontata solo tramite foto durante i titoli di testa decide di portarla sulle Alpi a fare trekking pei boschi uno. Due incontri segnano la loro gita: quello con una ragazza misteriosa (già vista da noi nel bel prologo del film) e con un narratore di storie horror che parla solo tramite una macchinetta che gli conferisce una voce elettronica tipo Stranges, il vocalist dei Gemelli Diversi: cost' ultimo racconta una storia macàbra che si inserisce nel film come una storia a sè stante dacche non avrà nulla a che fare con quanto segue; trattasi in realtà di un cortometraggio girato precedentemente da Marfori e che ha voluto inserire nel film dato che nessuno lo aveva visto prima

bosco8bosco18













L'assurdità del racconto è grande ma è il momento di maggiore originalità di tutto il film.

Entriamo così nel clou del film: la coppia va nei boschi, ritrova la ragazza che li porta nella sua baracca; ci vanno ma poi l'inglese lascia i due da soli e lei seduce il fidanzato con la sua apertura di gambe e con della polverina bianca: il male si scatena senza motivo e senza risparmaire niente e nessuno: zombi, streghe, alberi vivi e malvagi...il bosco uno è maledetto e di notte il male prende vita.

bosco2E' un tipo di horror che adoro quello in cui il male è protagonista assoluto, arriva e colpisce senza ragione e senza perder tempo, mi viene in mente proprio Inferno di Dario Argento oltre che La casa, ma lì il male era provocato dalla lettura del Nekronomikon qui è talmente immotivato e spietato da far davvero paura poichè i protagonisti sono condannati a morire senza una ragione (se non consideriamo la loro stupidità come una colpa)

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Ha quindi inizio una catena di effetti speciali, spargimenti di sangue, zuffe con i mostri e con gli zombie che non brillano per qualità ma risultano ugualmente efficaci e divertenti, follemente anni 80.
Non perderò tempo a pasare in rassegna le assurdità dei dialoghi e dei comportamenti dei protagonisti e neanche la facilità con cui i protagonisti avrebbero potuto salvarsi o i mostri avrebbero potuto ucciderli se avessero usato minimamente il cervello...nei test di Facebook è facile risultare supereroe in "Quanto sopravviveresti in un film horror?" ma ad essere davvero in una situazione simile come ci comporteremmo?

Il bosco 1 è un film di serie Z, a differenza del solito ragionamento con cui valuto un film: si parte da 6 e si scende quando si incontrano delle forti negatività, qui ho fatto il contrario: si parte da 1 e si sale quando incontravo delle positività...la scalata verso il 6 purtroppo si è fermata...

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categorie: bosco 1, >marfori
sabato, 07 marzo 2009

GFFIII5 - Terrore dallo Spazio Profondo (Batzu)

Ecco la recensione del visionato film di Philip Kaufman interpretato da Sutherland, TERRORE DALLO SPAZIO PROFONDO, mitico remake del già mitico L'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI.
TERRORE 3
Donald Sutherland è Mattew (o Matiu), un ispettore della sanità che fa la sua prima apparizione trovando sterco di topo nella zuppa preparata in un noto ristorante. Egli è amico di Elizabeth,  affascinante donzella fidanzata con Geoffrey. Egli perde un po' di tempo tra strani poeti e mangiate all'aperto disturbato però dai racconti paranoici di Elizabeth, la quale continua a dirgli che il moroso  non è più lui, che ha qualcosa che non va proprio. Matiu tenta di tranquillizzarla facendole provare a fare strani movimenti con gli occhi e affermando che, dato che ci riesce, non è pazza, ma alla fine deve ammettere che quelche problema c'è. Anche altri gli dicono che hanno lo stesso problema: in particolare un cinese che ha qualche dubbio su sua moglie. Alla fine, nel centro benessere di un'altra amica, Matiu scopre un cadavere coperto di strani filamenti. Sa che in fondo è lui che è chiamato a risolvere il caso. Intanto uno psicologo pazzo tenta di dare spiegazioni stupide all'intera faccenda ma francamente è tutt'altro che convincente. Tra corpi baccellati e strani suoni si arriva così a capire cosa accade: dei vegetali alieni formano tramite baccelli delle "copie" delle persone che si addormentano e le sostituiscono lasciando però nel clone i sentimenti dell'originale. Quando Matiu comprende, è già tardi: gli unici rimasti normali sono lui e Elizabeth (poi si scoprirà anche l'amica del centro benessere). I due lottano per la sopravvivenza ma lei si addormenta e...
TERRORE 1

Il film ripropone la trama dell'Invasione degli Ultracorpi, film di Don Siegel risalente al 1956 che già fu visionato. Per questo motivo, chi già amò quel film è probabile che provi lo stesso sentimento per questo, chi lo disprezzò, farà lo stesso per TERRORE. La storia si riempie tuttavia di personaggi nuovi: il film è il remake del vecchio lungometraggio ma i protagonisti sono differenti e anche alcune situazioni e i baccelli, resi con effetti speciali ovviamente più avanzati e dotati di suoni e urli allorchè si forma il clone. Sutherland interpreta splendidamente il ruolo che gli spetta, avendo l'aspetto di uno un po' tonto ma che capisce e agisce. L'atmosfera è ben resa. Ci sono parti comiche, come quando Matiu dice: "Andiamo a mangiare fuori?" e tutti pensano che intenda al ristorante ma in realtà vuole uscire in giardino, che sdrammatizzano un po' la situazione. le musiche sono belle e messe nei punti giusti,e  spesso non ci sono proprio in alcune scene. Mi è piaciuto il fatto che in questo remake si spieghino cose che nell'originale erano lasciate all'interpretazione personale: era nata infatti una viva discussione su un punto, cioè se i baccelli sostituissero in toto la persona facendola sparire (e quindi uccidendola, perchè non è la stessa cosa sostituire una persona e prendere possesso della sua mente) o se la svuotassero dei sentimenti ma  essa rimanesse in vita. Alle molte risposte non soddisfacenti che si erano trovate, il film mette fine spiegando che avviene la sostituzione ma il cervello è uguale. Mha... Bello il finale con effetto sorpresa, effetto reso più forte in chi ricorda il finale  di L'INVASIONE e si aspetta che sia così anche per TERRORE. Credo che il film avrà ciò che merita nella classifica finale (e ognuno interpreti come vuole).
TERRORE 2
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martedì, 03 marzo 2009

Gff III/5 The Eye 2 (Pain)

Dopo il meritato successo di the Eye, film di indiscutibile valore, i fratelli Pang promisero di restare su questo livello con il film successivo, nientepopodimeno che..

THE EYE 2

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Purtroppo come spesso accade le promesse non vengono mantenute. The eye 2 è la storia di una figa di Honk Hong, anzi di una gran figa di honk hong capace di sedurre gli spettatori col le sue labbrone,ma totalmente instupidita dal suo essere donna da non cogliere i messaggi che il suo eye 2 gli fa giungere. Joey (Shu Qi,la cui carriera comincia con softcore e film erotici) è una tipa non tanto a posto,le cose non vanno bene col suo ganzo e invece di parlargli tenta subito il suicidio. Fallisce miseramente, quasi volutamente. Dopodichè comincia a vedere i fantasmi..questi fantasmi non fanno in fondo nulla di male tranne una donnetta che è un pochino più invadente nei confronti di joey(o meglio Jo Ey). Dopo non molti eventi significativi Jo ey si renderà conto che questi fantasmi si aggirano intorno alle donne incinte per entrare nella loro baggiana e formare il nascituro a loro immagine e somiglianza..Sconvolta dal fatto, subito jo ey tenta ridicolmente il suicidio di nuovo(ma è possibile che debba sempre essere l’unica soluzione asiatica?)con un doppio carpiato dalla sua stanza d’ospedale. Il fantasma però non le permette di morire perché il suo destino e liberazione è la reincarnazione nel nuovo nato/a..Jo ey capisce così(e l’avrebbe capito prima se l’avesse chiesto) che i fantasmi non sono lesivi per i bambini ma ne daranno l’impronta futura..sono infatti le anime dei nonni, zii,persone legate al nascituro la cui anima non ha ancora trovato pace in attesa della reincarnazione..un po meno sensato il fantasma che perseguita Jo ey, che è la moglie del suo ragazzo suicidatasi(tanto per cambiare) appena scoperto che il marito risponde alle telefonate di altra gente…Alè.
Film che  c’entra poco col suo predecessore, non è né copia né sequel, e questo è un male. Al di là dell’impari paragone con the Eye il film non è malaccio, tenuto in piedi soprattutto dalla già citata Shu Qi, che è in fondo la cosa che ci ricorderemo di più..anzi, è l’unica cosa che ancora mi ricordo…
Un po di foto per ravvivare la memoria.

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lunedì, 02 marzo 2009

GFFIII5 - The toxic avenger (Review by Rabid)

toxic The toxic avenger è il film più famoso e rappresentativo della Troma Productions, casa di prduzione statunitense che ha prodotto e distribuito diversi film di genere horror-demenziale caratterizzati dal cattivo gusto e dall'elevata componente trash; film stupidi ma divertenti spesso con budget minimi e addetti ai lavori impediti ma ogni tanto con qualche soldo da spendere per fare qualcosa di buono all'interno di film volutamente di basso livello, come in questo caso.

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Trucco ed effetti speciali in The toxic Avenger sono il fiore all'occhiello, la ciliegia sulla torta, la punta di diamante: si veda il trucco del mostro (che ci viene mostrato in volto solo a metà film dopo che a lungo lo abbiamo visto combattere di spalle), l'uomo infuocato, lo splatter efficace, le morti originali e divertenti e gli spettacolari inseguimenti e capottamenti di automobil
i. E non è tutto: assai alta ed elevata è la presenza di nudo e belle donne, divertenti i dialoghi e alcune gags, il tutto in una storia divertente e ben raccontata che dopo questa significativa foto mi appresto a raccontare:

Toxicavengerf10Melvin è un bifolco di una cittadina chiamata Tromaville; lavora in una palestra come spazzino e lavapavimenti ed è deriso da tutti e tutte per i suoi difetti e la sua babbaggine, come se non bastasse si attira l'ira di tutti con la sua goffaggine e disattenzione; i ragazzotti pensano di fargli uno scherzone: una stangona lo seduce e lo convince a vestirsi da ballerina con completo rosa e poi lo porta in uno stanzino buio dove però c'è tutta la compagine pronto a sfotterlo. Egli accerchiato e deriso si butta giù dalla finestra finendo dentro un fusto di sostanze tossiche deposto su un camion parcheggiato lì sotto: inizia la sua mutazione: un uomo lo tocca e prende fuoco.

Toxicavengerf1Melvin diventa il vendicatore tossico: acquisisce una statura e una forza eccezionale che sfrutta per vendetta nei confronti di chi lo sfotteva ma anche per difendere gli indifesi; salva un poliziotto irlandese, padre di famiglia numerosa, dalle angherie della teppa locale capitanata da Faccia di Sigaro, difende vecchi e bambini, bersagli preferiti da un gruppo di ragazzi che gioca a prendere sotto i passanti con la propria macchina (bambini, vecchi, italiani, ebrei: ogni categoria ha un suo punteggio) e durante un tentativo di rapina e stupro interviene a salvare una bella ragazza cieca che, non vedendo le sue orribili sembianze, se ne innamora; assistiamo quindi al loro idillio amoroso finchè The toxic avenger scopre di avere un problema: uccidere è diventata una cosa istintiva che non riesce a controllare e teme di poter far del male alla donna che ama; la città che lo acclamava come un eroe ora gli da la caccia, interviene l'esercito e il sindaco corrotto di Tromaville vuole la sua testa.

Toxicavengerf9Non aggiungerò altro alla trama. Come dicevo la storia è molto piacevole: divertente ma anche ben costruita con personaggi ben caratterizzati (il mostro e la ragazza) e gli altri demenziali e divertenti al punto giusto: non mancano i "tipi" per eccellenza: i negus, la teppa, le puttane, il sindaco corrotto, il poliziotto nazista, Ben Duro, il babbo, il professor Merdon e la massa che diventa protagonista nel finale; simpatiche citazioni a Elephant man di David Lynch e omaggi a David Bowie prima dell'elemento che caratterizza e da pregio a questo strano film ,vale a dire i riassuntoni: a 40/45 minuti da inizio film e poi ancora nel finale partono dei lunghi riassunti del film con le immagini più significative di quanto visto fino ad allora montate alternate alle scene del presente (l'idillio amoroso e il finale) e accompagnate da una bella canzone puramente anni 80 che finisce e ricomincia; forse lunghi ma ben fatti e ben inseriti nel racconto (ci fanno poi rivedere le scene migliori quindi ancora più positive).

Toxicavengerf2Mi scuso per le foto di bassa qualità e di scarso interesse, anche questa qui sopra non è molto bella ma avevo solo queste non avendo salvato il film:se avessi potuto estrapolare mi sarei concentrato su due scene: min.55: scena dell'Hula Hop (mostro e ragazza ondeggiano le anche per far girare il cerchio di plastica) e *scena hot: nello spogliatoio femminile la bionda toglie il costume bianco: poppe perfette! *sauna accesa e poi SBAM! Fuori le pere e inizia il pastrugnamento! Arriva Toxic. Chiappe alla brace, oltre che a ricordare alcune morti ben fatte e originali e alcuni dei combattimenti demenziali tra Toxic e i teppisti; le gags spesso sfociano nel piattume e nella banalità più vergognosa specialmente quelle che si straniano dal contesto orrorifico (Toxic prende un sacco di colpi accidentali ai gioielli di famiglia, la cicciona che dice "tirami il dito!" e altre frivolezze tipo quelle che vediamo sulla tv italiana)

Toxicavengerf7Nel complesso credo che nel bene e nel male The Toxic Avenger era un film che andava visto: ideale per un'allegra serata in compagnia senza l'obbligo assoluto dell'attenzione ad ogni costo (tanto ci sono i riassunti) e in grado di divertire senza mai stancare; complimenti quindi a Kaufman e alla Troma! esistono due sequel del film: the toxic avenger 2 e 3 entrambi del 1989

postato da: RabidRats alle ore 23:48 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: toxic avenger, >kaufman