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domenica, 22 febbraio 2009

GFFIII5 - Zombie: il Cervello dei Morti Viventi (Batzu)

RECensisco con gioia il film dal titolo "Zombie: il Cervello dei Morti Viventi", o "Nothing But The Night", che dir si voglia, diretto dal grande Peter Sasdy nel favoloso anno 1972.

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Strani casi di omicidi che parrebbero suicidi mobilitano poliziotti e medici. L'ultimo di questi, il "suicidio" di un autista che si brucia il volto mentre guida un pullman di ragazzini causando un incidente, lascia viva solo una ragazzina, che pare essere impazzita e ricordare un altro incendio nel quale aveva trovato la morte il suo "amore". La madre della ragazzina, Anna Harb, è un' ex prostituta e assassina che, preoccupata per la figlia, la quale le era stata tolta, la rivuole indietro. Nessuno però vuole dargliela, e del resto la bimba stessa non vuole tornare da lei, che le suscita terrore. Ella cerca dunque in tutti i modi di riprendersi ciò che cosidera suo. La morte del medico che seguiva la bimba, ucciso da una spilla a forma di stella, fa ricadere i sospetti su Anna, che fugge nelle vicinanze dell'orfanotrofio, dove nel frattempo è stata riportata la figlia, allo scopo di cogliere in fallo i sorveglianti. La polizia la bracca. Tutti si interrogano su chi e perchè continui a uccidere, anche perchè viene ritrovato un bimbo ucciso con incisa sulla fronte una stella. Si arriva così rapidamente alla fine, nella quale si spiega tutto ricollegando un minimo la trama al titolo italiano.nuttinbutdanight

Il film suscitò in me, ma credo a tutti, l'aspettativa che ci sarebbe stato qualche pazzo nel film che scambiava cervelli a morti viventi o a zombie riportati da lui in vita, motivo esemplare dell'horror. Ci si aspettava insomma di vedere immagini tipo questa:
zombie 3
Niente di più sbagliato. Il film sembra un giallo per tre quarti, per poi svelare di colpo e senza un'adeguata preparazione un finale horror-scientifico. La trama risulta così alquanto strana e di difficile coerenza... Tuttavia forse il regista si accorge verso la fine di dover immettere un colpo di scena che faccia rivalutare il film, abbastanza noioso fino ad allora, e così introduce un finale a sorpresa che in effetti raggiunge questo obiettivo. Per il resto, attori famosi e belle recitazioni danno una alta qualità al lungometraggio. Carine le musiche, eccetto le odiose canzoncine fanciullesche. Finale bello e molto shockante, anche per la scena finale con per protagonisti bimbi.  
postato da: batzubaster alle ore 10:36 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: >sasdy, --gffiii5, zombie il cervello
sabato, 21 febbraio 2009

GFFIII5 - Il mulino delle donne di pietra (Rabid)

Demon Death era disperso per la penisola ma due simpatiche presenze lo hanno rimpiazzato nel migliore dei modi, anche se l'originale è insostituibile; El Awrence ed il nostro Fuhrer, quest'ultimo in particolare si è sbizzarrito nella compilazione del fogliazzo da cui prenderò spunto per la RECensione de:

vlcsnap-3476521Che inizio:-Scusi dove abita il professor Wahl? Il professor Wahl? So che abita qui vicino in mulino..
                   -AHH! Venite! (Parte una nota acuta tenebrosa spettacolare che diventa poi un tuono assordante).

Cittadina olandese di Veeze: il giovane Hans giunge ad un mulino gestito dal professore d'arte Gregorius:

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Si celebra in questi giorni il centenario del mulino che ha la particolarità di ospitare un simpatico carillon azionato da carrucole ed ingranaggi sul quale ruotano delle statue raffiguranti delle donne della storia tutte morte di morte violenta o assassine.

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Hans deve fare studi su sta roba, inizia a studiare invece la filgia di Gregorius: Elfie che lo seduce col suo fascino, ma egli ha una fidanzata: Liselotte che egli vuole tenersi stretto dopo la scappatella

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Il dottore del mulino che ha il compito di curare Elfie da una malattia grave impone ad Hans, insieme a Gregorius, di non vedere più la figlia...egli vorrebbe farlo ma lei è decisamente innamorata quindi il dottore gli somministra una droga che gli fa avere terribili visioni: egli decide di andarsene ma qualcosa gli sfugge e ne parla con l'amico Ralf che, improvvisandosi Sherlock Holmes con tanto di pipa e cappello, convince l'amico ritornare al mulino anche perchè Liselotte non si trova più

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Se consideriamo la storia dell'horror in Italia abbiamo
 L'inferno di Giuseppe Berardi
L'inferno
di Giuseppe De Liguoro
Satana - Il dramma dell'umanità
(1912) di Luigi Maggi
Rapsodia satanica
(1915) di Nino Oxilia
Kalida'a, la storia di una mummia
(1917) di Augusto Genina
Il mostro di Frankenstein
(1920) di Eugenio Testa
Satanica
(1923) di Gemma Bellincioni Stagno
Maciste all'inferno
(1925) di Guido Brignone

risalenti all'epoca del muto; poi si salta a fine anni 50 con i due film di Riccardo Freda : I vampiri (1957) e Caltiki: il mostro immortale (1959) fino ad arrivare al 1960 e a Il mulino delle donne di pietra, uscito qualche mese prima de "La maschera del demonio" di Mario Bava...visto sotto questo aspetto il film acquista grande valore; escludendo la storicizzazione siamo di fronte ad un racconto gotico di pregevole fattura, forse un pò prevedibile e lento in certi momenti, ma costruito in maniera ottima con una cura per i dettagli davvero encomiabile: il film è candidato agli oscar nelle categorie: migliori costumi, miglior arredamento, miglior mulino, migliori cappelli, miglior ragionamento logico oltre che miglior attore non protagonista a Marco Guglielmi, Ralf che ha regalato a metà film un memorabile momento di spasso per le sue elucubrazioni e sottili ragionamenti:

vlcsnap-3478843Altri momenti mitici del film: la balera iniziale con una tipica ballata olandese, la scena d'amore. Hans che capisce di amare Liselotte subito dopo averla tradita,i corpetti delle ragazze, la strana scena dell'avvelenamento da droga, resa da un cambio di luce che rende pallidissimo il protagonista, Gregorius che grida "La morte!" con uno sbalzo di volume accompagnato da un tuono fragoroso; così così le uccisioni, tematica del laboratorio/immortalità è già vista e sfruttata ma ricordiamoci sempre che questo è uno dei primissimi horror italiani.

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Dal fogliazzo: Canzoni antisemite di Pain, Bazzu agita le gambe, Elfie non lo conosce neanche da un minuto e già lo deve vedere, minuto 39: tutti se ne vanno stufi del film, Elena dorme!, Piccolo levriero italiano, Hans:"Mi avete fatto giurare di mai più parlare di elfi!",Bazzu guarda l'orologio, Tuono: Bazzu si sveglia poi torna a dormire.

Insomma una visione importante e divertente, pregevole e caratterizzata dalla giusta noia di ciò che è un pò vecchiotto, Ferroni ha fatto davvero un ottimo lavoro, la trama non è delle più elettrizzanti: Commento del Fuhrer: un film pietrificante per Bazzu, un film petificante per Pain, sostituitosi a El Awrence che doveva passare in serata  il Sinai

Citazione: -Io non ti amo!
                   - Fa nulla! Lasciati amare!
postato da: RabidRats alle ore 01:21 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: --gffiii5, mulino donne pietra, >ferroni
martedì, 17 febbraio 2009

FCIII4 - La fontana della vergine (Rabid)

vlcsnap-14415176Che lingua spettacolare lo svedese che in un'unica parola dice quello che in italiano dobbiamo dire con quattro; Jungfrukallan è il titolo originale di questo film del 1960 di Ingmar Bergman, regista di gran prestigio scomparso il 30 Luglio 2007 dopo che il GFF un paio di mesi prima gli aveva reso l'ultimo grande omaggio con la visione del Settimo Sigillo, primo ed unico film con media voto 6/6. In quell'occasione fu proprio DemonDeath a proporre una visione celebrativa in memoria dell'uomo e consigliò la fontana della vergine.
E' passato un pò da quando l'ho veduto e quindi spero che la mia recensione non sia incompleta.Fissiamo le coordinate storiche: ci troviamo nella Svezia medievale
Direi, se siete d'accordo di conoscere i protagonisti, di questo film:

vlcsnap-14419235Tore,il grande Max von Sydow, nobile di sangue e d'animo, che vive in aperta campagna vivendo dell'attività della sua fattoria con la sua famiglia composta da:

vlcsnap-14415871Mareta, la bella moglie, fedele a Dio ma timorosa del demonio, di cui a differenza del marito parla in continuazione per proteggere la figlia dai pericoli del mondo.

vlcsnap-14417281La figlia appunto, Karin, giovane e bella, corteggiata dai pastori di tutta la vicina comunità; spensierata e speranzosa in un futuro radioso quando cioè potrà essere sposata e avere un figlio.

vlcsnap-14415717Ma è con lei che la storia ha inizio: Ingeri, la bastarda, la figlia di nessuno, accolta in casa dal buon Tore che ripaga la sua gentilezza con i lavori domestici aiutando anche una vecchia signora che la rimprovera di continuo; ella è rimasta incinta in seguito ad una violenza ed è ora in procinto di partorire.
La vediamo però pregare divinità pagane e compiere uno scherzo di cattivo gusto, invidiosa della verginità fanciullesca di Karin; ella mette un rospo nel pane che la ragazza deve portare al prete che predica nella chiesa di legno alidlà del bosco. Karin che ha passato la notte a ballare ad una festa con chiunque le chiedesse quest'onore ritarda per la preghiera del mattutino e parte quindi per la funzione pomeridiana tanto, come è già successo in precedenza, il prete nel caso faccia buio presto la ospita volentieri per la notte; Karin parte e porta con sè Ingeri, la quale spaventata dal bosco e avvertendo un pericolo propone alla biondina di tornare indietro; la bionda va avanti, la bruna,appesantita dal figlio che porta in grembo, si ferma nella baracca di un vecchio. Questi è un praticante di riti esoterici al dio Odino, lo stesso dio invocato la mattina da Ingeri; le dice che lui tutto sente, tutto sa, tutto vede e vuole insegnare queste pratiche anche a Ingeri che tra l'altro sente qualcosa: il cavalcare di tre spettri; il vecchio vorrebbe mettere dentro anche a lei questa forza ma ella rifiuta e scappa.

vlcsnap-14417433Karin intanto ha incontrato tre pastori, orfani dei genitori, uno è ancora infante, l'altro è muto per aver avuto la lingua tagliata, il terzo è la voce dei tre e convince la fanciulla a condividere con loro il pane che ha nella cesta. Mangia, parla, scherza, il muto inizia a farle complimenti che il fratello traduce come riesce; l'escalation di apprezzamenti degenera in violenza; il corpo della sognatrice viene violato sotto gli occhi di Ingeri che non riesce ad intervenire in sua difesa; come se non bastasse essi la uccidono e la derubano; inizia a nevicare e il freddo li porta a cercare rifugio proprio nella casa di Tore che li accoglierà alla sua tavola e offrirà loro un posto caldo dove dormire; il bambino però ancora scioccato dal rospo uscito dal pane e dalla violenza che ha visto compiere rifiuta il cibo e di parlare con i suoi ospiti.

vlcsnap-14417651Mi ero scordato di questo simpatico personaggio: un gendarme fuggito dall'esercito e ritiratosi in campagna dove lavora per il padrone di casa Tore; egli inoltre esercita la professione di filosofo e conosce il mondo più di ogni altro; gli basta uno sguardo al bambino per comprendere che cosa egli abbia visto; con una storia spaventosa tenta di fargli confessare facendogli capire che Dio è compassionevole e perdona...invano.Sembra avere anche delle tendenze pedofile.
Il ritorno a casa di Ingeri conferma i cattivi pensieri della madre; ella racconta tutto quel che è successo; Tore prepara a sangue freddo la sua vendetta:

vlcsnap-14418040Abbatte un albero a mani nude, un germoglio della Terra, distrutto come la vita di sua figlia

vlcsnap-14418146Si fa un bagno purificatore e si profuma con i rami odorosi dell'albero abbattuto

vlcsnap-14418452pestandoseli addosso come si stesse flagellando, poi esercita la sua vendetta senza risparmiare alcuno.

Grande film, ineccepibile sotto ogni aspetto; apre meno interrogativi rispetto al settimo sigillo ma affronta parimenti temi religiosi, storici, umani; non avendo difetti da segnalare mi fermo qui, i pregi li potrete vedere e salteranno agli occhi anche a voi. Un bellissimo finale con Tore che si inginocchia e parla con Dio, meriterebbe un file video e non una semplice foto:

vlcsnap-14418744ne riporterò allora la citazione:" Ma tu vedi? Dio, tu vedi? Vedi la morte di un'innocente? Vedi la mia vendetta? E non l'hai impedito? IO non ti capisco...io non ti capisco...eppure adesso chiedo il tuo perdono! Non conosco altro mezzo per conciliarmi con queste mie mani, non conosco altro modo per vivere. Ti faccio voto, o Signore, qui sul corpo di questa mia unica figlia, ti faccio voto in penitenza del mio peccato di edificare qui una chiesa. Qui la costruirò, di calce e di pietra; e con queste mie mani"

Cinguettio di uccelli, acqua che scorre. Altro capolavoro di Bergman!
postato da: RabidRats alle ore 21:51 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: >bergman, --gffiii4, fontana della vergine
domenica, 08 febbraio 2009

GFFIII - 5a edizione

Demon Death presenta:

- La casa del diavolo  ( Rob Zombie, USA 2005 )

- Zombie: il cervello dei morti viventi  ( Peter Sasdy, INGHILTERRA 1972 )

- Il mulino delle donne di pietra  ( Giorgio Ferroni, ITALIA 1960 )

Lord Pain presenta:
-
The eye 2 ( Oxide Pan Chung, HONK KONG 2004 )

- The toxic avenger ( Michael Herz, Lloyd Kaufman, USA 1984)

- Il bosco 1 ( Andrea Marfori, ITALIA 1988 )

- Terrore dallo spazio profondo ( Philip Kaufman, USA 1978 )

- Quattro mosche di velluto grigio  ( Dario Argento, ITALIA 1971 )

 Rabid Rats presenta:
- Lat den Ratte komma in  ( Tomas Alfredson, SVEZIA  2008 )


Fuori concorso: A snake of June, Shinja Tsukamoto, GIAPPONE 2002

 

postato da: RabidRats alle ore 23:27 | link | commenti (213) | commenti (213)
categorie: --gffiii5
domenica, 08 febbraio 2009

Classifica Ghisoni Film Festival III 4a edizione

1° 4,30 - Chi l'ha vista morire? (Lado)

[Guadagna la qualificazione per i Masters of Ghisoni]

2° 4,25 - Macabro (Bava)
3° 4,08 - Creep il chirurgo (Smith)
4° 3,83 - Ilsa la belva delle SS (Edmonds)
5° 3,80 - Killer pussy sexual parasite (Nakano)
6° 3,70 - Cello (Lee)
7° 3,50 - Hardware. I robot non muoiono mai (Stanley)
8° 3,30 - Paganini Horror (Cozzi)
9° 3,25 - Subconscious Cruelty (Hussain)

Fc - La fontana della vergine

postato da: RabidRats alle ore 23:15 | link | commenti (11) | commenti (11)
categorie: - classifica, --gffiii4
domenica, 08 febbraio 2009

Chi l'ha vista morire? (review by RabidRats)

L'edizione GFFIII4 si è conclusa con la visione di...


vlcsnap-9958417del regista italiano

vlcsnap-9958998interessante nome anagrammabile che spero risentiremo in futuro con altri suoi film ad esempio: Malastrana (La corta notte delle bambole di vetro) e L'ultimo treno della notte.
Per ora ci accontentiamo di questo thriller del 1972 ambientato a Venezia salvo l'incipit che si svolge in una Francia innevata dove assistiamo all'omicidio di una bambina dai capelli rossi, una certa Marchesini.
Di botto partono dei titoli di testa bellissimi che ci presentano il dossier della polizia su questo caso di infanticidio sfogliato dall'ultima alla prima pagina, arrivati alla copertina del fascicolo leggiamo che il caso è stato archiviato. L'assassino è ancora in giro e attraverso una sua soggettiva velata dal velo del suo travestimento scopriamo che ha puntato una nuova ragazzina dai capelli rossi che si trova a Venezia: Roberta serpieri (Nicoletta Elmi), una dolce bambina con le lentiggini e gli occhi verdi, eccola qui:

vlcsnap-9961184Il padre "l'ha lasciata a giocare con i bambini ed è andato a fottere" (cit.) è così il principale responsabile della sua scomparsa e, come si scoprirà dopo della sua morte; il suo corpicino violentato sarà ritrovato in un canale durante il mercato, in un'ottima scena che vogliamo ricordare così:


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Un'altra ottima scena, subito successiva, è il rapporto amoroso tra i genitori in lacrime con un Anita Strindberg glaciale mentre la macchina da presa passa sa uno sguardo all'altro; a parole l'idea non è resa bene come con una bella immagine

vlcsnap-9962096Il padre inizia così una caccia all'assassino che lo portano a trascurare il suo lavoro di artista presso il mecenate Serafian. Cerca e ricerca coglie la somiglianza del suo caso con quello precedentemente archiviato e scopre che i Marchesini sono una famiglia di Murano che fa i famosi vetri; essi non vogliono rivangare la vecchia tragedia, quindi Franco si rivolge all'avvocato che si occupò del caso: il Bonaiuti; una certa Ginevra, dai capelli, rossi che qui sotto potete vedere mentre si appresta a fare all'amore con il fidanzato Filippo

vlcsnap-9963312ha qualcosa che vuole dire a Franco, ma viene uccisa proprio mentre sta per rivelare l'arcano.
Le vicende si attorcigliano sempre di più e tutti i personaggi divengono sospettabili finchè il figlio di Ginevra (?) confida a Carlo una sua scoperta che vede i principali protagonisti della storia coinvolti in festini a base di sesso e droga; Ginevra, Filippo, Serafian e lo stesso avvocato, più un altro, probabilmente l'assassino, che però nel video si vede solo di spalle seduto su una poltrona mentre si buca.

La soluzione finale sarà alquanto gratuita, logica ma del tipo "qualunque altra cosa ci dicevi andava bene lo stesso".

Un film che è un mix di A Venezia...un dicembre rosso shocking (anche se precedente di un anno) e Mio Caro assassino, o meglio: un mix del peggio di A Venezia e Mio Carlo assassino; la vicenda poliziesca è esagerata, l'idea che tutti possano essere sospettabili porta a conseguenze al limite del possibile...ovunque ci sia qualcosa di sospetto in quel luogo ci sono tutti i sospettabili (cosa ci faceva Serafian in quella specie di palazzo in costruzione che qualcuno nel film chiama "mulino";inoltre con abili stratagemmi anche il buon amico viene fatto passatre per un sospettato.Mancano poi delle coordinate: l'unica tappa del peregrinare di Franco che abbia una logica nella sua ricerca è l'oratorio dove sa di incontrare un bambino con cui stava giocando Roberta prima di sparire, poi non ci viene detto perchè va in un posto piuttosto che in un altro ma casualmente arriva sempre al momento e al posto giusto. Le scene di sangue non sono troppo mostrate, le scazzottate o le zuffe non si riescono a prendere sul serio.

Da segnalare però una buona regia e una qualità delle immagini notevole, delle musiche veramente angoscianti di Ennio Morricone e una presenza gradevole di belle donne.
I primi 30 minuti sono ottimi con la bambina che spadroneggia tra i membri del cast, poi il tutto cala, la poesia fanciullesca si perde, l'interesse si concentra sul tentare di stare dietro a tutti i nomi di città e persone che vengono tirate in ballo (Caracas, Beirut, Francois, Elizabeth), ogni briciolo di emozione svanisce come una faccia del cubo di Rubik quando provi a farne un'altra.

vlcsnap-9963279Dopo questo breve intermezzo tiro le conclusioni: Chi l'ha vista morire è un buon film, la preview dell'anno scorso non ci aveva ingannati, ma quando diventa una vera e propria caccia all'assassino non funziona più: il pubblico non ha elementi nè la possibilità di partecipare e cercare di capire l'identità se non per tentativi: "E' l'avvocato!,No, muore, è Filippo! No! Dice che non è lui ma quell'altro! E' quell'altro! Si, ma chi?"
Se non offri al tuo pubblico la possibilità di indovinare non avrai mai la possibilità di coinvolgerlo tanto meno la possibilità di sorprenderlo con un colpo di scena; i thrilling migliori, quelli di Dario Argento per intenderci, sono tali proprio per questo.

Da segnalare l'allegra compagnia di bambini con cui la piccola Roberta gioca a girotondo: abbiamo il giovane DemonDeath con l'inseparabile cappello:

vlcsnap-9961159 Il giovane Bazzu:

vlcsnap-9961053Ciccio:

vlcsnap-9961136Destination Darkness:

vlcsnap-9960946Manfred:

vlcsnap-9961077e perfino la Tulli:

vlcsnap-9961016Venezia si conferma sempre più "città dell'orrore": ecco alcuni film horror ambientati a Venezia:
-Il mostro di Venezia (1968) di Dino Tavella
-Un sussurro nel buio (1976) di Marcello Aliprandi
-Solamente nero (1978) di Antonio Bido
-Nero Veneziano (1978) di Ugo Liberatore
-Giallo a Venezia (1979) di Mario Landi
-Nosferatu a Venezia (1988) di Augusto Caminito
-Un delitto poco comune (1988) di Ruggero Deodato
-Paganini Horror (1989) di Luigi Cozzi
-Terminator II (1990) di Bruno Mattei
-Rossa Venezia (2003) di Andreas Bethamm
-Squalo a Venezia (2008) di Danny Lerner
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categorie: --gffiii4, chi l ha vista, >lado
sabato, 07 febbraio 2009

Gff III/ 4 - Killer Pussy Sexual Parasite (Pain)

“osteria dall’uno al venti,se la figa avesse i denti,quanti cazzi all’ospedale,quante fighe in tribunale”..così diceva una nota canzone popolare, da cui ha preso spunto Takao Nakano il regista di questo film nipponico, dal titolo..

tn5KILLER PUSSY SEXUAL PARASITE
una storia di sangue e di fregna,con colpi di classe intrisi di tanta ignoranza,un misto di divertimento e insensatezza, un mixer  sparato di corsa per accontentare tutti i gusti, o forse nessuno.
La storia in breve..dei giapponesi in amazzonia si imbattono nel temibile insetto/animale/mostro Vagina Dentata. Esso è un essere che ama fare la sua casetta e passare la maggior parte del suo tempo nella figa. Come dargli torto.
Una volta incubatosi nella vagia di una esploratrice giappa sparisce e li rimane fino a che il cadavere della donna viene ritrovato da una gang di adolescenti spettacolari..questi 5 giovani buzzurri sono tutti personaggi da antologia. Il boss è Ichi,che si atteggia a capobranco oggetto degli appettiti sessuali delle donne, salvo rivelarsi un fifone succube della donnafobia. C’è Sergio, il classico sfigato con gli occhiali schiavizzato da tutti,guardone e imbranato che pero non lesina di estrarre il cazzo quando necessario..purtroppo per lui non sarà fortunato..c’è….Ryoko,(sakurako karu)..guardate che mina e che mine..le cui bombe vengono viste in tutte le inquadrature possibili),

tn2c’è Mari,(natsumi mitsu),bellissima col suo atteggiamento da studentessa e indimenticabile la sua fluffa nella scena della vasca, c’è Saki (sachika uchiyama),lesbica che non disdegna il fallo e la sua mise nera sexy da antologia. tn

Un trittico di erotismo di classe.
Questa adorabile accozzaglia di individui gira senza meta con  un camioncino per i boschi interessandosi solo di sesso alcool e j-rock and roll. finiscono senza meta in una costruzione abbandonata dove intavolano un festino ricco di nudità (ragazzi che pere). Il degenero non si arresta nemmeno quando viene trovato in un freezer il cadavere della archeologa, non si sa come rimasto li per vari anni..le giovani non se ne curano,dando più attenzione alla vasca da bagno mega,con un bel design moderno,dove poter andare a pasticciarsi la baggiana.
Ma proprio nella vasca Mari riceverà la visita dell’archeologa sorretta dal killer pussy che si farà una nuotatina tra una puzzazza e l’altra. Nel nuovo corpo dotato di poppe estreme il killer pussy si troverà benissimo e comincerà a nutrirsi (sergio e i suoi occhialoni saranno la prima vittima) e addirittura a riprodursi,con delle larvine simile a sanguisughe che escono dal canale vaginale materno per andare in uno più o meno illibato.La vagina dentata darà grandi poteri alle ragazze da essa possedute,tra cui la capacità di inchiodarsi al soffitto.

tn4 Il sosia di ichi e l’amichetto dell’archeologa,tra una trambata e l’altra ci lasciano le penne e il pene. Alla fine,sconfitto il killer pussy con l’elettricità(strepitosa citazione dell’effetto scossa elettrica azzurrino di Bava) l’ultima superstite trascinerà le sue stupende poppe enormi fuori dalla casa e riuscirà a farsi dare un passaggio da uno sconosciuto verso la salvezza..anche se tra le sue gambe ancora si annida qualcosa…tn6

Ragazzi che ciuccie. Ho sempre apprezzato le bellezze asian ma qui c’è del pregio vero..Nakano è un grande a mettere al meglio codeste pulzelle,dovrebbe mollare del tutto l’horror e darsi all’hard..diventerebbe il nuovo tinto brass.Al di là della sceneggiatura estrema il film ha il grosso difetto della censurina nella scena dura di sesso,come sempre accade in giappone,ed è un peccato rovinare un nudismo così ben fatto con queste stupide limitazioni.
Al di là di questo il film non verrà dimenticato presto..finalmente donne protagoniste che meritano questa nomea, le 3 fanciulle mi hanno davvero gasato,tanto che ho già rivisto i tratti salienti dell’opera.

tn3

postato da: LordPain alle ore 18:16 | link | commenti (7) | commenti (7)
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sabato, 07 febbraio 2009

GFFIII4 - Ilsa la belva delle SS (DemonDeath)

ilsa2ILSA! Titolazzo atteso dal 2007, la Belva.. ha incantato per mesi, promesse di violenza estrema, certezze di nudo e oscenità, annunci di film culto, presagi di vittoria, curiosità e devozione al nostro battesimo del genere NAZIPLOITATION. Troppo tempo abbiamo passato impazienti di aprirne file e tutti siamo andati immagino qua e la a sbignare cosa nascondesse quel nome austero ed enigmatico.. recensioni da pelle d'oca, voti medio-alti, storie di una femmina che domina, voci di una certa evirazione... tutto questo si è tradotto in delusione. La colpa pare però sia della versione in nostro possesso che è, anche a giudicare dalla durata, una versione super-stra-non integrale. E' stato impossibile apprezzare un film la cui forza doveva essere più che altro nella sua spregiudicatezza, data la grande presenza di TAGLI, in alcuni casi anche evidenti e fastidiosi.
E allora che si fa in questi casi? Si vota 7 e mezzo? Si rimanda la visione? Io ho votato per quello che ho visto.
ilsa4Ilsa è una bellissima donna ariana comandante di una sezione di un campo di concentramento che si occupa di esperimenti "medici". Le donne vengono sottoposte a torture per studiare quanto può resistere un essere umano al dolore. Tutte incombono tranne una, che ha una soglia altissima. Gli uomini invece devono lavorare duro ma alcuni hanno "l'alto onore di fare l'amore con una donna tedesca" (Ilsa) ma fanno poi una brutta fine. Tutti tranne uno, l'Americano, uomo tutto d'un pezzo che attraverso tecniche tantriche non svelate riesce a resistere ore e ore facendo impazzire la bellissima caporala. Sarà proprio lui a farla abdicare guidando poi nel finale una rivoluzione da antologia.

ilsa3Tralasciando il discorso tagli, il film è dotato comunque di ingredienti infallibili: mammelle e gattoni a profusione, negus, sequenze disturbanti, splatter e deformazioni facciali discrete. Quello che è poco credibile è la dolcezza di Ilsa, che più che una belva sembra a tratti una mielosa gattona. E il finale con l'arrivo degli americani è deludente da un certo punto di vista, ma ridanciano nella sua spettacolarità da film western. Indimenticabili le esplosioni a caso, le scazzottate alla Bud Spencer e Terence Hill, i ralenti(!) e soprattutto il soldato che, colpito da una rivoltellata, salta sul posto come una molla.

Citazione: "E' molto semplice, ho scoperto che mi posso trattenere quanto tempo voglio. Posso anche.. tutta la notte se necessario. Credo che mi puoi chiamare uno scherzo della natura, una specie di macchina umana."

ilsa1Dal fogliazzo:  E' la prima visione ufficiale a casa Baxter, tra le montagne di libri storici che affollano la taverna riusciamo a trovare un giaciglio. Dopo pochi minuti scende Rockfeller dalla scala ostentando una sigaretta accesa tra le labbra. Standing ovation.
"Qualcuno vuole un ovo?"
Temendo una pessima accoglienza L-Awrence si porta nella schiscetta 2 ova sode che offre impavido per poi mangiarle e lamentarsi successivamente della puzza di ovo, accusando il sistema fognario di casa Baxter.
I pareri della platea si dividono durante la prima parte: il film è tagliato? Quando non ci viene mostrata, dopo evidente intenzione, la pisciata di Ilsa sul generale scoppia il subbuglio nella taverna.
"Non puoi nemmeno immaginare quanti Andrea Viola ci sono su facebook, sono alla quarta pagina."
Da segnalare un perfetto travestimento da ufficiale SS per LordPain e una misera svastika disegnata pure al contrario su un foglietto incollato al braccio di VV.
Risate a crepapelle negli ultimi minuti per le scene di rivolta, le già citate esplosioni e i rocamboleschi ralenti.
postato da: DemonDeath alle ore 12:29 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: ilsa, --gffiii4
martedì, 03 febbraio 2009

GFFIII4 - Paganini Horror (review by Rabid)

vlcsnap-4869253Luigi Cozzi, fidato braccio destro di Dario Argento, prezioso collaboratore nelle migliori opere del maestro ed ora gestore del negozio "profondo rosso" a Roma e autore di diversi libri sul genere horror (io ho letto "horror made in italy" e "Hammer:la fabrica dei mostri") dà con questa sua ultima creazione l'addio (per ora) alla sua carriera da regista che lo ha visto realizzare una quindicina di film tra cui il fantascientifico "Contamination" molto apprezzato dal sottoscritto, rimasto nella memoria collettiva per le uova aliene che emettevano uno strano gemito; è un addio inglorioso e molto malinconico che coincide, guarda caso, con la fine degli anni 80

vlcsnap-4871359In una Venezia, ripresa solo di rado, quasi per sbaglio, ( tra l'altro andando a leggere qualche notizia sul compositore e violinista italiano non ho trovato traccia di suoi soggiorni a Venezia: ha girato tutta Italia e tutta Europa ma nella sua biografia non si parla mai di Venezia), assistiamo alle prove di un trio rock femminile alla ricerca di una hit di successo; un plagio clamoroso di Because th night di Patti Smith non è ritenuto abbastanza valido dalla severa produttrice Lavinia che vuole da Kate, leader del gruppo un altro singolo da un milione di copie; Daniel (Pascal Persiano) tuttofare della casa discografica contatta in segreto un vecchio uscito dalla serie del tenente Colombo (DonalD Pleasance) e già visto nei panni di Kobra ne "L'uomo puma", il quale gli vende a caro prezzo un'antica pergamena con lo spartito di una composizione inedita di Paganini: il "Paganini Horror" appunto...musica con la quale l'artista che non amava ripetersi invocava il diavolo per far sì che le sue opere avessero successo.

vlcsnap-4871784Sebbene si tratti di musica classica per pianoforte il trio ne ricava un pezzo rock da paura, pressochè identico al pezzo suonato in precedenza al quale Lavinia aveva sclerato.
Ora invece è tanto entusiasta che vuole subito lanciarlo con un videoclip da paura realizzato nella villa del Sol, appartenuta proprio a Niccolò Paganini, e diretto dal miglior regista di film dell'orrore in circolazione. Lavinia si dimostra una vera taccagna portando sul set solo la minima forza lavoro necessaria e affidando a Daniel dieci lavori insieme (batterista, addetto ai fumi, attore...)...la musica maledetta però riporta in vita qualcosa di malvagio che si ripercuote su tutti i presenti; la prima a farne le spese è la bassista Luana Ravegnini, accoltellata da un violino a scatto, poi tocca a Daniel, preso di spalle dalla figura rianimata di Paganini.

vlcsnap-4869447SCoperto l'accaduto i superstiti tentano la fuga ma la villa del sol è isolata da un campo di forza invisibile che impedisce la fuga; il regista muore schiantandosi addosso a questo con la sua macchina; le 4 donne rimanenti (kate, la chitarrista, Lavinia e Silvia la padrona di casa (una mascolina Daria Nicolodi) entrano in una stanza che porta strane scritte sui muri: scopriremo solo dopo che è la stanza del tempo e che le nostre sono entrate in un varco temporale che le ha imprigionate nella villa scaraventandole ora indietro ai tempi di Paganini che le sacrifica al demonio, ora avanti nel presente causando anche lo strano effetto del giorno che in verità è  notte. Ancora più agghiacciante sarà la scoperta della terribile verità.

vlcsnap-4870465Un film pacchiano e molto improvvisato che propone però un'interessante meditazione sulle possibili conseguenze derivanti dall'infrazione del normale scorrere del tempo, unica possibile chiave di lettura in una serie di trovate altamente trash e anche di scarsa resa cinematografica; il flash azzurrino è tremendo, il campo di forza assassino è una trovata tipicamente 80's,anni in cui qualsiasi cosa poteva diventare oggetto contundente, la recitazione è talmente esagitata da parte delle non professioniste e talmente pacata da parte della Nicolodi da risultare divertentissima; la protagonista, forse raffreddata, visto che deve indossare il costume di scena, anche durante le registrazioni in studio, si ostina ad invocare un certo "Baganini!". Persiano e Pleasance invece ci danno dentro e meritano di essere accreditati come attori; impalpabile il regista (quello presente nel film o quello del film?). Scerzo...Cozzi...fa il possibile ma è solo, troppo solo. Bella la scena del lancio dei soldi dal campanile che si poteva sfuttare anche meglio, notevole la colonna sonora di Vince Tempera al di là delle somiglianze...ottimo il Paganini Horror col piano. Insomma una visione che non trova scusanti ma divertentissima, quindi una visione indispensabile per chi ama il genere.

Citazione: -Ma certo... ma certo...perchè non l'ho capito subito..che idiota! La musica ha sprigionato questa forza la prima volta che è stata suonata e per riscacciare la forza va suonata al contrario!
-Vuoi dire ...allla rovescia?
-Esatto alla rovescia! Oh che idiota non averci pensato subito! Ti rendi conto Lavinia! Alla rovescia, va suonata alla rovescia, solo così potremmo porre fine a questo incubo orribile!
postato da: RabidRats alle ore 00:31 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: >cozzi, paganini horror