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venerdì, 24 ottobre 2008

GFFIII - 2a edizione

 

Kwaidan  ( Masaki Kobayashi, GIAPPONE 1964 )

- Spoorloos  ( George Sluizer, OLANDA 1988 )

- The car  ( Elliot Silverstein, USA 1977 )

 Demon Death presenta:
REC  ( Jaume Balaguerò, SPAGNA 2007 )

 Lord Pain presenta:
-
 Black Symphony - Tuno Negro  ( Pedro Barbero / Vicente Martin, SPAGNA 2001 )

La casa delle ombre lunghe  ( Pete Walker, INGHILTERRA 1983 )

 Rabid Rats presenta:
Fantasie di una tredicenne - Valerie a tyden divu  ( Jaromil Jires, CECOSLOVACCHIA 1970 )

Survive Style 5+  ( Gen Sekiguchi. GIAPPONE 2004 )

 HandHell presenta:

Dolls  ( Stuart Gordon, USA 1987 )


Fuori concorso: Dolls ( Takeshi Kitano, GIAPPONE 2002 )

L'edizione numero due per la prima volta non presenta nessun film italiano; è una specie di esorcismo visto che è da Gennaio 2007 con "L'isola degli uomini pesce" che un film italiano non vince un'edizione anche quando ce n'era qualcuno che meritava (come nell'edizione appena finita); speriamo che dalla prossima possano ritornare più forti che mai; in compenso abbiamo due film spagnoli, uno inglese, uno olandese (dopo i successi di Dick Maas) e il primo e forse unico film horror proveniente dalla Cecoslovacchia...inoltre due americani e due giapponesi. Si inizierà con Kwaidan un film bello vecchio e per questo mal visto da alcuni, attesissimo da altri...poi tocca al "Mistero della donna scomparsa" titolo italiano di Spoorloos. Inevitabilmente i film che vengono maltrattati da Bazzu prima ancora di essere visti vengono estratti dalla sorte: ecco quindi "senza troppa convinzione" The Car di Elliot Silverstein. Propostona di DemonDeath è REC sicuramente il film della scorsa stagione che più mi interessa, quella di Pain è invece "Tuno Negro" forte della sua frase di lancio: "La ignorancia mata!" , poi tocca a Pete Walker un regista di cui volevo assolutamente vedere qualcosa e la sorte (insieme con l'ostruzionismo di alcuni in fase di compilazione di X) ha voluto che vedessimo come suo primo film al GFF l'ultimo film da lui diretto: la casa delle ombre lunghe. Per la mia raccomandazione ringrazio HandHell per la traduzione dei sottotitoli, spero che "Valerie and her week of wonders" non deluda. Survive Style 5+ è atteso più che altro per la presenza di un attore sosia di un nostro compaesano in versione giapponegus; si chiude con Dolls di Stuart Gordon e con l'omonimo fuori concorso di Kitano

postato da: LordPain alle ore 02:13 | link | commenti (231) | commenti (231)
categorie: --gffiii2
venerdì, 24 ottobre 2008

Classifica Ghisoni Film Festival III 1a edizione

1° 5,08 - Fudoh: the new generation (Mike)

[Guadagna la qualificazione per i Masters of Ghisoni]

2° 4,90 - Cani arrabbiati (Bava)
3° 4,80 - Noroi (Shiraishi)
4° 4,75 - L'anticristo (De Martino)
5° 4,19 - Le tombe dei resuscitati ciechi (De Ossorio)
6° 4,08 - Diamanti sporchi di sangue (Di Leo)
7° 4,00 - Sheitan (Chapiron)
8° 4,00 - Il buio si avvicina (Bigelow)
9° 3,10 - Yeogo Goedam (Park)

Fc- Bad Timing (Roeg)

Dopo il primo film della prima edizione ricordo di aver pensato "Vincerà un altro film orientale!" : è andata così ma purtroppo non con il film che mi aspettavo (e che meritava forse di più); Fudoh riesce infatti a superare il connazionale Noroi ottenendo un'ottima media voto considerando il numero di 6 votanti. Cani arrabbiati ottiene un meritato secondo posto mentre il già citato film di Shiraishi giunge terzo a causa di un inaspettato tre e mezzo del Matador. Un'edizione bellissima con una sola media voto insufficiente e arricchita da ben due 6 (anticristo e near dark) e 6 cinque e mezzo (2 per noroi, 2 per Fudoh, uno per l'anticristo, uno per diamanti sporchi di sangue) con un paio di 2 a ridimensionare gli entusiasmi...per un totale record di 52 voti. L'anticristo con un'ottima media voto di 4,75 (come Holocaust 2000) arriva quarto poi più staccati i resuscitati ciechi e diamanti sporchi di sangue; con media voto 4 Sheitan e Il buio si avvicina ma il film francese si aggiudica la settima posizione per esser tato valutato da una persona in più; ultimo posto meritato per Yeogo Goedam; molto bello il fuori concorso.Speriamo in altre edizioni simili

postato da: LordPain alle ore 01:14 | link | commenti (28) | commenti (28)
categorie: - classifica, --gffiii1
giovedì, 23 ottobre 2008

GFFIII1 - Fudoh: the new generation (Rabid)

fudo3Tratto da un fumetto giapponese : Gokudô sengokushi: Fudô questo film del 1996 ha lanciato Takashi Miike anche in ambito internazionale.
Il film racconta di storie di famiglie yakuza, in particolare si concentra sul passaggio generazionale in casa Fudoh: a causa di un affare mal gestito il fratello maggiore di Riki Fudoh (nella foto) viene ucciso dal padre che consegna la sua testa ai boss delle altre famiglie in segno di scusa; Riki,bambino, assiste alla scena...il padre si macchia di un'atroce gesto che gli fa perdere onorabilità e rispetto non tanto per l'uccisione del figlio quanto per averlo ucciso nel sonno della sua casa piuttosto che in un combattimento leale...Riki nei successivi sette anni pensa al modo migliore per prendere il posto del padre al comando della famiglia e a come liberarsi delle altre famiglie yakuza.

fudo2Si crea una squadra speciale, fedele a lui e lui soltanto, forti, speciali e soprattutto giovani; molti sono i bambini addestrati da lui stesso come strumenti di morte ma i suoi assistenti più fidati sono due ragazze, studenti come lui: una uccide senza pietà spacciandosi per cameriera,l'altra lavora part-time come spogliarellista utilizzando la sua patatina come arma impropria. Un ragazzone in motocicletta che entra nella stessa classe di Riki Fudoh verrà accolto nella banda  dopo aver dato prova della sua forza smisurata.
Inizia così la distruzione dei capi famiglia e la vendetta contro Fudoh padre che per difendersi chiama un figlio finora tenuto segreto.

fudohFudoh è stato un film divertente ed originale; Mike fin dai suoi primi film si diverte ad andare contro ogni tabù e contro ogni regola di ciò che si può e di come lo si può rappresentare; il film non ha infatti alcun minimo scrupolo a mostrarci piscia, sangue mestruale, esseri ermafroditi, bambini assassini e bambini uccisi...a differenza di Gozu però il tutto è inserito in un contesto chiaro, con una sceneggiatura scritta e non improvvisata e la storia di lotta e genealogia di famiglie yakuza è molto interessante; inevitabilmente però il film, tratto da un fumetto, non ha il tempo materiale di approfondire le cose e i personaggi perciò rimangono alcuni vuoti e parti sbrigate un pò alla svelta;
fudo4ad esempio c'è una lunga parte dedicata all'ingresso di Aizone nella banda ma poi questo all'interno di essa non ha mai ruolo attivo, anzi, prima  sembra morire, poi lo si vede tornare ma non fa niente fino alla fine; il finale aperto è giusto anche perchè i combattimenti troppo lunghi alla fine stancano...e la lotta col fratello (che tra l'altro uccide le due mitiche ragazze) dopo un pò mi ha stancato anche perchè il finale era inevitabile e intuibile.
Una visione piacevole ...ma se posso permettermi un paragone dei film di Mike passati al GFF preferisco ancora Visitor Q
postato da: RabidRats alle ore 19:57 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: --gffiii1, >miike, fudoh
mercoledì, 22 ottobre 2008

GFFIII1 - L'anticristo (review by RabidRats)

anti1Roma,1974, un anno dopo L'esorcista, due anni prima di Omen, Alberto De Martino il Grande dirige "L'anicristo" ;la mia raccomandazione per la prima edizione era dovuta.

Ippolita Oderisi (Carla Gravina) è una ragazza costretta sulla sedia a rotelle in seguito ad un incidente stradale in cui la madre perse la vita; il padre Massimo (Mel Ferrer) la porta in una cappella dedicata alla Vergine per ottenere la grazia; proprio quando si trova lì una ragazza indemoniata torna in sè dopo aver toccato la statua della Madonna mentre un uomo pazzo rifiuta di toccare il pezzo di marmo dipinto a mano,e fuggendo come un forsennato sotto la pioggia si va a buttare giù da una torretta; scossa dall'avvenimento e dal anti5fatto che un minuto prima di lei la Madonna ha fatto un miracolo ma a lei no Ippolita inizia a far preoccupare chi le sta accanto a causa di alcuni squilibri mentali in particoloare il fratello Filippo (Remo Girone), un finocchietto sempre tirato a puntino, che le si avvicina sempre di più e la fa vedere da uno psichiatra; quest' ultimo crede che l'immobilità delle gambe di Ippolita non sia dovuta ad una menomazione fisica ma ad un problema mentale della donna; tenta così attraverso un procedimento ipnotico di far rivivere a Ippolita il trauma dell'incidente e della morte della madre per guarirla, ma l'ipnosi funziona troppo bene e si scopre che la donna è la reincarnazione di una strega vissuta nel medioevo, accusata di stregoneria e arsa viva dall'inquisizione; Intanto Ippolita sempre più sconcertata dagli avvenimenti e dalla scappatella del padre con l'amante tedesca Greta fa un sogno strano, molto reale, attraverso il quale scopre i piaceri della carne e guarisce dal suo blocco...dentro di sè però ora sta nascendo l'anticristo.

anti4Ella inizia a dare i numeri, insultare tutti e offendere pesantemente Greta, il padre ,il fratello, lo zio prete,lo psichiatra; a nulla serve l'intervento di un santone sudato e bifolco che tenta di guarirla con spillloni e polverine...le sue manifestazioni sataniche diventano sempre più numerose e pericolose...fino a quando si renderà necessario l'intervento di un esorcista.

Un film che mi ha appassionato come da tempo non mi accadeva; Carla Gravina recita da Dio la parte dell'indemoniata rendendo alla perfezione la trasformazione da ragazza fragile a vera e propria furia; nel finale poi il suo esorcismo ,la sua liberazione dal demone che la anti2possedeva ,è resa molto bene con un'interpretazione convincente in una scena resa ancora più maestosa dal colosseo che, fotografato in maniera divina da Aristide Massaccesi, fa da sfondo alla salvezza dell'anima di Ippolita , purificata tra l'altro da una pioggia incessante che lava via i peccati ma non bagna i capelli dei personaggi. Questa è solo l'ultima di una serie di scene davvero spettacolari: l'inizio con questa massa di donne starnazzanti che strillano,si strappano i capelli, leccano il pavimento, il tutto in segno di adorazione ma in verità sembrano più indemoniate della ragazza realmente posseduta. Poi il sogno ambientato in una specie di girone dantesco dove viene celebrata una Comunione blasfema con una testa di anti3rana e in cui Ippolita rivive il rito praticato dalla strega sua antenata prima di essere posseduta dal demone caprino (tralascio ogni commento sulla scena del vero capro). Poi l'arrivo del santone che offre un intermezzo grottesco per criticare le figure ,diffusissime in Italia, dei "guaritori"; e poi tutti i faccia a faccia dei vari personaggi con Ippolita che li insulta,vomita loro addosso, li  stuzzica, li seduce...e tutte le manifestazioni dei suoi poteri. Gli effetti speciali sono la grande pecca del film: perchè non usare un manichino, una mano finta o eliminare un mobile volante invece che ottenere quegli effettacci andando ad affiancare due metà pellicola in modo che si veda solo la mano senza il corpo oppure sovrapporre due pellicole per creare donne volanti,sparizioni, mobili che con uno zoom sembrano volare in avanti sulla testa di qualche poveretto?  Erano così necessarie quegli effetti?

anti7Il film affronta il tema religioso senza paura e senza falsi rispetti di facciata; L'anticristo è sfacciato, volgare, blasfemo e il tutto è ancora reso più sacrilego per l'ambientazione romana, a due passi dalla sede della Chiesa; alcuni dialoghi su scienza/fede/concilio di Trento sono di una banalità esaltante (è un complimento!) e la vittoria del bene altro non fa che riaffermare la presenza costante e incombente su ognuno di noi di un Male pronto a colpire in ogni istante. Grande film!

A fianco : Remo Girone

postato da: LordPain alle ore 02:07 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: anticristo, --gffiii1, >de martino
sabato, 18 ottobre 2008

GffIII - 1 Near Dark /il buio si avvicina (Pain)

Neardark, già ribattezzato in plurimi modi, è un filmetto che scivola via bene nella serata gff. un raro caso di vampire-western all’epoca verrà poi riutilizzato per la sua ambientazione fascinosa più avanti nel tempo (da pointbreak fino ad arrivare a dal tramonto all’alba,anche se i risultati sono parecchio differenti).visto dal punto di vista del setting,il film è riuscito..solo in questo però..neardark,partendo dal presupposto piuttosto originale dei vampiri a zonzo rimane confinato in una serie di ovvietà con personaggi abbastanza mosci,se non irritanti,escludendo il mitico Caleb, il classico babbo di periferia che diviene vittima ed eroe suo malgrado..o forse è solo il suo incredibile nome che ne influenza il successo( Caleb è un nome ebreo che significa Cane!).dopo l’abbordaggio,che lascia ben sperare,il rapimento,la zuffa nel bar con delle simpatiche macchiette, il film cala paurosamente sfociando in un finale risibile,dove,pur di arrivare al lieto fine non si lesina di perdere anche la minima logicità..gente che brucia a caso,persone che si salvano senza capire come,un garage che diventa un centro di distribuzione dell’avis. Peccato,perché il film ha anche un certo ritmo,ben supportato da musiche del periodo che più ruzzava, l’80’s.Un po di insensatezza in un film di vampiri ci può stare ma qui si è passato il segno e non è stata marcata sufficientemente quella matrice ironica che,pur presente,avrebbe potuto secondo me spingere il film al di fuori della buia prigione della mediocrità
postato da: LordPain alle ore 13:11 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: --gffiii1, buio si avvicina, >bigelow
venerdì, 17 ottobre 2008

GFFIII1 - Rabid Dogs (review by Demonaz)

caniarrabbiati_resizeQuattro malviventi compiono una rapina ai danni di un'industria farmaceutica: intercettano il furgoncino portavalori, uccidono l'omino con la valigetta, sparatoria, fuggono in auto, uno di loro viene colpito a morte, prendono 2 tipe in ostaggio, una la sgozzano per sicurezza e poi via. La macchina perde benzina così devono presto sequestrare un altro mezzo e continuare la fuga con alla guida un uomo che dovrebbe portare un bambino malato e sedato all'ospedale.
Il film si svolge così, tutto in auto, un viaggio disperato, una fuga verso non si sa cosa, una corsa lontano dai posti di blocco e dalla città. 32, Bisturi e il Dottore seminano il terrore lungo l'autostrada e soprattutto all'interno dell'autoveicolo, dove Maria, Riccardo e il pischello devono sopportare le loro angherie e la loro puzza. Fa un caldo infernale e ne succedono di tutti i colori.

vlcsnap-2702952_resizeQuesto film di Bava non è un horror, ma è il più convincente visto al Ghisoni negli ultimi mesi tra quelli girati dal celebre regista italiano. La violenza dei tre rapinatori e la loro volgarità è insostenibile. Bava gioca con le musiche, i sottofondi sono sempre allegri anche nei momenti più crudeli. La fotografia è all'altezza della situazione e la regia è estremamente efficace, riesce a restituire il clima pazzo e soffocante che i malcapitati devono sopportare per ore. I personaggi sono perfetti nella loro caratterizzazione: il capo banda, il Dottore, è il più freddo e calcolatore ma al tempo stesso il più cattivo. Non distoglie mai la sua attenzione dalla fuga, è disposto a qualsiasi cosa pur di non venire scoperto e catturato. vlcsnap-2704861_resize
Bisturi è un mago della lama e la sua abilità non viene tenuta nascosta. Ho in particolar modo apprezzato la velocità con cui viene messa a tacere l'insopportabile signora rimasta con la macchina in panne  e caricata a bordo dell'auto del terrore. Il personaggio migliore è tuttavia 32 (niente di meno che George Eastman!), un vero e proprio villano, un teppista di prima categoria, casinista, arrapato e superdotato. Appena il clima si rilassa un po' pensa bene di prendersi una bottiglia all'autogrill, ubriacarsi, mettere le mani addosso a Maria e ovviamente mettersi nei casini.

vlcsnap-2705560_resizeRiccardo, il padre del moccioso, è bravissimo a interpretare il ruolo dell'uomo preoccupato ma lucido, a cui interessa solo la salute del figlio, inoltre un gradito finale a sorpresa ci darà modo di apprezzare ancora di più il personaggio.
Peccato solo per il doppiaggio: a volte le voci degli attori non sono molto credibili e hanno una cadenza goffa e impostata.

Buona visione comunque, peccato che sia stata solitaria perchè il film sono sicuro avrebbe regalato diversi momenti di ilarità collettiva.

vlcsnap-2706813_resizeCitazione: -mi dispiace in questo caso deve pagare l'intero percorso. -va bene paghiamo, quant'è?. -che volete farci il regolamento parla chiaro, se fosse per me vi farei passare senza pagare ma -non importa, quant'è? -capisce se si chiude un occhio per uno poi bisogna farlo per tutti. sarebbe troppo comodo non crede? -Allora quanto!?
postato da: DemonDeath alle ore 17:13 | link | commenti (11) | commenti (11)
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venerdì, 17 ottobre 2008

FCIII1 - Bad Timing (review by RabidRats)

MV5BMjA0OTA1ODE1N15BMl5BanBnXkFtZTcwNzUxNzAzMQ@@._V1._SX282_SY399_Una ragazza in fin di vita: Milena (Theresa Russell)  viene portata di corsa in ospedale, con lei c'è un uomo, il dottor Alex LInden (Art Garfunkel) che dice di avre ricevuto una sua richiesta di aiuto e dopo essersi subito recato a casa sua la ha trovata in quello stato: la ragazza ha assunto parecchie pasticche per suicidarsi; all'ospedale l'uomo viene raggiunto dall'ispettore Netusil (Harvey Keitel) che inizia a fargli domande sui fatti e successivamente ad investigare su questo caso di tentato suicidio; crede infatti che il dottor Linden, psicologo e professore di tal materia non dica esattamente le cose come stanno.
Inframezzata alla vicenda principale osserviamo attraverso una complessa costruzione a flashback (e a flashback nei flashback) tutte le vicende accadute in precedenza che però non seguono necessariamente l'ordine con cui ci vengono presentate ad esempio la scena in cui Milena lascia il marito avviene dopo quella in cui lei conosce ed inizia ad amoreggiare col dottor LInden ma la separazione è la prima scena del film.
bad8La storia tra i due è travagliata; lui la desidera ardentemente e la vorrebbe avere sempre per sè, le chiede anche di sposarlo, lei invece, pur amandolo, vuole restare libera e godere di ogni istante della vita senza restrizioni o limiti...liti, abbandoni, gelosie,tradimenti fino al duro finale che si ricollega con l'inizio del film.

bad11Grande prova degli attori a partire da Theresa Russell (che da lui a due anni sarebbe diventata la moglie del regista Nicolas Roeg) che crea un personaggio riuscitissimo mischiando personalità e fisicità, cambiando acconciatura ad ogni scena, spogliandosi in quasi tutte; Art Garfunkel se la cava bene anche se questa rimane la sua unica esperienza come attore nel cinema; inguardabili i suoi capelli. Bravi anche i secondari Keitel e Dennholm Elliot (il marito Stephan);
il film è ambientato tra Austria e Cecoslovacchia,bad5 principalmente a Vienna, capitale della psicoanalisi con alcune scene sul confine...un flashback molto bello ci porta anche a Casablanca dove i due sono in vacanza e dove Linden fa la sua richiesta di matrimonio che mette bene in luce i due diversi caratteri e da inizio alla crisi tra i due; il film è una storia d'amore che però si concentra principalmente sui momenti più oscuri di una relazione: il dubbio, il sospetto, la gelosia, il desiderio di possesso dell'altro/a (spettacolare la scena sulle scale con lei che si strappa via le mutande e lo incita a bombarla gridando e dando di matta); il finale è duro ma l'ultimissima scena ci lascia intendere che comunque c'è stato il perdono; in italiano il film è stato intitolato "Il lenzuolo viola" , dal lenzuolo dove ella viene trovata in fin di vita, il titolo originale invece pone l'attenzione su un elemento( l'ora) che di fatto permette all'ispettore di scoprire la verità; molto forti le scene in sala operatoria mentre si cerca di salvarle la vita e allo stesso tempo cercare di capire qualcosa di più sull'accaduto analizzando il suo corpo...avendo intravisto quelle scene pensavo che il film potesse essere messo in concorso . Ottima anche la colonna sonora jazz.

bad1Il film secondo me eccede nella costruzione a flashback andando a creare confusione dove non ce ne sarebbe bisogno; giusto iniziare dalla fine e poi ricostruire i fatti ma gli altri flashback non trovano una vera giustificazione per la costruzione della trama, essi sono però necessari per creare quel flusso emozionale continuo che caratterizzava anche le scene migliori di A Venezia...un dicembre rosso shocking (l'inizio, la scena d'amore,il finale): immagini slegate tra loro (ma non è il montaggio intellettuale russo per cui si mette un'immagine che metaforicamente rappresenta  la stessa cosa che sta avvenendo - ad esempio un clarinettista viene ucciso e la scena viene inframezzata con l'uccisione di un insetto) ma montate in modo da creare una continuità di movimenti tra un'immagine e l'altra, il movimento della prima si conclude nel movimento dell'altra (Linden sta tirando su la mutandina di Milena e il movimento finisce con l'ispettore che tira su il lenzuolo - Milena finge di mordere il braccio al dottore e si vede uno zulù che finge di mordere un serpente, poi si torna su Milena che smette di mordere - oppure in "A Venezia" il nano fa un leggero movimento con la testa come per dire "No!" e si vede il vescovo che muove la testa nella stressa direzione svegliandosi come da un incubo) altre volte invece le immagini vengono accostate per analogia di forma (c'è un oggetto circolare in primo piano si passa ad un'immagine con un'altra cosa circolare) oppure un dialogo iniziato in una scena finisce nell' altra (l'ispettore fa una domanda a Linden, risponde MIlena stessa in un flashback), quindi continuità di suoni ma anche analogia di suoni ("A Venezia": la madre grida per la bambina morta,stacco,siamo a Venezia con un trapano che continua il grido della donna);
bad13bad14     meno chiari alcuni zoom sugli oggetti rossi anche perchè dopo non passava a nuove immagini che partivano dal colore rosso, però sono stati divertenti.


Ogni singolo cambio di scena andrebbe analizzato e studiato per coglierne la bellezza e l'idea che sta dietro; Roeg ormai ottantenne, dovrebbe essere premiato e riconosciuto da tutti per quello che è: uno dei più grandi cineasti della storia (almeno per i suoi primi film)...prossimamente in programmazione alla cantina degli orrori tutta la sua cinematografia
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lunedì, 13 ottobre 2008

GFFIII1 - Diamanti sporchi di sangue (Batzu)

Claudio Cassinelli ci stupisce ancora una volta col film intitolato:
diamantiIl film è del 1978, per la regia di Fernando Di Leo. Cassinelli è Guido Mauri, un criminale detto "Uomo d'Acciaio" che opera nella banda di Rizzo, boss che travaglia Roma colle sue rapine. Guido sta terminando una di queste con un suo compare, allorchè viene arrestato e condannato a 5 anni. In prigione si convince di essere stato tradito dal suo stesso capo. Uscito, va in autobus a casa con Maria, amica-amata. Li assalgono dei briganti, che fermano l'autobus e fanno scendere i passeggeri per derubarli; Guido fugge, ruba la macchina a un passante e uccide i malviventi, senza però poter evitare che Maria sia uccisa da uno di essi. Al commissario, sua vecchia conoscenza, che dopo il fatto gli chiede cosa ora abbia intenzione di fare per vivere, Guido fa capire che Rizzo vuole ucciderlo, adducendo come prova il fatto che i malviventi che hanno assalito l'autobus su cui era erano in realtà sicari. Andato a casa, egli si ritrova il mitico Tony, uomo di Rizzo, che a suon di pugni e di "Conforme" gli dice di non rivelare alla polizia cose pericolose. Il dì dopo Tony lo reincontra, e lo porta da Rizzo che vuole parlargli. Lui rifiuta il dialogo e anzi minaccia di morte l'ex capo, che per risposta gli dice di andarsene dalla città se non vuole che sia lui a ucciderlo. Guido, ovviamente, essendo un "Uomo d'Acciaio", rifiuta, e anzi organizza col compare con cui era stato arrestato un furto di diamanti a carico del boss. Ai diamanti è interessato anche Enzo, da pronunciarsi con la E aperta e la Z moscia, figlio della povera Maria e amante di Lisa, che gli dice che lo lascerà se non la mantiene da nababba. Tony scoprirà però che è stato Guido a fare il colpo e lo cercherà sino a che i due non si incontreranno a casa di Lisa; qui Lisa farà a Guido una rivelazione che sarà un duro colpo per lui.
diamanti 2
Il film è davvero molto bello. Cassinelli recita benissimo l'uomo duro e cinico che deve rappresentare: la sua espressione non cambia per tutto il film, perchè è un duro che più duro non si può. Il suo colletto, larghissimo, non si piega mai, forse perchè anch'esso d'acciaio come il suo proprietario. Tony è spettacolare: le sue espressioni senza senso, i suoi tony comici, la sua espressione truce. Egli è l'antagonista di Guido, e dimostra anche una profondità mica male, allorchè comprende cosa voglia dire uccidere un uomo che si ammira. Enzo è comico sia per il suo nome, o almeno per come esso è pronunciato, sia per il suo comportamento da frana, tiranneggiato per questo dalla seducente Lisa.Rizzo ha un grande codice d'onore e d'amicizia, anche se entrambi criminali, che si debbono ammirare, e come lui anche Guido: i delinquenti di "Diamanti" non possono ammettere di aver sbagliato e devono rimediare in tal caso solo con la propria morte. Bello, da vedere proprio.
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lunedì, 06 ottobre 2008

GFFIII1 - Le tombe dei resuscitati ciechi (Rabid)

tombe4In un villaggio turistico la bella Betty incontra Virginia, una sua ex amica e compagnia di letto; Virginia è in compagnia di Roger, un ragazzone che ,conosciuta Betty, dimentica che ci stava provando con l'altra causandone l'ira; Virgina quindi scende dal treno in corsa e se ne va per una vacanza alternativa...malauguratamente capita proprio in un antico cimitero dei templari che erano morti dopo essere stati resi ciechi a causa di un particolare rito che prevedeva un cocktail di sangue di donna...essi seppur ciechi ci sentono benissimo e quando la ragazza accende la radiolina essi si risvegliano, non solo risvegliano addirittura i loro cavalli e decidono di pattugliare il loro territorio in sella ai loro destrieri; Virginia tenta di scappare ma niente da fare, i resuscitati ciechi compiono su di lei l'antico rito; tombe1
ritrovata dalla polizia la ragazza viene portata in obitorio e si risveglia uccidendo chi le capita a tiro e recandosi tra l'altro anche al laboratorio di manichini in cui lavora Betty ma trovando solo la sua assistente (alla quale da fuoco). Betty intanto è andata con la polizia e Roger sul luogo incriminato; per un motivo strano decidono di ritornare lì la notte con un certo Pedro e la sua donna, gente poco raccomandabile; ecco che la notte mentre Pedro violenta Betty e Roger fugge intimorito dalla ninfomane che gli hanno appioppato i resuscitati tornano nuovamente a colpire senza risparmiare nessuno anzi essi decidono di partire per un'ultima guerra santa.

 tombe3L'esordio di De Ossorio (che purtroppo scopriamo avvenire dopo che la morte già ce lo ha portato via) è accolto con una presenza numerosa di pubblico; i giurati del GFF hanno risposto positivamente alla chiamata dei resuscitati ciechi; e il film non ha deluso....certo i puristi potranno trovare numerosi difetti nel film e sono io il primo a dire che il film ne ha avuti...e non pochi (velocemente: l'effetto della ragazza che brucia è tremendo, alcuni punti morti , alcune scene troppo lente, le poppe della ragazza sacrificata nel rito sono fintissime) ma il tutto è inserito all'interno di un progetto importante e ben pianificato: la ricostruzione storica è molto ben curata (costumi, autentiche tombe egiziane, riti, leggende), le caratterizzazioni dei personaggi ben rese (anche quelli secondari: tipo dell'obitorio, poliziotto, bibliotecario) in particolare si va ad indagare la loro identità sessuale variegata;  tombe
 le scene del treno sono bellissime e ancora più bello il fatto che il treno che appariva come mezzo per raggiungere la salvezza diventa lo strumento che consente ai resuscitati di partire ala conquista del mondo. Un'altra scena che merita un applauso è quella in cui Betty resasi conto che essi non vedono prova a stare zitta ma viene tradita dal battito del suo cuore con la macchina da presa che ad ogni battito zoomma rapidamente verso il suo petto. Il film propone inoltre due bei flashback: uno assolutamente necessario ci mostra Betty e Virginia limonare, l'altro, trascurabile, ci mostra chi erano questi morti viventi , perchè sono stati maledetti e perchè ritornano; una simpatica litania accompagna di tanto in tanto le gesta dei nostri eroi in attesa dell'attesissimo ceffone alla donna e poi...SBAM .
    tombe2Gli ho tenuti per ultimi apposta perchè sapevo che non avrei trovato parole per descriverli: loro, i resuscitati ciechi, i veri protagonisti del film.... sono i mostri più belli che io abbia mai visto, delle figure spettrali nei loro mantelli fuligginosi, sui loro cavalli morti che cavalcano a rallentatore e con le loro manine ossute...li ho guardati con grande ammirazione e rispetto; se dovessi diventare uno zombie vorrei diventare un resuscitato cieco.
La Spagna non delude quindi e De Ossorio diventa un idolo del GFF; peccato per la visione in tre lingue diverse contemporaneamente (Italiano,inglese e spagnolo).
Il film è il primo episodio di una quadrilogia, tutta diretta da De Ossorio: La cavalcata dei resuscitati ciechi,1973 - La nave maledetta,1974 - La notte dei gabbiani, 1975.  Altri film horror di De Ossorio sono: Malenka,la nipote del vampiro,1969 - La noche de los brujos,1973 - L'abbraccio mortale di Lorelei,1974 - La endemoniada,1975 - Serpiente de mar,1984
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lunedì, 06 ottobre 2008

GffIII/1 Yeogo Goedam (Lord P. Pain)

La seconda chance data dal Gff alla corea finisce tristemente come il predecessore bushinsaba,anche se non nocca i livelli pietosi di two sisters, fortunatamente mai inserito nel nostro autorevole festival. La mia proposta aveva,oltre al voler valorizzare un cinema orientale che non fosse il rinomato nipponico,l’importante funzione di anticipare con questo film uno dei 3 grandi titoloni della stagione per quanto riguarda la corea: Memento Mori,dello stesso filone dei whispering corridors,di cui yeogo goedam è il capostipite.

Insomma,non è poi così brutto,ma sulla bilancia le cose negative pendono eccessivamente a sfavore di codesto film…la trama,classica storia di fantasmi nella scuola,non è tanto banale in sé,ma monotona nella sua struttura e realizzazione..in breve,Jin ju,studente di una scuola coreana sprovvista di amiche(si poteva sfruttare un po di lesbianismo ma cio non è stato fatto) si suicida/viene uccisa dalle compagne perché la madre o la zia è una presunta strega. ogni 2-3anni il fantasma ritorna a scuola attraverso una ragazza che cerca amicizia e spinge al suicidio/omicidio chiunque non accetti la sua amicizia o la ostacoli (professori in primis). Ritornano elementi del fantasma nelle ragazze che la incontrano(pittura,arte in genere,taglio di capelli,buchi nel naso) fino a che l’amica di infanzia di Jun-ji,divenuta professoressa nella stessa scuola,riesce a convincerla di esserle amica e a liberare lo spirito nei corridoi della scuola..almeno per ora.

Il personaggio migliore,una cattivissima studentessa coi codini dotata di poteri vari,che avrebbe incrementato la valutazione del film di almeno punti due in caso di esposizione delle pere,viene uccisa senza senso a metà film. le macchiette sono scarse,le attrici clamorosamente ripetitive(nel senso che non si distinguono),il che,se è gioco forza in un film di ritorni di spirito,complica non poco la comprensione del film. il tutto in un clima sonnolento che suscita più triste ilarità che paura.

Insomma, Yeogo goedam ha fallito. Ma sono convinto che nelle 3 cartucce che la corea può ancora sparare troveremo qualcosa degno del gff.. Perlomeno per le teorie sulla probabilità...

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venerdì, 03 ottobre 2008

GFFIII1 - Sheitan (review by BatzuBaster)

Bart, Ladj, Thai e Jasmine, quattro ragazzi parigini, si trovano una notte in discoteca. Qui incontrano un’altra ragazza, Eva, che fa la barista lì e che li invita nella sua dimora di campagna. Bart e Thai (Ladj è già accompagnato, nonostante teoricamente un’altra lo aspetti a casa, da Jasmine) sperano già che Eva si conceda loro.sheitan 1 Giunti alla casa, che dalla durata del viaggio per arrivarvi dev’essere a circa 150 km da Parigi, i giovini conoscono Joseph, che Eva presenta loro come custode. Egli, il classico bifolco, è un po’ suonato e sembra anche pericoloso, perché utilizza spesso metodi alquanto violenti per farsi capire. Il secondo personaggio strambo che appare è un bimbo cogli occhiali che pare più suonato di Joseph. Nonostante questi indizi che porterebbero chiunque un poco logico a sospettare, i tre rimangono, forse ingannati dalla apparente benevolenza nei loro confronti da parte del custode, o forse troppo attratti da Eva. Joseph fa conoscere a Bart una sua cugina, più suonata di una campana, che a gesti (farfuglia giusto qualche verso folle) gli fa capire di essere fortemente attratta da lui, come peraltro da tutto ciò che è maschile. Il custode invita poi i ragazzi a una fonte termale in una grotta, e mentre fanno il bagno giungono altri parenti di Joseph, che con gli altri personaggi della casa condividono la caratteristica di essere un po’ suonati. Bart litiga, a causa sheitan 2della cugina di Joseph, con uno di loro. Tornati a casa mangiano tutti tranquillamente, e iniziano a fare discorsi sulla religione e sul diavolo. Joseph racconta loro una strana storia, di un uomo che aveva ingravidato la sua stessa sorella, pattuendo col diavolo che l’anima del frutto del suo incesto sarebbe andata a quest’ultimo. Poco a poco si scoprirà che la storia non era proprio inventata, e che i ragazzi si trovano lì forse proprio per aiutare Joseph, in realtà non custode ma capofamiglia della casa, a fornire un pupazzetto al bimbo di cui è incinta sua “moglie”…


Il film contiene qualche scena geniale o almeno capace di alzare il suo punteggio, ma direi che la trama è proprio sfruttata e risfruttata: la storia di un gruppetto di giovini incoscienti che vanno in una casa e vi trovano una famiglia di pazzi assassini è già stata rappresentata molte volte, anche meglio che in Sheitan. “Non aprite quella porta”, “La casa dei mille corpi”, in parte “Turistas” sono solo alcuni dei titoli di film simili a questo. Sheitan mi ha suscitato le stesse sensazioni di questi tre film, anche se qualcosa di originale lo possiede (pur non venendomi in mente niente di particolare, a distanza solo di qualche giorno…). I personaggi generano subito l’antipatia dello spettatore, come in “Turistas” o nel pessimo “Adam e Evil”; non è un caso che usi altri titoli e li paragoni a questo per farmi capire meglio: da ciò si capisce l’originalità di “Sheitan”. Sul finale si può dire che è alquanto velocizzato e messo un po’ tra il grottesco e il tragico… Insomma, non proprio un disastro, ma poco ci manca.

postato da: batzubaster alle ore 15:15 | link | commenti (17) | commenti (17)
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