Selezione Naturale
I film 9 che passeranno l’Eliminazione Diretta verranno messi in ordine di preferenza da tutti i giurati che li hanno visti tutti e 9.
Ognuno stilerà una classifica da
Come nel GFFI verrà istituito un funzionario calcolatore di sesso femminile, adibito a spogliare segretamente i Biglietti e calcolare le somme senza comunicarle. L’unico risultato reso pubblico saranno i nomi dei 3 film qualificati all’Orrore Finale. In caso di parità tra il 3 e il 4 posto passerà il film che ha ricevuto più Punti Sacri. In caso di ulteriore parità passeranno solo 2 film.
Ecco i 9 film che si sono qualificati per la selezione naturale:
I 18 superfinalisti si sfideranno in scontri diretti durante i quali tutti i giurati che hanno visto i 2 film potranno esprimere la loro preferenza, dopo una revisione di scene salienti dei contendenti (al massimo una decina di minuti).
Nel caso di voti pari passerà il turno il film con più Preferenze Sacre.
Gli accoppiamenti verranno sorteggiati con l’aiuto del Bigliardino dell’Orrore, con la sola limitazione di non avere scontri diretti tra due film della stessa edizione
ABBINAMENTI:
Reincarnation - L'inquilino del terzo piano
Hostel 2 - Turistas
Il fiume del grande caimano - Eternal evil of Asia
Macchie solari - A Venezia...un dicembre rosso shocking
La piccola bottega degli orrori - La casa dei mille corpi
Il mostro è in tavola barone Frankenstein - Ceremonia Sangrienta
Naked blood - Mio caro assassino
Marebito - Il patrigno
Trauma - La morte va a braccetto con le vergini
Sabato 26 Luglio, in occasione del secondo anniversario della nascita del Ghisoni Film Festival i tre padri invitano tutti quanti alla cantina degli orrori per una serata di festa e cinema che avrà come evento speciale l'eliminazione diretta secondo criteri e modalità da definire nel pieno rispetto del regolamento
Alla fine delle Stagioni Ghisoniane ogni Padre stilerà una classifica dal primo al nono posto della propria Selezione (i primi di ogni classifica personale). I primi 3 delle 3 Selezioni paterne approderanno al Masters. Essi si aggiungeranno ai 9 vincitori delle Classifiche del Popolo, in totale approderanno al Masters ben 18 film. Ogni Padre ha diritto a portare in finale 3 film quindi se uno o più titoli del suo podio sono già qualificati, porterà in finale il IV posto e cosi via.
Resoconti della serata e commenti avranno spazio nei commenti del post qui ci limitiamo ad elencare i 9 ripescati (in ordine alfabetico) e a pubblicare le classfiche dei tre padri:
i 9 ripescati:
La classifica di DemonDeath:
La classifica di Lord P Pain:
La classifica di RabidRats:
Il Geniere dell'orrore consigliava: La bottega che vendeva la morte, Deliria, L'esorcismo di Emily Rose, Feast, Macchie solari, Il mostro è in tavola barone Frankenstein, Reazione a catena, La tarantola dal ventre nero, The thing
2° 4,50 - Candyman (Rose)
3° 4,30 - Cradle of fear (Chandon)
4° 3,91 - Kairo (Kurosawa)
5° 3,41 - La morte ha sorriso all'assassino (D'amato)
6° 3,16 - Mimesis (Fratter)
7° 3,10 - Il mistero della casa sulla collina (Malone)
8° 2,70 - Washingtonians (Medak)
9° 2,40 - Adam & Evil (Van Slee))
Fc- Macumba sexual (Franco)
Direi che "la morte va a braccetto con le vergini" ha dominato l'edizione, un film visto e votato da sette persone che ottiene una media così alta non si era mai visto...una estrazione particolare che ha voluto far uscire prima i voti più bassi (comunque mai inferiori al 4) e poi quelli più alti (ben tre 5,5) ha comunque reso appassionante lo spoglio con un film, Candyman, che ha un pò a sorpresa insidiato la prima posizione del film di Sasdy. Cradle of fear guadagna meritatamente il podio, poi purtroppo le medie finiscono sotto la sufficienza...Kairo non è riuscito a brillare nonostante fosse stata scelta come sede della serata "la stanzetta degli orrori", ospite in genere di film predestinati alla vittoria; Joe D'amato non è stato capito se non da me e Handhell che lo abbiamo risollevato da una media voto che sarebbe stata immeritevole. Mimesis è stata un'esperienza positiva ma era prevedibile che non avesse molta fortuna (se poi anche Pepino non apprezza delle scene simili...). Pessimo il terzetto finale. Se l'edizione non ha offerto tantissimo in quanto a film, decisamente migliore è stata dal punto di vista delle presenze: Bazzu e Handhell votavano tutti e 9 i flm, Costanza la sanguinaria, Pepino e Rockfeller tornavano dopo lungo tempo, inoltre alcuni cambi di sede hanno permesso di cambiare un pò d'aria dalla solita cantina che , pur priva di un pc fisso (da oggi tornato per gli estimatori di ubuntu) ha proseguito imperterrita nel suo ruolo di accoglienza
[recensione ufficiale di un film fittizio]
Una compagnia di 7 amici (che metaforicamente sono i sette peccati capitali) decide di trascorrere un weekend americano (da mercoledì sera a lunedì pomeriggio) in un campeggio (un bosco a caso) ben gestito (da un villico mentecatto); dopo un improvvisato party in mezzo alla strada, i sette si accampano poco distante senza accorgersi di essere seguiti da due ragazzi della loro età decisi a farli morire di paura perchè la bella Evelyn ha piantato uno dei due. Il pomeriggio, durante una sosta all'autogrill, uno dei sette, l'unico senza compagna, viene agganciato da una bella stangona che si scopre essere la moglie di un energumeno dall'aspetto di un fuorilegge ma che in verità è lo sceriffo del paese; la stessa moglie quella notte raggiunge il ragazzo (non si sa come) all'accampamento e nell'intimità della tenda i due sperimentano la lussuria; il fortunato ragazzo muore poco dopo. L'indomani gli altri 6 vanno a fare il bagno scordandosi dell'amico mancante, nella notte che segue si scatena l'inferno e nessuno riesce a capire che cosa stia accadendo; l'ipotesi più probabile è che qualcosa stia punendo Adam (l'unico protagonista in grado di farsi mettere in secondo piano da tutti gli altri personaggi) per un episodio di mesi prima in cui, per uno stupido scherzo con un fuoco di artificio, delle persone avevano perso la vita...sul luogo del delitto infatti compare sempre uno di questi razzi.
La mia ipotesi sui peccati capitali, assolutamente inventata, non è del tutto fuori luogo...c'è la donna lussuriosa, il ragazzo irato per essere stato mollato, la ragazza che ha gola di uccelli, quella che invece è avara e non da nulla ai ragazzi, la superbia dello sceriffo, l'accidia di Adam nel non reagire e non intervenire nell'incendio da lui causato e l'invidia di quella che si scopre poi essere l'artefice dei delitti che invidiava le famiglie felici, non avendone avuta mai una (per forza, le sterminava tutte). Una lettura assolutamente forzata ma che secondo me era intenzionale del regista altrimenti perchè una motivazione così insulsa degli omicidi...se davvero ci fosse sotto un tentativo simile il film perderebbe anche quel mezzo punto che gli ho dato e che ha ottenuto esclusivamente per la qualità delle ragazze e della scena nella tenda (nonostante i seni fossero fasulli e non della ragazza addetta ai lavori); simpatica anche l'immagine finale : una ragazza in camicia di forza e mutandina sexy. Il film è davvero brutto ma almeno non antipatico, usa un titolo sicuramente divertente, qualche dialogo spassoso... insomma ha quelle piccole cose che lo potrebbero portare a vincere il premio di peggior film dell'anno...un modo un pò inglorioso di chiudere un'annata bellissima ma tutto sommato ci stava anche questo
Cradle of Meard.. sì bello, mi aspettavo una cazzata e così è stata, cmq molto apprezzata da tutti. Sarà lo splatter o le pere o quel tocco tamarro che contraddistingue il vocalist Dani Filth ad attirare le simpatie dei giurati Ghisoniani.
Una avvenente ragazza si accoppia con Dani Filth...passano pochi istanti e la sua pancia è già gonfia...il figlio avuto dal dio Metallo verrà partorito poco più tardi. Intanto un barbone rinchiuso in carcere riceve messaggi,cibo e una chiave per uscire dal suo buco, uscire e uccidere seguendo gli ordini di Dani; assistiamo poi ad una serie di vicende in cui il male alla fine sembra sempre prevalere grazie all'intervento più o meno diretto di Dani e del suo socio: due ladre entrano per rapinare una vecchia, la uccidono, si accoppiano in casa sua ma poi essa ritorna; una coppia amoreggia nel letto, ma lui monco di una gamba non riesce a farlo...va a farsi trapiantare una gamba nuova ma questa gode di vita propria e desidera farla finita. Un impiegato trova un sito in cui si può vedere gente torturata ed uccisa...ma il caricamento è lento e ci vuole una password speciale che non riesce a trovare...la sua ricerca lo porta troppo dentro al gioco. Intanto Dani tenta di far evadere definitivamente il suo amico barbuto e dare inizio allo sterminio di tutti i generi musicali diversi dal metal.
Un film particolare ad episodi che alterna momenti grandiosi con effetti splatter davvero ben fatti ad altri un po grossolani...anche se i primi sono maggiori in numero.
Film da me attesissimo questo kairo,più noto come Pulse..peccato che quello che volevo vedere io fosse il remake americano,di cui mi avevan parlato molto bene..bisognerà vederlo per verificare se per la prima volta un remake di un film nipponico risulta migliore dell'originale.Il Kairo di Kurosawa è piatto:una strana serie di suicidi parte da un comune denominatore:un sito che chiede se volete vedere un fantasma.quasi sempre per raggiungerlo bisogna passare attraverso sofisticatissimi varchi dimensionali:delle porte con lo scotch rosso.chi ci entra diventa a sua volta uno spettro,anche se non subito ma caso in un momento non ben specificato(junko ci mette tipo una settimana)e sparisce nel nulla.L'eroe vero del film è kawashima un nerd al massimo livello,l'unico giapponese che non riesce nemmeno a accendere un computer.commente la sua storia nella storia,la sua incapacità nel relazionarsi e il suo atteggiamento perlomeno ambiguo che lo portano comunque (quasi) a riuscire nel suo intento di corteggiare Harue.peccato che la ragazza,dopo un giro in una fabbrica abbandonata,decida di spararsi in testa.Kawashima è ormai un esule,rimasto solo con Michi,la prima ragazza che intravede i fantasmi nelle foto ,e 2 storyline(alquanto sconnesse si reincontrano nella fine).ma,guarda caso,inspiegabilmente Kawashima preferisce scomparire insieme ai fantasmi piuttosto che cercare di raggiungere il sudamerica con Michi,che non era così male(ah già dimenticavo..nel frattempo l'intera popolazione del giappone è scomparsa).La ragazza si ritroverà con un buzzurro sconosciuto su un peschereccio diretto a cercare altri sopravvissuti e assurdamente tenteranno di farlo prendendo la via e la direzione più lunga..gli usa erano a un tiro di schioppo..ma onestamente chi tra usa e brasile sceglierebbe la prima??
diciamo che il film non è da buttare,molti begli spunti,classica fotografia maestosa(condita dall'elemento fotografico in se come portatore di impulsi dei fantasmi).però e veramente poco horror..peccato,perchè di possibilità ce ne erano molte;si è preferito però mostrare i fantasmi come presenze innocue che portano a riflessioni esistenzialiste e filosofiche fini a se stesse.l'intreccio molto contorto e alcuni personaggi ripetitivi non aiutano.Più che fantasmi,sono presenze che rimangono sulla terra,senza motivo alcuno se non che dall'altra parte non c'è più spazio.qualche critica sociale si può immaginare(il suicidio non è una vera fuga?)ma è veramente forzata in un complesso che sembra più un viaggio spirituale indù che un j-horror.Non sono stato cattivo nel valutare questo film soprattutto per la figura di Kawashima,personaggio gagliardo,grandissima recitazione di haruhiko kato(ricordiamoci questo nome),che è il protagonista che si rende tale con l'andare del film.ottima caratterizzazione del personaggio,anche se non si rioesce ad immaginare pechè anche lui scompaia...l'unica è che effettivamente non gli piaccia questa Michi,o che la parte omo abbia prevalso su quella etero.
Spero comunque di vedere Pulse,la versione americana,che anche il Violent a fine film ci ha confidato essere migliore
Roger Fratter proviene da una segnalazione di Corcolombo di qualche mese fa. Mi parlò benissimo di lui come persona e soprattutto dei suoi film, bastarono un paio di allusioni per capire che il genere era l'ideale per la Cantina.
Iniziano i sogni e le visioni, i baci e le carezze. Lisa viene confusa per Roxi da un ragazzo e decide di stare al gioco, per scoprire qualcosa. Ma la verità è altrove! Solo un finale orgiastico da capogiro metterà luce sul passato e sul presente.
Sorpresa positiva quindi a parer mio, adesso non vedo l'ora di assaggiare qualche portata più orrorifica.
La bellissima Greta (Ewa Aulin) vittima di amnesia viene trovata e accolta in casa di una ricca coppia nobile (il film è ambientato a fine 19° secolo); il padrone di casa se ne innamora ma anche la sua signora; il gioco a tre continua per poco; la moglie è troppo gelosa dei rapporti che Greta intrattiene con suo marito (si intende: vuole lei tutta per sè, del marito non gli interessa nulla) e decide di murarla viva nello scantinato per non doverla dividere con nessuno più; in precedenza chiunque si era avvicinato alla ragazza era morto: la serva della casa (uccisa con una doppietta) perchè sapeva qualcosa che non doveva sapere, il dottore (Klaus Kinski) perchè aveva riconosciuto il medaglione della ragazza, simbolo di una scienza occulta capace di riportare in vita i morti; mentre il poliziotto del paese cerca di ritrovare la ragazza scomparsa arriva al castello uno che dice di essere il padre di Greta ma non la dice giusta; Greta torna in occasione di una festa in maschera per vendicarsi di tutti ma scopriamo che non è la prima volta che ritorna dalla morte anzi forse è lei stessa...la morte!
Un film visionario come pochi altri ne ho visti, le immagini rimbalzano, si rincorrono, si fanno l'occhiolino con salti tra passato e presente, tra allucinazioni e realtà, accompagnate da un montaggio rapido ma ben scandito e da una dolcissima colonna sonora che fanno di questo film un perfetto mix di horror e harmony. La ninfetta svedese Ewa Aulin è tanto bella quanto fatale nel suo doppio ruolo (Greta/morte), questo film raddoppia la bellezza già mostrata in Ceremonia Sangrienta e la porta a diventare la mia favorita dell'intero anno ghisoniano...in attesa di vederla l'anno prossimo in "La morte ha fatto l'uovo). La gestione di Klaus Kinski invece non è stata delle migliori: il personaggio che interpreta resta troppo ai margini della vicenda e viene fatto fuori troppo presto, in questa occasione non ha potuto dare il meglio di sè. D'amato, che è qui chiamato a dirigere il suo primo horror e il primo film "importante" della sua carriera, mostra subito le sue doti in ambito fotografico e tecnico confenzionando delle bellissime immagini rese ancora più affascinanti dal bucolico panorama in cui il film è stato girato: i boschi, il castello e soprattutto il fienile raccontano da soli ciò che la sceneggiatura non prevede, gli sguardi, i sorrisi dei protagonisti e le loro grida parlano al posto dei dialoghi; la storia del film infatti non è fatta da azioni o da parole ma da immagini, suoni, colori. Gli effetti speciali e le scene di sangue sono positive, come sempre quando si tratta di Joe D'Amato che non ne abusa ma neanche le trascura. Certo il film non è proprio lineare lineare e alcune ispirazioni prese in prestito dal mondo della letteratura sono troppo evidenti ma secondo me il film ha il merito di essere originale nella sua realizzazione e comprensibile se si aspetta fino alla fine. Il tema della donna ritornante che uccide senza guardare in faccia nessuno è reso in maniera ineccepibile; ella non uccide per vendetta ma perchè ha la morte dentro di sè...è la morte...quello che in vita era un sorriso che faceva innamorare ora è un sorriso che uccide...da applauso la scena del gatto...notevole anche qualche analogia col film "riti,magie nere e segrete orge nel 300" che come questo film è del 1973 ma che non può certo reggere il confronto
Vorrei spendere anche qualche parola su Joe D'amato (Aristide Massaccesi) un uomo che ha vissuto per il cinema: 200 film diretti, 150 in cui è stato direttore della fotografia, produttore, scrittore, attore, toccando tutti i generi (purtroppo pochissimi horror) anche (e soprattutto) la pornografia; ma i suoi film porno finivano nelle sale cinematografiche non in qualche minuscolo sexy shop; il suo attore preferito e fidato collaboratore era George Eastman (Luigi Montefiori), a lui è dedicato un festival dell'orrore a cui abbiamo partecipato; certo la morte ha sorriso all'assasino è meno bello di Antropophagus o Buio Omega ma comunque...grazie Joe
La morte va a braccetto con le vergini fu inserito nell'edizione come terza scelta di un sorteggio casuale visto che i film precedentemente estratti mi avevano indotto a scartare l'ipotesi Paganini horror. Non volevo aggiungere un altro flop sicuro all'ultima edizione...era già stato estratto "il mistero della cacca sulla collina" (per non parlare di adam & evil anche se è ancora presto per parlare...). Il film era stato inserito in listazza dopo il parziale successo di Ceremonia Sangrienta per approfondire ulteriormente la storia della contessa Bathory a cui tutti ormai ci siamo affezzionati.
L' intero impero austro ungarico è scosso dalla morte del marchese Bathory, la figlia Ilona decide di tornare da Vienna per rendere i dovuti rispetti alla tomba del padre; la contessa invece non ne soffre anzi ora è più libera di frequentare Dobi, il rude castaldo del castello; l'eredità del marchese premia in modo particolare Imre, un ragazzo di umili origini, a cui sono state lasciate le scuderie; il resto se lo devono spartire la contessa e la figlia, il povero Dobi si prende solo due falconi...e non dico dove. La contessa ordina di far rapire la figlia sulla via per il castello e incarica di ciò Janco il mongolo muto per poter godere solo lei dei possedimenti del marito ma ben presto scopre che c'è un modo per tornar giovani e godere di qualcos altro che rispetto al possesso ha solo tre lettere iniziali in meno; prima una serva, poi la zingara giunta in città con il circo, poi la schiava rumena, ma quando la polizia fa allontanare dalla zona tutte le ragazze l'unica vergine ancora nei paraggi è proprio sua figlia. Di contorno il triangolo amoroso Bathory-Dobi-Imre, il maestro Fabio, precettore ficcanaso, e le varie intromissioni nelle cucine del castello (con maiali scuoiati), nella taverna (con prostitute in carne) e nella capanna del mongolo rendono ancora più vivace la strage operata dalla contessa che ha come unico desiderio quello di tornare giovane e bella.
Film in costume davvero ben realizzato; la casa di produzione hammer è inglese, e si vede, il regista Peter Sasdy anch'egli troppo spesso relegato al mondo della televisione ha trovato con la Hammer il momento più brillante della sua carriera; Countess Dracula è un film semplice come il pane fatto in casa, senza complicati discorsi, senza troppe complicazioni di trama, senza colpi di scena inutili...procede tranquillo per la sua strada senza rallentare e senza mai stonare con quanto avvenuto prima...riesce anche a far stare sull'attenti con alcune scene di paura decisamente ben realizzate (lo spillone nel collo della zingara) e con altre che assumono toni erotici ma giammai volgari. I personaggi del film sono tutti ottimi, dalla servetta alla contessa, dal capocuoco al castaldo, tutti ottimamente caratterizzati e ugualmente apprezzabili...non manca poi una buona ricostruzione storica della società che va oltre l'utilizzo di un certo tipo di costumi ma si estende a scene di vita paesana (il mercato, il circo) molto verosimili. Gli effetti speciali sono semplici,il regista non ci mostra mai troppo il sangue e nella maggior parte dei casi l'effetto è reso dal montaggio; il lavoro di trucco invece è molto curato, ad esempio la contessa giovane e quella vecchia sono in realtà la stessa attrice (Ingrid Pitt) opportunamente truccata.
Questo pregio, quest'altro ancora e la lista si allunga per cui mi sento di dire che La morte va a braccetto con le vergini batte Ceremonia Sangrienta e che se Dobi fosse stato capace di suonare il piano come Espartaco Santoni il film sarebbe stato quasi perfetto
Che cos è Washingtonians se non una lunga barzelletta visiva? Peter Medak, regista sconosciuto ma con una lunga carriera registica in tv, ha il merito di fare volontariamente quello che molti altri masters of horror hanno fatto involontariamente, cioè farci ridere. La gag nel finale, a ben pensarci prevedibile, è comunque efficace e riabilita un master altrimenti anonimo non tanto per la storia (comunque interessante, anzi quando leggemmo un anno e mezzo fa la trama ne fummo tutti esaltati) quanto per la sua realizzazione e i suoi personaggi.
Ok l'improbabilità del cannibalismo di Washington (tema centrale del master) e ok la setta dei washingtoniani che rivive e ripropone le atrocità del padre degli Stati Uniti ma come si possono sopportare la solita coppietta ottusa, la mocciosa, il vecchio e il suo odioso saluto, lo storico e le grottesche smorfie dei washingtoniani. Il vecchio offre un sacco di soldi al protagonista per il foglio che ha trovato nel dipinto di Washington ma lui non accetta e poi sta quasi per buttare il foglio fuori dal finestrino. Lo storico nelle varie apparizioni dice la verità scoperta dai suoi studi: il documento è vero - washington ha ucciso dei bambini - washington ne mangiava le carni... ma non dice tutto insieme, lo fa a puntate e puntualmente il protagonista ne rimane scioccato...qualcuno deve spiegare a Medak che non siamo tutti così stupidi.
Washingtonians è un master volutamente ridicolo: questa è la sua pecca ma a ben vedere anche la sua salvezza
Ci sono voluti piu di 2 anni di pazienza per vedere questo attesissimo film di William Malone (o di Stuart Gordon per alcuni). Alla fine l’ultima bombola ne ha propiziato la visione,avvenuta per l’occasione non nella casa sulla collina ma nella penultima casa a sinistra,per la prima volta aperta al ghisoni film festival. Soprattutto questo è stato l’evento per cui verrà ricordato questo film,omonimo remake di un film anni 50,che si è rivelato piuttosto scadente. Un eccentrico miliardario col vizio dell’ignoranza organizza un gioco in una casa che si dice stregata promettendo un milione di dollari a chi vi restera fino al giorno seguente. I personaggi che si presentano sono piuttosto squallidi.2 oche che rimangono vestisti,2 ignavi,un negus,che risulterà essere il migliore.
Elementi positivi qualche gag ironica e le scenografie particolari molto d’effetto:oltre ai già citati strumenti di tortura segnalo l’architettura della casa,simile a un castello monolite, che è una chiara citazione architettonica di Albert Speer, l’architetto del terzo reich .
Un film leggendario basato su una leggenda. Riprendendo un libro e un cortometraggio (The Forbidden di Clive Barker), diretto da Bernard Rose, il film ha avuto un successo notevole, invogliando altri registi quali Bill Condon e Turi Meyer a girare due seguiti. 1992 è l’anno.

Il film a me è piaciuto molto: horror, splatter, suspance e intrigo, uniti alla magia e alla leggenda spaventosa, fanno di questo lungometraggio uno spettacolare groviglio di elementi positivi. Il personaggio di Candyman è molto misterioso all’inizio, non si sa se esista o se sia solo una leggenda, e quando si scopre che il capo dei teppisti che picchiano Helen si chiama così, si pensa in effetti che sia lui a dare origine alla paura degli abitanti del quartiere, anche se questa soluzione non soddisfa sin da subito; ma successivamente, quando Candyman appare e parla alla giovine, svanisce la suspance e l’atmosfera di mistero, perché egli si vede chiaramente, a lungo e senza elementi fantastici che lo circondino: il suo mito decade. Tuttavia la sua leggenda sopravvive, nutrita dai murales più volte inquadrati e dai “riti” finali dei neri del quartiere. Per finire, film bello e ancora bello, da guardare di notte in una stanza buia.
Candyman, Candyman, Candyman, Candyman, Candyman….Aaarrrgggh
Un sol grido si è levato da quasi un anno,da quando è stata ufficializzata la listazza..TOMOMATSU,un nome cosi altisonante da ribattezare il film in questione(che è noto anche come Osaka telephone club). Abbiamo imparato,oltre alle specifiche sul genere J-horror anche qualche elemento più direttamente culturale:Tokyo e i suoi registri ci mostrano turbe psichiche,fantasmi,anime irrequiete e suicidi,con una forte impronte filosofica. A Osaka invece si bomba..e si bomba duro! già Sato ci aveva dato un assaggio che anche nel mondo virtuale o anche solo con un cactus sia possibile divertirsi..Tomomatsu,re dell'estremo,supera tutti i limiti,mettendo sullo schermo le perversioni e il sadismo così com'è,senza nessuna censura.Un po strano il destino di eat the schoolgirl...unico tra i film superestremi tra qui visionati ad aver cosi poco successo,non tanto per la valutazione,che è sempre giustamente opinabile in queste tipologie di film,ma per il dimenticatoio in cui è troppo presto finito,complice senz'altro il mese e mezzo di ritardo nella recensione,che ho dovuto fare io perchè l'incaricato latita da troppo tempo dal blog...ma se quest'ultimo è scusabile per ragioni non dipendenti dalla sua volontà non è scusabile l'atteggiamento squadrista volto a cancellare un film che giudico decisamente gagliardo,pur non privo di errori,proprio per il suo essere troppo estremo...eppure l'anno scorso film che andavano ben oltre il buon gusto(senza fare nomi)sono stati oggetto di venerazione o comunque di dibattito..e su temi anche più pesanti della depravazione sessuale..certo i giapponesi tendono ad esagerare ma propri l'entrare in una visione culturalmente differente del problema dovrebbe essere sentore d'interesse..comunque,dopo questo preambolo,raccontiamo delle scolarette di Tomomatsu:il film è soprattutto messa in scena delle pratiche sadiste e depravate più dure ma comunque più reali..sexploitation è la parola chiave del film dove le storie si intrecciano con un solo denominatore comune:bombare duro.si comincia con una stridente musica tecnoelettronica e masturbazioni telefoniche(telefono che diventa strumento del contatto,un po come tutti i vari media in tutti i modi possibile,anche il pennarellone)..in pratica i due protagonisti sono due collaboratori della yakuza(Osaka è la città base della mafia giapponese-ma quante ve ne insegno-)che reclutano fanciulle piu o meno violente per girare pornazzi hentai di genere rape che poi rivendono in mezzo alla strada..ovviamente non tutte le ragazzine sono consenziente,anzi ben pochi.i 2 giovini hanno 2 peculiarità..uno è un fanatico dell'autoerotismo,che pratica per la gran parte della giornata.l'altro si eccita solo mentre fa a pezzetti le ragazze.e alle ragazze succede di tutto..dal classico abuso alle umiliazioni piu varie,che vanno anche al di là della comune fantasia(il clisterone???)..la scena madre è il bombaggio in macchina,dove la giovine in questione si esibisce con tutto il suo repertorio di attrice:entrambe le poppe.vDavricordare inoltre la scena della merda viva..credo non ci siano dubbi sul momento più disturbante del gff2..tutti hanno distolto lo sguardo,e quella della ragazza squartata che cerca di rimettere a posto gli intestini.I 2 protagonisti mi sono piaciuti,hanno ben gestito il ruolo assurdo dando anche una identità a 2 personaggi che risultano troppo spersonalizzati,non basta la storia dell'angelo venuto dal passato che spinge ad uccidere dopo un trauma infantile,anche perchè non viene sviluppato.Il regista cerca,riuscendo a dare un forte impatto visivo (pure troppo) e ottimi effetti speciali,oltre agli effetti di nudo di qualità altissima.Certo non è un film per tutti..qualcuno si è nascosto dietro la sedia per non vedere scene così "peccaminose" e,proprio come i film hardcore(cioè i porno) anche un soft core troppo continuo alla lunga stanca(anche se a dir la verità di soft c'è stato ben poco),però io l'ho apprezzato,c'è tutta la follia umana,particolarmente quella del sol levante,nel modo più reale possibile.Non per ultimo mi è piaciuto lo stile di regia di Tomomatsu.Non dimentichiamo che questo era il suo primo film e che...ne ha già fatti altri 5!

Recensione Di LordPain
Avevo fatto una recensione spettacolare di e tanta paura,ci avevo messo 58 minuti,dato che una volta è saltata...poi mentre la inviavo si è cancellato inspiegabilmente tutto e nonostante l'avessi anche salvata con "copia" non mi è rimasta nemmeno li...contando che ho impiegato tutto il sabato sera per scriverla capirete quanto sia incazzato negro.di conseguenza,non potendo riscriverla mi limitero ai punti salienti
-bel film di cui si ricorda piu il titolo che la trama
-gagliardi personaggi e storia con il grande pregio di avere un finale non scontato e tenere sempre in dubbio lo spettatore
-clamorosa presenza di edi wallach (Tuco di il buono il brutto e il cattivo)nella parte di Ricci
avevo scritto ampiamente anche la trama segnalando i bomnaggi di jane e i vizietti dei festini dell'attempato assassino,oltre alla componente critica sociale di cavara,di cui ritengo il miglior film,anche se rimarra famoso per mondo caneù
si vede proprio che questo film non ha fortuna,sottovalutato dalla critica e respintodal blog.Amen.
Recensione di Rabid Rats:
Dopo un uomo ucciso strangolato (lo chiamavano il Lecca Lecca perchè amava leccare) durante un gioco sado-maso parte il film: una donna viene uccisa su un tram con un a chiave inglese ... non sono ancora finiti i titoli di testa! poi il commissariato: il commissario Lomenzo indaga sui fatti: sul luogo del delitto sono stati trovate delle figurine tratte da un libro per bambini :Pierino Porcospino, scritto da un certo Hoffman; intanto qualcuno fa raccolta dei necrologi delle recenti vittime. Lomenzo cerca aiuto dal capo di un'agenzia privata che,dotata di macchinari e quattrini, sa tutto di tutti in città e il cui capo, uno zoppo , controlla tutta la città tramite il solo uso del telefono. Muore anche una prostituta, bruciata viva; la polizia collega le tre vittime: tutte erano presenti ad una festa di uno pseudo-club di amici della fauna dove in realtà si facevano giochi erotici e in cui poco tempo prima una ragazza era morta d'infarto poiché aveva bevuto troppo e si era spaventata trovandosi davanti una tigre in una gabbia; guarda caso la villa dove si ritrova il club appartiene ad un certo Hoffman; le prove portano tutte lì; il commissario Lomenzo intanto si innamora della bella modella Jane, conosciuta per caso in ascensore, che era presente al festino di Hoffman in cui morì la sventurata ragazza, in realtà puttana per serate particolari. Jane non dice tutto quello che sa a Lomenzo ma si lascia sfuggire un particolare che fa sospettare il suo amante e inizia a fargli fare supposizioni sull'accaduto come se fosse uno scrittore di gialli ; per lui infatti “ nei gialli a differenza che nella realtà il colpevole viene sempre trovato”. 
Intanto sono morti anche il critico televisivo Picozzi, l'organizzatore dei giuochi erotici e il capo di una macelleria, tutti presenti a villa Hoffman quella fatidica sera...ma del sig.Hoffman nessuna traccia. C'è anche tempo per un bell'inseguimento per Milano anche se Augustino, il catturato, era semplicemente il pappone della ragazza uccisa che pur conservando i necrologi (chissa perchè) non aveva nulla a che fare con gli omicidi.
I superstiti di quel festino chiedono aiuto all'agenzia privata poiché la polizia non offre loro abbastanza protezione ma intanto Lomenzo ha capito tutto o quasi... il finale infatti ci offrirà un doppio colpo di scena che rimane comunque aperto.
Ed è proprio il finale il punto debole di un film assolutamente strepitoso; Lunghetto e ripetitivo e con continui ribaltamenti...a mio avviso sarebbe stato meglio fermarsi prima con il capo dell'agenzia che accettava la sua sorte...cambiare l'identità del principale colpevole per offrire uno spunto per una possibile morale(la giustizia bisogna farsela da sé?) e trovare un frettoloso movente a tutte queste morti (vendetta per essere stato licenziato). Se tralasciamo il finale l'unica cosa che non ha brillato nel film sono gli effetti speciali, non sempre brillanti e un po' troppo casarecci.
La storia è ottima arricchita con dialoghi fantastici e dall'uso del dialetto da parte dei protagonisti;
Michele Placido, attore che non mi è mai molto piaciuto, è fantastico nel suo ruolo, le sue numerose spalle anche di più; Corinne Clery è tanto bella quanto incredibile; incredibile è stato il suo incontro proprio col poliziotto che si sta occupando del caso in cui lei è coinvolta e incredibile il vero amore che nasce tra i due. Avevo già parlato di lei in un film visto a Pietrasanta l'anno scorso dicevo che non c'era una sola foto in cui non fosse nuda, ora anche i miei confratelli l'hanno potuta ammirare in tutto il suo splendore. 
Ottime le scene sexy, addirittura interrazziali, musiche dolci alternate a un pezzo gozzissimo che fa più o meno: TA! TA!...TA! TATTATTA! TA! e tante,tante piccole perle. Rimane da chiarire il personaggio del capo dell'agenzia che svela il colpevole definitivo ma sappiamo essere in qualche modo colpevole egli stesso anche se non ha mai ammazzato nessuno con le sue mani ma solo facendo telefonate a persone che ricattava incaricandole di far fuori ...il suo reato è stato quello di coprire il suo uomo solo per dimostrare la veridicità della sua tesi secondo cui qualsiasi uomo può diventare un assassino se costretto dalle circostanze.Ma però è lui ad agire in prima persona per spingere Hoffman al suicidio...boh!
UN film che contiene anche una bella rappresentazione, molto caricaturale, della polizia italiana ma che lascia , a fianco di una critica abbastanza evidente, un messaggio di speranza nella giustizia preferibile ad una giustizia sommaria...temi ancora d'attualità.
Citazione:"Sit Down! ma lo sai che sei peggio di un negro! Ora mangiamo poi dopo se ho voglia facciamo l'amore!"