Un film in bianco e nero ma con tutti i colori della classe. Datato 1956, tratto dall’omonimo libro, “L’invasione degli ultracorpi” (“The invasion of the bodysnatchers”) ha destato nei diversi spettatori varie emozioni, dalla noia di alcuni alla esaltazione di altri (specialmente me, in alcune parti).

Il film a me è piaciuto, anche se non in modo appassionante. L’epoca ha influito molto: zero splatter, dialoghi attempati, ecc…, ma la storia è bella e i protagonisti simpatici. Non conosco la storia del cinema e non ho i mezzi per analizzare il lato tecnico e l’influenza che il lungometraggio ha avuto sulla produzione successiva, né di che filone fa parte, ma mi è sembrato avere un’elevata classe. Restano incognite, come già dissi: cosa sono in realtà i baccelli? Da dove vengono? Chi li ha mandati e perché? I baccelli creano copie degli esseri umani, che vengono uccisi, o li svuotano solo delle emozioni? Questo è l’interrogativo principale, che probabilmente non troverà mai risposta.
- Il mistero della casa sulla collina ( William Malone, USA, 1999 )
- Candyman ( Bernard Rose, USA 1992 )
Lord Pain presenta:
- Kairo ( Kitoshi Kurosawa, GIAPPONE 2001 )
- La morte ha sorriso all'assassino ( Joe D'amato, ITALIA 1973 )
Rabid Rats presenta:
- La morte va a braccetto con le vergini ( Peter Sasdy, INGHILTERRA 1971 )
- Cradle of fear ( Alex Chandon, INGHILTERRA 2001 )
Demon Death presenta:
- Mimesis ( Roger Fratter, ITALIA 2006)
- Washingtonians ( Masters of horror II, Peter Medak, USA 2007 )
- Adam & Evil ( Andrew Van Slee, USA 2004 )
Fuori concorso: Macumba sexual ( Jess Franco, SPAGNA 1981)
Ecco l'ultima edizione del GFFII: ancora una volta i poteri divinatori della bombola si sono fatti sentire estraendo pallini numerati corrispondenti a film che avevamo chiamato o che per qualche motivo non volevamo: un esempio su tutti: volevo togliere il mistero della casa sulla collina perchè non trovavo più il DVD...è stato estratto...volevo capitasse in fondo per darci il tempo di ritrovarlo...è stato estratto come primo film dell'edizione. Da lungo atteso anche Candyman, l'assassino colorato. Pain estrae dalla bombola proprio il film che voleva proporre: Kairo, o Pulse se preferite, del regista Kurosawa (da non confondere con Akiro Kurosawa dei sette samurai). Proprio in corrispondenza con la nuova edizione del Joedamatohorrorfestival entra in edizione un film del regista romano già autore di un paio di capolavori della prima edizione. La mia proposta, avvenuta in modo casuale ha un titolo simile a film di D'Amato ma il regista è Peter Sasdy, ungherese naturalizzato inglese. Cradle of fear è il titolo più curioso dell'edizione...staremo a vedere quanto avrò in comune con il gruppo Cradle of Filth. Curiosa la proposta di Demon Death che pesca un film di un regista bergamasco semi amatoriale...di Roger Fratter avevo già visto un paio di trailers...spero che gli ingredienti di Mimesis siano gli stessi di quei trailers. Finalmente il master storico ( e finalmente l'ltimo master): Washingtonians ,atteso da un anno e mezzo...riuscirà a far ritornare l'enigmista alla cantina degli orrori? Si chiude l'annata con il film Adam & Evil...ho paura solo a pensarci. L'edizione è interessante anche se mancano dei veri e propri titoli bomba. Finalmente vedremo "il mistero della casa sulla collina" che era il film che aspettava da più tempo, anche più di Tutti i colori del buio, film che a questo punto propongo come fuori concorso estivo, magari proprio il 26 Luglio. Macumba sexual il fuori concorso proposto da Lord Pain
2° 4,50 - E tanta paura (Cavara)
3° 4,35 - The thing (Carpenter)
4° 4,16 - La residencia (Serrador)
5° 4,00 - L'invasione degli ultracorpi (Siegel)
6° 4,00 - Eat the schoolgirls) (Tomomatsu)
7° 3,87 - Valerie on the stairs (Garris)
8° 2,83 - Squirm, i carnivori vebuti dalla Savana (Lieberman)
9° 2,60 - Dahmer il cannibale di Milwaukee (Jacobson)
Fc- Fratelli (Ferrara)
Un film inserito quasi per scherzo sorprende tutti aggiudicandosi un'edizione in cui la concorrenza era molto aguerrita e ottenendo la media voto finora più alta; il regista Joseph Ruben (a letto col nemico, il figlio buono...quest'ultimo l'avevo visto senza sapere di chi fosse) entra così tra i grandi del GFF con il suo patrigno; tra i grandi del GFF di questa stagione manca ancora un regista italiano: Cavara sicuramente avrebbe meritato questo onore ma si deve accontentare del secondo secondo posto con il suo giallo erotico "E tanta paura". The thing si guadagna il podio più per rispetto che per meriti propri...nella lotta tra capolavori universalmente riconosciuti io ho preferito L'invasione degli ultracorpi che finisce solo quinto; giusto invece il quarto posto de "La residencia. Eat the schoolgirls arriva sesto, il master non va oltre la settima posizione; Squirm e Dahmer finiscono impietosamente sotto il 3. L'edizione numero 8 ci ha riservato ben due astensioni tramite 7,5 ma anche due 5,5 e un 1; insomma ci sono stati pareri discordanti ma alla fine il vincitore ha messo daccordo tutti
Mi sono accorto di essere l'unico rimasto affezionato alla stupenda sigla dei Masters of Horror, tant'è che all'inizio di ogni episodio solo io voglio ascoltare la musichetta e veder scorrere la famosa "serie di luoghi comuni del cinema horror" così più o meno la definì MorbidCake, un ex-giurato. Celebri icone alle quali tutti siamo legati nel profondo e che secondo me è brutto (fingere di) rinnegare. Tutto questo per spiegare il motivo per cui mi sono accollato la recensione di Valerie: primo perchè è il più corto, secondo per mettere l'immagine delle pere, di cui parleremo e terzo? boh. ah sì stavo dicendo perchè sono quello che ha dato il voto più alto all'episodio (4 e mezzo) e ancora un po' ci credo nella magia dei Masters. Magia, paura, inquietudine, momenti di gelo e silenzio ci hanno tenuto in tensione per qualche minuto. Merito di un meccanismo semplice ma quasi sempre efficace: il protagonista è un personaggio nel quale è facile immedesimarsi, un ragazzo della nostra età che si inserisce in un ambiente nuovo un po' spettrale e cerca di concentrarsi e spremere le meningi. Risultato: allucinazioni visive e sonore, paura pura. Non vi ricorda qualcosa? Mick Garris ha pensato bene di buttare fuori Stuart Gordon dalla 2a annata dei Masters e di fare un episodio sulla falsa riga di Dreams in the Witch House, secondo me il più efficace e spaventoso della prima serie.
Come solida base di tutto ha puntato su un racconto di Clive Barker (detto tra noi un nome famoso ma non mi ricordo nemmeno cos'ha fatto, non era il regista di Hellraiser? mamma mia che ignoranza..)
L'allucinazione preferita da Rob e anche da noi è una ragazza di nome Valerie, che campeggia nuda sulle scale e viene a trovarlo a letto. E qui si potrebbe aprire un ampia parentesi per descrivere gli incredibili seni di Valerie, basta dire che ci hanno stupito pur essendo appena usciti dalla visione di Tomomatsu e dalla qualità del suo casting. Valerie è un angelo perfetto (lascio parlare l'immagine) che solo la fantasia può concepire. Ma basta così con la trama se no arriva l'Ascellofantasma a sgridarci, aggiungo solo che la dimensione parallela riserverà spiacevoli incontri, i nostri sul finale dovranno vedersela con il super mostro il pappone intergalattico. Dahmer è il serial killer più famoso degli stati uniti decine di vittime fatte a pezzi e mangiate.questa è la storia vera o considerata tale,da cui il film è tratto.In realtà si notano subito parecchie differenze e il film non è quello che ci si aspetta,ossia la messa in mostra splatter del modus operandi ma il tentativo di caratterizzazione psicologica del killer,peraltro molto mal riuscito.ne esce fuori un episodio a se stante che non da a pensare a un serial killer ma a un mezzo matto piuttosto normale,e forse è qui sta l'importanza del film,che esce dagli schemi del genere.
Di Dahmer possiam dire che vive con qualche morto sul letto,ha una testa in una scatola,droga le sue vittime,non ha un buon rapporto con la famiglia,è gay o perlomeno bisex.Gran parte della storia è incentrata nel rapporto con un negus superchecca (artel kayaru)conosciuta mentre comprava un coltellaccio(cariiiiino).Dapprima odioso il negus diviene simpatico,e si innamora non si sa bene come di Dahmer,forse perchè lo maltratta come vorrebbe una donna vera.Dahmer è attratto dal corpo del negus,però solo come cadavere..piu volte sfiora di ucciderlo,ma alla fine non se ne fa niente e si accontenta degli altri morti che ha seminato in carriera(che non vediamo e ci vegnono raccontati dai titoli iniziali).nsomma non c'è spaltter e morte,o perlomeno non quanto se ne aspetti.Di primo acchito il film non mi è piaciuto molto,come tutti i film troppo psicologici,ma è innegabile che c'è del buono in questa visione.Sicuramente la cosa migliore è l'interpretazione di Jeremy Renner,che riesce a far filtrare la personalità di dahmler soprattutto nei momenti di vita normale,sia nel presente,sia nei fleshback da ragazzo.La grande pecca è una lentezza esasperante in certi tratti,con momenti morti che effettivamente non si riescono a spiegare e danno l'effetto mattone a un film che forse,con qualche elemento piu classico,anche se un po piu commerciale,sarebbe stato più godibile.Ma il regista Jacobson ha voluto fare una scelta coerente e per questo va applaudito.
Noto anche come "la casa che urla",in inglese,e "gli odori del liceo femminile" in italiano, "la residencia "è l'esordio di serrador al gff.Padre della ambientazione collegio femminile,piu volte ripresa dal genere horror,il film spagnolo è un thriller molto gotico con un a ottima rappresentazion della severità dell'epoca collegiale. Molte giovani all'interno della residencia spariscono misteriosamente:si crede che siano scappate,complice la voglia di nuove esperienze che le spingono a turno nel capanno,dove vengono bombate dal villico di turno.invece no.il personaggio chiave della vicenda è il teenager Luis, figlio della direttrice del collegio,che,vittima del complesso di edipo al contrario,o pedofilia incestuosa che dir si vogli.in pratica è gelosa delle ragazzine che teme possano deflorare il piccolo luis..e fa bene!le ragazzette si rivelano delle grandi maiale,un po come tutte le ragazze costrette alla clausura di un colleggio o le ragazze di chiesa.il problema è che il giovine luis,che al èprimo sguardo sembrerebbe un piccolo peppino,si riveli un folle assassino guardone che rischia la vita per un pelo di gattone(ma chi non lo farebbe?),seduce le ragazzine,le limone, e le ammazza,così,un pom per follia,molto perchè non ha nulla da fare,costretto in caa dalla madre superprotettiva.
Come detto il film merita soprattutto per la sua rappresentazione del collegio.Molto divertenti le gag tra collegiali,che dimostrano l'inferiorità femminile sin dalla giovane età(tutte vengono uccellate dal piccolo luis),un po deludente l'usanza di fare la doccia vestite(credo sia questo che rende folle luis),anche se poi qualche mammella si intravede.Pecca un po di lentezza,ma riesce a rendere una buona atmosfera.Carino,insomma,soprattutto dovrebbe istigare i ragazzini come batzu,che non ricordo se l'ha visto,ma sicuramente ha pensato a qualche sua coetanea.La cosa fondamentale è stata scoprire Serrador,un buon regista,dicui si attende per la terza edizione un capolavoro assoluto:QUIEN PUEDE MATAR A UN NINO?(ma come si può ucidere un bambino?).non dimenticate questo titolo,già disponibile nello stock gff.
The thing è stato inserito nell'ottava edizione per motivi già specificati: colmare una lacuna innanzitutto: nessuno di noi aveva ancora visto questo film e dare un'ulteriore chance a Carpenter che ha fatto grandi film ma al GFF sono stati presentati solo i peggiori.
Il film è stato proiettato in lingua originale con sottotitoli in inglese cosa che potrebbe apparire svantaggiosa per un film ma se consideriamo che abbiamo avuto ben tre vincitori in lingua originale sottotitolati direi che il film partiva comunque con il favore dei bookmakers, essendo annoverato tra i 10 film horror più belli della storia
Una spedizione scientifica all'Antartico viene improvvisamente attaccata da un norvegese impazzito che si mette a sparare loro contro dopo aver tentato di uccidere un cane da neve. Bloccato il folle con una pistolettata il cane viene messo in gabbia, il cadavere esaminato e si decide di andare a controllare quale sia la situazione nella base norvegese: tutti morti!
Al loro rientro nella base si scopre che il cane era contagiato da un virus che si trasmette anche agli uomini, ma ormai è tardi; qualcuno all'interno della base è già stato contagiato e la cosa aliena si trasferisce di corpo in corpo favorita dal freddo; l'unica arma in grado di fermarla è infatti il fuoco.
I membri della spedizione capitanati da Reinhold Messner (un glaciale Ken Russel) si ritrovano isolati, bloccati a causa della tormenta di neve e sospettosi l'un dell'altro finchè con un particolare esame del sangue i contagiati vengono identificati...ma come si potrà avere la certezza che la cosa sia stata sconfitta definitivamente?
Il film sarà candidato agli oscar nella categoria effetti speciali (la cosa migliore di tutta la pellicola) e per la categoria Sleepwalker, al film più dormito; Bazzu ha sofferto molto nella prima metà del film, Demon nella seconda, io mi sono distratto alcune volte ma come ho detto in apertura la causa non è stata l'inglese o i sottotitoli; per tutto il film infatti regna il silenzio assoluto onde ricreare l'atmosfera antartica, la firma di Ennio Morricone alla colonna sonora è ingannevole poiché i suoi interventi si limitano a una nota prolungata ogni tanto o ,nel finale, alla stessa nota bassa a ritmo regolare...un battito del cuore in mezzo al silenzio della distesa polare innevata.
La storia prosegue lentamente ma inesorabilmente: gli studiosi vengono man mano avvolti dal sospetto che l'altro possa essere stato infettato dalla cosa e ognuno inizia a pensare a se stesso; il finale aperto con i due superstiti che attendono la sorte rilassandosi e bevendo mi è piaciuto molto.
Gli obiettivi che avevano spinto la mia raccomandazione sono stati assolti: Carpenter si è decisamente riscattato e noi abbiamo assorbito un capitolo di cultura horror molto importante ma va detto che riconoscere un capolavoro a prima vista non è sempre facile per questo mi piacerebbe rivedere questo film per capire che cosa non abbia funzionato a dovere nella prima vivisezione (a parte la lentezza); ad esempio: può l'assoluta assenza di un essere umano di sesso femminile per tutto un film essere la causa di una parziale delusione tra un pubblico maschile come quello del GFF che ha in mente solo una cosa?.
Fino a pochi anni fa alla domanda “Qual è il tuo film preferito?” avrei risposto: “Cluedo!”, un film di cui mi sono innamorato fin dalla prima volta che lo vidi (10 anni fa) e che ha contribuito in maniera fondamentale alla mia passione per il cinema...se prima vedere un film era una cosa occasionale, un passatempo, da dopo Cluedo vedere un film è diventato per me un rito.
A distanza di dieci anni il film in questione resta comunque nella lista dei miei 10 film preferiti e difficilmente perderà questa posizione; rivederlo mi ha fatto solo bene e le risate non sono state inferiori a quelle fatte durante la primissima visione.
Basandosi sui caratteri e sui personaggi del gioco in scatola Cluedo il film racconta di sei personaggi, la signora Peacock, la signora White, il dottor Plum, il signor Green, il colonnello Mustard e miss Scarlett, che vengono invitati in un castello in una tetra sera, sotto un tremendo temporale. Li accoglie il maggiordomo Wadsworth (interpretato da Tim Curry) che li fa accomodare. Durante la cena, servita dalla cameriera Yvette, Wadsworth spiega che tutti e sei sono ospiti di Mr Boddy, un ricattatore. Da lungo tempo e per motivi diversi i sei invitati sono infatti ricattati dal Boddy affinchè i loro segreti non vengano rivelati (omicidi, prostituzione, abusi, omosessualità, vendite di segreti di Stato, progetti militari). Il signor Boddy decide di stuzzicarli: consegna ad ognuno di loro un'arma, poi spegne la luce dicendo loro di uccidere Wadsworth. Ma è lui stesso a venire ucciso. All'omicidio ne seguono poi altri...i sei guidati dal maggiordomo decidono di risolvere il caso per conto loro...
Divertente, coinvolgente, fantastico! Il film regala un sacco di momenti comici che accompagnano una storia volutamente contorta e complicata ma che riesce a spiegare tutto nel migliore dei modi.
La scelta del triplo finale è utile per fornire e in alcuni casi ribadire tutti i moventi, tutte le armi usate, tutti i colpevoli, inoltre se a uno non piace un finale può sempre averne altri due a sua scelta.
Gran parte della riuscita del film è da attribuire a Tim Curry (oltre a questo ricordo due suoi ruoli storici: il Dr.Frank-n-Furter in the Rocky horror picture show e il pagliaccio Pennywise in IT) un attore grandissimo...nel finale quando inizia a ricostruire i fatti è spettacolare, i suoi scambi di battute con gli ospiti è sempre divertente.
Da vedere e rivedere!
-C'è ancora un po' di confusione circa il fatto se c'è o non c'è qualcun altro in casa
-Gliel' ho detto colonnello. Non c'è!
-Non c'è confusione o non c'è nessun altro in casa?
La tranquilla casa di un pacifico quartiere americano ospita un massacro: il patrigno ha appena ucciso moglie e bambini; si rade, mette un parrucchino, mette le lenti a contatto e parte verso una nuova famiglia. Un anno dopo il patrigno ha messo radici in una nuova casa, neanche troppo distante dalla precedente: ha semplicemente attraversato in traghetto il lago. Qui ha conosciuto Susan, una vedova ancora giovane e bisognosa di un uomo con una figlia (Jill Scoelen, bella 24 enne che fa la parte di una 16enne) che invece non vuole altre figure paterne dopo la morte del padre e vorrebbe la madre tutta per sé per giocare a lanciarsi addosso le foglie. Ma il suo astio verso l'uomo non è solo dovuto al suo atteggiamento di teenager ribelle (come lo psichiatra pensa) ma anche ad un cattivo presentimento che avverte ogni qualvolta l'uomo le si avvicina. Intanto il patrigno è molto amato nella sua comunità: parla con tutti, è amico di tutti, insomma sembra non preoccuparsi di restare nascosto; cosa molto strana visto che la polizia è in possesso di una sua foto...ma evidentemente le forze dell'ordine non hanno voglia di spingersi per le ricerche aldilà del lago o di far publicare sui giornali le foto del pericoloso individuo; ma il fratello dell'ultima vittima è deciso a ritrovare il patrigno e fargliela pagare.
Il plot del patrigno è abbastanza comune, poste le basi della storia è facile intuire come si evolverà il tutto, inoltre siamo più in un ambito di thriller piuttosto che horror; insomma il patrigno è il genere di film che di solito non amo guardare...ma il patrigno ha un qualcosa di più: anzitutto l'attore (Terry O Quinn) che da credibilità ad un personaggio difficile;è stata proprio la sua presenza nel cast che mi ha spinto a ricercare e proporre questo film al GFF e Terry, uno dei miei personaggi preferiti della serie LOST, non mi ha deluso. Le scene “forti” poi sono un' altro punto di forza del film con tanto di massacro iniziale, infanticidio, legnate, telefoni in faccia, pugni nelle mani, coltellate e spari...ci viene risparmiato solo l'animalismo nonostante il cagnolino sembrava messo lì apposta per essere ucciso.
Il patrigno è un uomo fortemente legato al valore della famiglia ma in cui non riesce a starci troppo a lungo e continua a cambiarla; interessante anche la costruzione del rapporto padre/figlia...il film parte subito con dei forti sospetti della figlia verso il patrigno, sospetti che sembrano tramutarsi in certezze ma che poi il patrigno è abile a far scomparire, cambiando la foto del serial killer, che la figlia si fa inviare dal giornale e uccidendo l'unica altra figura maschile su cui la fanciulla fa affidamento (lo psicologo), ma poi è proprio un altro ragazzo, il moccioso di cui la figlia è innamorata, che lo fa andare fuori di testa e lo spinge a cambiare aria. La visione, già piacevole di suo, è poi arricchita da alcune macchiette secondarie e da alcune scene mitiche...l'assedio alla famiglia finale ricorda un po' Shining così come la frettolosa morte di chi per tutto il film non ha fatto altro che cercare che altro sangue venisse sparso; ma è la scena della doccia che fa salire veramente di mezzo punto la valutazione al film, un film positivo ma che ha come errore di fondo questa benedetta foto del patrigno che tutti i poliziotti hanno ma nessuno si decide a guardare
-Che stronzo!
-Lei non è qualificato a chiamarlo stronzo, per questo privilegio bisogna conoscerlo da almeno mezzora!
-Forse mi può dare una mano lei miss Barness
-Si, potrei, ma la domanda è... perchè dovrei?
-Perchè così daremmo un dispiacere allo stronzo! Che ne dice Miss Barness?
-Io dico...che lei è qualificato per chiamarmi Annie!