2° 4,12 - La tarantola dal ventre nero (Cavara)
3° 3,87 - La casa dei mille corpi (Zombie)
4° 3,85 - Il profumo della signora in nero (Barilli)
5° 3,71 - Rabid grannies (Kervyn)
6° 3,66 - Miriam si sveglia a mezzanotte (Scott)
7° 3,58 - Shakma, la scimmia che uccide (Logan)
8° 3,40 - La tomba (Mattei)
9° 3,40 - We all scream for ice cream (Holland)
Fc- Caligola (Brass)
Uno spoglio incredibile che ha raggiunto il culmine dell' esaltazione quando sembrava che la tarantola dal ventre nero potesse aggiudicarsi il primo posto...l'immagine della vittoria sarebbe stata quella del jet in picchiata...ma non è andata così: di un pelo l'inquilino si qualifica al master;mai il vincitore di un'edizione aveva avuto la media voto così bassa. Ben sette medie vanno sotto il quattro (pur non scendendo oltre i 3,40), tutti i film nell'arco di 76 centesimi...secondo me abbiamo assistito alla migliore edizione della seconda stagione, la media voto così bassa mi suona strana seppure sono stato io il primo ad essere severo nelle valutazioni. Sul podio finiscono appunto Cavara e Zombie (secondo 6/6 dell'anno per lui), poi il bellissimo film di Barilli, rabid grannies che avuto parecchi sostenitori tanto da superare Miriam. Shakma è stata molto amata dai tre padri (non poteva essere altrimenti) ma non altrettanto dagli altri votanti, la tomba è stata distrutta da Handhell euna volta che c'era un master decente, questi è finito ultimo. A supporto della mia teoria che questa è stata la più bella edizione è il fuori concorso porno/storico: Caligola: punteggio massimo da parte mia
BatzuBuster persenta:
- Duel ( Steven Spielberg, USA 1971 )
- The damned thing ( Masters of horror II, Tobe Hooper, USA 2007 )
- Hiruko the goblin ( Shinja Tsukamoto, GIAPPONE 1991 )
DemonDeath presenta:
- Calvaire ( Fabrice Du Welz, BELGIO 2004 )
RabidRats presenta:
- Macchie solari ( Armando Crispino, ITALIA 1975 )
- Matango ( Ishiro Honda, GIAPPONE 1963 )
Lord Pain presenta:
- Hostel 2 ( Eli Roth, USA 2007 )
Fuori concorso: Signori: il delitto è servito ( Jonathan Lynn, USA 1985 )
Come già accaduto in passato il film che sei in dubbio se tenere o meno in listazza viene sorteggiato: è il film che apre l'edizione dell' italo americano Stephen Chiodo del quale non sappiamo nulla. Poi il primo dei tre film giapponesi: l'altrettanto ignoto Naked Blood di Sato. La proposta di Bazzu e il master ci riportano su strade che conosciamo: quella infinita e pericolosa del primo lungometraggio di Spielberg e quella in declino della seconda stagione dei master of horror e del regista Tobe Hooper. Poi torniamo nel Giappone cyberpunk di Shinja Tsukamoto prima di ritornare in Belgio per assistere al film proposto da DemonDeath: Du Welz di Calvaire. La proposta di Rabid non è meno misteriosa anche se si tratta di un film italiano: Macchie solari di Armando Crispino, ma il vero punto di non ritorno è rappresentato da Matango di Ishiro Honda che ci porta nel Giappone degli anni 60 con il primo film in concorso su VHS. A riportarci coi piedi per terra è la proposta di Pain: quell' hostel 2 che attendiamo da molto tempo.
Come fuori concorso Rabid anticipa il suo turno proponendo uno dei film preferiti della sua infanzia: Signori il delitto è servito, una rivisitazione divertente del gioco in scatola Cluedo.
Un'edizione con molte incognite e che proprio per questo sarà molto interessante
Victoria ed Elizabeth sono due care nonnine di 92 anni; per il loro compleanno hanno deciso di invitare alla loro villa tutto il parentado eccetto il cugino Christopher, rinnegato dalla famiglia in quanto dedito alle oscure arti della negromanzia. Uno alla volta arrivano tutti i parenti nonché potenziali eredi delle nonnnine ognuno con l'intento di mettersi in primo piano e mettere in cattiva luce gli altri; ecco quindi il nipote baffuto con la cantante, la coppia con figli, il produttore di armi, la verginella, il bullo Roger, la lesbica con la sua amica e il prete Parcifal, tutti desiderosi di mettere le mani sul patrimonio delle vecchie.
Durante la cena, in cui conosciamo anche il cameriere Ragù e le due cuoche, madre e figlia, una donna porta un regalo alle nonnine da parte del cugino di Christopher: uno scrigno in ottone.
Quando le due vecchie lo aprono un gas le investe ed esse diventano rabide ossia mostri con unghie di lunghezza variabile, capacità di imitare la voce altrui ed assumere altre sembianze, animate unicamente dalla voglia di uccidere tutti. Assistiamo così al massacro.
Contrariamente a quanto ci si può aspettare la parte migliore del film è quella non horror, la parte iniziale con l'arrivo dei personaggi e la loro rapida ma efficace rappresentazione, i loro primi contatti ( con tanto di bombatina tra Roger e l'amica della lesbica) e la cena in cui tra un'occhitaccia e l'altra i parenti se le mandano a dire. Quando inizia l'horror il film prende una piega ridicola: i caratteri dei personaggi vengono esasperati, rovinando il buon lavoro fatto in precedenza, gli effetti speciali lasciano molto a desideraree le morti sono tutto tranne che memorabili; la scena finale nella sua frettolosa realizzazione con tanto di mano mozzata che resta sullo schermo mezzo secondo dimostra che il regista stesso (Kervyn) aveva fretta di concludere.
Rabid grannies è stato divertente ma neanche più di tanto:non si fa problemi a ricorrere a contenuti blasfemi mostrandoci un prete che si lascia la fede alle spalle e pensa a salvarsi la pelle, ma trascura le componenti più estreme e trash che mi sarei aspettato da un film prodotto dalla Troma.
L'esordio della Troma al GFF non è quindi dei più felici ma questo gruppo americano, fondato a metà anni 70 da Lloyd Kaufman e Michael Herz che finanzia progetti di serie Z merita una seconda opportunità
Miriam è una bella vampira millenaria che vive in una stupenda casa insieme a David Bowie, il suo amante del momento. Ella può donare l'immortalità ma anche toglierla, così da un giorno all'altro David inizia ad invecchiare velocemente, senza però morire. Guardando la televisione viene a conoscenza di Susan Sarandon, una dottoressa che sta sperimentando, a spese di alcune scimmiette, una cura per la longevità tendente all'immortalità. Susan studia in particolare i casi di alcuni bambini che nel giro di pochi anni invecchiano molto velocemente per via di una sindrome incurabile. Quando David si accorge della degenerazione del suo corpo crede che la dottoressa posso risolvere i suoi problemi ma recatosi da lei resterà in sala d'aspetto a invecchiare annoiandosi a morte.
Tette, sangue, negus in ascensore, scimmie impazzite, animalismo, pianoforte, magliette bagnate, trasparenze, lesbicanze, fotografia, comparse, teppismo telefonico, indio sui pattini a rotelle, abbigliamento anni 80, chiappone in piscina, bulli, eccessi, bicchierini di sherri.. questo film ha veramente tutto ciò che si può desiderare.
Veramente un peccato non averlo vivisezionato insieme anche se la visione solitaria mi ha riservato grandi emozioni. Non dimenticherò l'immensa tristezza che mi ha avvolto quando il decrepito Bowie viene riposto nella bara a invecchiare per l'eternità.
Il signor Trelkovsky di origine polacca è in Francia per lavoro; trovare un appartamento in una grande città francese negli anni 70 non è facile, ecco perchè decide di adeguarsi alla prima opportunità che gli viene offerta; un vecchio e moralista padrone di casa gli offre un appartamento un po' malandato, senza bagno, ad un prezzo molto alto e in cui pochi giorni prima la precedente inquilina ha deciso di togliersi la vita gettandosi dalla finestra. Perchè l'appartamento risulti libero a tutti gli effetti bisogna aspettare che Simon,l'inquilina, muoia,cosa che visto il suo stato dopo il tuffo dal terzo piano, sembra ormai prossima. In una visita alla morente Trelkovsky conosce Stella (isabelle Adjani) e tra i due scocca la scintilla che diventa poi fuoco in una sala cinematografica che proietta un film di Bruce Lee.
Dopo la morte di Simon e il suo tetro funerale Trelkovsky è il proprietario dell'appartamento: ma ecco che le cose iniziano ad andare storte: i vicini si lamentano per i rumori, e una volta che non li fa più si lamentano ugualmente, poi i ladri gli fanno visita, poi trova un dente in un buco nel muro e ogni sera guardando fuori dalla finestra si accorge che in bagno c'è sempre qualcuno che, immobile, guarda un punto fisso. Anche fuori dall'appartamento le cose sono piuttosto strane: tutto ruota in funzione di fargli perdere le sue abitudini (caffè, marca di sigarette) e inculcargli quelle della defunta Simon (cioccolata, marca diversa di sigarette); come se non bastasse un pretendente di Simon si fa avanti ed è proprio Trelkovsky a dovergli dare la cattiva notizia ottenendo in cambio quel bacio che l'uomo avrebbe tanto voluto dare a Simon. La situazione continua a peggiorare e Trelkovsky inizia a dare segni di squilibrio (si veste come Simon,picchia bambini) ; teme che tutti i vicini siano daccordo per farlo impazzire (un giorno si sveglia senza un dente e ne trova due nel buco nel muro) e teme di esserlo davvero quando si ritrova nel bagno e vede se stesso nel suo appartamento; neanche l'amore di Stella riesce a tranquillizzarlo anzi, Trelkovsky finisce col pensare che anche lei sia coinvolta.
Un film sul quale c'è poco da dire: bellissimo in ogni sua componente. E' stata una casualità che sia finito nella stessa edizione con “il profumo della signora in nero”, anch esso un film sui complotti...sono film che possono essere assimilati ma hanno esiti completamente opposti: nel film di Barilli c'è davvero un complotto, in quello di Polanski no! Trelkovsky cade da solo nell'abisso della follia generata dal sospetto, dalla paura e dal suo sentirsi disadattato, diverso, straniero. i suoi vicini sono gente comune quindi cattiva e meschina per natura propria; è il suo carattere mite e tranquillo che lo rende vulnerabile tanto che riesce ad imporsi solo su chi è più indifeso di lui (il marmocchio).
La lunghezza del film non si è fatta sentire (un nudo invece si), due simpatici netturbini hanno aggiunto un po' di colore ai toni grigi della pellicola e Polanski attore è strepitoso.
Capace di creare più tensione che il film di Barilli tuttavia l'inquilino ha avuto un pizzico di originalità e di sangue in meno ma alla fine dei conti non saprei dire qual è il migliore tra i due solo che avendo visto questo per secondo non ho commesso lo stesso errore di valutazione che ho commesso per “il profumo della signora in nero”, o forse ho sbagliato in maniera meno grave.
Questa stagione di Masters non cessa di regalarci piccole ma preziose sorprese, e la perla in
questione è WE ALL SCREAM FOR ICE CREAM, per la regia di Tom Holland.
In una cittadina non meglio precisata degli States, capitano strani casi di omicidi: i malcapitati sono trovati disciolti in una strana sostanza marroncino-grigiastra (gelato sciolto?). Mentre la maggior parte degli abitanti paiono non interessarsene minimamente, Layne Banixter, un giovine padre di famiglia, sembra preoccuparsi, anche perché le vittime sono suoi amici d’infanzia. Di notte, i suoi figlioletti, come altri bimbi del luogo, si comportano in modo alquanto strano, quasi come sonnambuli: essi infatti escono di casa in trance e attendono non si sa chi. Una notte, Layne sta tornando in macchina e quasi investe suo figlio. Durante le strane nottate la temperatura si abbassa, una strana musichetta si ode e una voce spettrale canta una filastrocca sui gelati. Layne inizia a ricordare un episodio della sua infanzia, e lo racconta alla moglie: un simpatico uomo vestito da clown, detto Buster, era solito arrivare col suo camioncino nel quartiere e vendere i gelati ai bimbi, trattenendoli con divertenti giochi di prestigio. Ma lui e i suoi amici, che ora stanno crepando l’uno dopo l’altro,avevano deciso,
da bravi teppistelli, di rovinare il lavoro al poveretto. Dopo l’ennesimo omicidio Layne ha il coraggio d i raccontare alla mogliettina anche la parte finale del racconto: egli aveva, spronato dal capobanda, un fumatore di 10 anni, tolto il freno a mano del camion di Buster, facendolo andare all’indietro e causando la morte del poveretto, rimasto investito. Con furbi stratagemmi, e dopo aver compreso che gli amici si liquefanno quando i loro figli mangiano uno strano gelato, egli riuscirà a porre fine al film in una maniera antipatica e meschina.
A me il film non è dispiaciuto. Buster mi ha suscitato molta simpatia, a differenza del protagonista, soprattutto nelle scene in cui era bimbo e prendeva di mira il povero clown. Ci sono alcuni particolari rimasti in incognito: il naso di Buster, la morte dell’amico teppista n°1, senza figli, l’apparizione finale. Alla fine vince il teppismo più bieco, come dimostra la frase: HA AVUTO QUEL CHE SI MERITAVA, che il protagonista dice con tono ignorante e che forse doveva riferire a sé stesso dopo essere stato punito in qualche modo e non al vero destinatario. Nonostante le antipatie e la fine indegna comunque ho trovato bello questo Master, anche se alcune parti effettivamente potevano essere rese meglio.
Silvia è una dolce ragazza con tutto il futuro davanti a sé: un lavoro di prestigio al laboratorio, un ragazzo bello e inserito negli ambienti che contano, un appartamento tutto suo oltre che la vecchia casa dove è cresciuta; in una serata tra amici Roberto (il fidanzato) la porta a casa di Andy, un africano mega evoluto che ha fatto una gran carriera in Italia ma che non rinuncia a raccontare le vecchie macabre leggende del suo paese; Silvia un po' si spaventa per le parole di Andy ma viene rassicurata che si tratta solo di uno scherzo; eppure dal giorno dopo qualcosa cambia nella vita di Silvia; inizia coll'alzarsi in ritardo, saltare il lavoro, poi iniziano le visioni: una donna le appare nello specchio ,vestita di nero e con una boccetta di profumo che si sta spruzzando addosso, poi vede un vaso in una vetrina; un vaso che una volta era in casa sua, poi la stessa donna nuda con un uomo, poi un cesto di fiori le appassice nel giro di trenta secondi, fino a che inizia a vedere una bambina bionda che si stabilisce a vivere da lei.
Intanto i numerosi personaggi secondari intrecciano le proprie vite con quella di Silvia,ognuno offrendo un aiuto diverso ma in verità sembrano tutti d'accordo nel complottare contro di lei. Un giorno muore anche una sua amica :Francesca, ma Silvia non riesce a vederne il cadavere; Silvia continua sempre più a chiudersi in se stessa, le visioni aumentano e diventano parte della sua realtà, i contatti con l'esterno sono a metà tra realtà e fantasia fino a che Silvia rivive il tragico trauma della sua infanzia ...ma non è ancora finita.
Il profumo della signora in nero è stato un grande film ricco di mistero.
La storia è scritta benissimo tanto è vero che nel lungo discorso di Andy all'inizio egli ci spiega tutto quello che sta per accadere: orrendi riti, magia nera, cannibalismo, sette, fenomeni che si stanno espandendo anche in Europa e conclude dicendo che ci vuole tempo e pazienza per entrare in un cervello, ma il discorso cade nel dimenticatoio. E invece tutto ritorna:
non era il solito straparlare del negus di turno. Tutti quanti sono coinvolti, nessuno escluso (anche l'amica Francesca che nel finale non si vede e forse è realmente morta- si vedano le dita nella ciotola del gatto- ma anche lei era del gruppo), tutto per potere un giorno assaporare (letteralmente) il sapore della propria vittoria; ma anche se è evidente che c'è un complotto questo è lasciato ai margini della vicenda e ripresentato con qualche scena misteriosa di tanto in tanto (Roberto e Andy in macchina, il gruppo che si avvia in un tunnel (questo potrebbe essere addirittura un flash-forward o più semplicemente è il gruppetto che va a fare a Francesca lo stesso trattamento che ha in serbo per Silvia))...la storia infatti è tutta incentrata su Silvia che vediamo lentamente varcare il sottile confine tra normalità e pazzia; sarà stato a causa della sua psiche contorta o della magia nera degli adepti?
Silvia sfodera via via : doppia personalità, sindrome di Peter Pan (scrive anche come una bimba), omofobia, isterismo ma se fino alla fine crediamo che tutto sia dovuto a ciò che ha vissuto nell'infanzia, la scena finale in cui il complotto finalmente si svela (nel modo più macabro e silenzioso possibile) ci fa capire che tutto è stato causato (ma sempre restano nell'ambito del “forse”) dall'intervento della setta. Un film che lascia lo spettatore disorientato e dubbioso sulla gente che gli sta accanto
Ottime musiche di Piovani, regia, scenografie e fotografia pressochè perfette, buone interpretazioni (non tutte però) soprattutto della protagonista Mimsy Farmer (finalmente qualcuno che recita il ruolo della pazza in maniera convincente e non ridicola), un attore di colore di un certo valore (Jho Jhenkins), il clamoroso gatto nel finale (non mi riferisco a Chopin, il gatto della vicina rompiballe, né a quello del professore Rossetti)e un anno di produzione che storicizzando come si deve ci
consente di guardare la pellicola con rispetto anche maggiore.
E' un film che però può non attirarsi le simpatie di una giuria variegata come la nostra, con dei ritmi spesso lenti, con punti che apparentemente vegono lasciati in sospeso e che fa ricorso, anche se poi non è tale, all' utilizzo della tanto odiata doppia personalità che tuttavia, permettetemi di dirlo, non è mai stata tirata in ballo così bene ( e inoltre qui avrebbe avuto anche un senso)
Non posso dire altro se non che ho sbagliato voto dimostrando di non essere molto più sveglio di Mimsy Farmer: lei non si è accorta di essere circondata da complottatori, io di essere davanti ad un gran film
Avendo superato la metà della seconda stagione del GFFII mi sembra opportuno iniziare a pensare alla cerimonia degli oscar che andrà a premiare i migliori film dell'anno.Oscar miglior Regia
Oscar miglior Attore
Oscar miglior Attrice
Oscar migliori Musiche
Oscar miglior Fotografia
Oscar migliori Effetti Speciali
Premio BoneBreaker (film più splatter)
Premio ScaryDuck (film/scena più spaventosi)
Premio MonsterMind (film più disturbante)
Premio Prugna (La Donna secondo il GFF)
Premio Negus (attore di colore più simpatico)
Premio DemonDeath (morte più esaltante)
Premio RabidRats (scena più hot)
Premio LordPain (scena leggendaria)
Premio Enigmista (miglior comparsa)
Turistas (paradise lost) è quello che oserei dire un filmone. Un gruppo di giovini provenienti dal "primo mondo"(usa inghilterra australia e svezia) si trova in brasile in vacanza,tra divertimenti,scorribande e paesaggi meravigliosi.sembra andare tutto a meraviglia,ma un incidente con l'autobus li conduce a una spiaggetta solitaria dove improvvisano una megafesta con gli autoctoni.Così tra alcool,balli poppe e culi passano la serata che tutti vorrebbero passare nella vita,senonchè al mattino si risvegliano,dopo essere stati drogati,derubati di tutto e ignari della propria posizione.Unico appiglio con la civiltà risulta essere il giovine kiko,un mulatto dall'improbabile capigliatura stile morbid cake e dallo sguardo ottuso.Questo,con la scusa di metterli in salvo dai membri di una minifavelas che li hanno rapinati,li conduce da un suo "zio",che vive stranamente nella giungla più profonda stille morro amazzonico.Questo zio si rivela essere un medico pazzo che uccide i turistas per asportarne viscere e organi da riutilizzare per il mercato brasiliano,una sorta di contrappasso verso i paesi imperialisti che a suo modo di vedere sfruttano attraverso il turismo la povertà del brasile con un presunto mercato nero di organi .Tra rapitori e rapiti alla fine si salveranno in pochi...
Analizzando più nel dettaglio personaggi e situazioni ho trovato parecchi spunti interessanti all'interno del film:innanzitutto all'inizio appaiono veri articoli di giornali riguardanti sparizioni di turisti stranieri in brasile..Stockwell ci propone una sua versione di un problema reale..io credo che piu probabilmente gli scomparsi abbiano scelto-giustamente-di rimanere a fare una bella vita in un posto paradisiaco o alcuni più goffi si siano semplicemente persi nella giungla.Poi il regista ci propone situazioni veramente tipiche brasiliane..l'ignoranza alla guida,i furti,i culi,le mignotte, e soprattutto la dabbenaggine dei gringos che riesco a non adattarsi mai al luogo che vanno a visitare(clamoroso l'errore degli inglesi bill e liam,che per andare a Florianopolis(estremo sud)prendo l'autobus per recife via belem,tipo 4000 km in senso opposto.Tra i personaggioni partrei da Bill,l'inglesotto sfigatello che si fa adescare come un pollo dalla negrita(anche lei,come tutte le protagoniste del film papabile per il premio prugna),poi l'indio,parente stretto di vadinho ma un po più scuro di carnagione dalla parlata monosillabilica e espressione scimmiesca,e tra le 3 splendide ragazze si erge la prestigiosa australiana Pru,(che di cognome fa probabilmente Gna),semplicemente splendida con il look più consono alla situazione,inclusivo di treccine.(interpretata da Melissa George)
Ma il personaggio più gozzo è senz'altro Kiko,ottimamente caratterizzato,rappresenta il classico ragazzotto mulatto brasiliano,simpatico e bambascione ma pronto a venderti per qualche cruzeiro(anche se adesso si chiamano reales)salvo poi pentirsi;inoltre riesce a fracassarsi la capa tentando un tuffo di testa da una rupe rocciosa.Molto bella la costruzione della tensione che è continua ed esponenziale dal momento del risveglio,poi attraverso il tentativo di linciaggio nella favelas,l'infinito viaggio nella giungla e l'inseguimento sott'acqua(quest'ultima sequenza bellissima).tra l'altro la scena dei negretti che prendono a sassate Liam mi ha ricordato la mia esperienza con la babygang.la paura è creata soprattutto dalla tensione,lo splatter è dosato anche se molto efficace(il dottore che uccide un adepto con uno stecchino nell'occhio,la testa di kiko zanchettata,e infine la sala operatoria del dottore che ci mostra donne nude anche dal di dentro )
E' stato fatto di questo film un paragone con hostel,di cui riprende l'idea di base,una vacanza all'estero che si tramuta in un incubo:essendo i 2 film praticamente usciti lo stesso periodo,hostel qualche mese prima,non si può parlare di plagio e nemmeno di citazione.in maniera diversa viene sviluppata una tipologia di horror che personalmente mi piace molto.Anche hostel mi piacque molto,è sicuramente più commerciale di turistas anche per i grandi nomi che ci sono dietro ma li vedo sullo stesso livello..hostel un po più grezzo e immediato,con momenti di ribrezzo assoluto,turistas più studiato,curato a livello di immagini(ribadisco la bellezza delle riprese subacque)e con più spunti di riflessione.Se proprio dobbiamo trovare una citazione,turistas riprende i paesaggi di cannibal holocaust(per forza,siamo sempre in brasile)solo che stavolta la critica sociale non viene espressa almeno in maniera diretta,ma si lascia spazio alla riflessione personale.Infine segnalo la particolare colonna sonora,che ho ovviamente apprezzato che ha mescolato il nuovo e il classico della musica brasiliana,il pezzo migliore è la ballata finale,il pezzo nostalgico,che parte al momento del decollo del piper,chiara citazione nolittiana.
Infine avendo messo l'immagine delle 3 protagoniste femminili vi segnalo i momenti indimenticabili che ci hanno regalato..minuto6.43(presentazione) e da 11.43 a 12.23(mi posso mettere in topless?)
Cit:"è un po come portare sabbia sulla spiaggia andare in giro con due passere come quelle in brasile"