Si apre lo spazio ufficiale in cui discutere su tutto ciò che riguarda il BILIARDINO DELL'ORRORE
da tempo ma quel che più sorprende è che la passione per questo gioco non accenna a diminuire anzi più si gioca più è difficile smettere.Il tavolo e le palline hanno avuto e avranno ancora grande importanza a livello organizzativo per il Ghisoni Film Festival
4 amici cinesi vanno a fare un giro in Tailandia per festeggiare un addio al celibato. Hanno idee abbastanza precise sul da farsi, ma in men che non si dica si mettono nei pasticci. Fuggendo da un gruppo di magnaccia con il coltello tra i denti finiscono in un bosco e cadono nelle grinfie di un mago vero, nel bel mezzo di una lotta con alcuni suoi colleghi. I 4 deficienti aiutano il mago lanciando una ciotola di farina ai cattivi, egli li ricompensa invitando a cena sua sorella e le sue amiche. La sorella si innamora di uno dei 4 e convince il mago a preparare un incantesimo per far innamorare il fortunato. Ma il pacco-bomba viene aperto dai 3 amici che più o meno involontariamente approfittano selvaggiamente della sorella del mago, suscitando così le sue ire.
Il tema protagonista è sostanzialmente costituito dalle credenze popolari cinesi, che non si concretizzano per mano di un killer, come succedeva nell'americano So cos'hai fatto, ma per l'effettivo operato di diversi maghi, buoni e cattivi, in lotta tra loro. Il film però non scade mai nel rischio di una storia esclusivamente fantasy perchè saggiamente ambientato nel quotidiano. A tenere sempre alto il ritmo di Eternal è il senso dell'humor un po' idiota tipicamente cinese e le numerose scene di nudo, ben girate e dosate in maniera crescente. Alcune sequenze sono davvero esilaranti e in più di un'occasione arricchite da tocchi splatter. La componente comico-sessuale diventa eccessiva solo nel finale, con il fantasioso coito tra la maga e l'uomo invisibile. Non sono da tralasciare anche alcuni momenti più inquietanti, soprattuto nelle prime fasi del film. La prima storiella in cui il padre di famiglia ha mangiato gli spaghetti riservati ai nonni è da pelledoca.
Ineccepibile dal punto di vista tecnico, variopinto sul piano creativo, quasi sempre divertente, pieno di gnocca di qualità: cosa si può desiderare di più da un film?? Vittoria meritata, il fatto che lo abbiamo votato in 3 è solamente indice di una valutazione esperta e in fin dei conti corretta.
Romero ambienta il 4° capitolo della saga Zombie in un futuro imprecisato. Una città americana ben isolata da un fossato che gli "appestati" (come vengono chiamati nel film) non osano attraversare e da una rete di filo spinato elettrizzato che incenerisce qualsiasi cosa si avvicini. Nel quartiere bene della città vive la gente coi soldi, come se niente fosse. Nei sobborghi la povera gente tira a campare e va in discoteca la sera a vedere gli zombie torturati, come si faceva ai tempi di Roma con i gladiatori. Intanto alcune squadre addestrate, capitanate dal nostro protagonista, fanno incursioni notturne nella parte della città invasa dai morti viventi, sparano fuochi d'artificio come distrazione e intanto fanno carneficina e razziano beni di prima necessità, in teoria.
Lend of de dead mi è piaciuto, il regista è tornato alla ribalta con una produzione coi fiocchi, qualche piccola novità discutibile e concetti morali aggiornati. La fotografia e le scenografie sono impeccabili e gustose, gli effetti speciali di primissima categoria, Nicotero fa il suo lavoro e aggiunge nuovi tocchi d'autore al nostro background splatter, oltre a richiamare i clichè della serie - gli immancabili zombie seduti alle prese con arti umani. Anche le musiche se non ricordo male sono recenti e goderecce. Peccato per la presenza di Asia, il solito disastro anche se ha fatto di peggio. Il cast è bilanciato da un Leguizamo in ottima forma, che con i suoi fa salire la colonnina del teppismo a livelli altissimi. I dialoghi hanno fatto storcere qualche naso fino nella Cantina ma come al solito possiamo dare la colpa alla traduzione o al doppiaggio.
Ci ricorderemo di questo film in diverse classifiche da oscar: splatter, fotografia, musiche, teppismo, attore non protagonista Leguizamo e infine il carismatico negus. Mi sfuggono in questo momento i motivi che mi hanno limitato a un 4 e mezzo, certo è che i giurati in generale lo hanno un po' sottovalutato, forse per la mancanza di un tema veramente innovativo.
Felix è un ragazzo argentino come tanti, vive in una stanza in affitto in una grande abitazione, in compagnia di Maria, la figlia della padrona di casa e altri inquilini. Felix è innamorato di Maria, tiene nel portafoglio una sua foto e dice a tutti che è la sua ragazza. Felix fa un brutto lavoro, tortura i desaparecidos catturati dalle squadre dell'esercito. Un bel giorno una di queste squadre fa visita a Maria e agli altri e li porta in un postaccio chiamato Garage Olimpo. Qui i detenuti vivono in piedi, incatenati, ogni tanto vengono "interrogati" da brutti ceffi come Felix, ogni tanto vengono trasferiti in areo, verso lidi lontani...
Garage Olimpo è inizialmente un film di denuncia sulla terribile dittura militare argentina a cavallo degli anni 70 e 80, ma non scende tanto in dettagli storici e politici, che non saprei comunque commentare. Bechis racconta in maniera piuttosto poetica la storia di una ragazza, ma soprattutto parla di sentimenti e di rapporti tra le persone. E' questo punto di vista che fa del film un piccolo capolavoro, che va a toccare corde sempre disturbanti e dolorose, come le note degli archi che accompagnano i momenti più drammatici. La colonna sonora è inoltre arricchita da canzoni argentine, a volte gioiose a volte malinconiche, sempre in contrasto con l'orrore che si respira.
Davvero un bel lavoro di questo Marcho Bechis, che pare sia uno dei pochi sopravvissuti. Garage non sembra affatto girato da un dilettante, oltre a dare una lezione di vita dà un'ottima lezione di regia. 


Trauma è un film che ci fa scoprire un lato più introverso e riflessivo della produzione di Argento.Pur mantenedo quel carattere polizesco tipico delle sue opere prime c'è un approfondimento sulla psicologia e sulle problematiche dei personaggi,con una vena particolare di esoterismo,che rende particolarmente teso e coinvolgente il film.Si comincia con una seduta spiritica,in cui la medium rumena capta la presenza di un presunto assassino:la figlia Aura(asia argento)vedrà i genitori morire decapitati per mano dello stesso,che utilizza sempre la tecnica della decapitazione mediante un simpatico seghetto.Da qui parte l'odissea di Aura,rumena in america,anoressica,un po schizofrenica e pessima attrice(ecco il piu grande difetto del film).verrà aiutata da david,un giornalista che segue il caso e si invaghisce della ragazza.dopo diversi omicidi,tutti collegati dalla pioggia battente,viene scoperto il movente:l'assassino uccide tutti i personaggi di una foto fatta durante un parto fallito:risulta che la madre stessa,creduta erroneamente morta per un gioco particolare di carrucole ottiche,uccide uno dopo l'altro(cominciando dal marito Stefàno)i responsabili della morte del suo primo figlio,causata da un blackout dovuto alla pioggia durante il parto(elemento scatenante della follia),che poi le hanno fatto un elettroshock per farle dimenticare il trauma(da cui il titolo).Incredibilmente l'assassina verrà seccata da un personaggio secondario,il bambino biondino con gli occhiali,dalla inquietante somiglianza con il rabid da giovane. Plot molto ben espresso,pur nella sua complessità,diversi piani di esecuzione della vicenda e forte personalizzazione dei personaggi danno forza a una storia intrigante.Trauma è un film che si lascia seguire e il finale è veramente degno,con il colpo di scena della testa non mozzata e la ricostruzione del trauma con conseguente viaggio nella psiche non solo dell'assasino ma anche della figlia.peccato che la figlia abbia la voce e l'espressività di asia argento.Credo che proprio per questo il film abbia perso dei punti decisivi. Il tutto è splendidamente accompagnato da un grande Pino Donaggio,ormai una sicurezza per le colonne sonore.
con colpevole ritardo giunge il post ufficiale della celebrazione del vincitore del gff1, in seguito a rocambolesche vicende e ripensamenti vari.Senza dilungarmi troppo sulle qualità assolute di questo film,già ripetutamente celebrate nel post ad esso dedicato e dai riconoscimenti ottenuti all'oscar ghisoniano che ne hanno sancito la magnificenza posso dare la proclamazione ufficiale:
Signori, a nome dei 3 Padri e dello Spirito del Ghisoni, ho il piacere di dichiarare il vincitore assoluto della prima stagione del Ghisoni Film Festival. Il Supreme Ghisoni Movie 2007 è:

vincitore ex-aequo:Nekromantik
Sergio Martino ci delizia con questo bel film poliziesco ambientato nella gran città di Milano, intitolato:
Paolo Germi (Claudio Cassinelli) è un ispettore di polizia un po’ stravagante, che per risolvere i casi si scuote di dosso, appoggiato indirettamente dalle normali forze dell’ordine, codici e leggi. Egli indaga sulla morte di varie minorenni, Marisa, poi Floriana, poi Gloria. Per farlo si finge un improbabile scippatore assieme ad un ancora più improbabile ladruncolo,Giannino per entrare negli ambienti della criminalità. Indagando sulla vita delle giovini vittime, egli si imbatte nel Sindacato Milanese Collaboratori Domestici, che scopre essere una copertura per un’associazione criminale, coinvolta anche nell’Anonima Sequestri di cui fa parte il turpe Menga, cui egli risale con vari stratagemmi e che, involontariamente, uccide. Con questi ed altri metodi poco fini recupera anche 2 miliardoni che l’associazione a delinquere aveva guadagnato dal sequestro di un pargolo di padre industriale. Nonostante codesti risultati, i superiori impongono a Paolo di variare metodi, e, indignato, lui si licenzia. Conducendo una personale guerra contro le alte sfere coinvolte in tutti questi affari, risale al banchiere Pesce, parente e violentatore di Marisa e delle altre due, amiche della ragazza, e lo uccide, per vendicare anche la morte di Giannino, indirettamente causata dal riccone.
Il film, come si comprende facilmente dalla trama sovraesposta, è un poco intricato. Il protagonista indaga facendo giri molto larghi attorno alle vittime, tornando ad esse solo alla fine, quando elimina l’iniziale responsabile delle loro dipartite. Nonostante questo, tuttavia, è un film godibile, divertente, in poche parole ben fatto, che merita. Claudio Cassinelli (L’ispettore Germi) ha una recitazione a metà tra il serio e il faceto, interpreta bene il poliziotto senza ipocrisie che rappresenta. Un personaggio divertente è Giannino, il ladruncolo che egli attrae con prospettive di guadagno illecito, che tuttavia rattrista lo spettatore a causa della sua dipartita, rappresentata in modo direi leggermente rapido. L’ambiente è quello della Milano dei bassifondi anni ’70, con un suo comico linguaggio e suoi strani codici d’onore. Consiglio la visione a chiunque ami questo genere semplice ma mai banale. SI TRATTA DI UN CASO DI LEGITTIMA DIFESA? NO, DI LEGITTIMA OFFESA.
2° 4,83 - Trauma (Argento)
3° 4,30 - Deliria (Soavi)
4° 4,25 - Morte sospetta di una minorenne (Martino)
5° 3,83 - Land of the dead (Romero)
6° 3,70 - Driller Killer (Ferrara)
7° 3,12 - Pro life (Carpenter)
8° 3,10 - Gozu (Mike)
9° 2,20 - Plaga zombie (Pares/Saez)
Fc- Garage Olimpo (Bechis)
Si chiude l'edizione con la vittoria annunciata ma non per questo non meritata di Eternal evil of Asia, un film che ha racchiuso in sè tutto quello che il pubblico voleva; grandi riconoscimenti per Trauma che ha tenuto la sfida aperta fino all'ultima estrazione: è forse la media voto più alta per un film visto da sei persone. Con questo non voglio escludere che Eternal evil, se visto da sei persone, avrebbe potuto ottenere un punteggio anche maggiore. Meritatissimo il terzo posto per deliria, un pò di rammarico per morte sospetta in cui qualcosa non ha funzionato a dovere.Dopodichè si scende sotto la sufficienza con un Romero troppo colossale, un Ferrara acerbo, un Carpenter inutile, un MIke strafottente e i due argentini che avrebbero dovuto trarre esempio dal connazionale Bechis che nel fuori concorso ha fatto vedere buone cose
La quinta edizione è stata sorteggiata tra salti di gioia e balli, anche per i film sulla carta meno forti. Demon pesca tra i 90 numeri proprio quello corrispondente al film che era indeciso se tenere o meno in listazza, Hand Hell non presenta alcun titolo,mentre i tre padri si lanciano in scelte avventurose
Lord Pain presenta:
- Il cacciatore di uomini - Sexo Canibal ( Jesus Franco, SPAGNA 1981 )
Demon Death presenta:
- Creepshow 2 (Michael Gornick, USA 1987 )
- Zhixi - Suffocation ( Bingjian Zhang, CINA 2005 )
- Garden of love (Olaf Ittenbach, GERMANIA 2003 )
- M Butterfly ( David Cronenberg, USA 1993 )
- Turistas ( John Stockwell, USA 2007 )
- L'esorcismo di Emily Rose ( Scott Derrickson, USA 2007 )
Rabid Rats presenta:
- Il mostro è in tavola barone Frankenstein ( Paul Morrissey, ITALIA 1973 )
- Family ( Master of horror II, John Landis USA 2007 )
Fuori concorso: L'uomo puma ( Alberto De Martino, ITALIA 1980)
Un'edizione che si annuncia fenomenale: si parte subito col tanto atteso esordio di Jesus Franco al GFF, un regista che ha diretto così tanti film (oltre 180 ed è ancora vivo) che potrebbe riempire da solo altre 2 annate di serate horror; padrino di questo speciale battesimo è Lord Pain, attratto soprattutto dal titolo originale del film. Poi tocca a Creepshow 2, scelto da Demonaz per rievocare la scorsa quinta edizione, quella dei numeri due: il film è diretto da Michael Gornick, già direttore della fotografia del primo episodio. Si torna quindi in Cina col poco conosciuto Zhixi prima di tornare nella Germania super splatter di Olaf Ittenbach con un titolo attesissimo:Garden of Love(orgogliosamente estratto da Rabid). Dopo il ritorno di Cronenberg con un film forse un pò fuori dal genere(M Butterfly) è la volta di due dei titoli più promettenti degli ultimi anni: L'esorcismo di Emily Rose (che Bazzu ha già visto ma rivede volentieri) e Turistas, quello che sembra essere un ottimo plagio di Hostel. E' il momento della proposta di Rabid che spera con il suo film dal titolo indimenticabile di ripagare Morrissey per la mancata convocazione al GFF del suo già celebre Blood for Dracula. Chiude l'edizione il master di John Landis che sicuramente risolleverà il prestigio dei master of horror. E non dimentichiamoci il fuori concorso di Alberto de Martino di cui i più fortunati hanno già assistito a qualche spezzone al Joedamatohorrorfestival.
Durante le prove di uno spettacolo teatrale,Alicia,prima ballerina, si infortuna; esce di nascosto dal teatro per non dover dare spiegazioni al presuntuoso regista Peter e si va a medicare in una clinica lì vicino dove è rinchiuso per controlli Irving Wallace, un pericoloso killer psicopatico. Irving riesce a fuggire salendo sulla macchina di Alicia e prima di nascondersi all'interno del teatro fa fuori con un piccone una sua amica. La polizia viene avvisata e una pattuglia rimane nella zona; il regista invece,daccordo con il produttore, tenta di sfruttare il tragico evento per pubblicizzare il suo spettacolo; decide di cambiare alcune parti, sostituire Alicia con un'altra attrice e anticipare la prima: per ciò promette agli attori una paga maggiore a patto che si vada avanti a provare tutta notte. Per sicurezza chiude tutti a chiave dentro il teatro.
Scelto per inserire in edizione un film anni 80 ma anche un film molto atteso, mi sono trovato un po' pentito in seguito per aver usato subito l'ultimo horror di Soavi che ci mancava; ma dacchè il destino ripaga sempre le scelte coraggiose, ecco leggere una settimana dopo che Michele dovrebbe proprio quest anno tornare a dirigere un horror.
Michele dimostra di partire col piede giusto nella sua carriera di regista: questo film è diretto con la stessa maestria già gustata: la ricerca del dettaglio(il primo piano della chiave), l'inquadratura mai banale, i movimenti a seguire i cavi elettrici, musiche e luci precise e puntuali. Una delle scene che mi è particolarmente piaciuta è stato il ritorno al teatro delle due ragazze con tanto di uccisione col piccone (il gatto, la pioggia e la sagoma dell'assassino che si intravede correre fuori dal vetro) ma tante sarebbero quelle degne di nota.
La figura dell'assassino è fantastica: un barbagianni,muto per giunta. L'ambientazione all'interno del teatro viene sfruttata al meglio filmando nel modo più angosciante possibile le varie zone (i bagni,i camerini, la sala dei costumi, le quinte, la parte sopra il palco,il palco stesso), e tutte quelle situazioni che rendono il teatro magico (la copresenza di realtà e finzione, la messa in scena di se stessi(nel finale il killer si atteggia a grande attore)(viene citato anche il metodo Stanislavskij)) ma anche corrotto e immorale (il personaggio del regista che va avanti nonostante tutto, l'interesse economico e la sessualità smodata-molto presubilmente il tema principale dell'opera che Peter stava mettendo in scena). Tra uccisioni spettacolari, ritmo incalzante( ad un certo punto si passa da 7 sopravvissuti a una sola con un'altra ferita a morte in meno di 5 minuti) e saggi rallentamenti per aumentare la tensione il film prosegue ottimamente e tra un fascio di luce blu e una pioggia di piume, si arriva al buon finale in cui il classico negus diventa un inaspettato eroe tant'è che neanche ci crede.
Il film è uno slasher, il genere che,storicizzando, trova in reazione a catena di Bava il suo capostipite; seppur il capostipite venga decisamente superato, lo slasher che piace a me è diverso: è quello in cui si fa il tifo per l'assassino, in cui si odiano le vittime; qui invece, nonostante il barbagianni sia molto carino, l'attenzione è rivolta soprattutto ai personaggi che risultano fin troppo ben caratterizzati per essere solo carne da macello: il regista cerca di organizzare una guerra al killer,ma accanto a lui ci sono solo un aiutante imbranato, una checca (grande prova di Giovanni Lombardo Radice) e un altro, preoccupato per la gravidanza della compagna, oltre che ad un manipolo di donne...insomma non sapevo da che parte stare; così,indeciso, ho deciso di fare il tifo per Michele Soavi,un regista che a 50 anni viene ancora chiamato “il ragazzo”.
Gli eclettici giurati del gff si trovano a visionare per la prima volta una pellicola thriller erotica diretta del mitico george raminto(il nostro martino),unanimemente riconosciuta come un capolavoro .Spiando marina è splendidamente ambientata nella buenos aires barocca del periodo d'oro postperonista:è la storia di Max (uno Steve Bond strepitoso,assolutamente da oscar)ex poliziotto divenuto corrotto dopo essersi immischiato in storie troppo grosse coi narcotrafficanti colombiani.La sua famiglia è vittima di un attentato,il cui incubo ricorrerà per tutto il film,in seguito al quale viene assoldato per una missione da mercenario in argentina(ove arriverà con un pesante trucco tanto che rabid non riuscirà a riconoscere lo stesso attore dietro la maschera).Mentre aspetta il bersaglio da colpire si diletto bevendo,andando a mignotte(mitica la negra puta raffaella Officiani)e soprattutto spiando marina,la vicina di appartamento dotata di due poderose bombe e che si diletta nel farsi bombare a ripetizione tutti giorni.con la scusa del serpente in camera i due si conosceranno,e in circa 1 giorno si innamoreranno.ma,come sempre accade,donna uguale danno:marina si rivela essere complice del narcotrafficante che Max dovrebbe uccidere,e con un abile scambio di persona il poliziotto ucciderà,invece del criminale,proprio il suo datore di lavoro.ingannato e tradito dalle poppe di Debora Caprioglio(secondo me fantastica,unica nella sua dizione ma decisamente sexy e adatta alla parte..fioccheranno le candidature in fatto di pere,meloni e frutti vari),Max,sospinto dai maschi presenti in sala(quindi da tutti) avrà la forza di vendicarsi uccidendo prima il narcotrafficante,poi la donna che aveva amato(in splendide sequenze nella stanza,nel bar,nella hall,nel camerino etc..)
Semplicemente perfetto,un film che incarna ottimamente il genere,con uno sfumato di romanticismo e nostalgia.consigliatissimo,il nudismo esagerato(nel senso di dimensioni),non è nemmeno l'elemento principale,perchè martino,pardon raminto, costruisce una grande storia di inganni,sentimenti e solitudine nel piu classico stile del dramma latino,accompagnata da una colonna sonora precisa e indimenticabile. Ispiratore di molte situazioni piccanti per le giovani coppie degli anni novanta,spiando marina è un "must" che non deve mancare nella vostra videoteca. assolutamente 6/6
La rappresentazione del personaggio, il suo cadere lentamente nella pazzia, il suo tenore di vita e lo sfondo newyorkese sono gli elementi che più ho apprezzato, insieme ovviamente all'interpretazione di Ferrara veramente efficace. La regia è ancora grezza ma si vede subito che il ragazzo ha del coraggio.
Le trapanate sono sempre belle ma il difetto del film è rappresentato dalla band: le loro prove sono ripetute all'infinito, poi Reno va in un locale e ritrova ancora gli stessi rompitimpani, poi il leader del gruppo viene a farsi fare un quadro e clamorosamente, Reno non lo fa fuori,neanche dopo pagato. Il leader (credo che si chiami Tony) prende così tanto spazio all'interno della vicenda fino a bombare la coinquilina di Reno che ci saremmo aspettati un confronto tra lui e il pittore, una specie di lotta tra artisti diversi ma in fondo simili, uno al culmine del successo l'altro in crisi, una battaglia che si sarebbe dovuta concludere a colpi di trapano e invece di Tony non si sa più nulla.
Ci sarebbe anche potuto stare ma non dopo che lo abbiamo dovuto ascoltare per mezzora.
Il finale a me è piaciuto: arancione forse della coperta e voce della donna senza che possiamo sapere chi ci sia sotto quella coperta e dove sia Reno. Purtroppo la mancanza di una ripresa del personaggio Tony va troppo contro i miei principi tuttavia l'originalità e l'andare controcorrente con scelte coraggiose e impopolari merita massimo rispetto
Ho la possibilità di scrivere qualcosa a caldo su questo film finito pochi minuti fa. Gozu (Miike 2003) non mi è piaciuto, ribadisco meritava il 7 e mezzo di tutti per finire fuori concorso con una media senza voto. Ok il buon Takashi ci ha fatto sorridere, ha messo qualcosa di divertente, ci ha fatto piegare la bocca all'ingiù con le sue trovate al limite della sopportazione, ma un film non può reggersi su pochi momenti, soprattutto se così lungo e pieno di nulla. Non ditemi che qualcuno riesce a trovare un senso in tutto quello che abbiamo visto. Inoltre non ho apprezzato le insistenti autocitazioni a Visitor Q, film di tutt'altra caratura che ottenne un buon successo in ambito Ghisoniano. Ok questo è uno sfogo a caldo, probabilmente pensandoci con calma e analizzando i punti chiave del film e alcuni particolari possiamo leggere una qualche parabola giapponese sulla rinascita morale e ri-scoprire che Miike è un genio, e ri-scoprire di aver sbagliato a votare.
Vediamo, il mafioso si accorge che le cose vanno male nella sua famiglia, il suo boss non si interessa più agli affari e dedica il suo tempo alle donne e ai mestoli. Parte allora in pellegrinaggio per una città con il fratello, che subito scappa ad acquistare gli ingredienti per una sorta di intruglio che gli permette forse di diventare piccolissimo e entrare nel corpo di una giovane donna. Il latte della mucca cinese gli permette di rinascere puro e crescere sano, forte e senza macchia. Egli aveva preparato il terreno regalando al fratello le mutandine col buco di Givenchy, che permetteranno a Miike di girare la cronenberghiana scena finale senza dover mostrare la vulva della sfortunata, con grande disappunto della platea della Sala del Terrore. Un accenno di senso sembra esistere, una seconda visione sicuramente aiuterebbe ma non lo metto nella già lunga lista delle repliche.
Tecnicamente tutto nella media, girato come si deve, gli effetti speciali non sono di primissima ma d'altronde se fai 5 o 6 film all'anno non vai tanto per il sottile. Forse sarebbe meglio farne qualcuno in meno.. o forse no chi lo sa.