
A seguito di un'invasione aliena l'FBI scende a patti con i capi extraterrestri: gli umani di una cittadina ,opportunamente isolata, saranno trasformati in zombie. Bill,John e Max non sono ancora stati presi e non sono ancora mutati. Dopo un primo confronto con questi particolari zombie trovano un floppy con la mappa per uscire dalla città ma il computer ha come sistema operativo Ubuntu quindi occorre una mezza giornata per caricarsi; l'arrivo di un altro Max e la rivelazione di John (che altri non è che il mitico lottatore John West) creano malumori all'interno del gruppetto così affiatato che li portano alla rovina. Un gruppo di agenti FBI fa sparire dalla città tutti i coltelli sicchè i sani non possano difendersi, ma ora non sanno più come andarsene: anche loro hanno bisogno della mappa. 
Un primo sguardo mi fa capire che il film è poco più che amatoriale, una prima scena mi da l'impressione che ci sia un proprio stile personale di regia, una prima lotta con gli zombie mi fa sperare in un bello splatterone di qualità e quantità, un prima analisi sociologica mi presenta una società zombesca inedita, con bande hippies, in grado di guidare e che tenta di comunicare con gli umani, una prima nota di una canzone mi fa crollare ogni speranza per questo film della coppia Pares /Saez. Un film amatoriale doppiato meno che amatorialmente in italiano, uno stile a scatti che probabilmente è causato dall'aver lasciato acceso l'effetto luminosità che ho anch io nella videocamera (è usato nella scena finale di assassinio...potete notare che L'enigmista,Suave e Negri si muovono a scatti), uno splatter buono ma ripreso male( c'erano dei buoni effetti ma non li si
faceva vedere nel modo migliore) e degli zombie che perdono via via tutto il loro interesse poiché ci si dimentica di riproporci il loro aspetto più umano che troviamo solo all'inizio. La pessima trovata dell'uomo nel sacco,introduce un personaggio inutile che causa la fine della simpatia che provavamo per i tre protagonisti; da qui in poi inizia il tormentone di John West. Non perderò altro tempo ad elencare tutto ciò di brutto e sbagliato c'è da qui in poi, mi limiterò ad insultare un po' i registi. Da questo film si intuisce che la loro passione per il wrestling è sicuramente maggiore che quella per
il cinema horror: a parte che i due protagonisti sono simili a dei veri wrestlers, il film si dilunga in battaglie simulate e squallidi teatrini per giustificare i loro cambi di umore un po' come nei dietro le quinte di smackdown o affini in cui avviene di tutto per permettere che ad ogni puntata ci sia un'alleanza diversa. E poi c'è John West: l'eroe fasullo,come lo sono i wrestlers. Un'interessante proposta di lettura è stata offerta da qualche appassionato di storia contemporanea presente alla cantina secondo cui le parole di West nel finale riprendono pari pari un discorso del presidente degli States: George W. Bush.
Torniamo indietro di qualche mese, Demonaz sta cercando dei film con Christina Ricci e si imbatte in questo Cursed, si accorge che è un horror e per giunta diretto da un maestro dell'orrore come Wes Craven (a proposito perchè non è stato inserito tra le giovani e vecchie glorie che hanno diretto i Masters? non ditemi che è perchè non è più quello di un tempo perchè allora il nostro Dario..)
Facendo due conti aspettative quasi del tutto ripagate, divertente il personaggio del fratellino sfigato vittima di un bullo così soft che verrà a bussare alla porta di casa dichiarando il suo affetto omosessuale. Spaventi non ne ricordo ma un po' di tensione sì, Craven non ha dimenticato come girare certe scene. Insomma nessuna novità o miracolo, Cursed è un filmetto nel quale non avevo investito grandi speranze, una piacevole visione che si guadagna la sufficienza. Grande l'intervento di Manfred sul finale e la sua repentina bocciatura, gli ultimi minuti del film sono in effetti la parte più debole, con scene d'azione che trasudano digitale e un prevedibile happy ending con bacio perugina incluso.
6 donne per l'assassino: un film così perfetto da essere quasi noioso!
Un giallo del 1964, una storia solida con alcuni dei punti saldi dei film di Bava ( movente: danaro, tradimenti familiari, complici insospettati, polizia inconcludente, finale che lascia solo sconfitti)
Colori, fotografia,recitazione ineccepibile; bella la figura misteriosa dell'assassino; buone dosi di violenza, struttura non banale, incastri
intelligenti e meno intricanti che altrove (reazione a catena).
Le sei donne non erano bellissime ma Bava le dipinge in una maniera così bella che le migliora.
Unico buco è come faccia a scappare il killer che scappa ai piani superiori, ma poco importa.
Eppure davanti a tutto ciò cosa ci rimane? Come davanti ad una macchina perfetta restiamo affascinati e ammirevoli lo stesso accade davanti a questo film, ma non restiamo allo stesso modo emozionati e scossi come davanti ad una poesia . Se mi chiedessero qualcosa sui film di Bava sicuramente parlerei dello stile, dei colori, delle immagini bellissime ma se volessero sapere le trame dei suoi film avrei dei problemi. In questo caso poi il non aver preso appunti, causa cena da servire, non mi ha favorito. La serata invece me la ricordo bene: una cena sontuosa, l'illuminotecnica natalizia, un ambiente caldo in una cantina fredda e la prima partecipazione di Rockfeller che ha lanciato anche il tormentone "It's a long way to the top!".
Trama:in una sartoria viene trovata morta Isabella, una modella. La polizia indaga sull'accaduto ma nessuno sembra coinvolto. Il ritrovamento del diario della ragazza pone però le altre modelle e i rispettivi compagni in uno stato di agitazione: tra quelle pagine sono elencati i loro segreti che potrebbero in qualche modo comprometterli. Ogni personagio ha i suoi peccatucci; l'assassino tenta di eliminare il prima possibile tutti gli indizi e chiunque possa avere la cattiva idea di parlare troppo. La polizia riesce nella difficile impresa di arrivare sul luogo del delitto sempre troppo tardi.






Takashi Shimizu ritorna alla grande con un horror tipicamente giapponese di un effetto superlativo.Brillante,agghiacciante,con una tensione altissima,per una storia da paura che non lascia al pubblico che il meritato applauso finale.La storia si rifa al genere J-horror theatre che punta a riproporre il genere horror nipponico in una chiave più letteraria,con un maggiore approfondimento della sceneggiatura e interessanti significati a livello cinematografico.Rinne(titolo originale) entra di prepotenza nella storia del genere recuperando quegli elementi tipici quali i bambini,i flashback,le giovani in gonnellina,aggiungendo una thriller altamente emotivo e particolarmente coinvolgente.Molto bella la visione metacinematografica di film nel film:infatti la storia mostra le riprese per un film di un inspiegabile delitto avvenuto 30 anni prima in un albergo ora abbandonato.Ma in realtà le persone coinvolte nelle riprese portano il pesante ricordo delle anime morte 30 anni prima,i cui spiriti reincarnatosi tornano a vivere scontrandosi nuovamente con l'esperienza passata.Un padre impazzito uccide la famiglia e altre 11persone nell'albergo prima di morire egli stesso.Il tutto viene ripreso dallo stesso con una telecamera,che verrà ritrovata dalla stessa persona che rivive il tormento delle anime uccise e gli spostamenti e le sensazioni dell'assassino:l'attrice protagonista,ovvero Nagisa Sugiura(Yuka)che ha anche il potere di risvegliare l'antica passione di DD per le asian.Spicca nel cast anche Tetta Sugimoto,ma sono soprattutto la sapiente regia e l'azzeccata ambientazione a creare un fortissimo pathos(si noti che i produttori sono gli stessi di the grudge e the ring,due tra i migliori j-horror di sempre).Solo dopo vari colpi di scena si identificano le varie reincarnation:il regista è il fratellino, l'aspirante attrice che per prima vede le anime erranti è la bambina che chiede continuamente "chotto ishi daewo"?,con la sua bella bambolina molto inquietante.Durante lo shoot finale Nagisa ritrova la macchina da presa dell'assassino la cui anima prende il sopravvento e ricomincia a uccidere.Quando il passato è tornato a verificarsi in maniera tragica,la follia è totale nella mente dell'attrice che finisce in manicomio nel finale più tragico possibile, per la gioia di chi non ama l'happy ending,o peggio il finale inesistente.Da gustarsi tutto in un fiato,sicuramente il più bel film giapponese visto nella storia del Gff.brillante colonna sonora,bellissima la musica all'interno dell'hotel e strepitosa la sigla di coda,già pluritrasmessa nella discoteca Gff.
Non c'è pace nella reincarnazione .
La morte è solo l'inizio.
2° 4,37 - Reincarnation (Shimizu)
3° 4,20 - La bottega che vendeva la morte (Connor)
3° 4,20 - Grano rosso sangue (Kiersch)
5° 4,00 - The V word (Dickerson)
6° 3,83 - Sei donne per l'assassino (Bava)
7° 3,50 - Cursed il maleficio (Craven)
8° 3,30 - Dead Meat (MacMahon)
9° 2,60 - Marabunta (Charleston)
Fc- Spiando Marina (Martino)
Il dominio di A venezia un dicembre rosso shocking è stato netto fin oltre le aspettative; indubbiamente il film migliore dell'edizione, ma mi sarei aspettato un maggior contrasto da parte di Reincarnation e da sei donne per l'assassino, finito in bassissimo, a causa anche della mancanza dei voti di Hand Hell. Quello che mi stupisce sono alcune medie voto: la bottega che vendeva la morte, un gioiellino, poteva essere anche seconda senza un 3 e un 3 e mezzo di cui non so capacitarmi, V word e Cursed hanno ricevuto voti esagerati che mi han fatto rimpiangere di essere stato buono con loro. Tutto sommato una buona edizione, segnata soprattutto da una partecipazione costante e da voti molto uniformi,salvo poche eccezioni
MIGLIOR REGIA: DAVID LYNCH - LOST HIGHWAY Punti: 15
-Jeffrey Combs 18
-Camille Keaton 14
-Lisa e il diavolo 11
-Cigarette Burns 11
-Tetsuo 9
FILM PIU' SPAVENTOSO: DREAMS IN THE WITCH HOUSE Punti:19
-Schramm 17
-hellraiser 2 17
-rosemary's baby 12
-lost highway 12
-Suicide Club 17
ATTRICE PIU' BELLA: BARBARA BACH (ISOLA UOMINI PESCE) Punti:31
-Deer woman 28
PREMIO SPECIALE DELLA CRITICA: ASSASSINIO AL CONVEGNO BANDISTICO
OSCAR ALLA CARRIERA: LUCIO FULCI
Irlanda, una giovane coppia sta attraversando verdi campi a bordo di un automobile. Tra una smanceria e l'altra investono un tizio col brutto vizio di stare in mezzo alla strada, cosa vi ricorda?
Volete sapere come va avanti la storia? La donna incontra un giovanotto e insieme cercano di raggiungere una casa. Lungo la via devono ammazzare un bel po' di zombie. Poi incontrano una coppia di bifolchi ancora sani e con loro provano a fuggire in macchina, ma sono quasi più pericolosi degli zombie per quanto sono antipatici (belli però come personaggi). Scende la notte, un po' di angoscia prima del supercombattimento finale al quale sopravvive solo la ragazza (punto a favore). Conclusione dal sapore agrodolce di cui non si è capita molto l'utilità ma ho comunque considerato positiva in quanto un po' fuori dalla norma.
Facendo due conti quindi lavoro positivo di McGregor. Pur partendo da un'unica innovativa idea (la mucca pazza che zombizza gli umani) e girando su una trama di 2 righe, riesce a sfruttare un'ambientazione insolita senza risultare troppo casereccio, infarcisce il film di uccisioni divertenti, grezze e a volte originali (e a volte un po' improbabili mi salta alla mente qualcuno ucciso con un rametto). Inoltre si impegna per colorire tecnicamente il tutto.
Atteso da più di un anno, tratto da King, diretto da uno sconosciuto, gran titolo, grandi aspettative, mia proposta a causa dell’esclusione dalla listazza. La prima parte mi ha fatto credere nella possibilità di un piccolo capolavoro, poi purtroppo mi sono un po’ arrabbiato.
A qualcuno però il sistema sta stretto: ecco l’incredibile personaggio chiamato Malachia, un ribelle tra i ribelli, con le sue inquietanti sembianze a metà tra TommyKnockers e Sherminator. La vicenda viene raccontata dagli occhi di due bambini che stanno sempre un po’ in disparte, la bambina ha il potere di prevedere le sfighe disegnandole con un pastello rosso, un po’ come faceva Baxter. Tutto molto affascinante, se non fosse che i veri protagonisti del film sono una coppia di sfigati che passano in macchina dal villaggio dei bambini. Lui è un frigido professore che ha già dimenticato la voglia di giocare, lei la stupida consorte che cerca di sedurre senza spogliarsi, contribuendo ad allungare la siccità di nudismo che ha perseguitato la Cantina per settimane.
La coppia sta percorrendo una strada che passa tra i campi di grano, all’improvviso la macchina sbatte conto il cadavere di un ragazzino. Poco dopo i due sono nei guai, la donna viene rapita e appesa in croce, verrà sacrificata come tutti i gli adulti? E’ la sorte che toccherebbe anche a un ragazzo che ha appena compiuto diciott’anni e deve quindi essere dissanguato e impalato. Durante l’affascinante cerimonia però entra il nostro duro, che si libera dei bambini con un paio di spintoni e interrompe tutto dicendo “fermatevi tutti, ma cosa state combinando qua?”. Il suo modo di sottovalutare i bambini e prendersi gioco della loro religione è assolutamente irrispettoso e insopportabile, per questo merita più volte la morte, ma lui si divincola, si toglie le coltellate dal petto, scappa, non si capisce come i bambini abbiano fatto a uccidere tutti gli adulti visto che questo, anche se solo, se ne sbatte di tutto e non si fa prendere. Forse perché è già un momento critico nella giovane comunità, Isaac sta perdendo credibilità e Malachia tenta il colpo di stato..
Nel finale i buoni ovviamente vincono, in modo assurdo e per di più con l’ausilio di effettacci digitali di prima generazione. Peccato perché fino a quel momento avevo apprezzato la cura delle riprese, della suggestiva fotografia e dei dettagli scenici. Un plauso al gruppo dei bambini, quasi sempre seri e credibili.