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sabato, 29 dicembre 2007

GFFII - 4a edizione

Un'emozionante Bombolata di fine anno ci ha permesso di stilare e ufficializzare la quarta edizione che se verrà rispettato il buon ritmo tenuto finora si esaurirà nel mese di Gennaio. Demon Death lancia subito il suo nuovo fuori concorso poi la bomba inizia a frullare e le palline numerate scendono guidate dal Ghisoni nell'angusto scivolo fino a vedere la luce e trovare il loro posto nell'apposito spazio soprastante


Gozu
( Takashi Mike, GIAPPONE 2003 )

HandHell presenta:
Plaga Zombie : Zona mutante  (Pablo Pares & Hernana Saez, ARGENTINA 2001 )

Demon Death presenta:
- E
ternal evil of Asia ( Man Kei Chin, CINA 1995 )

Driller Killer (Abel Ferrara, USA 1979 )

- Pro life
 ( Master of horror II, John Carpenter, USA 2007 )

  Lord Pain presenta:
Trauma  ( Dario Argento, ITALIA 1993 )

Morte sospetta di una minorenne  ( Sergio Martino, ITALIA 1975 )

Rabid Rats presenta:
- Deliria  ( Michele Soavi, ITALIA 1987 )

- Land of the dead ( George Romero, USA 2005 )

Fuori concorso: Garage Olimpo ( Marco Bechis, ARGENTINA 1999)

I titoli promettono bene: un giusto mix di registi affermati e sconosciuti, una buona estrazione della bombola accompagnata da un'attenta scelta da padre dei tre padri in modo da non trascurare nessun decennio di produzione e di spostarsi in tutto il mondo (doppio esordio argentino e primo film cinese al GFF). Lord Pain rischiatutto riproponendo un film con Asia Argento, Demon Death raddoppia l'appuntamento con l'Oriente visti i recenti successi degli occhi a mandorla, RabidRats deciso a scegliere un film anni 80 va sul sicuro con Michele Soavi...da segnalare un'emergenza anni 80 (in listazza ci sono pochissimi film del decennio che ha visto i nostri Natali)

postato da: RabidRats alle ore 01:48 | link | commenti (66) | commenti (66)
categorie:
lunedì, 24 dicembre 2007

GFFII3 - La bottega che vendeva la morte (rabid)

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In una piccola bottega d'antiquariato in un vicolo di Londra, un anziano signore, pipa alla bocca, cerca di piazzare i suoi pezzi migliori offrendo anche dei buoni sconti. Il destino di chi cerca di imbrogliarlo o derubarlo porta inesorabilmente alla morte: uno perde la ragione a causa di uno specchio da poco acquistato e ne rimane intrappolato; una medaglia conduce un padre di famiglia ad innamorarsi di una strana ragazza, dedita ai riti vuu-duu e a sposarla dopo essersi liberato della moglie; la polverina di una tabacchiera appiccica alla spalla di un altro aquirente un inventario : essere invisibile di natura maligna, minacciando l'incolumità della moglie fino all'intervento di una specialista; un giovane che acquista una porta per il suo armadio si ritrova nell'ufficio un varco per una stanza segreta dove è riposto un male celato per secoli. Dopo un tentativo di furto sventato il bottegaio invita il pubblico ad andare a far compere al suo negozio.

La visione più dura della storia del GFF: il computer mandava l'audio, il portatile proiettava il video e il giusto accostamento si è trovato a pochi minuti dal termine...una visione dura che coincide con un bel film, opera prima del regista inglese Kevin Connor. Dopo i primi 15 minuti mi stavo chiedendo come sarebbe potuto proseguire il film: era già successo tutto quello che poteva succedere, poi mi (ci) siamo resi conto della struttura ad episodi; i quattro episodi più quello conclusivo sono tutti buoni con qualche momento di stasi nel secondo e un finale non all'altezza dei primi due nel terzo; il quarto episodio, pur simile al primo, si risolve positivamente per il protagonista, l'unico a non truffare il bottegaio, sottolineando la lealtà del diavolo verso chi rispetta i patti. Impregnato di un'atmosfera inglese molto positiva, il film mi è piaciuto,migliore di Creepshow e sullo stesso livello di Todesking (gli altri due film a episodi incrociati finora).Un esempio di semplice e sano horror!

postato da: RabidRats alle ore 01:27 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: bottega che vendeva morte, ->gffii3, >connor
domenica, 16 dicembre 2007

GFFII3 - A Venezia...un dicembre rosso shocking (review by RabidRats)

VeneziadicembreVeneziadicembref2Spesso si sente dire :"il film più atteso del Gff", quasi ad ogni film; in questo caso però davvero aspettavo questo film da molto tempo,almeno due anni e mezzo, cioè da quando BatzuBuster(da dopo questo film Batzu Baster) mi presentò il film raccontandomi di come suo padre ne restò colpito quando uscì nelle sale. Non potevo non vedere un film con un titolo simile e raccomandato da una figura così importante per la mia personale passione per l'horror (ricordo ancora quando ero ragazzino e mi imprestava i suoi fumetti di Dylan Dog) solo che Winmx non lo trovava, su ebay c'era ma non avevo la carta di credito, poi è arrivato il GFF: ma non c'era ancora Batzu tra i giurati,abbiamo aspettato il GFFII, quindi il mese di Dicembre e anche se problemi dell'ultimo momento non hanno permesso la visione insieme,subito è avvenuto un recupero proprio a casa Batzu, con suo padre che si è allontanato dopo aver udito le musiche di Donaggio che hanno rievocato in lui gli spaventi del 1973.
Veneziadicembref1
John Baxter e sua moglie Laura, restauratori inglesi, perdono la loro piccola figlia Christine per un tragico incidente: ella giocando nel giardino della loro villa col fratello cade nel laghetto e annega. John ha un presentimento che qualcosa sta per accadere quando vede una figura rossa su una diapositiva che inizia a sanguinare, ma il suo intervento è tardivo. Lasciato il figlio in un collegio britannico,la coppia si reca a Venezia per lavoro; superare la perdita è dura per entrambi; Laura trova conforto grazie ad una sensitiva ceca che le assicura la felicità di Christine e la vicinanza ai suoi genitori. John è scettico ma se credere alla sensitiva può aiutare la moglie a superare il momento duro e a far rinascere in lei la passione, allora vuole assecondarla. Proprio in quei giorni Venezia è sconvolta da alcuni omicidi e Laura vuole lasciare la città al più presto perchè la medium sente che John è in pericolo. A causa di un piccolo incidente capitato al figlio Laura torna in Inghilterra ma a John pare di vederla ancora a Venezia. La situazione precipita, John si rivolge alla polizia e inizia ad essere sospettato lui stesso dei crimini che avvengono in città finchè la verità non viene a galla e John paga ,non per ciò che gli pare di aver visto ma per ciò che non si è accorto di saper vedere.Veneziadicembref6

A Venezia..un dicembre rosso shocking ha un modo di raccontare originale, inedito, non facile; il passaggio da una scena all'altra non è mai "normale", Roeg non perde tempo nel mostrarci le "azioni che non possono far altro che andare in un modo preciso", non ci mostra il dolore della coppia, non fa vedere le indagini della polizia, tralascia arresti, tralascia quando la medium racconta ciò che ha visto; egli ci mostra solo le azioni frutto di una scelta precisa dei protagonisti(salire sul trabattello a controllare il mosaico, intrufolarsi nela casa della sensitiva di nascosto,baciare la mano al vescovo pur non essendo cristiani, non prendere una pillola), scelta in molti casa dovuta ad una errata impressione di ciò che sentono o vedono come dimostra la visione di John della nave con Laura a bordo; insomma il succo,la sostanza del film di Roeg è l'inesorabilità del fare la scelta sbagliata quando si è ostacolati nel vedere,dal dolore per la perdita di una figlia o da qualche altro impedimento (eccezione che conferma la regola: la ceca è quella che vede meglio di tutti). La domanda iniziale(posta dalla piccola Christine) "Se la terra è rotonda perchè un lago ghiacciato è piatto?" e la semplice risposta "Niente è come sembra!" racchiudono già tutto il significato dell'opera, esasperato poi dal gran finale in cui John crede di vedere la figlia e noi spettatori che durante il film abbiamo sospettato di tutti( di John, del commissario, del vescovo, delle medium, dei vari personaggi che compaiono a spiare come la vecchia in bagno a inizio film,del fratellino di Christine per giunta) ci ritroviamo davantiVeneziadicembref3 un assassino che non sappiamo chi è e, per restare fedele a se stesso, Roeg non ci dice neanche se verrà o meno catturato.
Nel tentativo di creare sospetto attorno a tutti riconosco un limite al film, ad esempio la risata delle due vecchie che le inserisce tra i possibili cattivi, non è una visione del protagonista!; e il vescovo? Perchè è quasi stizzito quando John si salva? Perchè si sveglia quando il pericolo è forte?E poi che fa? Possono essere scene che vogliono darci quelle errate impressioni di cui parlavo, certo, ma secondo me questi due elementi rappresentano gli unici due buchi della vicenda realmente duri da superare. Perchè ci sono molti elementi poco chiari, poco trattati, spunti buttati lì per alimentare sospetti e false credenze, personaggi strani, ma non vanno ad ostacolare una vicenda principale logica e lineare,seppur raccontata in un modo a cui non siamo abituati. Che sia questa la grandezza o il limite del film non è facile a dirsi.
Parliamo quindi di ciò che il film ci lascia di concreto: una paura matta! Certamente la scena finale,ok,ma non solo: c'è un'ora e mezza di preparazione precedente senza la quale anche il momento finale non sarebbe stato lo stesso (da segnalare questa volta non un salto dal divano, ma proprio il gelo che si sprigiona dentro e non sono utilizzati particolari effetti sonori per farci spaventare): il rosso,quasi onnipresente dalla prima all'ultima scena,le vie buie e strette, topi e gatti, finestre che si aprono e si chiudono, luci che si accendono e si spengono, e un piccolo essere in impermeabile rosso che corre sotto i 420x340.aspxponti. L'ambientazione è fantastica e grande è la scelta di far vedere non lo sfarzo di Venezia (tranne un pò al commisariato) ma i cartelloni pubblicitari malandati, non le chiese magnificenti, ma i lavori di restauro. Ottima prova di tutti gli attori, dai protagonisti alle spalle (da ricordare Leopoldo Trieste nei panni dell'alberghiere gay(ma lo è davvero o è solo una nostra impressione? Non si vede con chi è appartato nello stanzino!)) Il montaggio è molto particolare proprio nelle scene che più amiamo (sesso e morte); le musiche di Pino Donaggio(che non aveva brillato nella setta) sono stupende. Tratto da un racconto di Daphne Du Maurier, A Venezia un dicembre rosso shocking (titolo originale "Don't look now!") è un film su cui bisognerà discutere a lungo, eppure c'è chi dice che è il più commerciale del regista (nella foto)







                                                                                                      
postato da: RabidRats alle ore 03:52 | link | commenti (21) | commenti (21)
categorie: a venezia un dicembre, ->gffii3, >roeg
giovedì, 13 dicembre 2007

Gff II/3 Marabunta (review by Lord P.Pain)

Un nome altisonante,una tematica aberrante, una potenza espressiva devastante,per un horror esaltante.questo sarebbe dovuto essere marabunta,un nome una garanzia appunto,che ha fatto cadere la mia voglia di insetti su questo titolo,preferendolo ad altri.mai errore fu più tragico..i giurati gff si trovano davanti a un film per la tv,già trasmesso in italia dall'allora fininvest e che ebbe un altissimo share, a dimostrare che l'ignoranza del volgo si scontra con la ricercatezza del ghisoni.Le speranze di assistere a un pregio durano circa 5 minuti,ovvero quando si vedono le prime formiche..si capisce subito che la scarsità digitale e la risibilità degli insetti sfocieranno in una serata tragica..per gli spettatori..eppure il setting con alcuni personaggi,tra cui spicca l'indio,aveva per un attimo illuso...invece ecco la puntata di renegade ambientata però in un formicaio digitale,ove non si salva nulla..non ricordo nemmeno scene di nudismo.e se lo ho dimenticate è un bene perchè sto rimuovendo questo film..e io che mi aspettavo che il download fosse di quelli autentici,con le legioni assassine dei drive-in..davvero poco da dire del film,le formiche si trapiantano dal sottosuolo,divorano chi entra(perchè lo deve fare)nei formicai giganti,si moltiplicano grazie all'effetto "masterizza la formica"e distruggono tutto,salvo essere abbattute dall'acqua della diga provvidenzialmente crollata grazie a un terremoto(il finale non si vede in realtà perchè il file è tagliato,ma sappiamo che è andata così..ignoriamo il perchè).di certo l'Alaska,ove il film è ambientato non vincerà il premio di meta turistica più ambita.niente sangue,niente colpi di scena,niente trama,niente spiegazione.solo qualche gag e battuta di finta ironia e un lievissimo accenno di entomologia danno qualche colpo di vita a questo film.e dire che è l'ultimo dei film sulle formiche e nn viene nemmeno considerato parte della serir "ants"..inutile dire che è anche l'unico bocciato dalla critica...ma perchè di tutti i 6 film è saltato fuori proprio quello????maledicendo la malsorte,daremo alle formichine laboriose un'altra possibilità..non prima del 2009 però
postato da: LordPain alle ore 22:29 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: ->gffii3
mercoledì, 12 dicembre 2007

GFFII3 - The V word (review by Rabid Rats)

MOHS2VWordCVR

Pasta al pesto,spagnolette,aranci,schiacciatine al rosmarino...la prima cena domenicale in compagnia del GFF è acompagnata dalla vivisezione del master di E.Dickerson, un estraneo. Il titolo non è V World come credevamo,ma V Word dove V si presume stia per Vampiro...poca differenza vista la scarsa attinenza titolo/film.

I protagonisti sono due babbi che passano le serate giocando a videogiochi sparatutto e spargisangue. Un giorno decidono di andare alla funeral home per guardare il cadavere di un loro coetaneo morto da poco; questo per dimostrare di essere meglio del cadavere(?) che sono dei veri uomini(?) che il padre di uno dei due ha sbagliato a lasciare la madre(?). Ah dimenticavo...uno è bianco .l'altro è negro.
Fatto sta che lì un cadavere si alza e morde molto violentemente il negro al collo. Il bianco scappa a casa ma dopo un po' l'amico lo raggiunge e , affamato,lo mordicchia.
Il ragazzo inizia così la sua vita da vampiro alla quale però non pare intenzionato ad abbandonarsi: riesce a non farsi scoprire dalla famiglia, non uccide il padre e dopo aver fatto fuori il capo si lascia morire esponendosi alla luce; il negro invece si lascia prendere dal contagio e va a New York per fare la dolce vita,anzi la dolce morte.

Prima mezzora orribile,lenta e con un pesante e ridicolo dramma familiare portato avanti da una sceneggiatura che non fa che ripetere:”Oh God!, Damn! What the fuck!” poi dopo un paio di belle scene di sangue la seconda parte procede bene, tornando a rallentare solo nei punti in cui viene riproposto il dramma della famiglia. La rappresentazione dei due diversi modi di vivere il vampirismo è ben realizzata.Il master è una sorta di metafora tra vampirismo/droga e dipendenza/sangue: si riprende lo stesso concetto alla base di addiction ma con molto meno stile, molto meno idee, molte meno parole e molti più "Damn!"

postato da: RabidRats alle ore 20:46 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: v word, ->gffii3, >dickerson
martedì, 11 dicembre 2007

GffII/2 La Terza Madre - (review by Lord P.Pain)

Può un film che annoveri come protagonista colei che è da molti considerata come la peggiore attrice del globo risultare bello,godibile e degno di applausi?questo l'inquietante enigma che Darione Argento ha voluto risolvere nella sua ultima creatura,la più attesa,la terza madre.la risposta è SI.ma per riuscire l'Argento nazionale ha dovuto rispolverare e dare una conclusione alla famosa trilogia delle tre madri,che da troppi anni vagava nell'oscurità.Probabilmente senza un così valido substrato storico,nemmeno il fervido autore avrebbe salvato un argomento ex-novo dai sonori fischi che immancabilmente accompagnano l'attrice,la sempre raccomandata e mai raccomandabile asia.Ma prima di passare alla critica del film,parliamo della serata,un evento specialissimo,ovvero la prima visione al cinema del gff,nell'occasione speciale di halloween.Caratterizzata dalla massiccia affluenza,la ritengo una scelta vincente,un'ottima novità,ma da non ripetere,se non nell'evento annuale d'eccezione quale appunto halloween:elenco brevemente pro e contro,per vedere se mi trovo in accordo coi miei compadri.                   

Pro: bel clima preserata(strepitoso e acclamato dalle folle il parruccone di demon stile the ring,anche le maschere di rabid e violent hanno avuto un buon effetto),elevata partecipazione(7 giurati,con una new entry assoluta),spettacolare qualità audio e video(soprattutto di nudo,sul maxischermo le poppe sembravano più grandi)per una massima godibilità del film(per la cronaca io odio andare al cinema ma un film horror nella sala oscura ha un suo fascino-seppur inferiore alla cantina-)

Contro:elevata partecipazione..degli altri.la prima visione ha concentrato in sala anche gli odiosi teenager,detti pischelli,che a differenza dei pischelli di una decina di anni fa(tra cui mi inserisco anch'io)non vanno al cinema per vedere il film,o passare una bella serata,o magari a limonare,bensì a giocare con telefonini...dal messaggio alla telefonata al laserino o qualsiasi truzzata possa arrecare disturbo, spettacolare qualità audio(che ci ha portato a sentire completamente il martirio della recitazione operato da asia argento)un clima cmq dispersivo,anche per la locazione dei posti gli ammiccamenti di intesa dei padri non sono mai stati recepiti, e dulcis in fundo il danaro,perchè forse Hand Hell non lo sa ma andare al cinema,come far qualsiasi altra cosa in lombardia,costa un capitale.se poi osi prendere il popcorn,ecco che la paghetta di un teenager non basta più e si formano le babygang.Nella cantina le specialità della casa e i drinks,oltre che essere di superiore qualità,sono comprese nel prezzo d'entrata,che è zero,fino a cambi di gestione, o a meno che il governo rimanga in piedi fino a fine 2008.

Il film:l'ultimo capitolo della saga è ambientato a Roma,la città dove si annida l'ultima delle 3 streghe,mater lacrimarum.atti di malvagità sono il sentore del suo ritorno,perpetrato dagli adepti delle forze maligne che si contrappongono alle streghe bianche,di cui la nostra asia detiene inconsciamente il potere.dato che è inconscia anche della dizione non si riesce a capire se reciti direttamente in italiano o si doppi disastrosamente in seguito.In un'urna trovata fuori dal cimitero di viterbo si trova la tunica appartenuta a mater lacrimarum,insieme ai demonietti protettori.Sarah,la protagonista,apre stupidamente l'urna e fa risvegliare il contenuto.trovatasi coinvolta nella lotta tra le streghe del bene e del male(perchè sua madre a sua insaputa aveva combattuto con mater sospiriorum di friburgo),sarah risucirà col supporto della madre,delle lesbostreghe e del grande udo kier nel ruolo di santo padre a trovare la consapevolezza e la forza di affrontarla,e ad avere la clamorosa fortuna di vincerla.La trama in se non è complessa ma il modo in cui le vicende si intrecciano e si mettono in ordine tassello dopo tassello unendo passato e futuro,sempre col filo conduttore della paura,è superbo.anche se non si possono fare paragoni coi 2 film precedenti,è innegabile che la tensione narrativa,supportata dagli effetti di paura,sia l'elemento di continuità,riportando alla ribalta il vecchio Argento dopo la sordina più recente.Alcuni morti sono spettacolari e credo che nessuno nel cinema sia rimasto tranquillamente seduto all'apparizione del demone sul letto.perfetto.Le atmosfere sono rese più dalla storia,ossia da quello che c'era prima che torna ora e che riporta alla mente le sensazioni delle 2 madri ormai perdute,più che dall'ambientazione,e ciò è un difetto,perchè avendo la possibilità di girare a roma nelle catacombe si poteva porre più attenzione su qualche dettaglio scenografico,specie nella scena finale.Il tutto è comunque suggestivo,e se si conoscono i primi 2 episodi,di cui appaiono anche brevi flashback per i profani,terribilmente sensato.Ancora una volta pregevole la colonna sonora,già innalzata a motto nella cantina,con i titoli di coda cantati da dani filth,che hanno dato la spinta definitiva al mio voto per il mezzo punto in più.E infine come non premiare i nudi,già interessanti in fase lesbo,figuriamoci quando mater lacrimarum appare in pompa magna(e non uso parole casuali)sulla passerella delle streghe.l'ovazione è altissima,e anche se i suoi accoliti sono una massa di cialtroni,la terza madre è veramente di impatto,tenebrosa e espressiva,sovrasta il resto della ciurma,non solo per i 20 cm di tacco.HO una mia particolare analisi della figura femminile che nasce dalla visione di questo film,ma sarebbe lunga come una recensione..mi riprometto di farla il piu presto possibile.

Per concludere,dunque,il film mi è piaciuto parecchio,innanzitutto perchè chiude una trilogia dissipando dubbi e svelando arcani,come ogni atto finale dovrebbe fare,poi perchè ha fatto davvero paura,oltre che ribrezzo per scene e morti cruente.Se si aggiunge poi il resto di cui ho già parlato,possiamo parzialmente soprassedere sull'attrice principale e fare,tornando alla sfida iniziale di Dario,le congratulazioni al maestro per esserci riuscito

postato da: LordPain alle ore 00:04 | link | commenti (6) | commenti (6)
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