Tensione ce n´e´certamente in questo film che ha una unica idea fissa:sangue a iosa e inseguimenti spaventosi.Partendo dall idea che un film debba essere una mera trasposizione delle teorie di fotografia inquietante,effetti speciali sanguinolenti,e momenti di tensione forte,allora siamo di fronte a un capolavoro.Ma non e´cosi,un film e prima di tutto una storia,una vicenda´o una idea clamorosa(o spaventosa se vogliamo essere piu specifici)che deve essere poi resa nella maniera migliore.e da questo punto di vista alta tensione e assai deludente.Chiariamo, il film e´godibile, inquitante,ma assolutamente insensato,le imprecisioni della sceneggiatura che alla fine riesce a contraddire se stessa bilanciano in negativo le belle scene di splatter. Ed ecco la trama:2 amiche vanno in campagna dalla famiglia di una delle 2 per studiare,una delle 2,lesbica con personalita multipla,non tollera l amore della famiglia per la figlia, di cui e innamorata(mentre non le fa alcun effetto il fatto che molti maschi se la bombino a scuola)e ammazza l intera famiglia,sequestrando la stessa amica.Nel film la doppia personalita e resa dalla figura di un vecchio camionista che sembra girare per la campagna ammazzando in maniera insolita senza motivo alcuno(memorabile la scena iniziale,con la testa decapitata dopo una interrogazione orale a una studentella,chiamamola cosi´-che col senno di poi si rivelera ancora piu insensata).La trovata della doppia personalita per me e stata parecchio forzata,sarebbe stato meglio evitarla,un killer casuale sarebbe sicuramente risultato piu consono alla situazione, ed e stata tra l altro parzialmente intuibile.Io ho intuito che c era la doppia personalita quando la lesbica e´ scesa dal retro di un camion chiuso con un lucchetto dall esterno(!),sommando questa scena al sogno iniziale di cui parlava la ragazza(qualcuno mi inseguiva...ero io),frase che mi pareva non messa a caso,sebbene proferita da una donna.Ho avuto quindi l illuminazione,che pero e stata negata subito dopo:la ragazza uccide il cassiere mentre il cassiere guarda la ragazza dalla parte opposta, e soprattutto la ragazza guida un camioncino inseguito dalla stessa ragazza che guida un auto sportiva...con la rivelazione della doppia personalita tutto cio appare senza senso..pero´aumenta il thriling della situazione,quindi viene accettato.Alla fine,sballottata tra le 2 personalita´la lesbica riesce farsi infilzare dall amica,ma non a morire,per regalare l ultimo "salto" finale nel manicomio.Se avete visto Identity,tra l altro dello stesso anno, capirete che il tema della personalita multipla non regge al confronto(e se non l avete visto non guardatelo,perche sara inserito nel GFFII).Il film sembra tipicamente americano con,tipici pregi e difetti,anche se in realta´e´francese.Tra le scene migliori,oltre alla citata decapitazione,un altra decapitazione con un armadio(anche se e´parsa un po grottesca) ha fatto il suo bell effetto..A salvare il film ha contribuito anche una spettacolare colonna sonora che ha mixato ricchi e poveri e Muse...scelta assolutamente azzeccata.
L'invito al film recitava "un horror per ragazzini", se questa presentazione ha scoraggiato alcuni dei giurati più maturi per questa seconda serata del GFF9 che ha registato una minor partecipazione della prima, ha avuto buon effetto su di me e Scary Duck, eterni adolescenti; ma credo che anche Demon e Lord si siano riconosciuti,come è capitato a me ,nel ragazzino che leggeva i fumetti dell'orrore e invocava i mostri in suo aiuto contro le difficoltà della giovine età; oltre a Shock trauma è da segnalare anche l'arrivo per la fine del film dell'enigmista,segno che tutti quanti amiamo,quando è possibile,ritornare ragazzi.
Ottimo film, un vero e proprio fumetto che prende vita.L'ottima regia di Romero da maggior grinta a storielle semplici e personaggi stereotipati come erano,credo, quelli del fumetto Creepshow (o zio Tibia).
Ci siamo! L'edizione numero 8 si è appena conclusa con un ottimo fuori concorso visto purtroppo in solitudine e subito martedì 5 Giugno si parte con il GFF9. Da giorni fervono i preparativi, alcune piccole novità come l'Invito Ufficiale con la scaletta della serata aiutano ad attirare nuovi entusiasti partecipanti. La Sala del Terrore è agghindata a Nozze. Le luci soffuse di 2 abat-jour svelano appena i dettagli tecnologici che permetteranno alle 6 persone fisicamente presenti di vivisezionare in stereo+sub e in compagnia di LordPain: il terminale collegato con Dresda siede tra i due divani come un attento giurato.
Il film: un dottore e il suo assistente viaggiano in carrozza verso Mosca. A causa di un piccolo incidente rimangono bloccati per un po' in mezzo a un bosco forse maledetto, così decidono di esplorare una cripta decadente, rompere una croce-sigillo posta sopra la tomba di una strega sepolta lì 2 secoli prima, far accidentalmente colare nella bara alcune gocce di preziosissimo sangue risveglia-morti. Nel frattempo al castello la dolce pronipote della strega cattiva sta attraversando un periodo inquieto, avverte la presenza di qualcosa di malvagio, la zia e il suo amante Javutich si stanno avvicinando. Non mancherà un risvolto amoroso dalle tinte tenui e l'entrata in scena di alcuni simpatici personaggi tra cui spicca un carismatico Pope.
Partiamo dai (pochi) difetti: La Maschera del Diavolo, pur essendo un'intensa novella gotica ricca di inquietanti atmosfere e minacciose paure, ha fatto sorridere in alcuni momenti di ironia non voluta. Questo aspetto è facilmente giustificabile con la sua data di nascita, 1960, ma ho avuto come l'impressione che si trattasse di un film di almeno un decennio precedente. Non voglio sbilanciarmi troppo su questo aspetto non essendo certo un esperto di film anni 50-60, ma ad esempio Il Settimo Sigillo, datato 1957, ha tenuto il ritmo dall'inizio alla fine senza perdere un colpo. Ok stiamo parlando di un film perfetto, non è giusto fare questi paragoni, ma mi è venuto spontaneo essendo stata proprio la visione prima di questa. Questa è una storiella gotica senza troppi fronzoli psicologici ed è evidente che gli sforzi del regista sono concentrati nella parte estetica, con ottimi risultati. Il film mi ha veramente affascinato per il modo in cui è girato e fotografato.
Ogni scena è come una parola scritta con caratteri pomposamente arabescati, ogni dialogo una poesia dolcemente spaventosa, squisitamente retró. Bava dà inoltre prova di incredibili effetti speciali, basti pensare alle metamorfosi da Katja a Asa, agli occhi che spuntano dalle orbite vuote, all'efficacia della scena iniziale quando la maschera chiodata viene impressa nel volto della strega con una mazzata terribile. E se penso alle prime sequenze.. paura...
Un capolavoro dell'Orrore Made in Italy, apprezzabile per i suoi innegabili pregi e così simpatico da farci innamorare dei suoi piccoli difetti, che fanno inevitabilmente parte del genere e dell'era a cui appartiene.
La serata è stata interrotta per una pausa tra il primo e il secondo tempo. La novità è secondo me buona, anche se spezzare la visione a metà ha le sue controindicazioni, non con tutti i film si può fare e in ogni caso bisogna scegliere con cura il momento adatto. Ne abbiamo approfittato per tagliare la Maschera di Crostata, deliziosa new entry gastronomica che spero sia servita ad ingraziarmi i giurati.
A fine film, dopo un brindisi di Nero d'Avola, SerenityInMurder e consorte purtroppo ci abbandonano perdendosi un'altra interessantissima novità: i Tarocchi. Seduti intorno a un tavolo DestinationDarkness legge le carte del nostro presente, con riferimenti al passato e suggerimenti per il futuro. Essenza, Spiritualità, Amore, Cash (o qualcosa del genere) e Creatività-Sesso, categoria per la quale RabidRats ottiene uno splendido Eremita :D
Le carte hanno funzionato su quasi tutto e hanno portato uno vento di riflessioni che sicuramente interesseranno positivamente anche il futuro del GFF. Chiederemo a Destination di portare i Tarocchi anche al Masters of Ghisoni!
Signori siamo giunti al GFF9, l'edizione che chiude la regular season del GFFI portandoci finalmente allo spoglio delle 3 Edizioni Paterne. Ricordo la sera in cui sorteggiammo l'ordine di visione con l'aiuto del Biliardino dell'Orrore, sognavo di pescare la biglia numero 9 per essere ultimo. Dentro di me, quasi inconsciamente, feci un voto al Ghisoni: se lasci a me il GFF9 preparerò una serie di serate davvero speciali, organizzerò un'edizione straordinaria, degna di chiudere in bellezza questa eccezionale stagione.
La qualità dei film di certo non manca, in più di un'occasione esperti dell'horror (HellHand, GiorgioTheGiant solo per citarne un paio) hanno elogiato la tanto sudata scaletta, selezionata con attenzione ai sottogeneri, ai decenni, alla nazionalità delle produzioni, alle tematiche proposte.
Il filo conduttore: Orrore Totale!
Per l'apertura ho puntato sul sicuro: il capolavoro in bianco e nero di Mario Bava non ha bisogno di presentazioni, un cult senza tempo fonte di ispirazione per innumerevoli film. Così famoso che nessuno dei 3 Padri l'ha ancora visto, ma è a questo che serve il GFF no? Ho cercato infatti di scegliere quasi tutti titoli non visti nonostante alcuni siano molto famosi. Credo che Rabid abbia visto Creepshow, ma forse non il primo, e Lost Highway, che ricordo di aver visto anch'io ma solo per metà e un sacco di anni fa. Il film di Romero è stato scelto proprio per dare la possibilità all'occhialuto regista di contribuire al GFF, visto che finora per un motivo o per l'altro non era ancora passato dalla Cantina. Haute Tension è un film che ho preso per curiosità, ne ho visti alcuni fotogrammi e ho deciso che sarebbe stato dei nostri, consapevole del rischio di portare una pellicola francese sotto le grinfie di due Padri insopportabilmente calciatori e patrioti. Per quel che ne so ha una fotografia affascinante e delle recensioni ambigue che non ricordo, è la mia scommessa.
Si prosegue con un Riki-Oh, film che porta i colori d'Oriente e un massiccio contributo all'indice splatter di tutta l'edizione. Un'altra promessa di sangue è Non Violentate Jennifer, capostipite di tutti i rape-revenge e rappresentante esclusivo degli anni '70 nel GFF9. Tra i due spezzerà il ritmo l'inquietante Lost Highway, forte di un cast stellare e della benedizione di Lynch in persona: se ricordate è da settembre 2006 che sogna di entrare a far parte dell'Olimpo Ghisoniano. Per il gran finale ho infilato 2 stupendi titoli d'autore. Rosemary's Baby, a cui dedicherò una serata molto particolare per farmi perdonare da Polanski di non averlo ancora visto, e The Addiction, titolo che allarga le tematiche del GFF9 proponendo vampirismo e sociale, con la speranza di riportare in pista MorbidCake. Ferrara è uno dei miei registi preferiti, so che non mi deluderà. Bryan Yuzna con Society The Horror è un'altra grande scommessa: mettere come ultimo film dell'ultima edizione un titolo rischioso di un regista rischiosissimo!
Da qualche parte nella scaletta verrà infilato Amsterdamned, chicca scoperta per caso su sky, ho visto una sola scena ed è stata decisiva per l'inserimento, a voi il compito di indovinare qual è.
GFF9 un'edizione sfavillante, ad abbassare la media voto globale ci penserà la mia idea di invitare un sacco di gente alle serate, l'email di presentazione della prima è stata inviata a 19 persone. Il mio obiettivo è diffondere il vangelo in cui crediamo, condividere la passione che ci unisce.
Adesso possiamo proprio iniziare: Buon GFF9 a tutti!
Demon Death
in veste ufficiale: Pater Lacrimarum
"Ghisoni Film Festival: Più di una Passione"
Su una costa anonima giacciono i corpi privi di vita di alcuni uomini; ancora vivi,ma non per molto troviamo Antonius Bloch (Max Von Sydow),un cavaliere di ritorno dalle crociate e il suo scudiero Jons: la peste non li ha ancora contagiati ma per loro l'ora è giunta.Con la faccia bianca e il mantello nero arriva la morte che già da tempo seguiva il cavaliere; sfuggire al proprio destino è impossibile,Antonius lo sa ma vuole provare a guadagnare tempo per trovare risposte ai suoi dubbi sulla fede, su Dio e sistemare una faccenda che gli sta a cuore, perciò sfida la morte a scacchi in una sfida all'ultimo pedone. Tra una mossa e l'altra la morte si allontana per continuare il proprio lavoro:Antonius ha tempo per ragionare sia sulla partita sia sui dubbi che lo tormentano. Prima dell'inevitabile sconfitta Antonius e Jons percorrono la via di casa e incontrano un pittore che celebra la morte e la sua danza, un farabutto che li aveva condotti alla crociata con inganno, un ladro che ruba ai cadaveri, una strega condannata al rogo per rapporti con satana, una compagnia di attori girovaghi, il fabbro del paesino, una ragazza che diventa loro cuoca e un gruppo di flagellanti.
Ingmar Bergman,realizza nel 1957 quello che oggi, a 87 anni considera il suo più grande capolavoro, e come dargli torto...dopo 50 anni lo si può vedere ancora e restarne folgorati