Dal mio lettino matrimoniale con vista sul mare e rumore delle onde in sottofondo spremo le meningi per scrivere qualcosa su VisiorQ e maledico il giorno in cui ho disattivato il wireless.. poco male, posterò la recensione domattina collegandomi alla rete dell'albergo con un cavo.
Takashi descrive una famiglia giapponese un po' particolare: padre fallito che gira con una telecamera filmando gli episodi di bullismo notevole subiti dal figlio, figlio che sfoga la sua frustrazione fustigando la madre con un attaccapanni quando sbaglia qualcosa -per esempio gli registra un film senza togliere le pubblicità- figlia teenager scappata di casa si mantiene da sola grazie alle sue grazie. VisitorQ è un personaggio misterioso che riesce sballare questo particolare equilibrio inserendosi nella famiglia con delle sassate tremende in testa al padre e con un intervento miracoloso rivolto ai seni della madre. Il risultato sarà ricreare l'armonia spirituale della casa nel segno dell'omicidio e della necrofilia.
Sceneggiatura dell'assurdo supendamente orchestrata. Il regista dimostra le sue doti passando da un episodio all'altro con diversi registri. Ci sono scene che denotano una deliziosa sensibilità, per esempio i 12 minuti iniziali del rapporto tra uomo e prostituta lasciano a bocca aperta per più di un motivo. Altri momenti trasudano macabra comicità e il clima grottesco generale non stanca, ma stupisce e diverte senza perdere ritmo. Nella mia scaletta personale dei film di Miike metto questo film solo dopo Audition, e propongo di vedere in futuro anche le altre creazioni inesplorate di questa stupenda mente malata!
PS. alcune note di pregio dal mio soggiorno a Rimini: al terzo piano c'è una sala da biliardo dove ho dato una lezione a un operaio bergamasco difendendo l'onore del clan del Ghisoni nonostante il biliardo enorme (credo sia un dannato tavolo regolamentare) e i birillini. Al ritorno in camera sono andato sul balcone e ne ho tirata una degna di Deer Man svegliando i pochi inquilini delle camere confinanti. Ho riso da solo per un minuto buono :D
Paxton e Josh,amici americani, partono per una vacanza diversa dal solito: alle spiagge americane preferiscono un viaggio nella vecchia Europa: Olanda,Spagna sono le mete stabilite.Come spesso accade però il viaggio non è finalizzato a dove si arriva nè a come (smentiamo falsi spot pubblicitari): l'essenza di un viaggio è il viaggio stesso: chi va alla ricerca di donne, chi per dimenticare una donna e anche padri di famiglia che vogliono staccare dallo stress familiare(Oli,il ragazzone islandese).E durante il viaggio puoi incontrare gente strana, strana come la tendenza a fidarsi di chi offre ospitalità nel proprio appartamento o anche nel proprio letto. I tre protagonisti arrivano così ad un Hostel slovacco dove condividono la camerata con due belle ragazze, una russa e una ceca di origine italiana, ma non importa:quello sessuale è un linguaggio universale. Le due belle ragazze hanno un lavoro per l'ELITE HUNTING, una ditta specializzata nell'offrire vittime a chi vuole sfogare la propria violenza su esseri umani con tutti i mezzi immaginabili...le conseguenze saranno inevitabili
Hostel è un film particolare: propone tutti gli ingredienti del classico film commerciale (nudismo, splatter annunciato come "il migliore", il nome di Tarantino per dare più prestigio al titolo) ma all'interno di esso troviamo spunti interessanti. L'idea della casa del piacere per masochisti assassini non saprei dire se sia più o meno originale, ma mi ha colpito l'organizzazione che ci sta dietro che parte dai luoghi più frequentati dai giovani stolti (Amsterdam), li indirizza verso avventure erotiche, li conduce all'hostel malfamato del paesino slovacco Poricany dove pare che l'intero paese sappia (anche il poliziotto) e collabori a far girare l'economia: movimenti controllati, chewingum particolare, museo della tortura, discoteche come luogo di caccia,falsi messaggi telefonici. I bambini sono gli unici non coinvolti e si aggirano per le strade manifestando la loro innocenza, e che innocenza! Paxton diventa protagonista assoluto, una volta restato solo, si rivela poliglotta per salvarsi la vita facendo leva sul sentimento nazionale del tedesco, si salva con un colpo di culo, si erge a eroe salvando inutilmente la giapponese e si vendica di tutti i cattivi diventando lui stesso il cattivo in un mondo cattivo, ma l'elite hunting è ancora attiva (sta per uscire hostel 2), il biglietto da visita lasciato nel bagno sarà raccolto probabilmente da un nuovo potenziale cliente. L'Europa,i clienti da tutto il mondo( dal giappone arriva anche Takashi Miike che poi è costretto a girare i suoi film con budget minimi poichè lì spende tutto), la vendetta, le nudità rendono Hostel il miglior horror (insieme a Saw2)del 2006 (anche se non li ho visti tutti). Alcune cose però potevano essere maggiormente approfondite e spero che il secondo episodio tenterà di assolvere questo incarico e concludere le vicende perchè un film è come un viaggio; e il viaggio perfetto è circolare: la gioia di partire, la gioa di tornare...................VIVI!
Citazione: Se tu mi uccidi adesso, distrggerai la tua vita... Ogni volta che chiuderai gli occhi tu mi vedrai...Io sarò presente ogni notte nei tuoi sogni...La tua intera vita sarà distrutta...(le parole in tedesco di Paxton, forse a loro volta citazione di qualche libro)a tua intera vita sarà distruttahiuderai gli occhi, tu mi vedrai...
Io sarò presente ogni notte nei tuoi sogni..
La tua intera vità sarà distrutta..."
Sono passati piu di 10 anni da quando,in una serata estiva,vidi(anche se non completamente)per la prima volta questo film..e nonostante il passare degli anni rimaneva nella mia memoria quella sagace idea,quella macabra follia alla base di questo film,ovvero l assassinio globale di tutti i bambini(ora giovini)che anni prima non avevano partecipato al compleanno della protagonista virginia, tra laltro da parte della migliore amica della stessa, che si e identificata nella protagonista tramite l odio per la madre sgualdrina fino al punto di assumerne l identita,creando un doppio letale e insospettabile.L idea,insomma, e bella e una di quelle che ti restano in mente.Il film,che sicuramente apprezzo come genere,riprendendo il filone di crimini del passato che si ripercuotono nel futuro, al interno di un gruppo di amici o di persone o di una comunita halloween,nightmare). Fortunatamente pero questo film non ha un seguito,anche perche tutte le trovate possibile per ingrovigliare la storia sono state usate...anche troppo...a tratti farraginoso,il film diventa in alcuni punti veramente poco credibile nel rappresentare una lucida follia,che pero si manifesta forse in maniera troppo folle(l amica che assume l identita di virginia ne copia sembianze e voce tanto che nemmeno il padre se ne rende conto).insomma un po esagerato ma con dei punti forti che ne elevano la qualita e ne fanno assolutamente un film degno,ossia omicidi seriali ottimamente realizzati(mitico lo spiedino assassino),colpi di scena e un po di ignoranza giovanile che sfocia nel teppismo,interessante notare come non ci sia differenza alcuna tra la gioventu americana e quella canadese(donde vine questo film). Solo lievemente accennato il nudismo,ma da questo film non ce lo si poteva aspettare.
C'era una volta il Broslin hotel, luogo malfamato dove i più disparati casi umani trascinano i loro destini: ivi giunge Duane,un ragazzo che sotto la chioma ribelle e la faccia innocente nasconde un terribile segreto che ha radici nel passato. Duane porta sempre con sè un cesto dove racchiude quella che un tempo fu una parte di sè: Belial, un' escrescenza deforme e non umana, secondo un gruppo di medici e il padre, ma anche un fratello siamese e un essere umano, secondo Duane e la sua governante. Duane dopo la divisione salvò Belial dalla morte ma ora la cosa che vive nel cesto vuole vendicarsi di chi tentò di ucciderlo provocando grande dolore a lui e al fratello Duane; ma in Belial convivono due caratteri contrastanti: una mente razionale,seppur malvagia, in grado di attuare la propria vendetta e un'istinto animalesco che lo porta a distruggere e uccidere tutto ciò e chiunque si voglia interporre tra lui e il fratello, nella speranza , un giorno, di tornare ad essere una cosa sola. La ricomposizione dell'originale si avverrà solo nella morte(avete notato che ,spiaccicati al suolo,sono uniti esattamente nello stesso punto in cui lo erano in passato).
Frank Henenlotter realizza con pochi mezzi un bel film basandosi su un'idea tanto semplice quanto geniale. La sceneggiatura e la regia funzionano con immagini interessanti e insistenze su alcune inquadrature funzionali al racconto(ad esempio il continuo ritorno all'insegna dell'hotel che sarà poi il punto d'arrivo estremo delle vicende); la storia è raccontata per intero grazie al lungo flashback che arriva solo per chiarire e mostrarci quello che in realtà il pubblico ha già intuito ma a cui non vuole credere. La critica sociale è impressionante: chi ha diritto di vivere? chi no? il tema del diverso, della doppia personalità e l'idea che anche in qualcosa di mostruoso si possa celare un'umanità assente nei padri della scienza...tutto interessantissimo e condito con due trovate degne di menzione: -la presenza come assistenti della veterinaria di, guardacaso, due gemelle e -un luccichio, forse una lacrima, forse il riflesso di una luce nell'occhio di Belial(il mostro) quando la buona governante racconta ai fratelli una storia. Aggiungo poi tra le scene da ricordare la stop motion con il cassetto volante e il successivo arrivo di alcune mitiche comparse ,le buone scene splatter,l'immancabile capezzolone e la presenza nel cast di un attore(quello che fa il padre)molto simile al protagonista di Extrasensorial(un altro film di gemelli). Peccato però per alcuni difetti che limitano molto il film: il doppiaggio italiano è scandaloso,la scelta del cast non convince, il pupazzetto Belial è un pò grottesco(anche se giusta l'idea di mostrarlo per intero già nella prima metà del film,altrimenti saremmo stati più delusi se la sua identità ci fosse stata nascosta fino alla fine). Un film forse non desatinato ad ottenere grandi riconoscimenti, anche nel nostro festival, ma di sicuro difficile da dimenticare!
dopo la quarta visione posso recensire dettagliatamente questo capolavoro di Lucio Fulci: tanti infatti sono stati gli spunti di interesse e spettacolarita del film,numero 2 della settima edizione del gff. cominciamo dalla leggenda ad esso collegato:fulci abbandono il film,che avrebbe voluto come suo capolavoro immortale,perche il produttore non sgancio i soldi, senza nemmeno editare la pellicola e lasciando il finale in parte abbandonato,tanto che alcuni elementi degni di sviluppo,e che volevano essere sviluppati,passarono in sordina nel roboante turbinio del rogo conclusivo.Inoltre Lucio si trove a scontrarsi conl ostilita del popolo e della chiesa che, vescovo in testa, boicotto il piu possibile la realizzazione del film(proprio come succede nel film coi paesani siculi che ogliono fermare le ricerche archeologiche)..la finzione diventa realta e la superstizione si manifesta pienamente proprio come fulci voleva analizzare nel suo film.Ma passiamo all´opera: gia dall inizio si apisce il pregio a cui stiamo per assistere;da una cripta con scheletri abbandonati nelle fiamme emergono i nomi altisonanti della troupe (a cui segue un boato in platea)fino che la storia ha inizio nella Sicilia del 500,con la crocifissione da parte degli abitanti di Santa Rosalia delle suore peccatrici libidinose concubine di satana.Il linciaggio tipicamente siculo e all origine della maledizione che rippare ai giorni nostri,precisamente a Toronto(?)dove la giovine e fascinosa Liza ha visioni terribili proprio prima di recarsi presso Santa Rosalia con una spedizione archeologica,composta da scansafatiche,ubriaconi,famiglie con bambino,Rutelli e appunto la bella e schizofrenica Liza.Come se non bastassero queste premesse si scatena una serie di personaggi esaltanti e indimenticabili: il sindaco BUSCEMI(che sputa nel fazzoletto con cui si asciuga la capa)TURI DE SIMONE(il macellaio di santa rosalia xenofobo e con istinti mafiosi)che con gli amici del BAR SICILIA fa rivivere i sani principi dell omerta (questa gente sa risponderti in un solo modo:il silenzio)L ESULE CARTOMANTE(ovvero la pentita,che spiffera la verita ben sapendo che cio le costera la vita per mano dei suoi stessi picciotti,gatti in questo caso)L ISPETTORE CARTER(magistralmente interpretato da Lucio in un lunghissimo cameo,che se ne lava le mani della faccenda che compromette la sua pensione), e poi il bambolotto in fiamme, la testa che risale dall ancora i gatti indemoniati,nemici giurati degli utratopi,che uccidono dopo aver reso cieca la loro padrona(e come spesso accade nei film di lucio,e sempre geniale la poetica degli occhi, di cui abbondano primi piani e con la cecita che simboleggia la perdita della ragione e di quella realta che solo gli occhi della mente possono vedere), Intanto il passato e il presente si intrecciano nella storia e attraverso le visioni di liza le suore tornano a uccidere,spesso presentandosi nude con il velo,e comunque in maniera spettacolare(fiocina,gancio da macellaio per uccidere Turi dopo averlo colpito ripetutamente con una carcassa di vacca con taglio finale della lingua per aver parlato troppo e congelamento dello stesso per essere di monito agli altri abitanti)-QUESTA E POESIA!!!-(curiosita,Turi e l unico siciliano che per imprecare dice "Jesus" invece di "minchia").Nel magistrale finale si rivive il passato con un nuovo linciaggio e il ritorno definitivo delle suore che continuano a mietere vittime,(con la strepitosa sequenza dello smezzamento del corpo,climax gore indimenticabile) e il rogo finale che cancella la maledizione(la suora brucia di nuovo sbavando maionese)e mentre il suo scheletro ritorna sulla croce riappare liza,ormai liberatacon il primo piano conclusivotra le fiamme purificatrici.SPETTACOLO! un ultima minzione d onore alla bionda liza (Meg Register)che riesce a risultare appetibile nonostante il suo look sfoci spesso nel ridicolo anche per l epoca.Un complimenti globale al Gff per essere riuscito pur nella visione a distanza a ricreare l atmosfera ghisoniana anche qui a Dresda. Lord P. Pain
Skype, microfono, Brianza-Dresda-Inferi, il collegamento vocale o spirituale tra i 3 Padri e La Mano è innescato, parte la prima visione ufficiale delle ultime 3 tanto sospirate edizioni.
Si incomincia con il film introdotto da HH, credo proprio per celebrare la sua prima partecipazione ufficiale o anche per togliersi dai piedi in fretta il titolo a rischio bidone, o forse per iniziare in maniera spumeggiante insomma toccherà a Pain motivare la prima posizione di Mucha Sangre; io posso solo dire che a conti fatti è stato un grande inizio!
Due improbabili evasi prendono in ostaggio una pupa e la sua macchina, con l'aiuto di un ferramenta vogliono saldare i conti con un boss che deve a uno dei soldi. Ma forse la pupa non è solo una pupa, l'evaso non è proprio un evaso, il boss non è un semplice boss e.. ehi perchè diavolo quei buttafuori non muoiono mai???
Pepe de las Heras mette subito in chiaro le cose con la prima inquadratura: due carcerati evadono da un tombino in abiti casual con un basco e un'evidente parrucca, il suo film è tanto improbabile quanto esilarante! I punti di forza del film non risiedono certo nella sceneggiatura ma nella regia, capace di non perdere il ritmo infilando una dietro l'altra gag memorabili che mi richiamano alla mente la comicità sporca di Airbag, altro film spagnolo meno splatter ma altrettanto spassoso. Il regista si trova a suo agio anche nelle scene d'azione più complicate: le sparatorie sono ricche di movimento, salti, nip-hop(!), cambi di inquadrature.. non temono il confronto con i recenti film hollywoodiani. Gli effetti speciali sono discreti, in platea abbiamo lamentato la scarsità di riprese splatter esplicite la cui mancanza è stata però sopperita da trovate geniali, come gli arti che ricrescono all'infinito, l'occhio infilzato e mangiato e così via, una carrellata di situazioni al limite del nonsense condite da un insolito gusto per la merda. In particolare ho apprezzato il poliziotto che se la prende in faccia in diverse occasioni.
Come mezzo di propagazione dell'epidemia aliena è stato utilizzato il Cazzo, in culo per la precisione. Una scelta interessante e se ci pensiamo utilizzata pochissimo prima di questo film, in realtà mai che io sappia.
Concludo elogiando la colonna sonora davvero ruggente, amo il death metal e sono contento che per questo genere di film non vengano sempre usate musiche dolci che sottolineano l'orrore per contrapposizione.
Sangue, merda, sesso, idiozia, ironia, ritmo, musica.. non esattamente il mio genere preferito ma bella visione!
Dopo una lunga attesa ha inizio questa sera l edizione numero 7 del ghisoni film festival,con film selezionati da Lord p. pain.
Si parte con mucha sangre,la ribalta del cinema spagnolo,e si conclude con der todesking, l órrore tedesco di buttgereit.nel mezzo visioni italiane di sicuro valore(la chiesa,demonia) film americani vecchi e recenti(happy birthday to me, i drink your blood, hostel,basket case)e l immancabile asiatico con il (teoricamente)supersplatter visitor q.
ritengo la mia selezione di film ottima,molto personale,con qualche incognita che confido sia interessante.sicuramente cé´molto del sottoscritto in questa lista, con qualche film che cerca piu lo spettacolo e il divertimento che la qualita estetica,ma sono sicuro che alla fine anche i puristi del cinema apprezzeranno la varieta di questa edizione.
unico difetto,giacomprovato, il fuoi concorso,inserito casualmente e rivelatosi il piu brutto film visionato finora(nude for satan)
tra l altro con quest edizione parte anche la visione e votazione a distanza,con possibili visioni in contemporanea e giudizi online,grazie alle tecnologie ghisoniane esportate in terra teutonica.
non mi resta che augurarvi...orrida visione....
Il proprietario di una pellicceria ha un solo obiettivo nella vita: farsi la bella spogliarellista del locale dove va ogni sera; cercherà di convincerla con ogni mezzo, ma stranamente neanche i soldi sembrano smuovere la bella pantera che pare avere gusti omosexuali; l'unico modo per ottenere ciò che vuole è adoperare un qualcosa di magico, o maledetto. Uno dei suoi fornitori abituali di pelli animali gli propone un affarone offrendogli la più bella pelle di procione che esista ma la vendetta degli animaletti sarà spietata e toccherà chiunque entri in contatto con la pelliccia ricavata dalle loro pelts...
Una storia semplice,quasi ridicola e dal retrogusto animalista fatto sta che finalmente Argento torna a far centro, certo con un'opera che non può essere considerata un capolavoro ma neanche una delusione: ancora risuonava nelle nostre teste il richiamo di "jenifer" quando decidemmo di vivisezionare questo primo masters of horror 2 per salutare nuovamente Lord Pain, in partenza per mete oscure...le prove recitative non mi hanno esaltato: Meat Loaf delude e gli altri personaggi rimangono anonimi; rivedendo alcune scene adesso mi accorgo anche della presenza di una vecchietta che mi ero assolutamente perso durante la visione(avvenuta dopo la 1 e mezza di notte e una giornata massacrante). Le scene splatter sono ottime, tranne forse l'ultima(lo spellamento del protagonista mi pare un pò esagerato e anche se era un professionista nel suo lavoro, mi pare improbabile ottenere una canottiera di pelle umana così perfetta specie con la propria pelle), la tensione nell'inseguimento finale e la scena dell'ascensore, il cui epilogo è brillantemente illustrato già nei primi flash del master, sono grandiosi; ho ammirato tantissimo anche la scena in cui nella tagliola c'è solo la zampa di un procione,segno che,come in un Saw animalesco,la voglia di sopravvivere può indurre anche a strapparsi a morsi un arto...graditissimo e apprezzatissimo il ritorno alle musiche di Claudio Simonetti... su Argento continuo a non esprimermi fino all'uscita della Terza Madre...4/6 il mio voto
partiamo dal voto.questo incredibile film riesce ad ottenere un meritatissimo 1/6...e sono di manica larga!!il mio rientro alla cantina degli orrori non poteva essere più tragico..tratti in inganno dal titolo io e i 2 padri sonnacchiosi(molto piu di me nonostante il fuso orario)resistiamo a stento a questo obbrobrio cinematografico..lacosa buona è che a 1 giorno e mezzo dalla visione l ho in gran parte dimenticato..meglio così...in pratica in un fantomatico castello giunge un dottore che chiede aouto per un incidente auto nel quale una giovine è rimasta contusa.il dottore trova poi nel castello la giovine o meglio il suo doppio arrapato,cosi come la giovine trovera il doppio arrapato del dottore.tra altre presenze ipoteticamente erotiche ma che non sarebbero eccitanti neppure per un monaco che non vede donna da secoli...l effetto sonnolento e ipnotico della pellicola diventa intollerante proprio nelle scene "sexy" che avrebbero dovuto essere il fulcro dell'attenzione.Nell assurdo e lentissimo incidere del tutto(condito con una recitazione risibile) spicca la figura del conte Barucchelli,che appare in ogni punto,sempre con la stessa espressione,fiero e guardingo,che presiede senza alcuna logica all incedere dell azione.peccato che il suo grande potere(mitico il costume del mago silvan) e il terrore(!) che da esso deriva venga distrutto in meno di un minuto da una flebile fiammella che come per incanto arrostisce in un rogo comico il castello,il conte, le donnine e, fortunatamente, la bobina del film.