Una ragazza viene mandata in una scuola femminile di gran prestigio collocata in mezzo ai boschi dove la disciplina è molto rigida e dove alcune studentesse che dimostrano particolari capacità hanno la possibilità di seguire un corso personalizzato sotto il tutorato delle professoresse. Tra visioni e incubi causate forse da uno strano latte + la protagonista entra in un vortice di paura e misteri: alcune sue compagne svaniscono ,altre si tramutano in fogliame, altre si impiccano e anche gli alberi hanno il loro da fare risvegliati da un'antica maledizione avvenuta nella scuola in passato.
Le aspettative del film non sono disattese:un flop! Fin dai primi minuti inizia il gioco di riconoscere le somiglianze con altri film(phenomena - bushinsaba - the experiment e molti altri) tuttavia le pesanti scene di bullismo tra ragazzine lasciano il segno e la presenza monosessuale di tutta la pellicola è a suo modo inquietante fino all'arrivo del vero uomo :Bruce Campbell; ma il suo arrivo non riesce a rilanciare il film: il suo personaggio ha un carattere forte ma troppo ingenuo tanto che viene ingannato da una donna (strega)...dopo aver rigettato dei rami però(?) sarà decisivo nel portare alla figlia l'ascia con cui compiere la carneficina ed è uno spettacolo alla fine vedere il grande Bruce guidare una colonna di donne verso la civiltà...tranne poche cose positive però il film è un insieme dei soliti errori degli horror moderni: le vocine (ridicole anche se oltre ai soliti "aiuto" "vieni con noi" ci regalano un inaspettato "equiliiibriooo"), il montaggio a flash che da l'idea ma non fa vedere niente, i continui sogni e le immancabili cose avvolgenti(questa volta i rami degli alberi) che continuano ad essere preferite alle scene splatter così come gli effetti digitali sono preferiti agli effetti speciali fatti in casa.Non do la colpa a Mckee ma a tutta la produzione moderna americana; anche se i suoi personaggi sono inguardabili e la scelta di non farci vedere niente in mezzo a tutto quel carnaio femminile è discutibile.
voto 3/6
In Germania una ventina di soggetti maschili accettano, per soldi, di venire rinchiusi in un finto penitenziario a interpretare per due settimane i ruoli di carcerati o secondini. Un'equipe intanto studia i loro comportamenti da dietro i monitor, pronta a intervenire quando la regola numero 1 viene violata: all'interno del carcere infatti non sono ammessi atti di violenza. Ma è dura per le guardie farsi rispettare soprattutto quando tra i carcerati c'è il nostro protagonista che, da bravo fotoreporter dotato di occhiali filmatutto, si diverte a lanciare provocazioni con l'intento di girare scene sempre più interessanti.
La vicenda viene raccontata su più livelli: alle scene di cronaca carceraria vengono aggiunti spezzoni del test di ammissione all'Esperimento, che ci aiutano a conoscere il variegato carnet di personaggi, tutti ben caratterizzati. Il militare, il professore, lo sfigato, la checca repressa, il tarello e così via fino al rivoltoso protagonista, che subito prima di entrare a far parte del progetto ha avuto una storia di un una notte con una sconosciuta. Ho trovato molto azzeccato questo aspetto, il pensiero di lei nella testa di lui e viceversa, un recentissimo e intenso innamoramento che rischia di spegnersi subito aumentando il pathos delle vicenda. Questa sfumatura, insieme a tante altre, fanno di The Experiment un film molto curato, e denotano l'estrema sensibilità del regista e dello sceneggiatore, che ci fanno appassionare ai personaggi e alla storia. In questo modo suscitano in noi la voglia di potere, di ribellione, di violenza che accomuna le cavie dell'Esperimento. Dopo un paio di giorni infatti la tensione nel carcere sale al punto da causare crisi di panico e altre reazioni imprevedibili quanto assolutamente credibili. I secondini trovano il modo per farsi rispettare senza violenza: umiliare i carcerati in tutti i modi possibili. E la situazione degenera deliziosamente e precipitosamente fino all'intenso finale, che ha l'unica pecca di risolversi positivamente. Un finale tragico sarebbe stato sicuramente più gradito dal sottoscritto e, insieme ad altre spigolature sulle quali ho dovuto chiudere un occhio (i tremendi dialoghi tra il protagonista e l'amata, gli occhialoni neri filmatutto davvero poco credibili per chiunque, il brindisi finale con champagne di marca), ha limitato il mio voto a 5 su 6.
Citazione: "Perchè le donne guardano i film porno fino alla fine? Perchè pensano che alla fine si sposano tutti" (con ripresa del controllore che sghignazza e la tipa che lo guarda storto).
In mezzo alle dispute tra i vari ministeri di yakuza giapponesi, tra i gestori di un bordello e le accompagnatrici c'è un killer solitario che ha deciso di farsi giustizia da solo, ma la sua idea di giustizia è molto particolare: egli ad esempio uccide un pappone per poter fare più male alla prostituta sfigurata di quanto già ne subisse...tutto sembra trovare una spiegazione dal trauma vissuto dal killer nella sua adolescenza ma scopriremo che non è così.
Un complicato quanto ingiustificato processo ipnotico da parte di un vezzo palestrato è ciò che spinge il giovane Ichi a staccarsi dalla malinconia di giornate davanti a una playstation e realizzarsi come uomo nell'affascinante esperienza del delitto, aiutato da una tutina con simpatiche lame sporgenti.
Takashi Mike realizza un film con pregi indiscussi, scene e inquadrature memorabili, effetti di ralenty o di doppia velocità da videogioco accompagnati da una sceneggiatura pulp e personaggi di spessore. Ichi the killer è un assassino piagnucolone, un ragazzo debole e manipolabile e sarà solo l'intervento del misterioso vezzo (ATTENZIONE: interpretato nientemeno che da SHINYA TSUKAMOTO) a tirargli fuori il meglio/peggio di sè. Parallela la vicenda del biondo yakuza Kikihara, gran personaggio, anzitutto perchè è facilmente distinguibile per il colore dei capelli e per i tagli ai lati dela bocca che gli permettono un'apertura orale spropositata ma soprattutto per la sua ricerca di piacere scaturito dalla violenza (anche su se stesso) e dalla sua estraneità dalle regole del mondo.Anche personaggi secondari come le donne,il pappone,Batista e il poliziotto che perse la sua pistola sono molto ben fatti. Ma la storia si dilunga troppo, le rivelazioni appaiono macchinose e forzate, i tempi di progressione errati o forse incomprensibili per noi; le scene splatter sono belle e divertenti ma chiaramente troppo artificiali e fumettistiche; la scena del vezzo che si spoglia e mostra un fisico alla Galeazzo Costantino è paragonabile per assurdità e inutilità al balzo di 10 metri del professore di Battle Royale 2 e infine la battaglia finale sulla sommità del grattacielo sembra un matrix dei poveri. Bel film che poteva con qualche attenzione in più diventare un vero cult, così com è sembra che alcune cose siano state fatte, col cult.
1° 5,00 - L'isola degli uomini pesce (Martino)
[Guadagna la qualificazione per i Masters of Ghisoni]
2° 4,50 - Gli Orrori del castello di Norimberga (Mario Bava)
2° 4,50 - L'aldilà- e tu vivrai nel terrore (Fulci)
4° 4,00 - Begotten (Merhige)
5° 4,00 - Critters (Herek)
6° 3,66 - Schramm (Buttgereit)
7° 3,66 - Ichi the killer (Takashi)
8° 3,50 - Salò (Pasolini)
9° 2,50 - Bushinsaba (Ahn Byeong-ki)
FC - The experiment (Hirschbiegel)
Conclusa l'edizione dei presunti capolavori ribattezzata l'edizione dei flop, o anche dei prot. non è che in fondo sia stato deluso dalle scelte o dai film stessi,ma ci si poteva aspettare di più.unica edizione in cui non ho dato sei,unica edizioni con più insufficienze che sufficienze da parte mia,frutto però anche di una estrema severità dei giudizi,conforme alla(presunta) alta qualità dell'edizione ciononostante una media globale di 3.91 la mette al 3 posto di sempre,dietro all'imbattibile - credo- edizione dei 2 e davanti alle prime tre,dove però un maggiore (e discutibile)numero di votazioni ha spesso condizionato il risultato finale.la classifica finale combacia molto con la mia,ritengo che il vincitore sia giusto.
Sicuramente una edizione particolare,con novità stilistiche e teoriche non sempre apprezzabili ma comunque interessanti e fonti di dibattito.Si è pagato il doppio inserimento del film asiatico,poichè uno di essi,non vi dico quale,si è rivelato uno dei peggiori in assoluto,il penultimo nelle valutazioni del gff.si salva dal ghisoni di tolla solo perchè un gradino sotto sta il mitico hellbound.
Infine ho il piacere di constatare qualche presenza più continua del Pepino e dell'Enigmista,che spero possano partecipare anche in futuro mantenendo il vigore del ghisoni nonostante le partenze -ahimè- di Monster Mind e Lord Pain.
LordPain
Quattro nobili fascisti fanno rapire 9 ragazzi e 9 fanciulle dalle campagne, per portarli in una villa fuori dal mondo e dalle regole che lo dominano. Stuzzicati dai racconti di vita delle narratrici, tre gran puttane con alle spalle decine d'anni d'esperienza, i 4 personaggi sfogano le loro voglie di sesso, violenza e sadismo.
Louisiana, anni addietro, quando il mondo era ancora giallino,fu in quel tempo che il paese spaventato torturò e uccise il pittore che alloggiava in un picolo albergo sula riva del fiume accusato di stregoneria.
Il ritorno di Buttgereit sugli schermi del gff è sconcertante.Nessun film tra quelli visti finora mi ha lasciato così pieno di dubbi,non sono nemmeno convinto della valutazione,cosa che non è avvenuta quasi mai.Un film assolutamente da rivedere.Il protagonista assoluto dell'opera è la sofferenza:quella del killer che rivive prima di morire gli attimi chiave dei suoi orrori, e quella del pubblico,costretto a rivedere attraverso di lui le aberrazione dell'umanita,soprattutto per monster mind,gradito ritorno alla cantina degli orrori dalla quale vorrebbe scappare dopo la scena dell'inchiodamento del pene.e non avrebbe tutti i torti,perchè anche per gli appassionati di buttgereit questo è un film che prevarica spesso il buon gusto.
Riecheggia ancora nella mia testa l'inquietante eco della seduta spiritica koreana, così affascinante e stupendamente dipinta da luci rosse e blu.. Bunshinsaba Bunshinsaba..
Siamo in una scuola femminile in Korea, 3 ragazze per vendicarsi degli abusi (sberlette e spallatine) di alcune loro compagne decidono di maledirle evoncando uno spirito maligno. La giovane medium raccomanda alle altre di non aprire gli occhi e la bocca, ma il cielo si oscura per davvero e al momento dell'arrivo del demone è proprio lei che si guarda intorno terrorizzata consentendogli così di impadronirsi del suo corpo. Nei giorni seguenti le ragazze scritte sul foglio durante il Bunshinsaba iniziano a morire, una alla volta e apparentemente per suidicio, ma tra gli adulti emergono strane storie di vecchi fantasmi...
Ho deciso di portare al GFF questo titolo dopo aver visto a casa da solo la prima metà, come potevo sospettare un crollo totale nella seconda parte? La storia si ritorce su se stessa e non sa più come andare a finire, nell'ultimo quarto d'ora non saprei dire cosa succede perchè le mie forze erano completamente dedicate a tenere aperte le palpebre e non alla comprensione, già difficile, della trama a ritroso a suon di flashback desaturati. I frequenti sbalzi di volume mi aiutavano a star sveglio ma dopo un po' hanno stancato, quegli spaventini studiati non possono essere più di due o tre in un film se no alla fine non fanno più effetto!
Peccato perchè l'atmosfera creata nella prima parte mi aveva davvero incantato, in parte aiutata dalle scene riprese e fotografate in maniera adorabile. Anche la lingua originale ha giocato la sua parte, io preferisco mille volte i sottotitoli perchè il suono delle lingue orientali mi prende. Qualcun altro invece - che in altre situazioni dichiarò di amare il cinema asiatico anche nei suoi eccessi - si permetteva addirittura di canzonare le modulazioni dei dialoghi in koreano, e subito dalle prime scene per giunta, distruggendo tutto il pathos che in una visione di gruppi superiori a 3 già è difficile creare. Io guardai la prima ora da solo al buio nella Stanzetta del Terrore - famosa per aver condizionato positivamente alcune visioni - e posso assicurare che c'era una bella differenza con il clima da cabaret che invece si è subito creato nella Cantina.