Ognuno avanzi le sue proposte per Halloween, titoli o idee per la serata.
Per ora siamo tutti d'accordo che la festa sarà in maschera ma è ancora da stabilire il luogo di ritrovo, la scaletta precisa ed eventuali novità.
Anche chi non ha mai scritto sul blog faccia sentire la sua voce!
Demon Death
1° 4,43 - Chocolate (Mick Garris)
[Guadagna la qualificazione per i Masters of Ghisoni]
2° 4,40 - Buio Omega (Joe D'Amato)
3° 4,20 - Premutos (Olaf Ittenbach)
4° 4,00 - Friday the 13th Part III (Sean Cunningham)
5° 3,86 - Bad Taste (Peter Jackson)
6° 3,63 - Haeckel's Tale (John McNaughton)
7° 3,40 - Suicide Club (Sion Sono)
8° 3,20 - Henry: Portrait of a Serial Killer (John McNaughton)
9° 2,50 - Fantasmi da Marte (John Carpenter)
FC - Mr. Sardonicus (William Castle)
Il discorso che avevo aperto sui problemi della seconda edizione sembra che sia stato completamente ignorato. La mia accusa alla debolezza dei votanti, che si sono lasciati ammaliare da produzioni moderne e patinate, viene rinforzata in questa edizione da un primo posto che ha lasciato tutti in imbarazzo. Posso solo considerarlo un omaggio a Mick Garris, che ha il grande merito di aver acceso la miccia dei Masters of Horror. E' lui infatti l'ideatore e l'organizzatore della serie che un giorno ha preso il telefono e ha contattato i più illustri maestri dell'Horror da tutto il mondo.
Per un soffio la qualificazione non andava a Joe D'Amato, già detentore di un ottimo 3° posto nel GFF1 e unico portabandiera di questa edizione. Mi sento in parte responsabile per aver sottovalutato la sua opera, un punto in più da parte mia sarebbe bastato... ma non sono certo l'unico che deve farsi un esame di coscienza. Vedere un capolavoro come Henry Pioggia di Sangue contendersi l'ultima piazza con Fantasmi da Marte mi fa rilettere sull'utilità di andare avanti ad assegnare dei voti.
Demon Death
L'utilizzo del titolo originale è in questo caso indispensabile, per capire la tipologia di film e le intenzioni del regista: non è intrattenimento fine a se stesso (splattercontainer.com)
La storia descrive in maniera calma e realistica la vita di un uomo gentile ed educato, che cerca di lottare contro le sue turbe psichiche conducendo una vita apparentemente normale. Spesso però il suo lato malato viene provocato e Henry non resiste alla tentazione di commettere omicidi. E lo fa con naturalezza e praticità, dimostrando che anni di esperienza nel settore gli hanno insegnato a star lontano dalle rogne. Henry è omicide-addicted, non riesce a fare a meno della sensazione di uccidere che, come dice al suo amico Otis, "fa sentire bene". Otis è un simpaticone che ha conosciuto Henry in prigione. E' un personaggio stupendo creato alla perfezione, con la sua semplicità, la sua comicità un po' ritardata, il suo Io debole, influenzabile e privo di volontà. Condivide l'appartemento con Henry e tira avanti lavoricchiando e spacciando erba, vittima della sua scarsa intelligenza e facile preda dei suoi unici istinti primitivi. Un giorno la sorella Becky si trasferisce da loro. Degna consanguinea del fratello pettegolo racconta in maniera patetica la sua infanzia difficile ad Henry, il quale reagisce in maniera strana, dando luogo ad una conversazione che fa nascere un dubbio nello spettatore: non ricorda come ha ucciso la madre o ha inventato tutto per giustificare a se stesso il suo comportamento? Da quella sera nasce un rapporto tra i due: Becky vede in lui la speranza di un futuro diverso mentre Henry dimostra il suo timido affetto per la donna iperproteggendola dai comportamenti espansivi di Otis. Una sera Otis e Henry escono per "bere una birra" (definizione oramai da prendere con le pinze) e nasce così la breve carriera di omicidi di coppia, che terminerà nel modo più tragico e scontato. Un finale di film strepitoso perchè non si parla di scontatezza, ma di logica. Henry è fatto così, la situazione degenera e lui si comporta freddamente, come ha sempre fatto, da perfetto serial killer.
Qualcuno si è lamentato della lentezza del film. I primi minuti raccontano elegantemente la vita di Henry, l'alternanza secca di scene di tranquilla vita quotidiana e scene di brutali omicidi. Ho apprezzato l'espediente utilizzato dal regista, mostrare la scena dei delitti già compiuti con i rumori dell'omicidio in sottofondo. Urla e violenza che rimbombano ancora nelle stanze, nell'aria e nella mente del killer. La prima parte del film racconta, creando il giusto preludio alla seconda, dove l'azione incalza e le efferratezze vengono mostrate senza sconti. Omicidi che ho trovato poetici ed efficaci, dalla televisorata in testa al ciccione al divertente massacro di famiglia in stile Arancia Meccanica.
Scrivere questa recensione mi è costato un po' di sonno ma sono contento di aver fatto ordine nella mia testa. Secondo me abbiamo visto il film più bello passato al GFF finora e mi dispiace che non ve ne siate accorti. Il voto che ieri ho scritto con qualche indugio, ora lo ritengo pienamente meritato: 1
(scherzo..)
Un uomo si rivolge ad una negromante per riportare in vita la sua amata, morta da poco. La vecchia allora gli racconta la storia di Haeckel, un giovane studente di medicina che cerca di riportare in vita i corpi con metodi scientifici, convinto che la magia nera sia una bufala. Avrà modo di ricredersi, grazie alle macabre dimostrazioni del Dr Montesquino e all'incontro con una donna in preda a malsani desideri sessuali.
Avevo già visto l'episodio quest'estate, il fascino della brughiera nebbiosa e la simpatia degli zombie arrapati mi avevano colpito positivamente. Rivedendolo in sede ufficiale mi sono reso conto di quanto la storia si svolge in maniera lenta e un pochino prevedibile. Ma forse era perchè sapevo già come andava a finire.
McNaughton ha dovuto sostituire Romero nella direzione di questo mediometraggio, ma il suo genere di horror è di tutt'altra pasta. Io proporrei come chiusura del GFF3 la visione di Henry Pioggia di Sangue, il suo masterpiece.
Demon Death
Venerdì 13 Ottobre 2006
La serata è magica. Tutto è stato organizzato nei minimi particolari per onorare Jason Voorhes e il suo onomastico. Un'antica effige sul portone d'ingresso della Cantina degli Orrori, illuminata dalla luce flebile di una candela, scuote di terrore i temerari che si accingono a varcare la soglia; la maledizione di Crystal Lake sta per essere rievocata. All'interno, sulle immancabili note della sigla del GFF, un occhio di bue illumina ciò che rimane dell'eroe Jason ovvero la sua maschera immortale. E' una grande serata e la Cantina fa spazio a decine di spettatori che, ansiosi di assistere al primo episodio di comparsa della maschera, si accomodano su umili sedie e divani. Al centro della platea invece, il mio posto. Era da tempo immemore, tempi in cui Rabid Rats probabilmente andava all'asilo, che non mi veniva dedicato un posto riservato, tutto mio, dove nessun altro si può sedere. Ma quelli sono tempi andati, la mia sedia venne profanata e prelevata da un barbaro di passaggio, emblematico simbolo della disfatta totale della BHS.
Venerdì 13 Ottobre 2006 perfettamente davanti al maxischermo installato appositamente per l'occasione, 3 maestosi troni di uguali dimensioni e fattezze sono pronti ad accogliere i sacri deretani dei 3 padri prescelti dal Ghisoni: Pater Tenebrarum, Pater Lacrimarum e Pater Noster. Un indescrivibile onore sedermi proprio tra Lord Pain e Rabid Rats per iniziare una delle visioni più promettenti del GFF3.
Dopo pochi minuti, la qualità della proiezione mi riporta ad una visione meno poetica della realtà. Il film è il sequel di un remake di un primo episodio che già mi era piaciuto poco, per la sua quasi totale assenza di trama. Sono il primo a dire che un buon film non ha necessariamente bisogno di una trama avvincente per stare in piedi; In questo caso però non c'è una tematica, o uno sfoggio stilistico, o un'esagerazione di violenza e nudità sull'altro piatto della bilancia. Ci sono solo una manciata di ragazzi che vanno in una casa in mezzo al bosco e aspettano tranquilli il loro turno di essere ammazzati. Qualche perla mi destava ogni tanto dalla catalessi: alcuni omicidi abbastanza affascinanti e atti di teppismo notevoli da parte di una strampalata gang locale. Il regista, lo stesso del secondo episodio, s'era tenuto aperto un finale che non manca di riportare dettagliatamente in apertura, ma non ha la forza di chiudere in maniera decisa il terzo capitolo: addirittura due sopravvissuti alla carneficina!
La presenza di un pubblico giovane ha disturbato un po' la visione ma ogni tanto faceva sorridere per le battute. Non ho per nulla gradito però la menzione del nome di Nightmare invano, spero che il Ghisoni abbia pietà della loro ignoranza.
Come previsto siamo arrivati alla visione del film carichissimi, ognuno con il suo conto alla rovescia interiore, io credevo addirittura che lo spirito di Premutos prendesse il posto di Ghisoni per una sera e si reincarnasse nei nostri flaccidi corpi mortali...
Un film strano. La mia aspettativa era quella di un'efficace rappresentazione monocorde: Premutos, protagonista indiscusso, nel corso dei secoli si reincarna in personaggi diversi e diffonde morte e disperazione senza fine. Il progetto è invece più bizzarro e articolato. Ittenbach tocca in qualche modo i temi più svariati: famiglia tedesca, cameratismo, blasfemia, razzismo, sadomaso, sbornie, sport, necronomicon.. il tutto condito con ironia più o meno volontaria e ovviamente tanto tanto sangue e violenza.
Una produzione amatoriale che non si nota dagli effetti speciali, di ottima fattura, e nemmeno tanto dalle ricostruzioni storiche (alcune sono un po' troppo ambiziose ma altre funzionano benissimo). L'errore del regista secondo me è stato proprio voler mettere troppi ingredienti nel calderone. Alcune gag sono divertenti, ma quasi sempre inutili. Inaccettabile infine il finale: quando Premutos finalmente si reincarna nel protagonista basta, non si vede più. La scena viene presa da Hugo, Walter (il migliore) e gli altri, che si devono sbarazzare di decine di zombie (da dove vengono??) con rivoltelle, fucili, mitragliatrici, un carrarmato, una bomba a mano che chiude il tutto. Insomma da un film così non mi aspettavo certo l'happy-ending, ci sono rimasto male.
La locandina di cui mi ero innamorato non riporta l'involucro di carne di Premutos, ma il Walter alle prese con la motosega.
Io voto per visionare il 3, per onorare la maschera e conservare il 2 per l'edizione dei numeri 2.. Non dovrebbero esserci problemi per la successione degli episodi, da quanto ho capito son tutti più o meno uguali. Problemi seri per Jason se invece si tira in ballo Freddy, il quale sicuramente ruberebbe la scena con il suo carisma e la sua comicità!
Un'altra idea potrebbe essere uno "speciale Venerdì 13": una raccolta di tutte le scene più mitiche della serie, ovviamente a cura di Pain e Rabid.
Appuntamento sicuro giovedì per PREMUTOS (finalmente!), venerdì potrebbe essere ok dalle 2230 tanto il giordo dopo è sabato quindi si può far tardi. :)
Demon Death
Ieri sera evento quasi sacrilego nella Sala del Terrore: adunanza GFF3 con la presenza di un solo Padre tra i 6 partecipanti! Lolli Palmer, Monster Mind, Shock Trauma, Deer Man e l'ospite d'onore Ghost Splatter hanno vivisezionato in mia presenza uno dei Masters of Horror più attesi, in lingua originale. Mi rammarico ma è stato l'unico modo per evitare allo spirito del Ghisoni di restare inattivo per troppi giorni; Lord Pain infatti tradiva la comitiva partendo per la Transilvania senza preavviso e Rabid Rats mancava all'ultimo momento per motivi che non cito per rispetto della sua reputazione. Cmq ho raccolto personalmente i voti che sono custoditi in un'urna provvisoria, i Padri potranno aggiungere il numerino magico dopo la loro visione che spero avverrà al più presto.
Un chimico separato dalla moglie e dal figlio conduce una vita di solitudine e tristezza. Ma un giorno inizia ad Avere visioni e strane sensazioni, come il sapore di cioccolato in bocca...
Non posso aggiungere altro, per evitare condizionamenti aspetterò ad inserire il mio commento critico.
Demon Death
Visto che nessuno si fa avanti inizio io con una piccola recensione della nostra ultima visione.
Il ministro della difesa assegna una missione molto delicata a un gruppo di problem solver particolari. Essi si troveranno a lottare contro una goffa razza aliena che si serve di corpi umani per rifocillare i fast food spaziali.
Fuori di Testa, questo il titolo italiano, allude sicuramente al cervello del nostro amico, che dopo un volo impressionante dalle rocce neozelandesi si rialza e si sistema la scatola cranica come un pezzo dei lego.. Questa è solo una delle tante divertenti gag che hanno allietato la nostra serata, tra uno sbadiglio e l'altro però. Per quanto mi riguarda questo precursore del genere splatter-demenziale ha sì divertito, ma a singhiozzi, per via di alcuni tempi dilatati. I personaggi sono simpaticissimi e le trovate originali, ma quando vengono ripetute a dismisura (per esempio la mezzora di sparatoria dell'assurdo) stancano un po'. Questo non toglie nulla alla bellezza dei mostri e degli effetti speciali, spinti al massimo!
Un solo film del GFF1 è sfuggito, non si sa come, alla nostra recensione. E' facile intuire il motivo visto che si è piazzato in fondo a tutte le classifiche, è finito addirittura sotto Jenifer e Inferno, e per punti anche sotto al Villaggio degli Sfigati e The Torturer. Ma è stato poi così brutto? Secondo me no, ma ha sofferto della visione troppo recente delle analoghe suggestioni visionarie di Extrasensorial. E senza dubbio ha contato anche il fattore delusione: venivamo dal Paperino e ci aspettavamo un altro thriller di quel calibro.
Le sette note della colonna sonora sono intriganti e misteriose, accompagnano una vicenda che se non stupisce per il suo svolgimento a matrioska, per lo meno affascina, con la bellezza delle ambientazioni e delle interpreti. Abbiamo dato troppo peso alla carenza di sangue e nudità, e a quel manichino ridicolo che scende come un missile dalla montagna ricordandoci il finale di Non si sevizia un Stefanino. La serata contava solo quattro votanti, due dei quali ricordo andarono avanti a fare domande sulla trama per un po'.. anche se il voto più alto è stato il mio (uno dei due 3 assegnati) ripensandoci ora mi sento in dovere di scuse a Lucio, per aver un po' sottovalutato la sua opera davanti agli occhi onnipresenti del Ghisoni.
Curiosità: il famoso tema è ripreso all'inizio del brano rap Ode to Oren Ishii, della colonna sonora di Kill Bill.
Per la prima volta ho concesso alla mia compagna, Shock Trauma, la visione di un film trasmesso al GFF. Che figuraccia... Neanche il Villaggio dei Dannati aveva fatto così pena, qui inizio a indagare sulla sanità mentale del regista. I casi sono due: o è un genio che ha deciso di fare un capolavoro di autoironia sul genere sci-fi-horror a lui tanto caro oppure boh, è impazzito e ha girato questa roba tutta in flashback dove alcune scene sono addirittura mostrate 2 volte (ma ci crede ritardati?) e alcuni stacchi sono tipo giropaginadigitale di premiere. Da un certo punto del film ho deciso di prenderlo per un film comico, ho iniziato a divertimi!
I nomi dei personaggi sono strepitosi (in primis Desolazione Williams ma anche Uno, Dos, Tres, Descanso, Jericho.. è Jason Statham di El Transportador!) La musica e i mostri sono gradevoli però, con le loro urla e il loro trucco di carnevale, fanno paura quando lanciano quelle specie di coperchi di bidoni dell'immondizia. Ah carina la cosa che se ti droghi non diventi uno zombie.. poco approfondita però.
Insomma un film a cavallo tra i generi e le intenzioni, che non ha convinto nessuno ma che ha sicuramente regalato tante sane risate.
Demonaz