L'ultima serata del Ghisoni Film Festival Second Edition ha affrontato due film molto diversi, nonostante appartengano entrambi alla grande famiglia dell'Horror.
Il ritardo di Morbid Cake ci ha fatto iniziare con quello più breve ed entusiasmante, sia per la modernità del progetto che per la frivolezza dei temi trattati (belle donne, leggende indiane, bisbocce tra poliziotti).
Un detective che si occupa di casi di aggressioni di animali inizia a seguire le tracce (ed è proprio il caso di dirlo) di una serie di omicidi brutali. Inutile per noi la scoperta progressiva delle impronte di cervo, dei peli di cervo.. perchè al contrario dei protagonisti abbiamo visto il titolo del film in sovraimpressione e quindi non abbiamo molti misteri da scoprire. Se non i seni stupendi dell'esordiente attrice brasiliana Cinthia Moura.
Divertenti i dialoghi, alcune scene sono delle vere e proprie gag, bravi e simpatici gli attori, ma come dicevamo la storia si svolge in modo scontato, soprattutto per chi ha già visto il trailer. Niente di più lontano dalla paura, ma il finale semi-tragico risolleva le sorti.
La storia la conoscono tutti: una ragazza si sottopone ad un trapianto di cornea; il nuovo mondo fatto di colori è proprio bello peccato sia infestato dai fantasmi di persone morte ma che hanno lasciato dei conti in sospeso.
La prima parte del film è molto piacevole: i fratelli Pang sfoggiano tutta la loro bravura tecnica, ovviamente con stile orientale. Oltre alla pulizia delle inquadrature, alla morbidezza delle luci e all'abilità nel riprendere il buio, introducono un uso intelligente dello sfuocato come rappresentazione della cecità e della sua graduale scomparsa. La paura dell'ignoto quindi non risiede nella solita oscurità impenetrabile, ma in immagini dove realtà e visione si fondono. Quando poco alla volta la visione cattiva si avvicina essa prende forma, perchè entra nello spazio nitido dell'inquadratura. Questi momenti mi hanno regalato inquietudini non da poco, peccato che nella seconda metà il gioco ormai è scoperto, la ragazza recupera la vista e tutti sappiamo che i cattivi sono solo povere anime innoque alla Sixth Sense. Così la regia inizia ad attaccarsi un po' a qualsiasi cosa, troppo spesso innesta i suoni del brivido ma senza più far rabbrividire. La parte peggiore del film è quando scopri che manca tutta una caccia al tesoro da risolvere e quindi una buona mezzora di noia. Il doppiaggio italiano come al solito non aiuta, anzi contribuisce a mettere in cattiva luce il cast, nel quale brilla solo la protagonista.
Sufficienza stiracchiata per "Lo Sguardo", guadagnata per ragioni tecniche e per la presenza di un livello di lettura superiore: la cecità intesa come incapacità di vedere ciò che ci circonda per mancanza di sensibilità.
Questo romanzo di Stephen King mi è rimasto attaccato al cuore. Mi fu regalato da Scary Duck ai tempi delle medie, ma non riuscii mai a leggerlo, fino a quest'estate. Si è fatto la traversata atlantica e me lo sono letto nell'arco di un paio di settimane negli angoli più svariati del territorio messicano. Mi faceva compagnia in spiaggia sotto il sole bruciante, sull'amaca nei momenti di relax, o durante gli interminabili viaggi in pullman, quando la visione degli inutili film d'azione messicani mi faceva venire nostalgia di Notte Horror.
Vi potete immaginare allora la mia gioia quando ho scoperto che l'adattamento è stato diretto niente popò di meno che da George Romero! Ma che delusione...
Uno scrittore mette fine allo pseudonimo con il quale ha scritto i suoi bestseller horror. Da quella notte George Stark, la sua metà oscura, si materializza ed è pronto a tutto pur di farlo riniziare a scrivere.
Io non leggo molto quindi non me ne intendo di trasposizioni cinematografiche. Questo è stato uno dei rari casi in cui ho visto il film dopo aver letto il libro e le mie aspettative erano molto più alte.
E' stato fastidioso soprattutto notare le differenze con il libro: la fotografa carina da new york si mischia con il vecchio del primo omicidio, dando alla luce un vecchio fotografo sfigato. La moglie di Thad non è per niente affascinante, come il cattivone non fa paura a nessuno: le sue efferatezze sono prive di tensione e di splatter. Un personaggio molto simpatico, un collega del protagonista che lo aiuta in modo fondamentale per il finale, nel film è una donna. Non si capisce da dove sia sbucata e si limita a prestargli la macchina. Il finale è quindi un po' diverso.. viene inserita un'insopportabile scazzottata decisiva alla Bud Spencer. Insomma due ore usate male e l'unica cosa che si salva sono i passeri, che si alzano in affascinanti stormi immensi e danno un po' di "mordente" al finale.
E' sorta la necessità di fare un chiarimento sul sistema di voti utilizzato finora.
Il voto da 1 a 6 è una mia vecchia abitudine, presa sfogliando le pagine di Metal Hammer da giovincello.
Tra tutte le possibilità di esprimere un giudizio io la trovo ideale: il voto da 1 a 10 ha troppe varianti,
da 1 a 4 troppe poche, da 1 a 5 lascia quella insopportabile via di mezzo che è il 3.
La critica del cinema generalmente utilizza la fascia da 1 a 5 ma spesso 3 è già un buon voto e non una via di mezzo. Morandini per esempio da pochissimi 4 e i 5 si contano sulle dita di una mano! Mereghetti invece vota da 1 a 4 ma si concede il lusso dei mezzi punti.. cosa invece vietata al Ghisoni Film Festival. Insomma non è mai chiaro quanto valgano un 2 un 3 un 4...
La valutazione che intendo non è proprio un voto, ma più una fascia di gradimento.
La rubrica sui chiamava Chiaro/Scuro, divideva il mondo in due emisferi: positivo / negativo. Non si può avere un parere neutro!
Ecco allora le mitiche faccine che venivano usate da Metal Hammer (grazie per la gentile concessione), non so neanche se la usano ancora.

1=molto negativo
Il film è completamente da buttare, non ne salvo nemmeno un aspetto, ritengo la visione addirittura dolorosa.

2=negativo
Il film non mi è piaciuto e non merita un'altra chance. C'è qualche trovata o qualche momento interessante ma niente di più.

3=poco negativo
Il film non è malaccio, ha dei lati positivi ma il giudizio globale è comunque leggermente negativo. Classico voto dei film noiosi.

4=poco positivo
Il film è discreto, i suoi difetti sono ovvi ma meno dei pregi, si guadagna la fascia positiva, magari per simpatia. Il tipico sorrisetto alla Boss.

5=positivo
Il film è buono, ha molti aspetti meritevoli e poche pecche. Posso parlarne entusiasta perchè mi ha colpito positivamente.

6=molto positivo
Il film è ottimo, tutto funziona come dovrebbe. A volte ci sono pregi così grossi che fanno dimenticare eventuali difettucci, oppure un qualcosa in più che lo rende speciale.
Sopra il 6 esiste la top ten dei film preferiti, ma sono tutti film da 6, non da 6+ o 7 o 10..
Alla fine dell'ultima edizione del festival, prima di approdare ai Masters of Ghisoni, tutti potremo stilare la nostra Horror Top Ten!
Ok chi ha ancora qualche dubbio prima di votare pensi alle faccine, sono perfette :)
Demon Death
In una tranquilla serata che non ricordo, una sparuta rapprensentanza di horrorofili si è gustata un piccolo fuori concorso: l'episodio dei Masters of Horror di Lucky McKee.
La protagonista è un'insettologa e nella sua timida esistenza nulla importa di più di quegli esserini disgustosi, che occupano tutta la sua casa. Ma un giorno due eventi sconvolgono la sua vita: conosce una ragazza per cui sboccia subito l'amore e riceve a casa un pacco dal brasile, contenente un insettone di 40cm mai visto prima. Quando la ragazza va a convivere con la protagonista iniziano i guai...
McKee sceglie il registro della commedia e dirige un filmetto divertente ma non molto inquietante, anche per me che ho una paura folle degli insetti. I 4 o 5 personaggi sono azzeccati ma non bastano per la sufficienza. La storia si chiude dandoci delle motivazioni un po' forzate, ma si fa perdonare con un divertente siparietto finale. Dietro al titolo, che prometteva bene, immaginavo una storia più tetra e malsana. Cmq da vedere.
propongo che quella che stiamo vivendo venga ricordata a vita come "la settimana dei fantasmi".
dico ciò a causa della numerosa proiezione questa settimana di films horror su queste entità paraumane:
martedì siamo stati allietati dalla visione di PHANTASM del geniale DON COSCARELLI, film regolarmente iscritto alla seconda edizione del ghisoni.
questa sera si continua con:
-FANTASMI DA MARTE di JOHN CARPENTER (Rete4 ore23:30)
-SPETTRI di MARCELLO AVALLONE (Italia1 ore 4:00 circa)
il sottoscritto, Rabid Rats, ha già pronta una videotape per il primo e ...tenetevi forte...una videotape per il secondo!
Sei caratteri cubitali scorrono sullo schermo, scuotendolo. T-E-T-S-U-O. Lo Shock ha inizio!
Inutile spendere parole per cercare di spiegare una trama esilissima e quasi impercettibile da tutti. Capirci qualcosa sarebbe come mettersi davanti a un Kandisky sperando di vederci che ne so un gatto, un fiore, un uccello.. questo film è un'incredibile opera d'arte!
La metamorfosi e il conflitto dell'uomo con la macchina vengono rappresentati nella maniera più esasperata e dolorosa, con una tecnica sublime. Il metallo prende il posto della carne, poco alla volta, attraverso infinite mutazioni che creano uno spettacolo molto pesante da digerire. Il regista può contare su fotografia, scenografia e recitazione spinte a massimi livelli. Ricorre spesso all'uso della stop-motion, tecnica ideale per rappresentare movimenti velocissimi e robotici. Tra l'altro è proprio il regista che si occupa della maggior parte del lavoro dietro le quinte, oltre a recitare naturalmente!
Le nostre reazioni sono disparate: Lord Pain e Rabid Rats si alternano ai nachos sgranocchiando ritmicamente, mentre Lolli Palmer decide che quello è il momento ideale per iniziare una dieta. Intanto Scary Duck è scared più che mai, Morbid Cake riflette sulle parole del suo professore (..un "Tempi Moderni Cyberpunk"..) e Demon Death, che aveva visto una versione su VHS registrata da fuori orario, sbava per la bellezza della versione DVD restaurata...